Legislatura 18ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 453 del 14/07/2022

LANNUTTI, CORRADO Margherita - Al Ministro della salute. - Premesso che:

la tutela della salute è un diritto fondamentale ed inviolabile della persona umana, previsto dall'articolo 32 della Carta Costituzionale, nonché dall'art. 3 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea. La Costituzione stabilisce quale principio fondamentale che: "la Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, garantisce cure agli indigenti";

il Sistema sanitario nazionale garantisce l'assistenza sanitaria ad ogni cittadino e i servizi di assistenza di base. Il diritto alla salute viene espletato sul territorio attraverso le aziende sanitarie locali finanziate in maniera diretta attraverso il pagamento dei ticket sanitari e in modo indiretto dal finanziamento dello Stato, che ogni anno stabilisce nella manovra finanziaria il budget da dedicare all'assistenza sanitaria;

lo Stato ha l'obbligo di assicurare a tutti i cittadini il diritto alla salute attraverso i LEA (Livelli Essenziali di Assistenza). Le Regioni hanno competenza nella regolamentazione e nell'organizzazione dei servizi, finanziando le ASL e gli ospedali del territorio, controllando e valutando allo stesso tempo la qualità delle prestazioni erogate;

considerato che:

in un articolo de "Il Messaggero" intitolato "liste d'attesa da record: 300mila pazienti in coda" a firma di Giampiero Valenza e datato 7 luglio 2022, è riportata la notizia secondo la quale l'ospedale Sant'Eugenio - Asl Roma 2, ente pubblico controllato dalla Regione Lazio, a seguito della pandemia da COVID-19 avrebbe una lista d'attesa di più di 124.000 prestazioni ambulatoriali su un totale di 386.592 dell'intera città di Roma. Nel solo Lazio, la lista d'attesa sugli interventi chirurgici da eseguire è di poco più di 19.000 operazioni, mentre quasi 11.000 sono quelle che devono essere eseguite nelle ASL della capitale. Inoltre, ci sono 430.000 screening oncologici da recuperare in tutta la Regione, 250.000 dei quali solo nelle tre ASL che operano a Roma;

per porre un rimedio al danno che anche il COVID-19 ha contribuito a generare alla sanità del Lazio, la Regione ha varato un piano da 48 milioni di euro. È curioso il fatto che alla ASL Roma1 ci sia un gap di 91.512, a Roma2 di 123.340, a Roma3 di 55.641. L'ospedale Umberto I ha 32.419 prestazioni in lista d'attesa, il San Giovanni 19.048, l'IFO 18.108, il San Camillo 13.453, il Policlinico di Tor Vergata 13.261, il Sant'Andrea 9.796 e lo Spallanzani 5.186;

per quanto riguarda gli interventi chirurgici mancati, la situazione è altrettanto problematica, in quanto alla ASL Roma2 sono 3.285 le persone in lista d'attesa, 1.500 a Roma1 e 737 a Roma3. Tra le aziende ospedaliere sono 1.200 gli interventi chirurgici mancati a Tor Vergata, al San Giovanni 1.120, al San Camillo 1.050, all'Umberto I 700, al Sant'Andrea 800 e 406 agli IFO;

considerato inoltre che da quando il Governo ha allentato le misure anti COVID-19 la curva dei contagi è tornata ad impennarsi per effetto delle sotto varianti, come "Omicron 5". Il contagio è esteso ormai in tutta Italia e fa registrare numeri da zona rossa in alcune Regioni. Sul sito de "la Repubblica" è riportato il bollettino dell'andamento COVID-19 del 13 luglio 2022, dal quale si apprende che sono 110.168 i nuovi contagi registrati nelle ultime 24 ore. Le vittime sono state 106 ed il tasso di contagio è del 26,8 per cento. In tutto sono stati eseguiti 410.435 tamponi ed i pazienti ricoverati in terapia intensiva sono 388. Attualmente gli italiani positivi al coronavirus sono 1.391.890, il numero dei morti sale a 169.496,

si chiede di conoscere quali siano le iniziative che il Ministro in indirizzo intenda adottare affinché in tempi brevi si giunga alla riduzione dei tempi di attesa nell'erogazione delle prestazioni sanitarie più urgenti tale da garantire la vita dei cittadini aventi diritto.

(4-07280)