Legislatura 18ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 453 del 14/07/2022
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PELLEGRINI Marco (M5S). Signor Presidente, colleghe e colleghi, rappresentanti del Governo, la situazione in cui si trova il Paese è diversa e più grave purtroppo di quella esistente due mesi fa, al momento della scrittura di questo decreto-legge aiuti.
L'emergenza economica non accenna a rientrare; anzi gli ultimi dati, tra i quali l'indebolimento dell'euro legato alle prospettive di recessione europea, ci restituiscono un quadro generale molto più preoccupante. Ricordo il recente e drastico calo degli indici PMI (purchasing managers index) del settore manifatturiero in Germania e nelle altre principali economie europee. Vuol dire che, in sostanza, gli imprenditori tedeschi, che rappresentano la prima manifattura europea, prevedono di avere pochi ordini.
Ancora: c'è la possibilità concreta di un'ulteriore riduzione delle forniture di gas russo, con tutto ciò che ne conseguirà in tema di aumento delle bollette e dei prezzi dei beni di prima necessità. Gli effetti sulla vita dei cittadini e delle imprese rischiano di essere insostenibili, con chiusure di aziende, perdita di centinaia di migliaia di posti di lavoro, aumento del numero di famiglie in difficoltà, aumento della povertà.
Per tutti questi motivi, riteniamo indispensabile che il Governo affronti la situazione di petto, approvando con urgenza un nuovo decreto-legge che metta in campo almeno 30 miliardi di euro e abbia i seguenti obiettivi: aiutare concretamente e senza pannicelli caldi tutti i settori ancora in crisi per la pandemia e quelli in difficoltà per la guerra; tagliare il cosiddetto cuneo fiscale, per mettere più soldi in tasca a chi ha redditi bassi, proseguendo e ampliando quanto fatto con la legge di bilancio approvata nel 2020, durante il Governo Conte II; mettere in campo aiuti a famiglie e imprese su bollette e costi energetici; ridurre l'IVA sui beni di prima necessità e sui prodotti energetici; incrementare ed estendere ad altri settori le imposte sugli extra profitti, cioè su chi ha avuto utili straordinari grazie alla guerra e alla pandemia (Applausi); intervenire duramente sulle speculazioni che stanno facendo impennare i prezzi di molti prodotti e prevedere un piano straordinario di rateizzazione e di rottamazione quater delle cartelle esattoriali, almeno fino al 2020, per consentire ai contribuenti onesti, che sono la stragrande maggioranza e sono in difficoltà economica, di pagare le tasse per intero, senza sconti, ma di non pagare sanzioni e interessi. Questi non sono evasori: sono cittadini che hanno dichiarato i propri redditi, ma non avevano i soldi per pagare le tasse a causa della crisi.
Noi confidiamo che tutto ciò possa essere fatto dal Governo con estrema urgenza.
Le parole di Draghi nella conferenza stampa di martedì sembrano - sottolineo sembrano - aver accolto l'invito del MoVimento 5 Stelle.
Per reperire le risorse, oltre all'extragettito di cui accennavo sopra, si deve avere il coraggio di mettere in campo uno scostamento di bilancio che il MoVimento 5 Stelle chiede da mesi (Applausi), ma che il Governo finora non ha ritenuto di fare. Questa attesa ragionieristica non ha dato i suoi frutti e non li darà. Voglio ricordare en passant che lo spread in questo momento è quasi doppio di quello che c'era durante il Governo Conte II. Speriamo che questa attesa finisca presto, perché il perdurare dell'impasse avrebbe il solo effetto di costare di più per il sistema Paese, perché potrebbe far morire molte più aziende, si perderebbero più posti di lavoro e gli effetti della crisi sarebbero maggiori. (Applausi).
Ricordo che durante la pandemia, nel solo anno 2020, il Governo Conte II approvò cinque scostamenti di bilancio per complessivi 130 miliardi; risorse che hanno protetto il tessuto economico, ponendo le basi affinché nell'anno successivo il PIL italiano segnasse l'incremento record del più 6,6 per cento, che fu il dato migliore in tutta Europa. L'effetto di quella crescita, frutto di investimenti lungimiranti e coraggiosi e non frutto di calcoli di ragioneria, sta influendo positivamente anche sul PIL di quest'anno, con un effetto di trascinamento che lo stesso ministro Franco ha quantificato in un 2,2 per cento, come ha rilevato durante il forum di Davos. Quindi noi ora siamo a galla grazie agli interventi del Governo Conte II. (Applausi).
Oggi le necessità sono ancora maggiori di quelle del 2020 perché agli effetti della pandemia si stanno sommando quelli di una guerra di cui non si conosce la fine. (Applausi). Una situazione così difficile e drammatica non si può affrontare con micro aiuti, ma serve una terapia d'urto coraggiosa e ambiziosa. Se il Governo continuerà a ragionare con la mentalità del 2011, con l'austerity, con l'aiutino centellinato, non usciremo bene da questa crisi; anzi ne usciremo malissimo, esattamente come successe nel 2011 e negli anni seguenti. La storia dovrebbe insegnarci qualcosa. Siamo fiduciosi però di convincere il Governo in tal senso e, come MoVimento 5 Stelle, lo facciamo tutti i giorni.
