Legislatura 18ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 455 del 26/07/2022
Azioni disponibili
SENATO DELLA REPUBBLICA
------ XVIII LEGISLATURA ------
455a SEDUTA PUBBLICA
RESOCONTO STENOGRAFICO (*)
MARTEDÌ 26 LUGLIO 2022
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Presidenza del vice presidente TAVERNA
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(*) Include l'ERRATA CORRIGE pubblicato nel Resoconto della seduta n. 456 del 27 luglio 2022
(N.B. Il testo in formato PDF non è stato modificato in quanto copia conforme all'originale)
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N.B. Sigle dei Gruppi parlamentari: Forza Italia Berlusconi Presidente-UDC: FIBP-UDC; Fratelli d'Italia: FdI; Insieme per il futuro-Centro Democratico: Ipf-CD; Italia Viva-P.S.I.: IV-PSI; Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione: L-SP-PSd'Az; MoVimento 5 Stelle: M5S; Partito Democratico: PD; Per le Autonomie (SVP-PATT, UV): Aut (SVP-PATT, UV); Uniti per la Costituzione-C.A.L. (Costituzione, Ambiente, Lavoro)-Alternativa-P.C.-Ancora Italia-Progetto SMART-I.d.V.: UpC-CAL-Alt-PC-AI-Pr.SMART-IdV; Misto: Misto; Misto-ITALIA AL CENTRO (IDEA-CAMBIAMO!, EUROPEISTI, NOI DI CENTRO (Noi Campani)): Misto-IaC (I-C-EU-NdC (NC)); Misto-Italexit per l'Italia-Partito Valore Umano: Misto-IpI-PVU; Misto-Liberi e Uguali-Ecosolidali: Misto-LeU-Eco; Misto-MAIE-Coraggio Italia: Misto-MAIE-CI; Misto-+Europa - Azione: Misto-+Eu-Az; Misto-ManifestA, Potere al Popolo, Partito della Rifondazione comunista-Sinistra europea: Misto-Man.A PaP PRc-Se.
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RESOCONTO STENOGRAFICO
Presidenza del vice presidente TAVERNA
PRESIDENTE. La seduta è aperta (ore 16,33).
Si dia lettura del processo verbale.
PISANI Giuseppe, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del 20 luglio.
PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni, il processo verbale è approvato.
Comunicazioni della Presidenza
PRESIDENTE. L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato, nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna.
Comunicazioni del Presidente (ore 16,35)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca: «Comunicazioni del Presidente».
Governo, annunzio di dimissioni
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, il Presidente del Consiglio dei ministri, ha inviato la seguente lettera:
«Roma, 21 luglio 2022
Onorevole Presidente,
La informo che in data odierna ho reitirato al Capo dello Stato le dimissioni mie e del Governo da me presieduto.
Il Presidente della Repubblica ne ha preso atto e il Governo resta in carica per il disbrigo degli affari correnti.
F.to Mario Draghi».
Scioglimento del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati, annunzio
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, è pervenuto il seguente decreto:
«Il Presidente della Repubblica
VISTO l'articolo 88 della Costituzione;
SENTITI i Presidenti del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati;
DECRETA:
Il Senato della Repubblica e la Camera dei deputati sono sciolti.
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserito nella Raccolta Ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.
Dato a Roma addì 21 luglio 2022
F.to Sergio Mattarella».
Interventi su argomenti non iscritti all'ordine del giorno
MAUTONE (Ipf-CD). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MAUTONE (Ipf-CD). Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'abbandono dei nostri amici fedeli è un atto di viltà. Con l'estate e le vacanze purtroppo si ripropone, in modo oserei dire drammatico, la triste ed incivile barbarie dell'abbandono degli animali da compagnia, in particolare dei cani, spesso lasciati quasi come giocattoli in disuso nelle campagne e nei luoghi più svariati e pericolosi, sotto il sole, senza cibo o acqua ed esposti ai pericoli più vari, senza alcun rispetto e con calcolata e premeditata violenza. Proteggere gli animali e contrastare l'abbandono deve essere un obbligo morale per tutti noi e per ogni collettività. Nonostante ciò, come dicevo, si registrano ancora purtroppo tantissimi casi di abbandono di animali per i motivi più futili e banali, come un viaggio, una vacanza, un cambio di abitazione. Non vi sono e non vi possono essere giustificazioni valide per un gesto comunque disumano. Abbandonare un animale è come abbandonare una parte della propria famiglia, così come maltrattarlo o picchiarlo rappresenta l'espressione di una forza o di uno sfogo violento di una persona che ha sicuramente inquietudini e problematiche interiori. La verità è che alla base di questi gesti inconsulti non vi è amore o capacità di amare veramente. Un animale diventa parte integrante di una famiglia e ne condivide gioie, tristezze e felicità, senza voler dimenticare l'utilità di tanti cani come supporto insostituibile nelle operazioni di salvataggio e di ricerca dei dispersi dopo terremoti, valanghe e frane. Essi, con il loro fiuto, riescono a raggiungere persone sepolte e a salvare loro la vita. Ancora, voglio ricordare il loro utilizzo come cani antidroga e nei Corpi di polizia o, per alcuni di essi, il loro divenire gli occhi di chi la vista l'ha perduta.
Proprio a testimoniare la bontà e il valore dei cani come nostri soccorritori in situazioni di emergenza, voglio ricordare l'ultimo episodio in ordine di tempo, avvenuto solo pochi giorni fa sulle coste occidentali di Palinuro, dove due cani bagnini, Dylan e Vita, hanno avuto un ruolo determinante nel soccorrere e salvare cinque giovani in difficoltà, che stavano affondando con il loro pedalò. I cani, rapidamente accorsi con i bagnini, sono riusciti a portarli in salvo.
L'amore e il rispetto per gli animali è un segnale di civiltà. Difendiamoli, proteggiamoli e non abbandoniamoli. (Applausi).
BINETTI (FIBP-UDC). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BINETTI (FIBP-UDC). Signor Presidente, colleghi, desidero ricordare a tutti noi che oggi è la giornata dell'anziano, intensamente voluta da Papa Francesco, proprio in questa giornata, con due obiettivi molto precisi: metterci in guardia dalla cultura dell'indifferenza, e quindi anche dal suo facile degenerare in una possibile cultura dello scarto, e ricordare a tutti noi con quanta attenzione dobbiamo prenderci cura degli anziani; una cura che deve cominciare sicuramente in famiglia, ma che non sarebbe né possibile, né sostenibile se le istituzioni non prestassero una maggiore attenzione agli anziani.
Noi avremmo avuto, probabilmente tra pochi giorni, all'ordine del giorno un disegno di legge sulla grave non autosufficienza. Ma non è soltanto questione di non autosufficienza. La maggioranza degli anziani vive con un reddito al di sotto dei livelli dignitosi e non riesce ad accedere alle cure, soprattutto a quelle che sono diventate più difficili dopo l'esperienza del Covid-19 e che continuano ancora a esserlo, perché le file sono lunghe e perché per avere un'analisi in tempi veloci bisogna ricorrere al privato. Non è sempre facile poter accedere ai servizi per soddisfare i bisogni nel tempo concreto che l'anziano ha a disposizione e che percepisce come tempo a sua disposizione. È come se non avesse davanti la prospettiva lunga del tempo. Soprattutto occorre ricordare quegli anziani per i quali l'anzianità si accompagna alla cronicità, alla disabilità, qualche volta anche al disagio mentale, all'Alzheimer.
Mi auguro con tutto il cuore che questa giornata non passi indifferente anche rispetto ai prossimi disegni di legge che siamo chiamati ad esaminare e che vi sia uno sguardo particolare per gli anziani, perché la chiusura della legislatura non consegni all'indifferenza le persone nelle condizioni di maggiore fragilità. (Applausi).
QUARTO (M5S). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
QUARTO (M5S). Signor Presidente, oggi vorrei ricordare in Aula Franco Dambra, sindacalista di grandi virtù, deceduto il 15 luglio scorso.
