Legislatura 18ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 453 del 14/07/2022
Azioni disponibili
Allegato B
VOTAZIONI QUALIFICATE EFFETTUATE NEL CORSO DELLA SEDUTA
Congedi e missioni
Sono in congedo i senatori: Accoto, Alderisi, Barachini, Barboni, Battistoni, Bini, Bonifazi, Borgonzoni, Bossi Simone, Bossi Umberto, Campagna, Cattaneo, Centinaio, Cerno, Dell'Olio, De Poli, Di Marzio, Durnwalder, Fenu, Floridia, Galliani, Garruti, Ghedini, L'Abbate, Lomuti, Merlo, Messina Assunta Carmela, Modena, Moles, Monti, Napolitano, Nisini, Pavanelli, Perosino, Pichetto Fratin, Pisani Giuseppe, Pucciarelli, Quarto, Ronzulli, Sciascia, Segre, Sileri, Stabile, Unterberger e Vono.
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Sono assenti per incarico avuto dal Senato i senatori: Alfieri, Craxi e Vescovi, per attività della 3ª Commissione permanente; Arrigoni, Castiello, Fazzone e Urso, per attività del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica; De Bonis, Ferrazzi e Lorefice, per attività della Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati; Bagnai, per attività della Commissione di vigilanza sulla Cassa Depositi e Prestiti; Giacobbe e Marilotti, per partecipare a un incontro internazionale.
Sono considerati in missione, ai sensi dell'art. 108, comma 2, primo periodo, del Regolamento, i senatori: Astorre, Bellanova, Cirinna', Magorno, Pesco, Rossomando e Vanin.
Gruppi parlamentari, variazioni nella composizione
La senatrice Leone ha comunicato di cessare di far parte del Gruppo parlamentare MoVimento 5 Stelle e di aderire al Gruppo parlamentare Insieme per il futuro - Centro Democratico.
Il Presidente del Gruppo Insieme per il futuro - Centro Democratico ha accettato tale adesione.
Disegni di legge, annunzio di presentazione
Senatori Briziarelli Luca, Pergreffi Simona, Campari Maurizio, Corti Stefano, Rufa Gianfranco, Casolati Marzia, Fusco Umberto, Candiani Stefano, Augussori Luigi, Bossi Simone, Pellegrini Emanuele, Ripamonti Paolo
Legge quadro in materia di avioturismo (2671)
(presentato in data 14/07/2022);
senatori Salvini Matteo, Romeo Massimiliano, Ostellari Andrea, Calderoli Roberto, Tosato Paolo, Faggi Antonella, Montani Enrico, Saponara Maria, Candiani Stefano, Arrigoni Paolo, Alessandrini Valeria, Augussori Luigi, Bagnai Alberto, Bergesio Giorgio Maria, Borghesi Stefano, Bossi Simone, Briziarelli Luca, Bruzzone Francesco, Campari Maurizio, Candura Massimo, Cantu' Maria Cristina, Casolati Marzia, Corti Stefano, De Angelis Fausto, Doria Carlo, Ferrero Roberta, Fregolent Sonia, Fusco Umberto, Iwobi Tony Chike, Lucidi Stefano, Lunesu Michelina, Marin Raffaella Fiormaria, Marti Roberto, Pazzaglini Giuliano, Pellegrini Emanuele, Pepe Pasquale, Pergreffi Simona, Pianasso Cesare, Pillon Simone, Pirovano Daisy, Pisani Pietro, Pittoni Mario, Pizzol Nadia, Riccardi Alessandra, Ripamonti Paolo, Rivolta Erica, Rufa Gianfranco, Siri Armando, Sudano Valeria, Testor Elena, Urraro Francesco, Vallardi Gianpaolo, Vescovi Manuel, Zuliani Cristiano
Norme in tema di delinquenza minorile (2672)
(presentato in data 14/07/2022);
senatori Rivolta Erica, Marin Raffaella Fiormaria, Fregolent Sonia, Cantu' Maria Cristina, Lunesu Michelina, Doria Carlo, Alessandrini Valeria, Arrigoni Paolo, Augussori Luigi, Bagnai Alberto, Bergesio Giorgio Maria, Borghesi Stefano, Bossi Simone, Bruzzone Francesco, Calderoli Roberto, Campari Maurizio, Candiani Stefano, Candura Massimo, Casolati Marzia, Corti Stefano, De Angelis Fausto, Faggi Antonella, Ferrero Roberta, Fusco Umberto, Iwobi Tony Chike, Lucidi Stefano, Marti Roberto, Montani Enrico, Ostellari Andrea, Pazzaglini Giuliano, Pellegrini Emanuele, Pepe Pasquale, Pergreffi Simona, Pianasso Cesare, Pillon Simone, Pirovano Daisy, Pisani Pietro, Pittoni Mario, Pizzol Nadia, Riccardi Alessandra, Ripamonti Paolo, Romeo Massimiliano, Rufa Gianfranco, Saponara Maria, Siri Armando, Sudano Valeria, Testor Elena, Tosato Paolo, Urraro Francesco, Vallardi Gianpaolo, Vescovi Manuel, Zuliani Cristiano
Progetto sperimentale salute mentale 2022-2026 (2673)
(presentato in data 14/07/2022).