In queste ore si è parlato di salario minimo. Noi del MoVimento 5 Stelle lo facciamo da anni e dal 2019 abbiamo presentato un disegno di legge in Senato serio e concreto, ma anche qui ci vuole coraggio da parte del Governo. Bisogna fare presto e bene. Avete letto gli ultimi dati? Ci sono ben 4,5 milioni di italiani che sono lavoratori poveri: 257 contratti collettivi che hanno paghe sotto i 9 euro. Cosa deve accadere ancora di più per mettere mano a questo settore? (Applausi). Ci sono centinaia di testimonianze di uomini e donne a cui vengono proposte paghe che oltraggiano la dignità: 280 euro mensili, come abbiamo letto su tutti i giornali, per dieci ore di lavoro. Ci sono paghe orarie - paghe si fa per dire - di circa un euro l'ora. Vogliamo ancora sopportare questa situazione? Che cosa davvero deve accadere affinché si intervenga per garantire alle famiglie italiane un'esistenza libera e dignitosa, come viene sancito dall'articolo 36 della nostra Costituzione? Negli altri Paesi europei il salario minimo c'è già e questo fatto dimostra che la ricchezza distribuita aumenta e non certo diminuisce; aumentano i consumi e il benessere generale.
A proposito di dignità, noi del MoVimento 5 Stelle abbiamo fortemente voluto il decreto dignità e quindi vogliamo che si ritorni a quello spirito e all'obiettivo di promuovere i contratti stabili, perché senza stabilità non esistono prospettive di vita per i giovani; non esistono progetti di famiglia e di figli, senza i quali ogni anno ci troviamo a fare conti drammatici con il calo demografico, salvo poi organizzare, per lavarsi la coscienza, ipocriti family day. I contratti di lavoro devono essere stabili e, quando non lo sono, devono essere affidati alla logica della causali.
Sul reddito di cittadinanza ho ascoltato parole indecenti e false, fra l'altro. Dovrebbero essere sufficienti i dati ufficiali dall'Istat e non quelli del bar, dei programmi televisivi trash o dei social. (Applausi). I dati ufficiali ci dicono che, grazie al reddito di cittadinanza, in Italia c'è un milione di poveri in meno. (Applausi). L'efficacia di questa misura è stata, tra l'altro, certificata anche da chi è storicamente impegnato nel contrasto alla povertà e alla marginalità. Mi riferisco a organizzazioni come Caritas, Save the Children, Comunità di Sant'Egidio, a importanti economisti e anche all'OCSE: tutti sono concordi nel ritenere che il reddito cittadinanza sia una misura che ha segnato una svolta nel contrasto alla povertà.
Anche i dati sulle politiche attive sono incoraggianti. I dati dell'ANPAL - io mi riferisco sempre ai dati ufficiali e non a quelli del bar o dei programmi televisivi - ci dicono che i percettori del reddito cittadinanza hanno firmato contratti in numero superiore a 700.000. In un periodo di crisi come quello attuale, segnato dalla pandemia e dalla guerra, bisogna essere soddisfatti di questo risultato.
Certo, si può fare sempre di più. I centri per l'impiego potrebbero funzionare meglio e le Regioni, cui la Costituzione assegna la competenza su questa materia, hanno fatto poco o nulla. Anzi, sette Regioni su venti non hanno assunto nemmeno un addetto, nonostante le provvidenze del Governo. (Applausi). Segnalo che cinque di queste sette Regioni sono governate dal centrodestra che, un giorno sì e l'altro pure, attacca questa misura.
Concludo con un accenno rapido al superbonus. Noi ci aspettavamo un vero sblocco dei crediti proprio per mettere in salvo le migliaia di imprese che si sono fidate dello Stato e che ora hanno i cassetti fiscali colmi di crediti fiscali. Questa norma, invece, non è arrivata e, quindi, corriamo il serio rischio che quelle aziende falliscano e si perdano centinaia di migliaia di posti di lavoro. (Applausi).
Chiediamo ancora una volta al Governo, al ministro Franco e al presidente Draghi, a cui evidentemente questa misura non piace - l'hanno dimostrato in tutti i modi - di intervenire in maniera coraggiosa perché noi siamo seduti su una bomba sociale. Bisogna intervenire sul superbonus.
Concludo sottolineando che il provvedimento in esame contiene una norma che - mi spiace, ma devo dirlo - sembra davvero provocatoria. Mi riferisco alla norma sull'inceneritore, che non c'entra nulla con la materia degli aiuti e che noi avevamo responsabilmente proposto al Governo di stralciare e inserire in qualsiasi altro vettore normativo, ma ci è stato risposto di no. (Applausi). Questo vuol dire da parte di qualcuno continuare irresponsabilmente a tirare la corda.
Noi invece vogliamo continuare a occuparci degli italiani e proporre ogni giorno soluzioni che vadano nel loro esclusivo interesse. Continuiamo a essere fiduciosi che il Governo e questa maggioranza ci ascoltino. (Applausi).