Legislatura 18ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 456 del 27/07/2022
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Seguito della discussione del documento:
(Doc. II, n. 12) Riforma del Regolamento del Senato a seguito della revisione costituzionale concernente la riduzione del numero dei parlamentari (Votazioni qualificate ai sensi dell'articolo 167, comma 5, del Regolamento)(ore 9,52)
Approvazione degli articoli 1, con modificazioni, 2, con modificazioni, 3, 4, 5, con modificazioni, e 6
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca il seguito della discussione del documento II, n. 12.
Ricordo che nella seduta del 12 luglio si è conclusa la discussione. I relatori hanno chiesto di svolgere le proprie repliche successivamente all'esame della Giunta per il Regolamento sugli emendamenti presentati.
Ha facoltà di parlare il relatore, senatore Calderoli.
CALDEROLI, relatore. Signor Presidente, anche interpretando il pensiero del collega relatore, senatore Santangelo, rinunciamo alle repliche, se non per dire che il lavoro della Giunta per il regolamento è stato ulteriormente portato avanti. A conclusione dei nostri lavori tutti gli emendamenti che sono stati approvati hanno riscontrato un voto all'unanimità, come all'unanimità è stato dato mandato ai relatori.
Procederei pertanto all'illustrazione, eventuale, degli emendamenti e all'espressione del parere sugli stessi.
PRESIDENTE. Il relatore, senatore Santangelo, non intende quindi intervenire in sede di replica.
Avverto che per la votazione dei singoli articoli del documento, nonché degli emendamenti aggiuntivi, è richiesta la maggioranza assoluta dei componenti del Senato. Come stabilito dalla Conferenza dei Capigruppo, tali votazioni avranno luogo al termine dell'esame degli emendamenti riferiti al testo approvato dalla Giunta.
Ricordo altresì che le votazioni per le quali è richiesta la maggioranza assoluta costituiscono deliberazioni definitive. Pertanto, esaurite tali votazioni, non si procederà al voto finale sul complesso del documento.
Passiamo all'esame degli articoli, nel testo proposto dalla Giunta per il Regolamento.
Procediamo all'esame dell'articolo 1, sul quale sono stati presentati emendamenti che si intendono illustrati.
Prima di passare alle votazioni, chiedo ai relatori, ai sensi dell'articolo 167, comma 4, del Regolamento, di riferire all'Assemblea l'orientamento della Giunta per il Regolamento sugli emendamenti presentati.
CALDEROLI, relatore. Signor Presidente, rispetto agli emendamenti riferiti all'articolo 1, la Giunta si è così espressa: il parere è contrario sugli emendamenti 1.1, 1.2. 1.3, 1.4, 1.5, 1.6, 1.7, 1.8 e 1.9.
Il parere è favorevole sull'emendamento 1.10, mentre è ancora contrario sugli emendamenti 1.11, 1.12 e 1.13.
La Giunta ha espresso parere favorevole sull'emendamento 1.300. Sull'1.14 c'è un invito al ritiro. Il parere è contrario sugli emendamenti 1.15 e 1.16, mentre è favorevole sull'1.17.
Sull'emendamento 1.36 il parere è favorevole limitatamente alla lettera a) e, quindi, c'è un invito a riformularlo escludendo la lettera b). Il parere è altresì favorevole sull'emendamento 1.301. Sugli emendamenti 1.18 e 1.19 c'è un invito al ritiro, mentre il parere è contrario sugli emendamenti 1.20, 1.21 e 1.22. Sull'emendamento 1.24 c'è un invito al ritiro con eventuale trasformazione in ordine del giorno.
Il parere è contrario sull'emendamento 1.26, favorevole sull'1.27 e ancora contrario sugli emendamenti 1.28, 1.30, 1.31, 1.32 e 1.33.
Il parere è favorevole sull'emendamento 1.302, contrario sugli emendamenti 1.38 e 1.39 e ancora favorevole sull'1.40.
Sull'emendamento 1.43 il parere è favorevole limitatamente alla lettera a); quindi, qualora la presentatrice lo riformulasse in tal senso, il parere sarebbe favorevole, essendo l'emendamento identico all'1.44 su cui è stato espresso parere favorevole. Ancora, il parere è favorevole sull'emendamento 1.45.
