Legislatura 19ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 006 del 08/11/2022
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MALPEZZI Simona Flavia, MANCA, COTTARELLI, DELRIO, LORENZIN Beatrice, MISIANI, NICITA - Ai Ministri dell'economia e delle finanze, per gli affari europei, le politiche di coesione e il PNRR e dello sviluppo economico. - Premesso che:
secondo le stime preliminari dell'ISTAT, nel mese di ottobre 2022, l'indice nazionale dei prezzi al consumo per l'intera collettività (NIC) ha registrato un aumento del 3,5 per cento su base mensile e dell'11,9 per cento su base annua ("tendenziale"), portando l'inflazione acquisita per il 2022 all'8 per cento;
anche se tale accelerazione si deve in particolare all'aumento dei prezzi dei beni energetici e dei beni alimentari, anche la dinamica della componente di fondo dell'inflazione a 12 mesi è elevata (5,7 per cento in ottobre) e in aumento rispetto a settembre (5,3 per cento);
considerato che:
occorre risalire al marzo del 1984 per un tendenziale dell'indice generale NIC pari all'11,9 per cento;
tali incrementi dei prezzi colpiscono principalmente: i) i lavoratori a reddito fisso, come gran parte del lavoro dipendente, compreso le fasce più deboli della popolazione, le famiglie a basso reddito e i lavoratori precari; ii) i risparmiatori che hanno investito, direttamente o indirettamente, a tassi di interesse fissi, che sono spesso risparmiatori meno sofisticati e con importi di risparmio limitati;
l'Ufficio parlamentare di bilancio, in un lavoro pubblicato lo scorso 18 ottobre, ha evidenziato, infatti, che l'impatto della crescita dei prezzi, nel periodo tra giugno 2021 e settembre 2022, presenta un profilo fortemente regressivo, in quanto l'impatto degli aumenti dei prezzi hanno riguardato beni di prima necessità (alimentari ed energia) che incidono molto sulla spesa dei soggetti più poveri. Ad attenuare la grave situazione emersa nel predetto periodo hanno contribuito le misure di mitigazione adottate dal precedente Governo;
tenuto conto che:
l'attuale andamento dell'inflazione, innescato dallo shock sui prezzi energetici, rischia di diventare un fenomeno persistente, indipendentemente dall'andamento dei prezzi energetici attesi in calo, e difficile da correggere senza adeguate politiche di intervento. Quando l'inflazione sale in modo significativo, infatti, tende a rimanere alta per diverso tempo, perché aumenta le aspettative di inflazione futura e innesta una rincorsa tra diversi prezzi e retribuzioni;
la BCE ha risposto all'alta inflazione degli ultimi mesi con rialzi dei tassi di interesse, peraltro ancora limitati. Tuttavia, nonostante la corretta decisione, i primi effetti positivi, sulla base di stime econometriche, si avranno non prima di diversi trimestri,
si chiede di sapere:
quali iniziative intenda intraprendere il Governo nelle sedi istituzionali europee al fine di concordare politiche e strumenti comuni di intervento finalizzati ad evitare che la persistenza dell'inflazione abbia ricadute negative sulla diseguaglianza sociale (in termini di distribuzione del reddito e della ricchezza) e sulla continuità operativa delle imprese, sull'occupazione e sulle famiglie;
quali iniziative urgenti intenda adottare, al di là del contenimento del costo dell'energia, a partire dalla prossima legge di bilancio e dagli altri provvedimenti in via di adozione, per sostenere i soggetti maggiormente colpiti dall'attuale andamento dei prezzi, che rischiano di colpire duramente i soggetti più poveri e, in particolare, le famiglie i cui redditi nominali non variano al variare dell'inflazione;
quali misure si intenda adottare per sostenere le imprese dei settori maggiormente colpiti dagli effetti negativi dell'incremento dei prezzi e dei tassi d'interesse.
(3-00019)