Disegni di legge, presentazione del testo degli articoli
In data 14/07/2022 la 12ª Commissione permanente Sanità ha presentato il testo degli articoli proposti dalla Commissione stessa, per il disegno di legge:"Delega al Governo per il riordino della disciplina degli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico, di cui al decreto legislativo 16 ottobre 2003, n. 288" (2633)
(presentato in data 26/05/2022) C.3475 approvato dalla Camera dei deputati
Governo, trasmissione di atti e documenti dell'Unione europea di particolare rilevanza ai sensi dell'articolo 6, comma 1, della legge n. 234 del 2012. Deferimento.
Ai sensi dell'articolo 144, commi 1 e 6, del Regolamento, sono deferiti alle sottoindicate Commissioni permanenti i seguenti documenti dell'Unione europea, trasmessi dal Dipartimento per le politiche europee della Presidenza del Consiglio dei ministri, in base all'articolo 6, comma 1, della legge 24 dicembre 2012, n. 234:
Comunicazione della Commissione - Parere della Commissione sulla domanda di adesione dell'Ucraina all'Unione europea (COM(2022) 407 definitivo), alla 3a e alla 14a Commissione permanente;
Comunicazione della Commissione - Parere della Commissione sulla domanda di adesione della Moldova all'Unione europea (COM(2022) 406 definitivo), alla 3a e alla 14a Commissione permanente;
Comunicazione della Commissione - Parere della Commissione sulla domanda di adesione della Georgia all'Unione europea (COM(2022) 405 definitivo), alla 3a e alla 14a Commissione permanente.
Parlamento europeo, trasmissione di documenti. Deferimento
Il Vice Segretario generale del Parlamento europeo, con lettera inviata il 1° luglio 2022, ha inviato il testo di 13 documenti, approvati dal Parlamento stesso nella tornata dal 6 al 9 giugno 2022, deferiti, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alle sotto indicate Commissioni competenti per materia:
risoluzione definita in prima lettura in vista dell'adozione del regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il regolamento (UE) 2018/1862 per quanto riguarda l'inserimento, nell'interesse dell'Unione, di segnalazioni informative su cittadini di paesi terzi nel sistema d'informazione Schengen (SIS), alla 1a, alla 2a, alla 3a e alla 14a Commissione permanente (Doc. XII, n. 1153);
risoluzione definita in prima lettura in vista dell'adozione del regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo all'accesso di operatori economici, beni e servizi di paesi terzi ai mercati degli appalti pubblici e delle concessioni dell'Unione e alle procedure a sostegno dei negoziati sull'accesso di operatori economici, beni e servizi dell'Unione ai mercati degli appalti pubblici e delle concessioni dei paesi terzi (strumento per gli appalti internazionali - IPI), alla 3a, alla 8a e alla 14a Commissione permanente (Doc. XII, n. 1154);
risoluzione sul progetto di decisione del Consiglio relativa alla proroga dell'accordo concernente la promozione, la fornitura e l'uso dei sistemi di navigazione satellitare Galileo e GPS e applicazioni correlate tra la Comunità europea e i suoi Stati membri, da un lato, e gli Stati Uniti d'America, dall'altro, alla 3a, alla 8a e alla 14a Commissione permanente (Doc. XII, n. 1155);
risoluzione sulle isole dell'UE e la politica di coesione: situazione attuale e sfide future, alla 3a, alla 5a e alla 14a Commissione permanente (Doc. XII, n. 1156);
risoluzione sul progetto di decisione del Consiglio relativa alla conclusione dell'accordo di partenariato per una pesca sostenibile tra l'Unione europea e la Repubblica islamica di Mauritania e del relativo protocollo di attuazione, alla 3a, alla 9a e alla 14a Commissione permanente (Doc. XII, n. 1157);