SCHIFANI (FIBP-UDC). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCHIFANI (FIBP-UDC). Signor Presidente, accolgo la proposta di riformulazione parziale dell'emendamento 1.36. Vorrei sinteticamente informare l'Assemblea del contenuto di questa nostra proposta, che in parte viene accettata e in parte non viene accolta, ma viene poi risolta in occasione dell'esame dell'articolo 5, che tocca il tema del cambio di casacca e delle limitazioni dei contributi nei confronti dei senatori che cambiano Gruppo.
La parte su cui i relatori si sono espressi favorevolmente prevede l'abolizione di una norma che non prevedevamo, e cioè che per costituire un Gruppo nel futuro Senato sia sufficiente rifarsi a un consigliere regionale eletto in una singola Regione. Si sarebbe arrivati a un'anomalia, signor Presidente, per cui è sufficiente che un consigliere sia eletto nella Regione Abruzzo, nella Regione Lombardia o nella Regione Sicilia, sotto l'egida di un determinato simbolo, per portare quel simbolo in Senato, aggregando altri parlamentari eletti in altri partiti. Abbiamo ritenuto di non condividere questa proposta, perché non rientra nella limitazione che ci siamo dati in occasione della corrente legislatura di ridurre le possibilità di costituire Gruppi che non si aggancino a una tornata elettorale nazionale o europea, così come previsto dall'attuale riforma del Regolamento e così come è stato previsto anche in occasione dei nostri lavori presso la Giunta per il Regolamento.
La parte relativa all'articolo 5, su cui i relatori si sono espressi in senso contrario, trova soluzione in occasione del tema che verrà affrontato con uno degli ultimi articoli del documento, che ci trova d'accordo, perché attiene ad un'ipotesi: la revoca del contributo intero che ogni senatore porta ad un Gruppo - norma del Regolamento che conosciamo - nel caso in cui questo parlamentare cambi Gruppo.
Allora noi siamo d'accordo sulla disincentivazione, ma non siamo d'accordo sulla violazione dell'articolo 67, che prevede che il parlamentare sia eletto senza limiti di mandato, perché la ritenevamo una soluzione ablativa di un diritto costituzionalmente garantito. Questo trova soluzione mediante un'ipotesi che noi abbiamo suggerito e che verrà accolta, anche perché vi è un emendamento a firma del senatore Zaffini in tal senso che abbiamo condiviso, che prevede la limitazione del contributo e una spalmatura tra il Gruppo che perde il senatore e il Gruppo che lo recepisce. Va bene questo elemento come bilanciamento, ma giammai debbono essere previste penalizzazioni - venivano inizialmente paventate nei lavori della Giunta - a carico dei Gruppi che dovessero perdere i contributi per altri parlamentari già iscritti al proprio interno.
Questa è la sintesi dell'emendamento 1.36 e le motivazioni che mi portano ad accogliere la proposta di riformulazione dei relatori.
LANNUTTI (UpC-CAL-Alt-PC-AI-Pr.SMART-IdV). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LANNUTTI (UpC-CAL-Alt-PC-AI-Pr.SMART-IdV). Signora Presidente, sull'emendamento 1.43 accettiamo la proposta riformulazione avanzata. Per tutti gli altri emendamenti presentati dal Gruppo, per cui è stato chiesto il ritiro, chiediamo che siano posti in votazione.
MALAN (FdI). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MALAN (FdI). Signor Presidente, intervengo per preannunciare la richiesta di voto segreto sugli emendamenti 1.30 e 1.32, che riguardano la Giunta per le elezioni e le immunità parlamentari.
GRASSO (Misto-LeU-Eco). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO (Misto-LeU-Eco). Signor Presidente, annuncio il ritiro dell'emendamento 1.28 perché, con le modifiche che sono state introdotte, tale emendamento non ha più ragione di esistere.
FARAONE (IV-PSI). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FARAONE (IV-PSI). Signor Presidente, intervengo per annunciare il ritiro degli emendamenti a mia firma all'articolo 1. Ovviamente mi riferisco a quelli non accolti.
PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.1, presentato dal senatore Mininno e da altri senatori.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.2, presentato dalla senatrice Granato e da altri senatori.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
L'emendamento 1.3 è stato ritirato.
Mi è stato segnalato dai senatori La Pietra e Vescovi che il sistema di voto presso la propria postazione non ha funzionato. La Presidenza ne prende atto.
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.4, presentato dal senatore Paragone e da altri senatori.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.5, presentato dai senatori Zaffini e Malan, sostanzialmente identico all'emendamento 1.6, presentato dal senatore De Falco e da altri senatori.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Purtroppo mi viene segnalato che c'è stato un nuovo malfunzionamento e che alcuni senatori non sono riusciti a votare.
Annullo dunque la votazione.
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.5, presentato dai senatori Zaffini e Malan, sostanzialmente identico all'emendamento 1.6, presentato dal senatore De Falco e da altri senatori.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7, presentato dalla senatrice Granato e da altri senatori.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.8, presentato dal senatore De Falco e da altri senatori.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.9, presentato dal senatore De Falco e da altri senatori.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.10 (testo 2), presentato dai relatori.
(Segue la votazione).
Il Senato approva. (v. Allegato B).
Risultano pertanto preclusi gli emendamenti 1.11 e 1.12.
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.13, presentato dalla senatrice Granato e da altri senatori.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.300, presentato dai relatori.
(Segue la votazione).
Il Senato approva. (v. Allegato B).
Risulta pertanto precluso l'emendamento 1.14.
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.15, presentato dal senatore Giarrusso e da altri senatori.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.16, presentato dal senatore Giarrusso e da altri senatori.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.17 (testo 2), presentato dai relatori.
(Segue la votazione).
Il Senato approva. (v. Allegato B).
Sull'emendamento 1.36 (testo 3), è stato espresso parere favorevole limitatamente alla lettera a), con un invito al ritiro sulla lettera b). Senatore Schifani, accetta tale proposta?
SCHIFANI (FIBP-UDC). Signor Presidente, accettiamo l'invito al ritiro della lettera b).
PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.36 (testo 4), presentato dai senatori Schifani e Bernini.
(Segue la votazione).
Il Senato approva. (v. Allegato B).
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.301, presentato dai relatori.
(Segue la votazione).
Il Senato approva. (v. Allegato B).
L'emendamento 1.18 è ritirato e l'emendamento 1.19 è precluso dall'approvazione dell'emendamento 1.301.
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 1.20, presentato dalla senatrice Granato e da altri senatori, fino alle parole «politiche in seno ad esso».
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 1.21.
Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.22.
DE VECCHIS (Misto-IpI-PVU). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE VECCHIS (Misto-IpI-PVU). Signor Presidente, questo emendamento che, a mio avviso, è la sintesi della democrazia, prevede di regolamentare tutti i partiti che possono chiedere il 2 per mille. Vorrei lanciare ora un appello a tutti i Capigruppo, a lei, signor Presidente, ma anche al presidente Mattarella.
Il 25 settembre si voterà. Bene così. Con saggezza il presidente Mattarella ha deciso di sciogliere le Camere. Lo rispettiamo, ma c'è un problema: ci sono i partiti minori che debbono raccogliere le firme in pieno agosto. Mi rivolgo anche agli altri capigruppo, i senatori Malpezzi e Romeo, e a tutti i Capigruppo del Senato: ad agosto, con i tribunali chiusi, con il personale degli uffici comunali in ferie, con gli italiani in ferie, come si può pensare di dar voce ai partiti minori se non si viene incontro a queste formazioni?
Non lo dico per il mio partito, ma in nome della democrazia per dare la possibilità a tutti i cittadini di trovare un simbolo che li rappresenti. Faccio veramente un appello a chi ha cuore la democrazia: date a tutti l'opportunità di partecipare alle elezioni. Altrimenti, non parlate di astensionismo e non parlate di mancanza di rappresentanza istituzionale.
Stiamo subendo un torto? Non lo so. Le avremmo raccolte le firme, ma ad agosto può diventare difficile, non solo per noi ma anche per altre formazioni. Quindi, mi appello a tutte le forze politiche che amano la democrazia. Questa è la casa della democrazia: diamo voce a tutti! Abbiate il coraggio di dare voce a tutti. Abbiate questo coraggio. (Applausi).
