Legislatura 18ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 453 del 14/07/2022

MISIANI (PD). Signor Presidente, mi permetta di unirmi al cordoglio per la scomparsa di Eugenio Scalfari. L'Italia oggi ha perso una figura di straordinaria levatura, un protagonista assoluto della storia del giornalismo e della politica nel nostro Paese.

Signor Presidente, oggi discutiamo questo decreto in una fase estremamente difficile per l'Italia e per l'Europa, come hanno ricordato tutti i colleghi e le colleghe che sono intervenuti: la guerra, iniziata con l'invasione russa dell'Ucraina, continua; la crisi energetica e l'inflazione stanno colpendo duramente le famiglie e le imprese; si allargano le disuguaglianze sociali, perché l'inflazione è la più ingiusta delle tasse e l'inflazione energetica è ancora più ingiusta; il nostro sistema produttivo sta perdendo competitività, a partire dalle imprese a più elevato consumo di energia.

Signor Presidente, il Governo ha messo in campo interventi di grande portata in questi mesi, con aiuti per le famiglie e sostegni per le imprese, a partire dalle famiglie più fragili e dalle imprese a più forte consumo di gas ed elettricità. Ancora, vi è uno sforzo importante di diversificazione dei fornitori di gas. Come ha ricordato il presidente Draghi, la nostra dipendenza dal gas russo è scesa dal 40 per cento dell'anno passato al 25 per cento dell'anno in corso. Cito, inoltre, l'aumento della produzione nazionale di gas e la semplificazione delle procedure per l'installazione di rinnovabili.

Questo decreto, il decreto aiuti, che, dopo la lettura alla Camera ha toccato quasi 12 miliardi di euro di interventi, è un pezzo decisivo di tale strategia. Ricordiamole, signor Presidente, le misure del decreto: l'azzeramento degli oneri di sistema per l'elettricità, la riduzione degli oneri generali e dell'IVA del gas per il terzo trimestre di quest'anno; il fondo per il caro materiali delle opere pubbliche; il bonus 200 euro, che sta arrivando a 31,5 milioni di lavoratori dipendenti e autonomi e pensionati (una misura che, da sola, vale 6,5 miliardi di euro); il rifinanziamento del fondo sociale affitti; il voucher per gli abbonamenti per il trasporto pubblico locale; le risorse per aiutare gli enti territoriali a fronteggiare il caro bollette e l'ampliamento della tassa sugli extraprofitti delle imprese energetiche, con cui viene finanziato il bonus da 200 euro, con una misura di ridistribuzione sociale.

Naturalmente, signor Presidente, è legittimo esprimere valutazioni diverse sulle singole scelte di questo provvedimento ed evidenziare i nodi che questo provvedimento ha lasciato aperti, a partire dallo sblocco delle cessioni dei crediti sui bonus edilizi, che riguarda oltre 5,5 miliardi di crediti e decine di migliaia di famiglie e imprese.

Nell'ultimo anno e mezzo, ogni provvedimento di questo Governo è stato un punto di incontro tra forze politiche che esprimono visioni diverse del futuro di questo Paese e che hanno idee diverse su come affrontare i nodi che si sono manifestati. Se questo Governo è andato avanti e ha prodotto risultati, è perché vi è stato un lavoro sistematico e paziente di composizione; perché ogni forza politica di questa maggioranza ha rinunciato a un pezzo della propria visione e delle proprie idee per trovare, provvedimento dopo provvedimento, i necessari punti di incontro; perché c'è stato un lavoro, che ci ha permesso di raggiungere traguardi importanti.

Penso alla presentazione e all'approvazione nei tempi previsti del Piano nazionale di ripresa e resilienza; a una campagna di vaccinazione che ha portato oltre il 90 per cento degli italiani a completare il ciclo vaccinale; al rispetto di tutte le scadenze del Piano (dei 51 obiettivi previsti per il 2021 e dei 45 previsti per il primo semestre di quest'anno); penso alle misure per il caro energia con questo decreto-legge raggiungono i 33 miliardi di euro, senza un euro in più di deficit rispetto a quanto programmato con la legge di bilancio 2022. E da ultimo, ma non certo in ordine di importanza, c'è il confronto avviato dal presidente Draghi con le parti sindacali e le parti datoriali per un nuovo patto sociale attorno all'introduzione del salario minimo, così come proposto dal ministro Orlando, attorno a un taglio strutturale e importante del cuneo fiscale a vantaggio delle buste paga, attorno al rilancio della produttività e all'attuazione del piano nazionale per la ripresa. Questo patto sociale - come diciamo da tempo noi del Partito Democratico - rappresenta il cambio di passo necessario per affrontare efficacemente la situazione economica e sociale che abbiamo di fronte, che sta diventando sempre più difficile.

Non votare la fiducia al Governo, Presidente, sarebbe una scelta grave. È una scelta grave ed è un oggettivo errore politico, perché mette in discussione l'Esecutivo in una fase così drammatica per l'Italia e per l'Europa, interrompendo questo percorso. Una simile scelta produrrebbe inevitabili conseguenze politiche, ben al di là dei calcoli e di quello che abbiamo letto in queste ore sui media.

Signor Presidente, la sovranità appartiene al popolo, come sta scritto nella Costituzione, e nessuno, meno che mai il Partito Democratico, ha timore di rivolgersi agli italiani, a cui spetta l'ultima parola. Credo però che, se chiedessimo agli italiani di cosa hanno bisogno oggi, l'ultima cosa che ci risponderebbero sarebbe "una crisi di Governo". (Applausi). All'Italia, in una fase drammatica come quella che stiamo vivendo, serve un Governo nella pienezza delle sue funzioni e il Partito Democratico, signora Presidente, lavora per questo, per la prosecuzione e il rilancio dell'attività di questo Governo, sapendo qual è la cifra politica con cui questo Governo è nato.

È un Esecutivo, quello guidato dal presidente Draghi, che ha avviato il suo percorso in una situazione eccezionale, partendo da una comune assunzione di responsabilità delle forze di questa maggioranza, che erano e rimangono molto diverse dal punto di vista politico e del loro profilo programmatico, che hanno risposto positivamente a un appello del Presidente della Repubblica e che si sono assunte, tutte, la responsabilità di sostenere, in una condizione eccezionale, questo Governo, nell'interesse generale del Paese. Il Governo si fonda su questa assunzione di responsabilità da parte di tutte le forze politiche, tutte, che un anno e mezzo fa hanno fatto quella scelta di fronte agli italiani. (Applausi). Il presidente Draghi lo ha ricordato con grande chiarezza, con le parole che ha pronunciato nella giornata di ieri.

Siamo a uno snodo cruciale ed è tempo che ogni forza di questa maggioranza metta in chiaro di fronte al Parlamento, quindi di fronte al Paese, se le condizioni che ci portarono un anno e mezzo fa a iniziare questo percorso e che ci hanno portato a produrre i risultati che ricordavo ci sono ancora o sono venute meno. Bisogna dirlo con chiarezza e senza infingimenti, perché è un dovere di trasparenza che abbiamo di fronte agli italiani e di fronte a questo Paese. (Applausi).

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Damiani. Ne ha facoltà.