risoluzione non legislativa sul progetto di decisione del Consiglio relativa alla conclusione dell'accordo di partenariato per una pesca sostenibile tra l'Unione europea e la Repubblica islamica di Mauritania e del relativo protocollo di attuazione, alla 3a, alla 9a e alla 14a Commissione permanente (Doc. XII, n. 1158);
risoluzione sulla sicurezza nell'area del partenariato orientale e il ruolo della politica di sicurezza e di difesa comune, alla 3a, alla 4a e alla 14a Commissione permanente (Doc. XII, n. 1159);
risoluzione sulla situazione dei diritti umani nello Xinjiang, inclusi gli archivi della polizia, alla 1a, alla 2a, alla 3a, alla 14a Commissione permanente e alla permanente e alla Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani (Doc. XII, n. 1160);
risoluzione sulla strumentalizzazione della giustizia come strumento di repressione in Nicaragua, alla 1a, alla 2a, alla 3a, alla 14a Commissione permanente e alla permanente e alla Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani (Doc. XII, n. 1161);
risoluzione sulle violazioni della libertà dei media e della sicurezza dei giornalisti in Georgia, alla 1a, alla 2a, alla 3a, alla 14a Commissione permanente e alla permanente e alla Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani (Doc. XII, n. 1162);
risoluzione sullo Stato di diritto e la potenziale approvazione del piano nazionale di ripresa (PNR) polacco, alla 1a, alla 5a e alla 14a Commissione permanente (Doc. XII, n. 1163);
risoluzione sul diritto di iniziativa del Parlamento, alla 1a e alla 14a Commissione permanente (Doc. XII, n. 1164);
risoluzione sulla richiesta di convocare una Convenzione per la revisione dei Trattati, alla 1a, alla 3a e alla 14a Commissione permanente (Doc. XII, n. 1165).
Commissione europea, trasmissione di progetti di atti legislativi dell'Unione europea. Deferimento
La Commissione europea ha trasmesso, per l'acquisizione del parere motivato previsto dal Protocollo (n. 2) sull'applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità allegato al Trattato sull'Unione europea e al Trattato sul funzionamento dell'Unione europea:
in data 12 luglio 2022, la Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il regolamento (UE) n. 691/2011 per quanto riguarda l'introduzione di nuovi moduli dei conti economici ambientali (COM(2022) 329 definitivo). Ai sensi dell'articolo 144, commi 1-bis e 6, del Regolamento, l'atto è deferito alla 14a Commissione permanente ai fini della verifica della conformità al principio di sussidiarietà; il termine di otto settimane previsto dall'articolo 6 del predetto Protocollo decorre dal 12 luglio 2022. L'atto è altresì deferito, per i profili di merito, ai sensi dell'articolo 144, commi 1 e 6, del Regolamento, alla 5a e alla 13a Commissione permanente, con il parere della Commissione 14a;
in data 13 luglio 2022, la Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo alle indicazioni geografiche dell'Unione europea di vini, bevande spiritose e prodotti agricoli e ai regimi di qualità dei prodotti agricoli, che modifica i regolamenti (UE) n. 1308/2013, (UE) 2017/1001 e (UE) 2019/787 e che abroga il regolamento (UE) n. 1151/2012 (COM(2022) 134 definitivo). Ai sensi dell'articolo 144, commi 1-bis e 6, del Regolamento, l'atto, già deferito per i profili di merito, è deferito alla 14ª Commissione permanente ai fini della verifica della conformità al principio di sussidiarietà; il termine di otto settimane previsto dall'articolo 6 del predetto Protocollo decorre dal 13 luglio 2022.