Senatore Faraone, senatrice Malpezzi e senatori tutti, aiutateci! Aiutateci a difendere la democrazia: non il nostro partito, ma la democrazia. Altrimenti, è tutta ipocrisia! Io non voglio attaccare nessuno e lo dico veramente con semplicità. I cittadini italiani hanno diritto di scegliere più simboli, altrimenti non siamo in democrazia.
In democrazia esistono una maggioranza e una opposizione. Diamo la possibilità di vincere alle opposizioni, perché, se c'è solo la maggioranza, non è democrazia, ma è un'altra cosa. E siccome qui volete tutti combattere quell'altra cosa, che si chiama dittatura, aiutate le formazioni minori. Dimostrate coraggio! Abbiate il coraggio di aiutare la democrazia e non i partiti. Viva la democrazia! Noi ci saremo in qualche modo. Viva la democrazia! (Applausi).
PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.22, presentato dal senatore Paragone e da altri senatori.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Gli emendamenti 1.23, 1.24. e 1.25 sono stati ritirati.
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.26, presentato dal senatore De Falco e da altri senatori.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.27, presentato dal senatore Faraone.
(Segue la votazione).
Il Senato approva. (v. Allegato B).
Gli emendamenti 1.28 e 1.29 sono stati ritirati.
Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.30.
MALAN (FdI). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MALAN (FdI). Signor Presidente, intervengo per dichiarare il voto favorevole sull'emendamento 1.30. Entrando nel merito della proposta, oggi la Giunta per le elezioni e per le immunità parlamentari ha una particolarità, rispetto alle altre Giunte, avendo un compito molto particolare che è quello di decidere sulla elezione di un senatore anziché di un altro in caso di elezioni contestate o quando vi sono dei ricorsi. Si tratta di decidere dell'arresto, dell'autorizzazione all'uso di intercettazioni telefoniche e altre questioni estremamente delicate.
Il Regolamento oggi vigente, molto saggiamente, prevede che la Giunta per le elezioni e per le immunità parlamentari, a differenza delle altre, non possa essere un luogo dove i senatori entrano ed escono e dove ad un senatore può essere tolto l'incarico di relatore su uno di questi importanti provvedimenti, questo per evitare che la Giunta, che ha funzioni molto delicate - qualcuno dice giurisdizionali, qualcuno dice paragiurisdizionali - dove comunque non si decide in ultima istanza, perché in ultima istanza decide l'Assemblea, ma si lavora su questioni come arresti e legittimità della elezione, diventi uno strumento politico nelle mani dei Capigruppo - che hanno, ben inteso, tutta la nostra stima, a cominciare dal nostro - mentre oggi dovrebbe essere uno strumento che si basa sul diritto, sulle regole e sulla difesa delle prerogative del Senato più che del singolo senatore. Mentre ha la sua giustificazione uniformare alla disciplina delle Commissioni permanenti, ad esempio, la Giunta per il Regolamento, facendo in modo che se ci sono dei passaggi da un Gruppo all'altro la rappresentanza rispetti sempre la attuale conformazione dei Gruppi parlamentari, in questo caso il principio di rappresentare fedelmente il Gruppo parlamentare quale esso è nel complesso dell'Assemblea del Senato dovrebbe cadere, perché c'è un principio molto più forte, cioè che in quella sede si deve decidere in base al diritto. Immaginate cosa accadrebbe se un relatore che deve intervenire in merito ad un arresto non si conformasse a quanto il suo Gruppo prevede: potrebbe essere facilmente espulso dal suo Gruppo e magari poi fatto rientrare dopo una settimana, per cui il Gruppo non perderebbe neppure questo senatore, in modo da attribuire l'incarico di relatore ad un altro senatore che sia invece fedele alle indicazioni del Gruppo. Trattandosi di temi così delicati, le scelte devono essere fatte secondo scienza e coscienza e non per disciplina di Gruppo, che è cosa assai utile nella disciplina parlamentare generale.
