Legislatura 18ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 453 del 14/07/2022
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COMINCINI (PD). Signor Presidente, mi unisco, a nome mio personale e di tutto il Gruppo Partito Democratico, al ricordo di Eugenio Scalfari, figura di insigne giornalista, ma anche di grande uomo di cultura e appassionato di politica.
Pochi giornalisti come lui in Italia hanno saputo disegnare percorsi, costruire proposte editoriali e anche avere una passione così grande per il Paese, in maniera non solo genuina, ma raffinata, non scadente e non scontata, come purtroppo spesso oggi vediamo. Lo ricordiamo con commozione e con affetto.
Il decreto-legge che invece ci apprestiamo a votare quest'oggi contiene misure urgenti in materia di politiche energetiche nazionali, di produttività delle imprese, di attrazione degli investimenti, nonché in materia di politiche sociali e di crisi generata dalla guerra in Ucraina. Il testo che è pervenuto al Senato, dopo che la Camera dei deputati lo ha discusso e votato, ha subito numerose modifiche ed integrazioni, che lo hanno arricchito e migliorato rispetto al testo approvato il 17 maggio scorso dal Consiglio dei ministri. Chi siede nelle Aule parlamentari, chi ha la responsabilità di definire l'indirizzo politico del Paese, chi si assume l'onere di sostenere il Governo nazionale non può non percepire e sentire forte la gravitas del momento, per usare le parole pronunciate ieri dal segretario nazionale del Partito Democratico Enrico Letta.
Essersi posti sulle spalle il peso di accompagnare il Paese in questa difficilissima congiuntura internazionale, dopo la drammatica fase - peraltro non ancora conclusa - della pandemia da Covid-19, necessita di capacità di lettura dei bisogni, di definizione delle possibili risposte, di discernimento sulle scelte da compiere nella consapevolezza di avere risorse scarse per definizione. Le narrazioni da bacchetta magica, dove tutto ciò che si vorrebbe può concretizzarsi, sono tramontate da un pezzo. È il tempo invece della fatica e della responsabilità, del confronto e delle rinunce. Per ogni forza politica non è il tempo delle rivendicazioni, ma quello della responsabilità, ed è con questa responsabilità che il Governo Draghi, sorretto da forze politiche molto diverse fra loro, ha compiuto scelte coraggiose, mettendo in campo risorse complessive per circa 20 miliardi di euro, per dare risposte a famiglie ed imprese. Risorse importanti tese a contrastare l'inflazione crescente e il pesantissimo caro energia; misure che hanno l'inesorabile e condiviso obiettivo di salvaguardare la tenuta del Paese. Lo short name del provvedimento in discussione, decreto-legge aiuti, sintetizza e descrive esattamente le finalità e i contenuti del provvedimento.
Nel settore dell'energia, il decreto-legge in discussione interviene sul contenimento dei prezzi per consumatori finali. Vengono ridotti gli effetti degli aumenti dei prezzi sul settore elettrico per il terzo trimestre del 2022. In tema di politiche fiscali e finanziarie, si proroga la misura tesa a contrastare anche gli aumenti del prezzo del gas metano sui consumi, stimati o effettivi, dei mesi di ottobre, novembre e dicembre 2021. Viene altresì prorogato al secondo trimestre 2022 il credito di imposta pari al 20 per cento della spesa sostenuta per l'acquisto di carburante limitatamente alle imprese della pesca. Vengono pure incrementati alcuni crediti d'imposta concessi alle imprese del settore energetico. In tema di lavoro, il decreto aiuti prevede la corresponsione di una indennità una tantum, pari a 200 euro, a favore dei pensionati, lavoratori dipendenti e autonomi (stiamo parlando di una platea di oltre 25 milioni di persone). Anche gli enti locali ricevono aiuti concreti da questo provvedimento. Ci sono 170 milioni aggiuntivi per il 2022 al fine di garantire la continuità dei servizi erogati in relazione alla maggiore spesa per utenze di energia elettrica e gas derivanti dalla crisi energetica. Per i Comuni con più di 500.000 abitanti viene istituito un fondo da 665 milioni di euro volto a rafforzare gli interventi del Piano nazionale di ripresa e resilienza.
A questi significativi interventi, che portano a 35 miliardi le risorse stanziate dal Governo in questi mesi per far fronte alle emergenze che viviamo derivanti dalla guerra in Ucraina, si aggiunge l'azione politica intrapresa per avviare una nuova agenda sociale. Il governo Draghi ha annunciato di voler mettere al centro dell'azione dei prossimi mesi e della prossima legge di bilancio misure per contrastare la precarietà lavorativa, per favorire il salario minimo, per contrastare un fenomeno che in Italia riguarda 4,3 milioni di lavoratori che operano con meno di 9 euro all'ora. Il Governo intende operare anche sulla riduzione delle tasse sul lavoro, sul cuneo fiscale; c'è dunque la possibilità di una svolta concreta che porti al centro dell'azione politica dei prossimi mesi i significativi temi sui quali molte forze politiche hanno portato la propria azione nei mesi scorsi e anche in queste settimane.
Prendiamo atto però che ci sono forze politiche che con le loro scelte decidono di modificare profondamente lo scenario politico che stiamo vivendo. Noi sosteniamo il decreto-legge in esame e questo Governo con convinzione e con responsabilità. Sappiamo che stare al Governo, come stare in qualsiasi giunta comunale, non può significare incertezze e desideri da menù alla carta, come ci ricordava proprio poco fa la collega Bonino. Le famiglie oggi sono spaventate di fronte all'erosione dei salari dovuta al caro energia, al montare dell'inflazione come mai si era visto negli ultimi trent'anni. Ci sono richieste da parte delle imprese che necessitano di risposte che devono venire nelle prossime settimane, con la prossima legge di bilancio. Non posso non fermarmi a pensare che chi stia seguendo il dibattito di quest'oggi o la cronaca politica di queste ore resti allibito di fronte a ciò che sta registrando, mentre magari quest'oggi stesso gli è arrivata una bolletta del gas e dell'energia elettrica particolarmente pesante o mentre sta facendo il pieno di benzina a 2 euro al litro. Di fronte a questa situazione credo che ciascuno di noi, ciascuna forza politica, ciascun parlamentare dovrebbe interrogarsi e porsi un tema di responsabilità. Se anche noi poniamo una questione di responsabilità, non lo facciamo per mettere qualcuno con le spalle al muro, ma perché abbiamo la consapevolezza che fuori da questo palazzo oggi si vive una condizione di grandissima difficoltà che, come molti analisti hanno già fatto capire, non potrà che aggravarsi nelle prossime settimane e nell'autunno, per le ragioni che ben conosciamo.
Questo Governo è nato per dare risposte e nel decreto-legge aiuti ce ne sono sicuramente alcune anche significative. L'azione politica dei prossimi mesi potrà portare ad ulteriori risposte significative e l'agenda sociale che è stata avviata in questa settimana da parte del presidente Draghi ne porterà altre. Ci sono risposte a portata di mano, se ci sono però le condizioni politiche per poter proseguire quest'azione. Da parte nostra non c'è solo tutta la responsabilità, ma anche la volontà politica di raggiungere questi obiettivi. Il Partito Democratico c'è e il presidente Draghi può contare sul nostro sostegno. (Applausi).
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Quagliariello. Ne ha facoltà.