Interpellanze, apposizione di nuove firme
La senatrice Valente ha aggiunto la propria firma all'interpellanza 2-00104 del senatore Astorre ed altri.
Risposte scritte ad interrogazioni
(Pervenute dal 31 giugno al 14 luglio 2022)
SOMMARIO DEL FASCICOLO N. 150
LOREFICE: sulla presentazione di progetti per la costruzione dei sistemi di videosorveglianza finanziati dall'Unione europea da parte della Regione Siciliana (4-05674) (risp. MOLTENI, sottosegretario di Stato per l'interno)
PARAGONE ed altri: su un incontro tra alcuni amministratori delegati di aziende italiane e il Presidente russo Putin a fine gennaio 2022 (4-06697) (risp. DI STEFANO, sottosegretario di Stato per gli affari esteri e la cooperazione internazionale)
Interrogazioni
TARICCO, MARCUCCI, VATTUONE, IORI Vanna, LAUS, MANCA, ALFIERI, FERRARI, COLLINA, BOLDRINI Paola, FEDELI Valeria, ASTORRE, D'ALFONSO, STEFANO, FERRAZZI, PITTELLA, PINOTTI Roberta, ROJC Tatjana, BITI Caterina - Ai Ministri delle politiche agricole alimentari e forestali, della transizione ecologica e della salute. - Premesso che:
in Italia ISPRA stimava nel 2009 una presenza di 600.000 capi di cinghiale, negli anni in crescita costante, ed oggi alcune stime arrivano a valutare una consistenza di oltre 2 milioni di capi presenti. In molte zone del Paese la densità di cinghiali è addirittura di 10 volte superiore a quella definita come ottimale e sostenibile dalla stessa ISPRA;
nel nostro Paese l'eccesso di presenza e la proliferazione dei cinghiali ha ormai assunto i contorni di una vera e propria emergenza per la distruzione dei raccolti agricoli e per le criticità relative alla sicurezza personale e per l'incidentalità stradale, con stime che ne valutano l'impatto in oltre 100 milioni di euro di danni all'anno;
la 9ª Commissione permanente (Agricoltura e produzione agroalimentare) del Senato, a conclusione dell'esame, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, primo periodo, e per gli effetti dell'articolo 50, comma 2, del Regolamento, dell'affare sulle problematiche inerenti ai danni causati all'agricoltura dall'eccessiva presenza di fauna selvatica, nel luglio 2021, richiamato l'ampio ciclo di audizioni svolto con i soggetti istituzionali competenti ed esperti, nonché il materiale acquisito, per quanto concerneva il cinghiale affermava che: "con la crescita della popolazione dei cinghiali e il conseguente maggior rilievo assunto dalla questione dei danni da loro arrecati all'agricoltura e alla sicurezza umana, negli ultimi anni si è anche intensificato l'impatto e di conseguenza il disagio delle comunità locali interessate (...) tra le implicazioni che rendono necessario e urgente un intervento sull'eccessiva proliferazione della specie vi sono i rischi sanitari che l'eccessiva diffusione del cinghiale può esercitare verso il comparto zootecnico. Il numero sproporzionato di cinghiali aumenta in modo esponenziale i rischi di introduzione di alcune patologie, come la peste suina africana (PSA), in grado di creare importanti rischi sanitari per la successiva diffusione degli agenti patogeni sia a carico delle popolazioni selvatiche di cinghiale sia a carico di allevamenti di maiali domestici; impegnava a conclusione il Governo ad affrontare e risolvere definitivamente il problema dello squilibrio della fauna selvatica nel nostro territorio e dei danni da essa generati per la sicurezza e la salute pubblica, nonché per la salvaguardia della biodiversità, anche sviluppando strategie emergenziali per ridurre i conflitti e facilitando l'accesso alle informazioni sui potenziali effetti negativi delle interazioni uomo-specie problematiche";
considerato che:
il 7 gennaio 2022 nel comune di Ovada (Alessandria), in Piemonte, ai confini con la Liguria veniva rinvenuta la prima carcassa di cinghiale morto per PSA, e da allora nelle due regioni ne sono state rinvenute oltre 160, con rinvenimenti anche in altre regioni;