Ribadisco pertanto richiesta di voto segreto, ricordando ancora un altro dettaglio: i relatori per la elezione e la conferma dei senatori delle varie Regioni vengono scelti con un meccanismo casuale stabilito dal Regolamento. In questo modo, superiamo questa casualità che è estremamente opportuna, perché evidentemente un senatore membro della Giunta può essere di un partito o di un altro, e nelle Regioni emergono dei problemi imprevedibili ed è meglio la imprevedibilità, altrimenti rischiamo di avere anche in questo caso un pilotaggio dei relatori delle singole Regioni e questo andrebbe veramente contro i principi di terzietà, di fedeltà al diritto e alla scienza e alla coscienza che dovrebbe essere il principio cardine dell'opera della Giunta per le elezioni e le immunità. (Applausi).
FATTORI (Misto). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FATTORI (Misto). Signor Presidente, intervengo a sostegno di quanto detto dal senatore Malan, avendo proposto un emendamento simile. Siamo di fronte a un caso molto particolare, dove i componenti della Giunta possono essere ricattabili dal loro partito e possono essere espulsi e rimossi dalla Giunta, nel caso in cui magari ci sia un'autorizzazione a procedere discutibile o che riguarda qualcuno che ha la forza di ricattare il senatore nella Giunta e di farlo rimuovere. Le Giunte dovrebbero avere una configurazione diversa rispetto alle altre Commissioni parlamentari.
Io invito a riflettere il MoVimento 5 Stelle, che sulle autorizzazioni a procedere è sempre stato molto fedele alla propria filosofia, secondo cui un parlamentare deve essere giudicato come un comune cittadino. Vi rendete conto che qui ci troviamo di fronte a una partitocrazia, anche per quanto riguarda la giustizia all'interno di queste Aule. Io invito a essere molto cauti quando si fanno delle modifiche ai Regolamenti, perché le maggioranze cambiano, i partiti cambiano, i capi partiti cambiano e un giorno una riforma del genere potrebbe ritorcersi contro chi l'ha proposta.
Quindi accolgo la richiesta di voto segreto e accolgo le sollecitazioni a trattare i componenti della Giunta in modo diverso. Mi rivolgo in particolare ai componenti del mio ex Gruppo parlamentare, invitandoli a fare molta attenzione, perché molti di voi hanno votato delle autorizzazioni a procedere delicate, dove era facile essere ricattati. Un domani potrebbe accadere che qualcuno, che vorreste che fosse sottoposto alla giustizia (come è giusto che sia), non lo potrà essere, perché qualche senatore verrà espulso dal suo partito e quindi verrà espulso dalla Giunta.
PERILLI (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PERILLI (M5S). Signor Presidente, intervengo brevemente, perché dall'ultima dichiarazione della senatrice Fattori qualcuno potrebbe presupporre che l'argomento non sia stato trattato con tutte le osservazioni pro e contro nella Giunta, la quale invece ha fatto un lavoro in cui ha tenuto conto di tante cose, tra cui anche i princìpi costituzionali e le diverse opinioni che le diverse parti politiche hanno espresso. La formulazione attuale, quella che sostanzialmente si intende proteggere, secondo le dichiarazioni dei colleghi, è l'esatto contrario della volontà e dello spirito della Giunta. Noi abbiamo fatto delle norme anti-trasformismo, che sono alla base del male che i Parlamenti stanno vivendo in questo momento. Io chiedo a questi colleghi se è giusto che un movimento politico, un partito o una forza politica, che ha visto eleggere nelle proprie file tanti parlamentari proprio perché stessero in queste Giunte, adesso non abbia più, all'interno di queste medesime Giunte, dei parlamentari che rappresentano il popolo che li ha eletti. (Applausi).
Siamo dinanzi a una condizione e a uno stato anomalo. È proprio il contrario: noi rappresentiamo i cittadini e i cittadini vogliono che noi sediamo in questi organi, per poter decidere su cose così delicate. Ma noi non ci siamo più in questi organi, perché alcuni dei nostri parlamentari sono passati con altre forze politiche. Quindi non mi sembra che ci siano le ragioni di timore o di grande negatività espresse in riferimento a questa norma; essa anzi risponde a un progetto più generale, che riguarda il contrasto al trasformismo. Vedo che c'è da parte della destra, che chiede anche un voto segreto, un tentativo di svilire o di sminuire l'architettura di questa norma. Se sono favorevoli al trasformismo, ce lo dicessero subito (poi lo apprenderemo nel corso delle votazioni). Mi sembra singolare che si esce dalla Giunta con un'opinione e poi, attraverso un'attività d'Aula (legittima, per carità), si tende a proteggere il trasformismo. Mi sembra molto chiaro il disegno che la destra e Fratelli d'Italia stanno portando avanti. (Applausi).
