Legislatura 18ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 453 del 14/07/2022
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RIVOLTA (L-SP-PSd'Az). Signor Presidente, si stanno svolgendo in un clima di grande nervosismo i lavori di conversione del decreto-legge n. 50 del 17 maggio 2022, cosiddetto decreto aiuti, che - non dimentichiamo - avviene in un momento storico drammatico, o meglio cade in un momento particolarmente difficile di un periodo storicamente drammatico, che è ancora peggio.
Ribadisco il disagio per le tempistiche dei lavori imposte dal Governo e per il monocameralismo di fatto che spero possa essere presto archiviato come grande forzatura costituzionale. Pensavo che la mia prima esperienza parlamentare fosse stata in una legislatura difficilissima, la XVI, con il Presidente del Consiglio Berlusconi: ci furono il terremoto dell'Aquila, la grande recessione mondiale partita dalla crisi finanziaria degli Stati Uniti, lo spread altissimo, le alluvioni, le dimissioni del presidente Berlusconi nel novembre del 2011, l'ascesa del professor Monti con le sue misure da lui stesso definite qualche anno dopo recessive, i suicidi degli imprenditori e degli artigiani. Ebbene, questa legislatura è ancora più drammatica.
Molti sono stati gli interventi da parte dei colleghi della Camera che hanno migliorato il testo, soprattutto a favore dei territori, degli imprenditori e dei Comuni. Ricordo i 31 milioni di cittadini destinatari del bonus di 200 euro; ricordo lo stanziamento una tantum di 500 milioni per il 2022 per i lavoratori autonomi, per i professionisti iscritti ai regimi previdenziali obbligatori gestiti da enti di diritto privato. Ai Comuni sono stati destinati i residui dei fondi Covid non utilizzati da usare per agevolazioni sulla Tari e 150 milioni per arginare gli aumenti delle bollette energetiche, dando temporaneamente la possibilità, per il solo 2022, di utilizzare anche i proventi delle multe per arginare i costi energetici.
Immagino che sarà una condizione condivisa da tutti noi quella di venire contattati ogni giorno da sindaci preoccupatissimi che non sanno come sostenere questi costi, come garantire il riscaldamento nelle scuole, nelle biblioteche, negli ambulatori comunali, negli uffici comunali, nei poli catastali, nelle sale civiche. I sindaci già sono degli eroi - come è stato ricordato questa mattina da altri colleghi - ma bisogna davvero dare loro la possibilità di operare, perché rappresentano le istituzioni in trincea che, ogni giorno, devono dare risposte convincenti a tutti i cittadini.
Le stesse telefonate drammatiche ci arrivano dagli imprenditori, che dicono che la banca da oggi non concede loro la cessione del credito di imposta; che sono fuori di 2 o 10 milioni, che non ce la fanno e saltano. A queste persone noi dobbiamo dare delle risposte e purtroppo non abbiamo tutte quelle che servirebbero.
È inutile dire che il bonus del 110 per cento è stata una misura espansiva, perché invece i cambiamenti in corso d'opera hanno complicato tantissimo la realizzazione dei lavori e addirittura in certi casi mettono a rischio la tenuta di aziende piccole, medie e grandi davvero importanti. Immagino che dovremo continuare.
Veniamo ancora all'assurdità del termovalorizzatore. Si sono visti mal di pancia di alcuni incomprensibili. La gestione dei rifiuti rimane una vergogna per Roma e l'Italia tutta, per gli enormi costi economici, ambientali e di immagine e dignità.
Serve serietà, e non servono distrazioni dal programma di un Governo di emergenza da parte di una maggioranza che, in un altro contesto, non sarebbe mai nata. Questa settimana abbiamo assistito a uno psicodramma, del quale avremmo fatto volentieri a meno, ricordando che non si deve mai temere il voto degli elettori e degli elettrici. Auspico comportamenti più seri e responsabili nei confronti non solo delle istituzioni che rappresentiamo, ma anche e soprattutto nei confronti del Paese, che si trova smarrito e con scarse aspettative di ripresa. (Applausi).
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Pellegrini Marco. Ne ha facoltà.