il decreto-legge n. 9 del 2022, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 29 del 2022, in merito alle misure urgenti di prevenzione e contenimento della diffusione della peste suina africana, richiamava alla necessità di interventi, tenuto conto dei gravi rischi di diffusione della PSA e dell'esigenza di adottare con urgenza sistemi di controllo della specie cinghiale finalizzati a ridurre i rischi sanitari e l'impatto economico che l'epidemia può arrecare all'intero settore suinicolo italiano;
nel documento del Ministero della salute del 21 aprile 2021 "Gestione del cinghiale e peste suina africana elementi essenziali per la redazione di un Piano di gestione" si afferma che: "Si rende pertanto necessaria una modifica sostanziale dell'attuale approccio gestionale di questa specie, che andrà indirizzato verso un obiettivo di riduzione generalizzata delle densità e dovrà essere perseguito mediante l'incremento dell'utilizzo di tecniche a basso impatto (in grado di limitare la movimentazione degli animali e la loro ulteriore diffusione sul territorio, nonché massimizzare l'efficienza del prelievo) e l'incremento del prelievo selettivo nei 3 confronti di specifiche classi di sesso ed età. La riduzione generalizzate delle densità di cinghiale andrà perseguita e mantenuta nel tempo in quanto il rischio PSA sarà prevedibilmente alto anche nel futuro, indipendentemente dal riscontro di focolai";
il "Manuale delle emergenze da Peste Suina Africana in popolazioni di suini selvatici del Ministero della salute, del 21 aprile 2021" recita: "Le esperienze degli altri paesi hanno evidenziato che l'immediata e coordinata attuazione delle misure di controllo nei suidi selvatici risulta fondamentale per avere maggiori probabilità di confinare ed eradicare la malattia", e ancora, "Ai fini del raggiungimento di una generalizzata riduzione delle densità di cinghiale e stante l'attuale assetto normativo e di organizzazione degli ex corpi di Polizia Provinciale, va sottolineata la necessità, per le aree non ricomprese nei parchi nazionali e regionali, di valutare eventuali modifiche normative (es. quelle all'art. 19 della L. n. 157/92) volte a creare le condizioni più idonee per l'attuazione di piani di controllo faunistico in grado di incidere significativamente sulla demografia delle popolazioni di cinghiale";
tenuto conto che:
nella giornata del 12 luglio alcuni assessori all'agricoltura di regioni interessate dalle problematiche connesse all'eccessiva proliferazione di cinghiali hanno dichiarato che circa due mesi fa, su indicazione della 9ª Commissione e su delega del Ministero della transazione ecologica il Ministero stesso aveva proposto una bozza di decreto interministeriale che prevedeva due sostanziali modifiche all'articolo 19 della legge n. 157 del 1992, quali l'ampliamento del periodo di caccia al cinghiale e la possibilità da parte delle Regioni di effettuare piani di controllo e selezione nelle aree protette;
da allora non si ha più alcuna notizia del decreto e del suo iter anche se pare che la proposta del Ministero della transizione ecologica sia da tempo stata inviata ai ministeri concertanti e questo nonostante le Regioni avessero sostenuto all'unanimità l'iniziativa, addirittura approvata in Conferenza dei presidenti;
nelle aree agricole di gran parte del Paese l'eccesso di presenza di cinghiali sta ormai assumendo i caratteri di una vera e propria emergenza e i rischi connessi all'allargamento dell'infezione da PSA rimangono altissimi,
si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza di quanto esposto, se non ravvisino l'esigenza di interventi ormai non più procrastinabili per ridurre la densità dei cinghiali ormai insostenibile in larga parte del territorio, e se non ritengano conseguentemente necessario definire ed approvare urgentemente il citato decreto interministeriale dando strumenti agli enti istituzionalmente interessati per intervenire.