È una notizia che speravamo non arrivasse e invece ci è giunta ed ha reso immensamente triste questo 15 luglio. La CGIL della Provincia Barletta-Andria-Trani insieme a tutte le categorie piange la scomparsa di Francesco Dambra, per tutti Franco. Dirigente sindacale di lungo corso, attualmente coordinatore della camera del lavoro di Barletta, Franco in passato è stato segretario generale della Federazione dei lavoratori della conoscenza (FLC) provinciale, della quale oggi era un delegato aziendale. Il suo è stato un impegno su tutti i fronti, contraddistinto da un unico grande obiettivo: la difesa dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori e delle cittadine e dei cittadini in situazioni di difficoltà. Ciao Franco, ciao compagno di tante battaglie! Questo è il comunicato della CGIL della Provincia BAT.
Franco Dambra è stato anche un politico esemplare, ricoprendo importanti ruoli nell'ex Partito Comunista Italiano e la carica di vice sindaco di Barletta. Di lui testimoniano la pazienza, la cortesia, il sorriso, la competente preparazione e la disponibilità senza fine, in qualunque momento e condizione: qualità che gli appartenevano in assoluto. Era benvoluto specialmente da giovani, studenti e lavoratori, verso i quali ha avuto un'attenzione particolare.
Ho avuto il privilegio di conoscerlo sin da ragazzo, molto precoce nell'impegno politico. Era un piacere e un arricchimento dialogare con lui. Informato e profondo nelle sue analisi, forniva idee originali e utili, espresse con estrema convinzione, a dimostrazione della sua non comune capacità di riflessione e maturazione dei problemi. Ti parlava a brevissima distanza, guardandoti negli occhi, per dare più attenzione all'interlocuzione.
Caro Franco, sei stato un fulgido esempio di cittadino attento, giusto, operoso e solidale. Grazie per averci donato il tuo impegno civile. Per l'esempio lasciato, la tua vita profuma di eternità.
Ai suoi cari porgiamo sincere condoglianze. (Applausi).
Atti e documenti, annunzio
PRESIDENTE. Le mozioni, le interpellanze e le interrogazioni pervenute alla Presidenza, nonché gli atti e i documenti trasmessi alle Commissioni permanenti ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento sono pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna.
Ordine del giorno
per la seduta di mercoledì 27 luglio 2022
PRESIDENTE. Il Senato tornerà a riunirsi in seduta pubblica domani, mercoledì 27 luglio, alle ore 9,30, con il seguente ordine del giorno:
La seduta è tolta (ore 16,48).
Allegato B
Congedi e missioni
Sono in congedo i senatori: Accoto, Balboni, Barachini, Battistoni, Bellanova, Bini, Bongiorno, Borgonzoni, Bossi Umberto, Cattaneo, Centinaio, Cerno, De Poli, Di Marzio, Donno, Floridia, Marinello, Merlo, Messina Assunta Carmela, Mirabelli, Moles, Monti, Napolitano, Nisini, Pichetto Fratin, Porta, Presutto, Pucciarelli, Romagnoli, Ronzulli, Segre, Sileri e Vaccaro.
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Sono assenti per incarico avuto dal Senato i senatori: Urso, per attività del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica; Giacobbe e Marilotti, per partecipare a un incontro internazionale.
È considerato in missione, ai sensi dell'art. 108, comma 2, primo periodo, del Regolamento, il senatore Zuliani.
Gruppi parlamentari, variazioni nella composizione
Il senatore Andrea Cangini, con lettera del 21 luglio 2022, ha comunicato di cessare di far parte del Gruppo parlamentare Forza Italia Berlusconi Presidente - UDC e di aderire al Gruppo Misto.
Disegni di legge, annunzio di presentazione
Senatori Parrini Dario, Urso Adolfo, Arrigoni Paolo, Bressa Gianclaudio, Castiello Francesco, De Petris Loredana, Fazzone Claudio, Magorno Ernesto, Malan Lucio, Valente Valeria, Vitali Luigi
Modifiche alla legge 3 agosto 2007, n. 124, per garantire la continuità del controllo parlamentare sul Sistema di informazione per la sicurezza (2679)
(presentato in data 20/07/2022);
senatori Mantero Matteo, Naturale Gisella, Granato Bianca Laura, Corrado Margherita
Disposizioni in materia di cani da protezione del bestiame (2680)
(presentato in data 20/07/2022).
Governo, trasmissione di documenti e assegnazione
Il Presidente del Consiglio dei ministri, con lettera pervenuta in data 26 luglio 2022, ha trasmesso la Relazione di cui all'articolo 6 della legge 24 dicembre 2012, n. 243.
Il predetto documento è deferito alla 5a Commissione permanente (Doc. LVII-bis, n. 5).
Governo, trasmissione di atti
Con lettere in data 15, 19 e 20 luglio 2022 il Ministero dell'interno, in adempimento a quanto previsto dall'articolo 141, comma 6, del decreto legislativo 8 agosto 2000, n. 267, ha comunicato gli estremi dei decreti del Presidente della Repubblica concernenti lo scioglimento dei consigli comunali di Magliano in Toscana (Grosseto), Castelluccio Valmaggiore (Foggia), Belgirate (Verbano-Cusio-Ossola), Ferrara di Monte Baldo (Verona), Casamicciola Terme (Napoli), Vernole (Lecce), Mandatoriccio (Cosenza) e Ventimiglia (Imperia).
Il Ministro della giustizia, con lettera in data 15 luglio 2022, ha trasmesso - ai sensi dell'articolo 30, comma 5, della legge 20 marzo 1975, n. 70 - la situazione del personale dirigenziale e non dirigenziale in riferimento alla relazione sull'attività della Cassa Nazionale tra i Cancellieri e i Segretari Giudiziari relativa all'anno 2021.
Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 2a e alla 11a Commissione permanente (Atto n. 1231-bis).
La Presidenza del Consiglio dei ministri, con lettere in data 20 e 25 luglio 2022, ha inviato, ai sensi dell'articolo 19 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni e integrazioni, le comunicazioni concernenti il conferimento o la revoca dei seguenti incarichi:
al dottor Andrea Montagni, la revoca dell'incarico di funzione dirigenziale di livello generale, nell'ambito del Ministero della giustizia;
al dottor Renato Romano, il conferimento di incarico di funzione dirigenziale di livello generale, nell'ambito del Ministero della giustizia;
alla dottoressa Carmela Squicciarini, il conferimento di incarico di funzione dirigenziale di livello generale, in qualità di magistrato ordinario collocato fuori del ruolo organico della magistratura.
Autorità garante della concorrenza e del mercato, trasmissione di documenti. Deferimento
Il Presidente dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato, con lettera in data 25 luglio 2022, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 8, comma 1, della legge 20 luglio 2004, n. 215, la relazione sullo stato delle attività di controllo e vigilanza in materia di conflitti di interessi, relativa al primo semestre 2022.
Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 1a e alla 10a Commissione permanente (Doc. CLIII, n. 9).
Corte costituzionale, trasmissione di sentenze. Deferimento
La Corte costituzionale ha trasmesso, a norma dell'articolo 30, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, la sentenza n. 179 del 21 giugno 2022, depositata il successivo 19 luglio, con la quale dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 1, comma 202, della legge 30 dicembre 2020, n. 178 (Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2021 e bilancio pluriennale per il triennio 2021-2023), nella parte in cui non prevede che il decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico, di determinazione dei criteri, degli importi e delle modalità di erogazione del fondo di cui al comma 201 del medesimo art. 1, sia adottato previa intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano; dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 1, comma 649, della legge n. 178 del 2020, nella parte in cui non prevede che - limitatamente alle risorse destinate alle imprese esercenti servizi di trasporto pubblico locale - il decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti (oggi, Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili), di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, di determinazione dei criteri e delle modalità per l'erogazione delle risorse di cui al comma 1 dell'art. 85 del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104 (Misure urgenti per il sostegno e il rilancio dell'economia), convertito, con modificazioni, nella legge 13 ottobre 2020, n. 126, sia adottato previa intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano; dichiara inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell'art. 1, comma 597, della legge n. 178 del 2020, promossa, in riferimento all'art. 119 Costituzione, dalla Regione Campania con il ricorso indicato in epigrafe; dichiara non fondate le questioni di legittimità costituzionale dell'art. 1, comma 597, della legge n. 178 del 2020, promosse, in riferimento agli artt. 97, 117, quarto comma, e 118 della Costituzione, e al principio di leale collaborazione di cui all'art. 120 Costituzione, dalla Regione Campania con il ricorso indicato in epigrafe; dichiara estinto il processo relativamente alle questioni di legittimità costituzionale dell'art. 1, commi 90, 92, 93 e 115, della legge n. 178 del 2020, promosse, in riferimento agli artt. 117, commi terzo e quarto, 118 e 119 Costituzione e al principio di leale collaborazione di cui all'art. 120 Costituzione, dalla Regione Campania con il ricorso indicato in epigrafe.
Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 139, comma 1, del Regolamento, alla 1a, alla 2a, alla 5a alla 7a alla 8a e alla 10a Commissione permanente (Doc. VII, n. 171).
Corte dei conti, trasmissione di relazioni sulla gestione finanziaria di enti
Il Presidente della Sezione del controllo sugli Enti della Corte dei conti, con lettere in data 22 e 25 luglio 2022, in adempimento al disposto dell'articolo 7 della legge 21 marzo 1958, n. 259, ha trasmesso le determinazioni e le relative relazioni sulla gestione finanziaria:
dell'Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione (INVALSI), per l'esercizio 2020. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 131 del Regolamento, alla 5a e alla 7a Commissione permanente (Doc. XV, n. 599);
dell'Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (INPS) per l'esercizio 2020. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 131 del Regolamento, alla 5a e alla 11a Commissione permanente (Doc. XV, n. 600);
del Comitato Italiano Paralimpico (CIP) per gli esercizi 2019 e 2020. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 131 del Regolamento, alla 5a e alla 7a Commissione permanente (Doc. XV, n. 601);
dell'Agenzia del Demanio, per l'esercizio 2020. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 131 del Regolamento, alla 5a e alla 6a Commissione permanente (Doc. XV, n. 602).
Commissione europea, trasmissione di progetti di atti legislativi dell'Unione europea. Deferimento
La Commissione europea ha trasmesso, in data 20 luglio 2022, per l'acquisizione del parere motivato previsto dal Protocollo (n. 2) sull'applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità allegato al Trattato sull'Unione europea e al Trattato sul funzionamento dell'Unione europea:
la Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio sull'istituzione di uno strumento per il rafforzamento dell'industria europea della difesa mediante appalti comuni (COM(2022) 349 definitivo). Ai sensi dell'articolo 144, commi 1-bis e 6, del Regolamento, l'atto è deferito alla 14a Commissione permanente ai fini della verifica della conformità al principio di sussidiarietà; il termine di otto settimane previsto dall'articolo 6 del predetto Protocollo decorre dal 20 luglio 2022. L'atto è altresì deferito, per i profili di merito, ai sensi dell'articolo 144, commi 1 e 6, del Regolamento, alla 4a Commissione permanente, con il parere della Commissione 14a.
Petizioni, annunzio
In data 28 maggio 2022 è stata presentata la seguente petizione deferita, ai sensi dell'articolo 140 del Regolamento, alla sottoindicata Commissione permanente, competente per materia.
Il signor Andrea Carola da Napoli chiede disposizioni volte a prevedere la rimozione dei crocifissi dai luoghi di giustizia, di polizia e uffici pubblici (Petizione n. 1150, assegnata alla 1a Commissione permanente).
Interrogazioni con richiesta di risposta scritta
MALLEGNI - Ai Ministri della transizione ecologica e della salute. - Premesso che:
nella tarda serata di lunedì 18 luglio 2022, un vasto incendio si è sviluppato nei pressi della zona di Bozzano, sulle colline di Massarosa in Versilia (Lucca);
le fiamme hanno lambito ettari di terreno, zone boschive e abitazioni private, e sono ancora incerte le cause del rogo che ha riguardato una vasta area di oltre 90 chilometri di terreno;
l'emergenza si è fatta sempre più grave tra la tarda serata del 20 luglio e la successiva notte, quando, a causa dei venti provenienti da Viareggio, l'incendio si è esteso verso Valpromaro, nel comune di Camaiore, e Piazzano, frazione di Lucca;
il rogo poi è sceso verso la strada provinciale 1, dove però l'intervento tempestivo dei vigili del fuoco ha fermato l'avanzata delle fiamme evitando così il coinvolgimento del centro abitato di Piazzano;
le fiamme presenti anche nella frazione di Gualdo, nel comune di Massarosa, hanno poi scollinato verso la frazione di Panicale;
si apprende dalle squadre dei Vigili del fuoco che, in seguito all'avanzamento delle fiamme, è stata disposta la parziale evacuazione di Valpromaro e quella totale di Piazzano, rispettivamente dai due sindaci di Camaiore e di Lucca. Anche i paesi di Montigiano e Gualdo sono stati evacuati completamente;
secondo le stime della protezione civile, il totale degli sfollati nella giornata del 21 luglio ha raggiunto il numero di oltre 1.000 persone, 500 nel territorio di Massarosa, 370 nel comune di Camaiore e 200 in quello di Lucca;
la conta dei danni è in corso e presenta numeri notevoli, avendo coinvolto circa 868 ettari di terreno, prevalentemente di bosco e in parte di oliveti, e avendo bruciato 10 case;
si fa presente che al lavoro vi sono 29 squadre a terra, con oltre 105 vigili del fuoco schierati con 30 automezzi, 3 elicotteri AIB della Regione Toscana, 3 Canadair e un elicottero della flotta aerea dei Vigili del fuoco, oltre a volontari e operai forestali delle unioni di comuni;
l'incendio non è ancora sotto controllo, sebbene sia stato circoscritto per il 70 per cento;
per Confagricoltura Toscana ci vorranno "50 anni e 10 milioni di euro per tornare alla normalità"; il presidente Neri ha fatto sapere che "servirà un investimento di 10 milioni di euro per ricreare il verde andato in fumo: 7 per ricreare l'area boschiva e 3 per la manutenzione";
il sindaco di Lucca, Mario Pardini, ha firmato in via precauzionale un'ordinanza per l'evacuazione del paese di Piazzano e l'apertura della scuola "Custer De Nobili" di Santa Maria a Colle, adibita ad alloggio notturno;
come si apprende da vari quotidiani, fumo denso e forte odore acre si sentono fino a Firenze, Pistoia e Prato, ma anche in altre località come Empoli, Pontassieve, Montecatini Terme e Arezzo,
si chiede di sapere:
quali iniziative urgenti i Ministri in indirizzo, ciascuno per le proprie competenze, abbiano adottato o intendano adottare;
se, a seguito di tale calamità e previa una precisa ricognizione dello stato dei fatti da svolgere congiuntamente alla Regione Toscana, intendano adottare misure di ristoro immediato dei danni causati dagli incendi alle famiglie e ai territori interessati;
se e quali controlli siano stati attivati per verificare i danni all'ambiente;
se il Ministro della salute intenda predisporre accertamenti sanitari per stabilire se e quali rischi concreti l'incendio abbia provocato alla popolazione della zona a seguito del danno ambientale occorso.
