Legislatura 18ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 453 del 14/07/2022
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PRESUTTO (Ipf-CD). Signor Presidente, onorevoli colleghi, rappresentanti del Governo, oggi siamo qui in un contesto estremamente complesso e dobbiamo essere tutti consapevoli di vivere un periodo storico che porta grandi sfide rispetto a quelle che erano non solo le nostre reali aspettative, ma anche quelle dei cittadini italiani. È necessario, ma ancora più opportuno, comprendere che le difficoltà che dovremo superare nei prossimi mesi dovranno essere affrontate adeguatamente ed immediatamente per recuperare in poco tempo trenta anni di ritardi. Il nostro Paese, infatti, signori colleghi, è arrivato tardi; la crescita dell'Italia rispetto a partner come la Francia, la Spagna e la Germania, ci ha trovati indifesi rispetto alla crisi prodotta dalla pandemia e ora dalla crisi geopolitica che vede purtroppo la Russia invadere l'Ucraina. Quindi, prima di parlare del cosiddetto decreto aiuti, che ha un valore simbolico e politico notevolissimo, dobbiamo capire in quale scenario noi ci stiamo muovendo.
L'Italia vive una crisi economica e sociale causata dalla pandemia, come ho detto prima, che sta condizionando lo stile di vita degli italiani con effetti irreversibili. Come abbiamo detto più volte, nulla sarà come prima ed è realmente così con delle aggravanti. Abbiamo poi una crisi geopolitica in atto che vede contrapposti non semplicemente la Russia e l'Ucraina, ma due blocchi: il blocco occidentale e quello asiatico. Il blocco occidentale ha nell'Europa un punto di fulcro centrale. L'elemento critico di questa contrapposizione vede nella debolezza attuale dell'Europa un elemento che assolutamente dobbiamo contenere e superare. I due blocchi in questo momento sono impegnati in un conflitto, non bellico, ma politico e commerciale, che li vede impegnati nell'accaparramento di risorse energetiche e materie prime, con il rischio peraltro di una carestia alle porte. Ciò potrebbe riguardare l'Africa in modo particolare perché se non partono le navi dall'Ucraina, dal porto di Odessa in modo particolare, circa 250 milioni di africani non potranno avere né farina né grano e questo potrebbe creare un fenomeno fuori controllo, per quanto riguarda l'immigrazione. Avremo quindi il rischio di perdite di vite umane, ma soprattutto un impatto sul nostro territorio molto gravoso.
Il conflitto tra Russia e Ucraina è alle porte dell'Unione europea e dentro il cuore dell'Europa e fino ad ora ha provocato effetti devastanti prima da un punto di vista socio-umanitario e poi da un punto di vista alimentare ed energetico. Si tratta, ripeto, di un elemento di sintesi rispetto ad un conflitto molto più ampio che certamente non finirà lì, ma non dal punto di vista militare, quanto per ciò che concerne il confronto tra potenze asiatiche ed occidentali.
Se vogliamo guardare alle conseguenze immediate sull'economia del nostro Paese, è la crisi energetica quella che ci sta colpendo maggiormente. Tale crisi prospetta anzitutto un vertiginoso taglio della produzione; immaginiamo, ad esempio, le imprese energivore che hanno bisogno di gas e di petrolio per poter lavorare. Non solo, tale crisi durerà per tutto l'inverno. Parallelamente avremo un aumento dei costi insostenibile per i nostri cittadini che determinerà un aumento dell'inflazione incontrollato. Ricordo che essa è già aumentata, attestandosi quasi all'8 per cento.
Proprio quest'ultima, specie se causata da motivi esogeni, sarà difficile da poter controllare: determinerà povertà e potrà essere causa di instabilità sociale. Si tratta di un elemento critico che dobbiamo valutare.
Nel breve e medio termine occorrerà gestire e contenere diversi problemi oltre all'inflazione, come il perdurante rallentamento della crescita economica e la stagnazione. Sappiamo che inflazione e stagnazione creano stagflazione, che per gli economisti è una parola molto gravosa. Dovremo rivedere le politiche di approvvigionamento delle energie e delle materie prime, tenere sotto controllo l'incremento dello spread (ossia il grado di fiducia che il mondo ha verso l'Italia, visto che potrà avere effetti negativi sui tassi di interesse) e favorire, rafforzando il ruolo dell'Italia, i negoziati per contenere e finalmente risolvere la guerra tra Russia e Ucraina. Questo, però, lo potremo fare solo se saremo compatti, uniti e forti.