(3-03476)
Interrogazioni con richiesta di risposta scritta
URRARO - Al Ministro della giustizia. - Premesso che:
con atto di sindacato ispettivo 4-04504 del 25 novembre 2020, l'interrogante già sottopose al Ministro in indirizzo la situazione dell'ufficio del giudice di pace di Sant'Anastasia chiedendo di incrementarne la pianta organica per garantirne il buon funzionamento;
ad oggi, con i decreti legislativi attuativi n. 156 del 2012 e n. 14 del 2014, concernenti la riorganizzazione della distribuzione sul territorio nazionale degli uffici giudiziari di primo grado, relativamente agli uffici del giudice di pace, è stata disposta la soppressione di 664 delle 846 sedi, lasciando operativi quasi esclusivamente quelli presenti nelle sedi circondariali, con la contestuale previsione della facoltà per gli enti locali interessati di chiedere il mantenimento del presidio giudiziario;
l'ufficio del giudice di pace di Sant'Anastasia rientra tra i 16 uffici non dislocati nelle sedi circondariali di tribunale di cui è stata prevista la permanenza a gestione interamente statale, con una competenza territoriale per sette comuni: Sant'Anastasia, Somma Vesuviana, Pollena Trocchia, Massa di Somma, San Sebastiano al Vesuvio, Cercola e Volla (circa 160.000 abitanti);
i richiamati decreti hanno disposto anche la soppressione della sede dell'ufficio del giudice di pace di Pomigliano D'Arco, prevedendone l'accorpamento all'ufficio del giudice di pace di Sant'Anastasia;
ad oggi, la stessa sede è mantenuta operativa dagli enti locali interessati, ma, tenuto conto dei ben noti problemi gestionali, vi è il possibile rischio della chiusura;
la pianta organica dell'ufficio del giudice di pace di Sant'Anastasia è risultata fin da subito sottodimensionata, con un direttore amministrativo, un cancelliere esperto, 2 operatori giudiziari, un ausiliario, nonostante presso l'ufficio siano operativi 8 giudici di pace;
nonostante il massimo impegno degli enti tenuti a garantire l'apertura di un così importante presidio di giustizia territoriale, l'ufficio non è stato in grado di gestire la notevole mole di attività e adempimenti: ciò ha comportato notevoli ritardi nella pubblicazione delle sentenze, dei decreti ingiuntivi e delle udienze penali e nei rinvii di quelle civili, causando la sospensione e la chiusura dello stesso;
tale gravissima situazione poteva e doveva essere affrontata anche alla luce delle nuove immissioni di personale (concorso cancellieri esperti e addetti all'ufficio del processo),
si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno adottare urgenti iniziative finalizzate a incrementare la pianta organica dell'ufficio del giudice di pace di Sant'Anastasia, in modo da consentire un'immediata riapertura dell'ufficio, nonché a disporre la necessaria revisione della pianta organica, contestualizzandola alle reali esigenze organizzative.