(4-07300)
BARBONI, BERNINI Anna Maria, AIMI - Al Ministro della giustizia. - Premesso che:
tra gli uffici giudicanti del distretto dell'Emilia-Romagna, il Tribunale di Rimini, nonostante sia relegato a ruolo di secondaria importanza, negli anni ha ottenuto l'ingresso di altri comuni appartenenti alla provincia di Pesaro, continua a registrare la presenza di un milione di turisti nel periodo estivo ed è l'unico tribunale della Regione il cui circondario comprende un confine di Stato;
da decenni viene denunciata, da parte di tutti gli addetti ai lavori, l'inadeguatezza della pianta organica del tribunale rispetto sia al carico di lavoro che al numero di magistrati presenti;
in base ai dati statistici presenti sul sito del Ministero della giustizia, quello di Rimini risulta essere il terzo ufficio del distretto con il maggior carico di lavoro gravante sulla singola unità di personale, solo perché il calcolo è stimato sulla pianta organica completa e coperta, altrimenti risulterebbe primo, motivo per cui il Tribunale lavora sempre in affanno con turni di lavoro straordinari, ormai diventati consuetudine;
dalle denunce palesate negli anni è emerso che il problema principale della giustizia riminese è quello della carenza di personale soprattutto nelle cancellerie, a causa dei pensionamenti di diversi cancellieri. Per ovviare a tale problema le istituzioni presenti sul territorio hanno siglato una serie di convenzioni per garantire temporaneamente la copertura dei posti vacanti presenti in pianta organica. Tra gli altri, nel 2016, venne firmato a Roma un protocollo d'intesa dall'allora Ministro della giustizia, dal presidente della Provincia di Rimini, dal presidente della Corte d'appello di Bologna e dal procuratore generale al fine di attenuare la carenza di personale amministrativo e di ridurre i tempi dei procedimenti giudiziari del Tribunale riminese. Tale convenzione, inizialmente valida per un anno ed estendibile ad ulteriori 12 mesi, è scaduta nel 2018;
in data 19 gennaio 2021, il presidente del Tribunale di Rimini ha inviato al Ministero una comunicazione con la richiesta urgente di parificare la pianta organica del Tribunale di Rimini almeno a quella del Tribunale di Ravenna, incluso l'ufficio notifiche esecuzioni e protesti;
il sottodimensionamento del personale amministrativo, con l'aumento della pianta organica dei magistrati, si è acuito ulteriormente. A tal proposito, al 25 marzo 2022, nella pianta organica del personale amministrativo del tribunale, ovvero il totale dei dipendenti addetti all'ufficio, risulta la scopertura dei seguenti ruoli, tra posti vacanti, pensionamenti e distacchi ad altri uffici: un dirigente, un direttore III area, 14 funzionari giudiziari III area, 3 cancellieri esperti II area, 8 assistenti giudiziari II area,
si chiede di sapere se e quali provvedimenti urgenti il Ministro in indirizzo intenda adottare per fronteggiare e rispondere alla situazione di grave disagio in cui versa il Tribunale di Rimini, al fine da un lato di consentire la difesa dei diritti e la tutela degli assistiti e dall'altro garantire a tutti gli operatori di esercitare il proprio lavoro in condizioni di dignità.
(4-07301)
PORTA - Ai Ministri della salute e del lavoro e delle politiche sociali. - Premesso che:
è stato firmato a Roma l'11 novembre 2008, tra l'allora Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali della Repubblica italiana e il Ministero della salute della Repubblica federativa del Brasile un memorandum di intesa sulla collaborazione nel campo della sanità e delle scienze mediche;
l'accordo riconosceva l'importanza della salute della popolazione dei due Paesi e della salute pubblica e verteva sulla volontà dei due Paesi di sviluppare una fruttuosa collaborazione nel campo della salute e delle scienze mediche e sulla riconosciuta necessità di lavorare congiuntamente per la prevenzione, per la lotta contro le malattie, la promozione della salute, lo sviluppo e la modernizzazione dei servizi sanitari, l'utilizzo delle nuove tecnologie, e la capacità di utilizzare le risorse umane;
l'obiettivo precipuo del memorandum di intesa era quello di definire le basi e i metodi di cooperazione tra le parti nel campo della salute e della medicina;
i campi di cooperazione avrebbero, in base all'accordo, interessato obiettivi in materia di: riforme finanziarie ed economiche nel campo della salute pubblica; sviluppo tecnologico e apparecchiature sanitarie; tecnologie dell'informazione e della Comunicazione applicate alla salute; prevenzione e controllo del cancro da tabagismo ed abuso di farmaci psicotropi, stupefacenti ed oppiacei; gestione ospedaliera; ricerca biomedica e scambio di informazione sui farmaci, compresi quelli basati sulle biotecnologie e i vaccini; salute ambientale; salute dei lavoratori; salute e sviluppo sostenibili;
i meccanismi di collaborazione si sarebbero incentrati sullo scambio di informazioni tecniche sotto forma di materiale scritto, visivo e audio-visivo; visite di studio di specialisti e professionisti sanitari; ricerca congiunta; attività di formazione e perfezionamento di personale sanitario; organizzazione di eventi come seminari, congressi, simposi, conferenze coerenti con gli obiettivi del programma di collaborazione in corso; altre modalità di cooperazione concordate tra le parti e in linea con le finalità e gli obiettivi dei programmi di cooperazione sviluppati nell'ambito del memorandum di intesa,
si chiede di sapere:
con quali modalità il memorandum di intesa tra Italia e Brasile sia stato realizzato;
quali siano stati i settori prioritari della collaborazione, le attività svolte e i relativi costi;
quali siano state le modalità e i tempi di svolgimento delle attività congiunte e delle altre forme di collaborazione durante la vigenza del memorandum di intesa;
quali siano i contenuti del programma di valutazione e monitoraggio dei risultati ottenuti;
quali siano stati infine gli effetti concreti ottenuti dalla realizzazione del memorandum di intesa rispetto agli obiettivi che lo stesso accordo aveva prefissato.
(4-07302)
NUGNES Paola, LA MURA Virginia - Al Ministro della transizione ecologica. - Premesso che:
il Governo ha dato l'incarico a SNAM di elaborare un progetto per la collocazione di due navi rigassificatrici sulle coste della penisola;
il porto di Piombino (Livorno) è stato subito individuato quale probabile destinazione di uno dei due impianti e SNAM ha subito avviato le indagini tecniche e la fase progettuale per la costruzione degli impianti necessari ad ospitare il rigassificatore e farlo funzionare nel porto toscano, contestualmente il presidente della Regione è stato nominato commissario straordinario per i rigassificatori della Toscana;
un rigassificatore delle dimensioni di quello che dovrebbe raggiungere Piombino e l'impianto che dovrebbe accompagnare il suo funzionamento non sono in grado di garantire il rischio zero, sia riguardo al pericolo di incendi, sia in ordine al pericolo di scoppio, ne è prova la circostanza che i rigassificatori "offshore" sono collocati per regola a 12 miglia dalla costa ed i pericoli sono così gravi che gli spazi di interdizione dalla navigazione sono connotati da un raggio di 2 miglia dagli impianti, che diventano 4 durante le operazioni di trasbordo del gas liquido;
il porto di Piombino, secondo in Italia per traffico passeggeri, costituisce snodo importante del traffico navale per l'arcipelago Toscano, e l'eventuale impianto comporterebbe rischi per le migliaia di persone che giornalmente vi transitano e per gli impianti metallurgici ancora funzionanti e adiacenti al porto, e provocherebbe anche interdizioni che rischiano di risultare da freno per lo sviluppo di insediamenti produttivi nell'area industriale e nell'area affacciante sul porto;
una vasta parte del comune di Piombino dal 2011 è stato dichiarato SIN (sito di interesse nazionale) a causa del pesante inquinamento subito in quasi 150 anni di funzionamento dell'industria siderurgica;
lo Stato e i governi succedutisi negli ultimi decenni si sono dimostrati gravemente mancanti nel prestare al territorio di Piombino le dovute attenzioni, omettendo di progettare e dare inizio alle bonifiche di cui il territorio ha un estremo bisogno, sia per la salubrità dell'ambiente, sia per la ripartenza di una zona attraversata da una gravissima crisi economica;