Bisogna portare la pace in Ucraina il prima possibile, ma ciò potrà avvenire soltanto con un'Italia in grado di mantenere alta la propria credibilità (soprattutto politica, viste le criticità di questo momento rispetto ai partner storici) e con una politica estera che garantisca un allineamento forte con l'Unione europea e la NATO. La politica estera è un argomento serio rispetto al quale non possiamo scherzare. L'Italia deve essere un partner certo per chiunque interagisca con il nostro Paese.
In sostanza, occorre che il nostro Paese sia forte e capace di affrontare immediatamente una serie di innumerevoli problematiche che ricadono quotidianamente sui nostri cittadini e sulla loro vita. È necessario, dunque, che il Governo intervenga e che le istituzioni e lo Stato siano presenti e si facciano sentire vicini agli italiani.
Per questo motivo, bisogna votare il provvedimento in esame, che presuppone un'azione di responsabilità nei confronti dei cittadini. Il decreto aiuti ha oggi un valore simbolico politico che va oltre i contenuti in esso riportati, dando la possibilità di stanziare miliardi di euro per ridurre il caro bollette a favore sia delle imprese, che dei cittadini e sostenere i redditi delle famiglie colpite dall'inflazione.
In questa sede è oggi importante capire quali sono i cambiamenti e le nuove misure contenute nel testo di conversione del decreto, ricordando che si tratta di un provvedimento economico nato dall'esigenza specifica di contenere l'aumento dei prezzi causato dalla guerra tra Russia e Ucraina che però, come ho detto prima, non terminerà con la fine del conflitto. Infatti, anche se domani mattina si interrompesse questa guerra, la crisi che vede contrapposti Occidente e Asia per l'approvvigionamento delle materie prime non terminerà.
Nel corso del passaggio alla Camera il provvedimento è stato migliorato. Noi sappiamo che nessun provvedimento può essere così perfetto da poter risolvere un problema molto complesso. Pertanto, si è cercato di intervenire sul reddito di cittadinanza, uno strumento importantissimo che ha aiutato le persone meno abbienti. C'è poi il problema della cedibilità del credito d'imposta; parliamo, in questo caso, del superbonus, che ha dato un grande aiuto alle imprese edili. Ci sono state delle difficoltà. Tuttavia - ripeto - nessun provvedimento è perfetto alle origini. Abbiamo guardato con attenzione ai lavoratori con contratti part-time e dato una serie di aiuti, ma non si tratta della soluzione definitiva.
Questi sono solo alcuni esempi che fanno comprendere quanto sia vitale, importante e assolutamente necessario approvare un provvedimento di tale portata e quanto questa decisione corrisponda a un'assunzione di responsabilità nei confronti di tutti gli italiani a fronte dei problemi legati alla crisi geopolitica mondiale che stiamo vivendo e che ci obbliga necessariamente alla compattezza tra tutte le forze politiche per poterci risollevare dalla crisi economica e sociale che si abbatte sulla nostra società. Gli italiani oggi più che mai chiedono al nostro Paese compattezza politica. Le divisioni per finalità elettorali non servono agli italiani. Stiamo parlando di miliardi di aiuti alle famiglie e ai lavoratori per affrontare un lungo periodo, che si protrae già da due anni a causa della pandemia, in cui siamo stati attanagliati da difficoltà sanitarie ed economiche.
Certo, c'è da fare molto e questo provvedimento è un passaggio intermedio rispetto alle altre misure che verranno adottate, tutte migliorabili e perfezionabili. L'invito che però, a nome del mio Gruppo, faccio a tutti i colleghi è alla compattezza politica. Gli italiani vogliono uno Stato forte che guardi agli interessi dell'Italia oggi e per il futuro. (Applausi).
PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Corrado. Ne ha facoltà.