(4-07274)
SANTILLO, DE LUCIA Danila - Ai Ministri delle infrastrutture e della mobilità sostenibili e dell'interno. - Premesso che:
con ordinanza n.1 del 9 luglio 2022, a seguito degli accertamenti effettuati in data 8 luglio sullo stato di manutenzione del ponte romano sul Volturno, il sindaco di Capua (Caserta) ha disposto, in via temporanea, a titolo precauzionale e cautelativo, il divieto di transito per tutti i veicoli e per tutti i pedoni sul ponte, unica via di collegamento tra la parte nord e quella sud della città;
come riferito anche dagli organi di stampa, la Prefettura di Caserta ha convocato un tavolo urgente con amministrazione provinciale, genio civile, Vigili del fuoco e forze dell'ordine. Il sindaco ha chiesto l'intervento del genio militare per tentare di realizzare in tempi brevi le necessarie strutture provvisorie di collegamento tra le due sponde del Volturno. L'articolo del "Corriere del Mezzogiorno", edizione on line del 10 luglio 2022, intitolato "Capua divisa come nel '43 dai ponti pericolanti e chiusi. Chiesto lo stato di emergenza", riferisce che tra le ipotesi allo studio vi sia anche quella di un ponte pedonale sospeso, così da consentire "a chi abita dall'altro lato di raggiungere casa o il luogo di lavoro";
per attraversare il fiume Volturno è al momento necessario fare un giro di circa 16 chilometri. I disagi per i cittadini residenti e per le attività economiche sono estremamente rilevanti, anche perché al danno si aggiunge la beffa: il ponte nuovo, che sorge poco distante e che è stato inaugurato negli anni '50, è chiuso dal 2018 perché a rischio di crollo. Così, dopo che di fatto il traffico veicolare era stato dirottato interamente sul ponte romano, ora è arrivata l'ennesima chiusura per la messa in sicurezza;
la città non può rimanere divisa, anche tenendo conto dei circa 10.000 studenti che frequentano l'università provenienti da ogni zona della Campania e dei tantissimi cittadini che per lavoro hanno la necessità di attraversare il fiume. Non essendoci infatti altre strade di collegamento, vi sono grandi difficoltà anche per raggiungere i paesi limitrofi, oltre che per muoversi all'interno del territorio comunale;
considerato che:
in data 14 maggio 2019 il primo firmatario del presente atto di sindacato ispettivo ha presentato l'interrogazione 4-01628, che ad oggi non ha ricevuto risposta, con cui evidenziava la situazione di emergenza in cui già versava la città di Capua in seguito alla chiusura del ponte nuovo;
risulta estremamente grave che, in questi anni, nessuno si sia adoperato per risolvere la situazione in cui versano i ponti della città di Capua, lasciando una struttura come il ponte romano nell'incuria totale,
si chiede di sapere:
se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza della situazione di emergenza descritta;
se intendano, nei limiti delle proprie competenze e di concerto con gli enti territoriali preposti, adottare con urgenza, al fine di garantire la pubblica incolumità e il diritto alla mobilità dei cittadini, ogni opportuna iniziativa volta alla messa in sicurezza del ponte romano, nonché all'avvio e al completamento dei lavori del ponte nuovo di Capua.
(4-07275)
PARAGONE, MARTELLI, GIARRUSSO, DE VECCHIS - Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri della salute e dell'interno. - Premesso che:
il 26 maggio 2022 si è tenuta presso l'Aula Nassirya del Senato della Repubblica la conferenza dei familiari delle vittime del COVID di Bergamo, radunati nell'associazione "sereniesempreuniti";
durante il proprio intervento, il responsabile della comunicazione dell'associazione, Robert Lingard, cittadino italiano residente nel Regno Unito e noto alle cronache per avere ritrovato il rapporto dell'OMS scritto dal gruppo di ricercatori guidati da Francesco Zambon, da cui è partita l'inchiesta della Procura di Bergamo sul piano pandemico, ha dichiarato: "Mi è stato riferito da fonti che qualche politico avrebbe commissionato alle agenzie di intelligence centinaia di pagine di dossier sulle persone che oggi si trovano al mio fianco a parlare di accountability delle istituzioni", come riportato anche da "Il Giornale" il 26 maggio stesso. Una circostanza in cui Lingard specificò che tale dossieraggio sarebbe stato compiuto, oltre che nei suoi confronti, anche nei confronti del Gen. Pier Paolo Lunelli e dell'avvocato Consuelo Locati, rappresentante legale di oltre 600 familiari delle vittime della bergamasca in causa contro la Presidenza del Consiglio dei ministri, il Ministero della salute e la Regione Lombardia, per fatti attinenti alla mancata istituzione della "zona rossa" in Valseriana, il mancato aggiornamento e la mancata attivazione del piano pandemico nazionale;
