Legislatura 18ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 453 del 14/07/2022
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LANNUTTI (UpC-CAL-Alt-PC-AI-Pr.SMART-IdV). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LANNUTTI (UpC-CAL-Alt-PC-AI-Pr.SMART-IdV). Signor Presidente, vorrei mettere agli atti del Senato una vicenda che riguarda l'azzardo morale dei banchieri, i crack e le bancarotte seriali con il concorso dei contigui controllori Banca d'Italia e Consob, che hanno provocato il triste fenomeno del risparmio tradito, bruciando sudore e sacrifici di migliaia di famiglie per almeno 200 miliardi di euro, a cominciare dal buco nero di Banca Monte dei Paschi di Siena (MPS), il cui colpo di grazia fu inferto con la delibera firmata dall'allora governatore Draghi per l'acquisto di Antonveneta al prezzo folle di 17 miliardi per una banca che ne valeva tre e che mi riguarda direttamente come Associazione difesa utenti servizi bancari e finanziari (ADUSBEF).
Il 4 febbraio 2013 Fabrizio Saccomanni, nella sua qualità di direttore generale della Banca d'Italia, inviò una mail al presidente della Consob Vegas, per conoscenza al governatore della Banca d'Italia Visco, al direttore del Tesoro Lavia, al fine di sollecitare un decisivo intervento contro il sottoscritto, all'epoca presidente dell'ADUSBEF, in quanto lo stesso in un comunicato stampa aveva detto che il crack MPS equivaleva a 15,4 miliardi di euro addossati a lavoratori, correntisti e risparmiatori nello scandalo più grave della Repubblica, iniziato nel 2006, che non sarebbe potuto avvenire se non ci fossero state complicità e connivenze da parte del triangolo incestuoso tra Associazione bancaria italiana (ABI), Consob e Banca d'italia. Saccomanni lamentava che dichiarazioni infondate come quelle dell'ADUSBEF, circolate per un crack da 15 miliardi di euro, potevano avere conseguenze molto gravi su MPS e che sarebbe stato grato di un cortese riscontro. Il Presidente della Consob, come risulta da annotazioni del 5 febbraio 2013 a margine della lettera, si attivava contro il sottoscritto, reo di aver detto la verità nella tutela di vessati e massacrati risparmiatori. Quella verità uscirà fuori il 26 aprile 2022, quando il ministro dell'economia Franco, davanti alla Commissione parlamentare d'inchiesta sulle banche, ha confermato il buco nero di 65,7 miliardi di euro di MPS, calcolati dal sottoscritto a fare data dal 2006 (quotava 14,8 miliardi e ne quota 500 milioni), seppur chiosando che non si tratta di pubblico risparmio, ignorando così l'articolo 47 della Costituzione che tutela anche un euro di chi risparmia.
Signora Presidente, concludo ringraziandola perché la violenza giudiziaria con cui Consob e Banca d'Italia hanno investito non gli artefici del crack, ma chi lo denunciava è la prova provata di un abuso di potere dettato dalla volontà di nascondere la verità, che tuttavia è venuta a galla nove anni dopo. Si tratta di un accanimento giudiziario ancor vivo e attuale per occultare la verità dei fatti da parte un sistema di potere vendicativo, a conferma della triste realtà di un Paese alla rovescia, tra i primi posti per corruzione, che perpetua se stesso, punendo onesti e servitori dello Stato, premiando ladri, corrotti, faccendieri, prova provata dell'inarrestabile declino italiano e delle sue massime istituzioni. (Applausi).