la condotta destinata a trasportare il gas dal porto alla rete nazionale dovrebbe essere lunga 8 chilometri e per quasi metà il percorso dovrebbe essere installata nell'area del SIN, con escavi di materiali altamente inquinati, un'opera resa ancora più complessa dall'insufficienza delle opere infrastrutturali, a partire dalla strada statale 398 di collegamento del porto di Piombino con la grande arteria tirrenica costituita dalla variante Aurelia, oltre alla presenza di un'unica strada che collega la città ed il porto con la rete viaria esterna, che comporterebbe, in caso di incidente, l'impossibilità ad attuare un adeguato piano di evacuazione;
il canale di Piombino e il golfo di Follonica sono aree marine di altissimo pregio ambientale, collocate all'interno del "santuario dei cetacei" e, dagli studi più moderni e accreditati, risulta che un impianto di rigassificazione implichi forte inquinamento ambientale per le immissioni di composti di cloro nelle acque marine, determinando la presenza di sostanze incompatibili con l'allevamento del pesce e dei mitili;
il mare di Piombino è uno dei siti più importanti a livello nazionale per gli allevamenti agroittici, con il forte rischio quindi che il funzionamento di un impianto di rigassificazione danneggi gravemente uno dei pochi settori economicamente significativi di un territorio in crisi;
in via più generale, l'Italia ha necessità di completare nel più breve tempo possibile il percorso che la porti ad una transizione ecologica vera, indirizzata verso l'utilizzo di fonti rinnovabili realmente ecosostenibili finalizzate ad un reale risparmio energetico,
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo intenda fornire la documentazione completa del progetto elaborato da SNAM per l'impianto di rigassificazione di Piombino e la relativa condotta, ivi compresa la documentazione riguardante le verifiche della sicurezza ambientale;
quali siano i motivi che hanno indotto a scegliere il porto di Piombino per la collocazione di una nave rigassificatrice e del complementare impianto di trasferimento e conduzione del gas;
quali sarebbero le differenze tra misure idonee a garantire la sicurezza di un impianto di rigassificazione all'interno di un porto e quelle invece applicate in un impianto offshore distante 12 miglia marine dalla costa;
quali sarebbero gli accorgimenti che le autorità competenti e SNAM intenderebbero adottare per assicurare, anche in caso di incidente, l'incolumità di tutti i cittadini piombinesi e non, di tutte le persone che lavorano e transitano nel porto senza provocare disagi e perdita di traffici, per garantire la sicurezza dei lavoratori e al tempo stesso la salvaguardia dei posti di lavoro delle fabbriche adiacenti al porto, così come la possibilità dello sviluppo di imprese nelle aree portuali e retroportuali;
quali iniziative intenda intraprendere volte a garantire la tutela delle falde acquifere della val di Cornia in seguito alle opere di escavo delle zone del SIN piombinese durante e dopo l'installazione della tubazione di conduzione del gas dal porto alla rete nazionale di distribuzione del gas;
quali condizioni di dignità scientifica impedirebbero all'inquinamento delle acque marine di interagire negativamente con gli impianti agroittici esistenti nel mare tra Piombino e Follonica.
(4-07303)
NUGNES Paola, LA MURA Virginia - Al Ministro della transizione ecologica. - Premesso che:
come è noto il problema dei rifiuti a Roma, aggravato in questi giorni dai numerosi incendi che hanno investito la città, è annoso e complesso, sia per la raccolta (infatti la capitale è "maglia nera" nel Lazio in termini di raccolta differenziata, con la quota differenziata di rifiuti urbani scesa dal 45,2 per cento del 2019 al 43,8 per cento del 2020 e ben lontana dalla media nazionale, che raggiunge il 61 per cento, e dall'obiettivo fissato dall'Unione europea del 65 per cento entro il 2035), che, soprattutto, per lo smaltimento;
si apprende da organi di stampa che sta prendendo piede l'ipotesi, già prospettata in più occasioni dal sindaco Gualtieri, di realizzare a Roma un "mega inceneritore" per eliminare una parte dei rifiuti della capitale;
tali anticipazioni prendono corpo con l'approvazione di queste ore del "decreto aiuti" all'interno del quale è contenuta la controversa norma, con cui, nell'ambito degli interventi per il Giubileo 2025, si nomina ufficialmente il sindaco Roberto Gualtieri commissario per i rifiuti della capitale, conferendogli dei poteri speciali che permetterebbero al primo cittadino di realizzare l'impianto promesso;
sembrerebbe che l'impianto possa essere realizzato in una zona industriale del municipio IX, denominata Santa Palomba, situata all'estremo sud della capitale al confine con il comune di Pomezia, e che alla costruzione e gestione dell'impianto possa essere delegata ACEA, la multiutility di cui il Comune di Roma è socio di maggioranza;
la Giunta capitolina punta a costruirlo entro il 2025, sul modello di un impianto già in funzione a Copenhagen, che produrrebbe una potenza complessiva stimata in 600.000 tonnellate di rifiuti all'anno, il doppio di quelle gestite dall'inceneritore di San Vittore, in provincia di Frosinone, l'unico del Lazio;
gli obiettivi in linea teorica sono quelli di abbattere almeno del 90 per cento l'uso di discariche, chiudere il TMB di Rocca Cencia, coprire il fabbisogno annuo di energia elettrica di 150.000 famiglie e ottenere il risparmio di gas utilizzato da 60.000 famiglie, ridurre la TARI del 20 per cento con un costo per l'operazione pari a 700 milioni di euro;
tali ipotesi sono confutate da alcune fonti autorevoli e da molte associazioni ambientaliste che mettono in discussione il modello virtuoso prospettato dall'amministrazione, lamentando numerosi aspetti che rendono la scelta inappropriata ed oltretutto insufficiente a colmare il problema delle oltre 1.680.000 tonnellate di rifiuti all'anno mediamente prodotti da Roma;
va sottolineata, nel dettaglio, la diseconomia dell'intervento che, al fine del rientro dell'investimento, condannerebbe Roma e i romani a produrre 600.000 tonnellate di indifferenziata all'anno per i prossimi 25 anni, attraverso una macchina che, bruciando rifiuti, emetterà nell'aria anidride carbonica, ammoniaca, diossine;
non trascurabili sono le linee guida di Bruxelles, infatti i principi dell'agenda europea sull'economia circolare vanno contro l'impiantistica pesante vocata solo a mangiarsi il rifiuto indifferenziato e che non consente l'evoluzione progressiva del sistema di raccolta e riciclo, rivolgendo, invece, ai Paesi ad alta concentrazione di inceneritori l'invito a non costruirne altri bensì a tassare l'incenerimento, eliminare i sussidi a suo favore, adottare moratorie, pensare a piani di decommissioning, come sta già succedendo in Scozia, Galles, Catalogna, Fiandre e nella stessa Danimarca;
nella corsa all'indietro verso gli inceneritori, l'Italia è destinata a sbattere anche contro l'orizzonte della climate neutrality fissato dalla UE per il 2050, rendendo il progetto faraonico un ostacolo sul percorso della decarbonizzazione;
inoltre, sul fronte energetico il valore aggiunto del teleriscaldamento sarebbe assai limitato per una città come Roma, infatti esso funziona in molte città del nord Europa ed è abbastanza interessante in termini ecologici, ma è una tecnologia utile per città fredde, non certo per il clima mite e per la mancanza delle infrastrutture della capitale,
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo sia a completa conoscenza delle tante difficoltà presenti nella complessa situazione dei rifiuti di Roma, divenuta oramai emergenziale;
se i poteri speciali conferiti al sindaco Gualtieri con la nomina a commissario per i rifiuti della capitale non confliggano con il piano rifiuti della Regione Lazio, che non prevede la costruzione di nuovi inceneritori;
se non sia opportuna un'opera di concertazione che coinvolga anche la cittadinanza nella scelta di un'opera così rilevante e sulle problematiche complessive che ne deriverebbero;
se non sia più opportuno puntare su soluzioni alternative quali il potenziamento della raccolta differenziata ed il miglioramento delle relative filiere, l'aumento dei quattro attuali biodigestori, di cui solo 2 attualmente funzionanti, la riorganizzazione dell'azienda di gestione dei rifiuti AMA, e la creazione di una multiutility dell'economia circolare.
(4-07304)
NUGNES Paola, LA MURA Virginia - Al Ministro della transizione ecologica. - Premesso che:
nel pomeriggio del 15 giugno 2022, come si apprende da organi di stampa, è divampato un incendio di dimensioni inaudite, estinto completamente il 21 giugno, presso l'impianto già rigassificazione e ora TMB di Malagrotta (Roma), sviluppatosi in due distinte fasi, inizialmente nei locali dell'ex gassificatore e poi nell'impianto adiacente del TMB2, sprigionando una enorme nube tossica;
il 16 il Comune di Roma ha emesso la prima ordinanza per le aree ritenute a rischio, prevedendo la chiusura di strutture scolastiche e ricreative/sportive all'aperto, vietando il consumo dei prodotti locali agricoli ed animali, disposizioni vigenti entro i 6 km di raggio da Malagrotta;
dalla cronaca e dai documenti ufficiali è evidente la gravità dell'evento, con indagini ancora in corso e la conseguente preoccupazione nei giorni successivi da parte della popolazione;
i rilievi ARPA sul posto sono iniziati nella notte del 15 giugno, tramite 2 campionatori mobili, strumenti che misurano anche IPA (idrocarburi policistici aromatici), diossine e altri elementi chimici, posizionati uno dentro il sedime di Malagrotta ad 1 km dal rogo, ed uno a 6 km, con dati anche dalle centraline fisse localizzate stabilmente sul territorio, la più vicina sita a 2,7 km dal sito;
nelle prime ore dall'incendio non si registravano significativi aumenti degli inquinanti misurati, ma nelle 48 ore successive invece si è riscontrato un serio aumento di inquinanti; inoltre le analisi sul suolo con metodo top soil prelevano circa 20 cm di terreno, laddove le diossine e gli inquinanti non si depositano che per i primi millimetri, con ciò probabilmente diluendo il valore della concentrazione;
a riguardo vanno tenute in conto numerose prescrizioni previste dalle normative, direttive e linee giuda in materia e riportate di seguito:
direttiva 2012/18/UE sul controllo del pericolo di incidenti rilevanti connessi con sostanze pericolose (cosiddetta "Seveso");
le Linee guida per l'informazione alla popolazione sul rischio industriale (approvato con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 16 febbraio 2007, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale 5 marzo 2007, n. 53-SO n. 58) che sono un utile strumento operativo per i comuni, al fine di fronteggiare il rischio industriale;
il Pacchetto economia circolare UE del 2018, in tema di gestione rifiuti nel quadro della cosiddetta "Direttiva Rifiuti" (direttiva 2008/38/CE);
il decreto legislativo n. 152 del 2006 (Testo Unico Ambientale - TUA), che disciplina la gestione dei rifiuti e che è stato modificato dal decreto legislativo n. 116 del 2020, recependo nel quadro nazionale le direttive UE citate;
l'art. 13 del decreto-legge 17 maggio 2022, n. 50 che conferisce al commissario sindaco di Roma Capitale gli stessi poteri della Regione in tema di rifiuti, a partire da quello di pianificazione;
il Piano regionale di gestione rifiuti (PRGR), che ha declinato nella fattispecie e recepito tutti gli elementi della disciplina di cui sopra;
il decreto legislativo n. 81 del 2008, che disciplina la sicurezza nei luoghi di lavoro e dispone regole per evitare i rischi di incidente;
la legge regionale n. 13 del 2019 sulle aree ad elevato rischio di crisi ambientale di dichiarare un'area a rischio per la sola presenza di alterazioni delle matrici ambientali o di concentrazione di impianti a rischio;
l'aggiornamento dello studio ERAS che ha rilevato anche nella zona di Valle Galeria risultati del tutto allarmanti,
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo non ritenga necessario procedere ad esami tossicologici a campione sulla popolazione limitrofa, fino a un raggio di almeno 5 km dall'incendio;
se il soggetto gestore del TMB interessato dall'incendio, così come tutti gli altri TMB, TBM o TM di Roma e del Lazio, abbia mai avviato richieste progettuali per la delocalizzazione, dismissione e conversione a recupero materia degli impianti di propria pertinenza, come disposto dal PRGR vigente;
se il CDR depositato presso i locali del gassificatore di Malagrotta godesse di regolare autorizzazione per quell'attività di deposito, per quali quantità e se a livello quantitativo si hanno abbiano riscontri oggettivi del fatto che le prescrizioni fossero rispettate al momento dell'incendio;
se l'impianto fosse fornito di DVR e piano di sicurezza, nonché se fossero presenti figure in organigramma del soggetto gestore, deputate e qualificate alla prevenzione e al contrasto dei rischi;
se, in considerazione dell'elevato rischio di incidenti dovuto alla presenza di numerose industrie che trattano sostanze pericolose, la zona di Valle Galeria rientri a pieno titolo nella direttiva europea "Seveso-bis e ter" (effetto domino) e se sia prevista una salvaguardia per la popolazione;
se, a seguito del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 16 febbraio 2008 sono siano state messe in atto con l'ordinanza tutte le pratiche di prevenzione necessarie a proteggere la popolazione;
se, infine, non si ritenga di dover dichiarare quanto prima una moratoria di tutta la Valle Galeria dichiarato dalla Comunità dall'Unione europea sito ad elevato rischio di inquinamento (prima "Seveso II" e poi "Seveso III") e ad alto rischio di effetto domino in caso di incidente.
(4-07305)
FREGOLENT Sonia - Al Ministro della salute. - Premesso che:
la sindrome da fatica cronica, nota anche come encefalomielite mialgica, è una malattia riconosciuta dall'OMS già dal 1969, rinominata sindrome da stanchezza post virale nel 2019 a cui è stato attribuito il codice ICD 11-8E49;
è una patologia debilitante multisistemica, ossia coinvolge più sistemi (come quello nervoso, immunitario, digestivo e scheletrico), ed è anche accompagnata da disfunzioni del metabolismo energetico che causano la stanchezza cronica che i pazienti accusano;
è fonte di una serie di sintomi, mediamente gravi, che sono di difficile gestione, tra cui i principali sono: mal di gola, linfonodi ingrossati, febbricola, dolore muscolare, dolore articolare, stato similinfluenzale perenne, cefalea, sonno non ristoratore, inversione del ciclo circadiano sonno-veglia, estrema stanchezza, malessere sforzo fisico-cognitivo PEM, problemi di memoria o concentrazione, tachicardia posturale ortostatica POTS;
i dati a disposizione su questa sindrome provengono da indagini svolte negli Stati Uniti, dove è stato stimato che circa 2 milioni e mezzo di persone siano affette da questa malattia. In Italia questa patologia non è molto conosciuta e gli unici dati provengono da studi effettuati solo in alcune regioni, nelle quali la prevalenza di persone affette dalla sindrome si attesta intorno allo 0,1-0,2 per cento; invero, nonostante non sia riconosciuta e censita rigorosamente, i centri ed i medici che hanno dedicato parte della loro attività alla diagnosi e cura della malattia stimano un numero di malati tra i 250.000 e i 500.000, di cui in buona parte in condizione di gravità;
questa sindrome colpisce principalmente giovani adulti di età compresa tra i 20 e i 40 anni, soprattutto donne, e recentemente risulta che siano stati diagnosticati diversi casi anche in età pediatrica;
come per molte malattie rare, anche per la sindrome da stanchezza cronica o encefalite mialgica le prime difficoltà che i medici devono affrontare sono relative all'esecuzione di una diagnosi certa, difficoltà che sono tanto maggiori quanto più generici sono i sintomi di una data patologia. In simili situazioni, assume un'importanza cruciale la possibilità di disporre di specifici percorsi di diagnosi ad esclusione o test in grado di agevolare o confermare la diagnosi;
la Commissione europea nel 2020 ha sollecitato gli Stati membri a legiferare in merito, invitandoli ad emanare provvedimenti a sostegno dei malati. In Italia, benché la problematica sia nota, ancora non si è addivenuti a un riconoscimento della malattia;
in assenza di un riconoscimento i soggetti malati e le loro famiglie devono provvedere ad onerosi esborsi per le visite propedeutiche alla diagnosi della patologia e per le cure;
i giovani malati in età scolastica molto spesso si trovano ad affrontare numerose difficoltà nel frequentare la scuola, ed è dunque necessario prevedere percorsi e programmi ad hoc, sostegno incluso, in modo da evitare l'abbandono scolastico;
i malati in età adulta presentano varie difficoltà nello svolgimento delle attività lavorative, ed è dunque necessario un riconoscimento dell'invalidità che la malattia comporta, individuando delle misure di supporto per i lavoratori e per le loro famiglie,
si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno sottoporre all'attenzione della commissione nazionale per l'aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza e la promozione dell'appropriatezza nel SSN l'inserimento dell'encefalomielite mialgica nei LEA, al fine di garantire l'esenzione dal ticket per tutte le prestazioni appropriate ed efficaci per il riconoscimento, il trattamento ed il monitoraggio della malattia, riconoscendo, inoltre, l'invalidità per questa tipologia di pazienti che non possono svolgere alcuna attività lavorativa e l'individuazione di strumenti per il supporto scolastico dei giovani pazienti, nonché lo stanziamento di fondi per la ricerca finalizzata ad indagare sui fattori eziologici, sugli strumenti terapeutici e sugli aspetti epidemiologici della patologia.
(4-07306)
SBRANA Rosellina - Ai Ministri della transizione ecologica e della salute. - Premesso che:
molti abitanti dell'area compresa fra Stagno, frazione del comune di Collesalvetti in provincia di Livorno, i quartieri posti a nord della città di Livorno e i quartieri di Calabrone e Tirrenia della città di Pisa lamentano da molti anni problematiche ambientali, che in special modo verificano con la presenza nell'aria di polveri e sostanze maleodoranti; in aggiunta, per il solo abitato di Stagno, riscontrano rumori specialmente in orari notturni;
come registra la stessa ARPA Toscana, negli ultimi anni le segnalazioni per emissioni da attività produttive, cattivi odori e polveri nell'abitato di Stagno hanno conosciuto un significativo incremento;
da circa 20 giorni l'abitato di Stagno è investito da miasmi con odori di benzina e polveri in vari momenti nell'arco della giornata, verificati personalmente dall'interrogante,
si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza della drammatica situazione e quali misure intendano disporre per la soluzione di queste annose problematiche al fine di tutelare la salute della popolazione locale.
(4-07307)
ANGRISANI Luisa, ABATE Rosa Silvana, GRANATO Bianca Laura, CORRADO Margherita, GIANNUZZI Silvana, MININNO, ORTIS - Ai Ministri dell'istruzione e della salute. - Premesso che:
in data 9 febbraio 2022 alcune associazioni scolastiche (Idea Scuola Comitato Nazionale; Scuola Bene Comune; Sì DAD tutela salute, istruzione e società; Sì DAD giusto compromesso salute e istruzione; Scuola sicurezza e salute senza colore politico; Gruppo Campania Si alla DAD Si alla Vita; Comitato per le famiglie e la tutela dei bambini a scuola) avevano scritto una lettera al Presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri della Salute e dell'Istruzione, in cui veniva espressa una forte preoccupazione per l'abolizione degli screening in presenza di casi di positività al COVID-19;
tra le richieste, in particolare, veniva manifestata l'esigenza di prevedere risorse per l'installazione immediata di sensori di CO2 e sanificatori d'aria, con lo scopo di mitigare il rischio di contagio via aerosol, in attesa di interventi strutturali quali la ventilazione meccanica controllata da effettuarsi nel periodo estivo;
valutato che:
nonostante siano state stanziate nel periodo emergenziale risorse pubbliche per garantire maggiore sicurezza all'interno delle aule scolastiche, il dibattitto sul ricambio d'aria nelle aule è rimasto sostanzialmente fermo;
un impianto che garantisca un ricambio sufficiente dell'aria ha un costo medio di 3.000 euro ad aula, ma farebbe risparmiare, al contempo, circa 500 euro all'anno di energia. Sarebbe necessario, dunque, investire l'1 per cento del PNRR, circa 2 miliardi di euro, per la sicurezza e il benessere degli studenti italiani;
considerato che:
il problema legato alla salute e alla sicurezza nelle aule, in primo luogo in vista dell'avvio del prossimo anno scolastico, è tornato di stretta attualità, con l'aumento esponenziale del numero dei soggetti positivi anche in concomitanza con l'inizio della stagione estiva, ragion per cui è logico attendersi un incremento dei numeri con l'inizio della stagione autunnale; per evitare il ricorso a soluzioni come la didattica a distanza, non più percorribili, in caso di un aumento incontrollato del numero dei contagi nel nostro Paese, è necessario porre in essere ogni strumento utile al fine di prevenire i possibili disagi che un aggravamento nella circolazione del virus potrebbe causare all'interno degli istituti scolastici;
recentemente anche il direttore generale dell'OMS, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha rilanciato l'allarme sul COVID-19, tornato a spaventare per l'elevata circolazione, esortando i governi nazionali ad implementare misure già collaudate come l'uso della mascherina e il miglioramento della ventilazione,
si chiede di sapere:
quali misure si intenda prevedere al fine di garantire la sicurezza di studenti e personale scolastico in vista dell'avvio del nuovo anno scolastico;
se si stiano attuando azioni volte a favorire investimenti per l'introduzione di sistemi di ventilazione specifici all'interno delle aule scolastiche e, laddove ciò non fosse stato già previsto, se non si intenda perseguire questa via.
(4-07308)
LANNUTTI, GRANATO Bianca Laura, GIANNUZZI Silvana, ABATE Rosa Silvana, NUGNES Paola, MORRA - Ai Ministri dello sviluppo economico, dell'economia e delle finanze e delle infrastrutture e della mobilità sostenibili. - Premesso che:
il giorno 14 agosto 2018, a causa di accertate carenze strutturali, è crollato a Genova il ponte autostradale posto sul torrente Polcevera, noto come "ponte Morandi", provocando la morte di 43 persone, decine di feriti e 566 sfollati. L'evento ha generato, inoltre, significativi danni dal punto di vista economico, logistico e commerciale, con gravi ed evidenti ricadute sul piano sociale;
a seguito del crollo è stato avviato un confronto in merito alla revoca delle concessioni alla società Autostrade per l'Italia S.p.A. (ASPI), che fa parte del gruppo Atlantia S.p.A., il quale possiede l'88,06 per cento del capitale sociale e fa riferimento, come principale azionista, alla famiglia Benetton. Le indagini avviate dalla magistratura hanno, infatti, evidenziato una serie di gravi mancanze da parte della concessionaria in merito ai controlli sull'efficienza strutturale e agli investimenti finalizzati a una corretta manutenzione del tratto autostradale interessato. Non solo. Durante le indagini è stato dimostrato che la concessionaria, o in ogni caso soggetti riconducibili a essa, si è resa responsabile di interferenze volte ad ostacolare il proseguimento delle indagini stesse;
le azioni di maggioranza della società ASPI sono state cedute al consorzio con capofila Cassa depositi e prestiti Equity S.p.A. Per l'esattezza, ASPI ha ceduto il proprio pacchetto a un consorzio partecipato al 51 per cento da Cassa depositi e prestiti Equity, e per il restante 49 per cento da due fondi privati, Blackstone Infrastructure Partners e Macquire Asset Management, ognuno con il 24,5 per cento. Il rimanente 11,94 per cento della società era nelle mani del fondo cinese Silk Road, che aveva già annunciato a fine 2021 la sua intenzione di vendere il proprio 5 per cento in ASPI, e di Appia Investments con il suo 6,94 per cento: si tratta in questo caso di un fondo partecipato dal colosso delle assicurazioni tedesco Allianz e da EDF, la più grande società francese nel campo della produzione e distribuzione di energia;
l'accordo di compravendita con Atlantia S.p.A. per l'acquisizione dell'88,06 per cento del pacchetto azionario di ASPI prevede un accordo transattivo di 9,1 miliardi di euro, l'accollo del debito di ASPI per 8,8 miliardi di euro, l'accollo degli indennizzi conseguenti al crollo del viadotto Polcevera per 3,4 miliardi di euro, per un totale di 21,3 miliardi di euro. Se invece fosse stata revocata la concessione (ex art. 9-bis della Convenzione unica 2007), lo Stato avrebbe versato 13,8 miliardi di euro. In altre parole, lo Stato spende o fa spendere agli utenti delle autostrade quasi 22 miliardi, tutti a beneficio diretto o indiretto di Atlantia, per prendersi autostrade che sono sempre state sue e solo date in concessione ad ASPI, peraltro senza l'ombra di una gara, facendo realizzare un ingiusto profitto pari a circa 7,3 miliardi di euro per Atlantia;
l'Amministrazione non solo, quindi, avrebbe potuto versare un minor corrispettivo, ma avrebbe potuto indire una nuova procedura di gara per individuare il nuovo concessionario. Così facendo invece, oltre a determinare un maggior esborso di denaro, ha di fatto impedito che si tenesse una gara a evidenza pubblica;
considerato inoltre che:
l'efficacia dell'accordo transattivo è stata subordinata al verificarsi di due condizioni sospensive. La prima: il pacchetto azionario di maggioranza di ASPI doveva diventare di proprietà di una società solo in parte pubblica, già individuata dall'Accordo transattivo tra il Ministero delle infrastrutture e il concessionario;
in secondo luogo, l'efficacia dell'Accordo transattivo è stata subordinata alla registrazione, da parte della Corte dei conti, dei decreti di approvazione dello stesso atto negoziale (decreto n. 37 del 22 febbraio 2022) e dell'Atto aggiuntivo con il relativo Piano economico finanziario (delibera CIPESS n. 75/2021);
il risultato di tale triangolazione (Accordo transattivo - cessione delle quote di ASPI - stipula di un nuovo PEF con decreto registrato alla Corte dei conti) è stato quello di determinare di fatto un nuovo rapporto concessorio, instaurato senza bandire alcuna procedura a evidenza pubblica, e limitando la libertà del procedimento di scelta del contraente;
inoltre, l'efficacia di tale Accordo transattivo è stata subordinata al riassetto di ASPI ad opera di CDP Equity ed investitori a lei graditi. Una stipula dell'Accordo che di fatto ha reso impossibile ad altri operatori economici che hanno partecipato alla procedura di aggiudicarsi il pacchetto di maggioranza di ASPI. Un modus operandi che rientra nella categoria del "mezzi fraudolenti" prevista dalla norma, mettendo dunque in pericolo la correttezza della procedura di predisposizione del bando di gara;
ad avviso degli interroganti, il Ministero delle infrastrutture definendo l'Accordo transattivo, ha di fatto procurato un ingiusto vantaggio patrimoniale per Atlantia S.p.A. di oltre sette miliardi, determinando un indebito esborso di denaro pubblico. Se poi si pensa che questo dovrebbe rappresentare un "atto di giustizia" per riparare a quel che è successo a Genova nel 2018, è chiaro che si è alla beffa, che diventa oltraggio e offesa per i familiari delle 43 vittime e per le 566 persone sfollate dalle proprie case, a seguito del crollo,
si chiede di sapere:
se il Governo ritenga che si sia creato un vantaggio patrimoniale in violazione di specifiche regole di condotta espressamente previste dalla legge o da atti aventi forza di legge e dalle quali non residuino margini di discrezionalità;
visto come si è deciso di procedere per il raggiungimento dell'accordo transattivo, se il Governo ravvisi un impedimento di fatto a bandire una procedura concorrenziale per l'aggiudicazione della concessione autostradale.
(4-07309)
FAGGI Antonella, FREGOLENT Sonia, BERGESIO, FERRERO Roberta, ALESSANDRINI Valeria, ARRIGONI, RICCARDI Alessandra - Al Ministro della salute. - Premesso che:
sono trascorsi ormai più di 2 anni da quando, l'11 marzo 2020, l'Organizzazione mondiale della sanità, tramite il suo direttore, dichiarava che la diffusione del coronavirus in Cina non era più un'epidemia confinata a circoscritte aree geografiche, ma una vera e propria pandemia capace di incidere a livello globale sulla salute pubblica;
alcuni hanno contratto il COVID-19 sperimentando i sintomi di una comune influenza, altri hanno perso la vita, altri ancora sono guariti, ma da quel momento hanno manifestato una sintomatologia post guarigione più o meno di intensa entità, detta "long COVID";
la condizione, come definita dall'OMS, "si verifica in individui con una storia di probabile o confermata infezione da SARS-CoV-2, di solito a 3 mesi di distanza dall'inizio del Covid-19, con sintomi che durano per almeno 2 mesi e non possono essere spiegati da una diagnosi alternativa";
per quanto riguarda le tipologie di manifestazioni da long COVID, secondo quanto riportato dall'ISS, si possono individuare due classi principali: sintomi generali e sintomi organo-specifici. Tra i primi si riscontrano fatigue e astenia, febbre, debolezza muscolare, dolori diffusi, mialgie, artralgie, peggioramento dello stato di salute percepito, anoressia, riduzione dell'appetito, perdita di massa muscolare. Tra i secondi: problemi polmonari come dispnea, affanno e tosse persistente;
altri segni clinici possono essere disturbi cardiovascolari, come miocardite, ma anche neurologici, psichiatrici, gastrointestinali;
in riferimento a questi ultimi esiste uno studio del reparto di gastroenterologia ed endoscopia del policlinico di Milano, pubblicato sulla rivista "Neurogastroenterology and motility". La ricerca, che ha coinvolto oltre 340 partecipanti sprovvisti di una precedente diagnosi di sindrome dell'intestino irritabile, malattia infiammatoria intestinale o malattia celiaca, ha rilevato la presenza di sintomi gastrointestinali e somatici anche a distanza di mesi dall'infezione da SARS-CoV-2;
complessivamente sono oltre 200, secondo uno studio pubblicato sulla rivista Lancet "eClinicalMedicine" del gruppo "The Lancet", le manifestazioni cliniche del long COVID che possono essere di nuova insorgenza, dopo il recupero iniziale da un episodio acuto di COVID-19, o perdurare dalla malattia iniziale. Possono inoltre presentare un andamento non lineare, con alti e bassi, e provocare anche ricadute;
i soggetti colpiti sono indistintamente soggetti di sesso maschile e femminile di qualsiasi età, ma sono soprattutto le donne tra i 40 e 60 anni. Si è osservato anche qualche caso in età pediatrica. Se ad agosto 2020 solo circa il 10 per cento dei pazienti guariti dal COVID-19 era affetto da long COVID, stime più recenti riportano che la percentuale di persone guarite dall'infezione che necessita di assistenza sanitaria, anche dopo settimane o mesi dalla negatività al test, si aggirerebbe intorno al 50 per cento;
questa sindrome potrebbe rappresentare la prossima crisi sanitaria, dopo quella causata dal coronavirus. E potrebbe durare anni, se non decenni. I pazienti con questa sindrome necessitano di un approccio multidisciplinare e soprattutto di un intervento tempestivo,
si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno individuare delle misure di supporto per i soggetti che presentano dei disturbi a seguito della contrazione del virus da SARS-CoV-2 attraverso l'istituzione di un fondo per il sostegno delle persone con long COVID, finalizzato a creare percorsi di cura integrati, guidati da medici con competenza in tema di COVID, con supporto specialistico appropriato nonché provvedere ad inserire la sindrome tra le malattie croniche e invalidanti che danno diritto all'esenzione dalla partecipazione alla spesa sanitaria, ai sensi del regolamento di cui al decreto del Ministro della sanità 28 maggio 1999, n. 329, e nei livelli essenziali di assistenza di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 12 gennaio 2017, riconoscendo, inoltre, l'invalidità per questa tipologia di pazienti che non possono svolgere alcuna attività lavorativa.
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