Legislatura 18ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 453 del 14/07/2022

LANNUTTI, GIANNUZZI Silvana, ANGRISANI Luisa, MORRA, ABATE Rosa Silvana - Ai Ministri dell'economia e delle finanze e per la pubblica amministrazione. - Premesso che:

il PNRR (piano nazionale ripresa e resilienza) è il documento che il Governo italiano ha predisposto per illustrare alla Commissione europea come intende gestire i fondi che arriveranno nell'ambito del programma Next generation EU. Quest'ultimo è lo strumento introdotto dall'Unione europea per la ripresa post pandemia da COVID-19, rilanciando l'economia degli Stati membri rendendola più green e più digitale. Esso, infatti, suddivide i settori di intervento in diverse missioni principali, tra le quali rientrano la digitalizzazione, la salute e la transizione ecologica. Secondo una relazione del 27 maggio 2021 pubblicata dall'Ufficio Studi del Senato, il Governo valuta l'impatto del PNRR sull'economia del nostro Paese con una crescita dello 0,8 per cento, portando il tasso di crescita potenziale nell'anno finale del piano all'1,4 per cento;

il PNRR italiano prevede investimenti per un totale di 222,1 miliardi di euro: 191,5 miliardi di euro sono finanziati dall'Unione europea attraverso il dispositivo per la ripresa e la resilienza (68,9 miliardi di euro sono sovvenzioni a fondo perduto e 122,6 miliardi sono prestiti), e ulteriori 30,6 miliardi di risorse nazionali sono parte di un fondo complementare, finanziato attraverso lo scostamento pluriennale di bilancio approvato nel Consiglio dei ministri del 15 aprile e autorizzato dal Parlamento, a maggioranza assoluta, nella seduta del 22 aprile;

considerato che, per quanto risulta agli interroganti:

in un articolo del 30 maggio 2022 a firma di Carlo di Foggia su "Il Fatto quotidiano", intitolato "Con la scusa del Pnrr, al Tesoro si moltiplicano le poltrone per i (tanti) fedelissimi", si legge che in alcuni Ministeri l'opportunità del PNRR è stata interpretata anche come modalità per creare nuove "poltrone" e far conseguire scatti di carriera ad alcuni dirigenti;

in particolare, al Ministero dell'economia e delle finanze, che è sicuramente uno dei Ministeri maggiormente coinvolti nella gestione delle risorse, le posizioni di direttore generale sono state aumentate. Preme ricordare che si tratta di posti di lavoro non solo particolarmente ambiti, ma soprattutto molto remunerati, con stipendi di 180.000 euro lordi annui;

ad esempio, un posto è stato attribuito a Stefano Scalera, dirigente interno che, a seguito di un'esperienza all'Associazione sportiva Roma, dove si è occupato del nuovo stadio, ha fatto rientro al Ministero per occuparsi di studio e ricerca sul PNRR. Carmine Di Nuzzo, è finito alla Ragioneria dello Stato, in particolare al servizio centrale PNRR. Ad Aline Pennisi, braccio destro del ragioniere generale Biagio Mazzotta, è spettata l'unità di missione; entrambi sarebbero, secondo l'articolo, persone di fiducia del ministro Franco;

alle tre "poltrone" menzionate se ne aggiunge una quarta venutasi a creare grazie ad una norma inserita nel decreto milleproroghe di fine anno, art. 1, comma 13, che ha istituito un altro posto di direttore generale del Ministero per lo studio del PNRR, il "Dipartimento affari generali e del personale", che si occupa di gestione del personale, acquisti e logistica, che nulla hanno a che fare con le competenze specifiche sui progetti del PNRR. Difatti, il 19 maggio Valeria Vaccaro, capo del dipartimento, ha dato il via ad un bando per la ricerca del vincitore del nuovo posto venutosi a creare. Stando a quanto risulta dall'articolo de "Il Fatto quotidiano", la favorita sarebbe Nicoletta Fusco, che il quotidiano considera persona di stretta fiducia del capo di gabinetto Giuseppe Chinè,

si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti esposti e se, nel disporre i provvedimenti di istituzione dei nuovi posti dirigenziali, abbiano verificato e assicurato il rispetto sostanziale del "principio della copertura finanziaria degli atti legislativi ed amministrativi che comportano una spesa pubblica", previsto dalle norme di contabilità pubblica e dall'articolo 81, quarto comma, della Costituzione, motivando in particolare l'imprescindibile necessità di tali nuove maggiori spese e comunque sottoponendoli alla Corte dei conti l'esame in via preventiva.

(4-07281)