la dichiarazione venne ripresa da alcune testate, ma sembrò cadere nel vuoto finché, qualche giorno dopo, sul "Corriere della Sera" venne pubblicata una lista di alcuni esponenti della società civile, che sarebbero finiti nel mirino dei dossier dell'intelligence perché considerati filo-russi;
lo scorso 8 giugno, l'attuale presidente del COPASIR, intervistato a "Porta a Porta" su quanto riportato dalla stampa, ha dichiarato: "Nel maggio del 2020, il Comitato Parlamentare che non presiedevo io ma il collega Volpi, con cui condividevo le decisioni in quanto vice-presidente, ha fatto un report dal titolo Covid-19 e disinformazione su come funzionava la macchina della disinformazione nel pieno della pandemia". "Noi quel documento non l'abbiamo pubblicato perché, in quel momento, additare Russia e Cina, con cui fronteggiavamo insieme la pandemia, era un fatto politicamente sensibile. Ma abbiamo pubblicato un riassunto in cui diciamo: È diffusa attività di disinformazione online nella quale sono inseriti attori statuali, attori strutturati, think tank, stakeholder, professionisti della comunicazione, speculatori e gruppi industriali con forte co-interesse rispetto ai Paesi d'origine, che intendono manipolare il dibattito politico interno, influenzare gli equilibri geopolitici internazionali, incitare al sovvertimento dell'ordine sociale e destabilizzare l'opinione pubblica in merito alla diffusione del contagio e alle misure di prevenzione e di cura". L'attività di approfondimento non avrebbe dunque interessato solo gli attori statuali (come Russia e Cina), ma anche soggetti pertinenti alla più ampia società civile, cui non viene fatto riferimento in una successiva intervista a "Il Messaggero", specificando che con il rapporto del maggio 2020 si individuò "con chiarezza che le macchine della disinformazione erano statuali e facevano capo a Russia e Cina";
considerato che:
l'indagine sarebbe stata realizzata nel periodo immediatamente successivo alla pubblicazione sul "The Guardian" dell'articolo "Italians call for justice for relatives killed by coronavirus", del 23 aprile 2020, a cui lo stesso Lingard aveva collaborato, tanto da esserne menzionato e successivamente ripreso dalle maggiori testate europee ed internazionali, oltre che concomitante al ritiro del rapporto dell'OMS del team guidato dal ricercatore Francesco Zambon e in cui si definiva la gestione della pandemia in Italia "improvvisata, caotica e creativa";
in quel frangente era lo stesso Presidente del Consiglio dei ministri pro tempore, Giuseppe Conte, a detenere la delega ai Servizi segreti e, secondo quanto scritto all'interno del piano pandemico del 2006, vigente fino al gennaio 2021, la pandemia "costituisce una minaccia alla sicurezza dello Stato";
la gestione della prima fase della pandemia parve non convincere l'allora capo della Polizia, attuale sottosegretario con delega ai Servizi Segreti, Franco Gabrielli, il quale denunciò la "sistematica marginalizzazione dell'autorità nazionale di pubblica sicurezza […] che rivelò anch'essa quella condizione di non governo complessivo degli eventi, producendo una conseguente rincorsa, da parte di chi era chiamato a eseguirli, di provvedimenti i cui termini spesso, si apprendevano da notturne conferenze stampa",
si chiede di sapere:
se il Governo intenda assumere iniziative di competenza affinché il rapporto dell'intelligence del maggio 2020, di cui in premessa, contenente la lista di tutti gli attori strutturati, think tank, stakeholder, professionisti della comunicazione, speculatori e gruppi industriali con forte co-interesse con i Paesi di origine, venga desecretato;
se risultino i motivi per i quali si sarebbe deciso di indagare su soggetti privati facenti parte della società civile;
a quali attività si possa ricondurre il riferimento al "destabilizzare l'opinione pubblica in merito alla diffusione del contagio ed alle misure di prevenzione e di cura", con riguardo ai casi presi in esame.
(4-07276)
RUOTOLO - Al Ministro della giustizia. - