Legislatura 18ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 453 del 14/07/2022
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ARRIGONI (L-SP-PSd'Az). Signor Presidente, la ringrazio per l'opportunità. Ci riprovo.
Dicevo che, sul fronte della sicurezza energetica e dell'affrancamento dal gas russo, il Governo e il ministro Cingolani stanno facendo tanto, ma sul fronte del caro energia, stanti le vicende geopolitiche, l'instabilità dei mercati, e la difficoltà di approvvigionamento del gas (in questi giorni abbiamo anche lo stop di fornitura del gas russo attraverso il Nord Stream), e l'abnormità e l'imprevedibilità dei livelli del prezzo del gas, la situazione è preoccupante e temo che per l'autunno si farà drammatica. L'industria non ce la fa più a reggere e soprattutto non ha certezze. Ormai le incognite sugli approvvigionamenti si moltiplicano. Da qualche giorno, alcuni venditori hanno già comunicato alla propria clientela che, stanti i livelli di prezzo dell'elettricità, dal 1° gennaio 2023 rescinderanno i contratti di fornitura. A questo si aggiunge la crescente difficoltà delle grandi aziende nel definire i contratti di fornitura di gas per il prossimo anno termico, dato che i principali operatori, avendo difficoltà a reperirlo sui mercati all'ingrosso, non si impegnano a garantire contrattualmente la consegna del gas.
Sulla scorta di questo, alcune associazioni d'impresa - penso ad Assocarta - hanno lanciato l'allarme per l'imminente chiusura degli impianti produttivi: un dramma per l'economia e per l'occupazione.
Concludo dicendo per dire che per il caro energia serve molto di più. Il premier Draghi annunciato per la fine del mese un nuovo intervento con diversi miliardi. Bene: la Lega chiede che sia poderoso (Applausi), finanziato anche attraverso uno scostamento di bilancio, anche perché dovrà contrastare i livelli di prezzo del gas e dell'elettricità in continuo aumento (in questi giorni sono nove volte quelli degli anni pre-Covid). Oggi il prezzo unico nazionale dell'elettricità (PUN) è a 446 euro per megawattora e a 180 quello del gas. Siamo praticamente a livelli doppi rispetto ai prezzi medi del primo semestre 2022; il quadruplo rispetto alla media del 2021. Dunque, se non si interviene in modo deciso, avremo costi insostenibili a carico di famiglie e imprese, anche nel comparto tutelato, pregiudicando la tenuta del sistema.
La Lega, come indicato nella mozione che sarà discussa giovedì prossimo, chiede che vengano prorogate e rafforzate per tutto il terzo trimestre anche le seguenti misure: i crediti d'imposta per gli acquisti di energia da parte delle imprese, ovviamente senza il regime de minimis (Applausi); il taglio delle accise sui carburanti (ricordo che termina il 2 agosto); l'azzeramento delle accise e il taglio dell'IVA del gas per autotrazione, che ha prezzi allarmanti, che mettono a rischio l'esistenza di una filiera; il credito d'imposta per l'acquisto di gasolio e benzina per pesca, agricoltura e autotrasporto; chiediamo inoltre che siano previsti nuovi contributi per i Comuni che sono in affanno e che finalmente sia prevista l'IVA al 5 per cento per il gas indiretto. Il premier Draghi fa bene a insistere in Europa per il tetto al prezzo del gas; tuttavia, se mai riuscirà a ottenerlo dall'Europa, passeranno ancora mesi e nel frattempo aumentiamo senza indugio la produzione nazionale di gas per ridurre la nostra dipendenza energetica, anche modificando il Piano per la transizione energetica sostenibile delle aree idonee (Pitesai). (Applausi).
Infine, è vero che il superbonus è costoso. Era inevitabile che finisse così: troppo ambizioso e non sostenibile, ma oggi ci sono imprese, tecnici e famiglie che hanno iniziato i lavori e sono in stallo. (Applausi). Hanno fatto debiti, hanno ipotecato le proprietà e stanno fallendo. Mi rivolgo al premier Draghi e al ministro Franco: per dare la certezza del diritto, occorre dare una via d'uscita anche a loro. (Applausi).
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore De Vecchis. Ne ha facoltà.