*QUAGLIARIELLO (Misto-IaC (I-C-EU-NdC (NC))). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
QUAGLIARIELLO (Misto-IaC (I-C-EU-NdC (NC))). Signor Presidente, la materia è molto delicata e non la si può risolvere con uno slogan. D'altra parte, se qualcuno sapesse che cosa è stato il fenomeno storico del trasformismo, forse avrebbe anche qualche prudenza in più.
Mettiamola così: abbiamo un Parlamento che si ridurrà nel numero dei suoi componenti e, ovviamente, i Parlamenti moderni funzionano anche perché c'è la disciplina di partito, che non va assolutamente considerata una cosa negativa, ma che anzi è stata il cardine del funzionamento delle democrazie parlamentari. Un grande liberale, che si chiamava Gladstone, diceva che «tra la propria coscienza e il proprio partito, un gentiluomo sceglie sempre il proprio partito». Erano altri tempi, evidentemente, e anche altri uomini.
Detto questo, se evidentemente c'è bisogno di un'opera di razionalizzazione, in un Senato di 200 persone che non può diventare un Senato di 200 notabili, esiste anche un principio che in alcuni ambiti bisogna assolutamente tutelare ed è il principio della libertà di mandato. Laddove c'è una forte implicazione con la coscienza questo è assolutamente indispensabile. In caso contrario non smonteremmo il trasformismo, ma rischieremmo di smontare quel principio di rappresentatività che è il cardine del nostro parlamentarismo. E rischieremmo di introdurre, al posto del principio di rappresentatività, un vincolo di mandato.
Una cosa è la disciplina di partito, altra cosa è il vincolo di mandato. Se c'è un vincolo di mandato, si esce fuori dal perimetro del parlamentarismo. Per questo motivo trovo del tutto sensate le osservazioni del collega senatore Malan, le faccio mie e chiedo anch'io di poter votare, su questo emendamento, con lo scrutinio segreto. (Applausi).
CUCCA (IV-PSI). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CUCCA (IV-PSI). Signor Presidente, effettivamente il tema è delicato e, anche in questa legislatura, in numerose occasioni abbiamo avuto discussioni anche molto dure e severe. Credo però che ci si debba ricordare che la Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari su queste cose dovrebbe sempre decidere secondo la legge e non per vincolo di mandato o perché si appartiene ad un partito o a un altro. (Applausi). Si dovrebbe applicare la legge, che dovrebbe però essere applicata a tutti e nella stessa maniera. Invece, in quest'Aula - ecco perché, parlando ovviamente a titolo personale, condivido il contenuto delle argomentazioni avanzate dal senatore Malan e ribadite dal senatore Quagliariello - è successo che si sono affermati princìpi in forza dei quali l'immunità non deve essere consentita a nessuno, salvo poi che le stesse persone che affermavano tale principio, quando si sono trovate invischiate in problemi del genere, hanno chiesto l'immunità alla Giunta. Un minimo di dirittura ci deve essere e se avessimo a mente, lo ribadisco ancora una volta, che la Giunta deve sempre decidere secondo le norme di diritto e non secondo il tornaconto personale o l'intenzione di far uscire all'esterno un'immagine o un'altra, forse le cose andrebbero molto meglio. Il problema è solo questo: decidere qual è il compito della Giunta, che però sarebbe deciso già in sé. Lo ribadisco per l'ennesima volta, perché sono nove anni che lo sto ripetendo: le decisioni che assume la Giunta devono essere sempre assunte secondo diritto e non secondo appartenenza, o per obbedire agli ordini di partito. Sempre l'applicazione del diritto: io personalmente, ma anche i Gruppi di cui ho fatto parte in questi nove anni, ci siamo sempre attenuti a questa regola e credo che, tutto sommato, abbiamo sempre fatto bene. (Applausi).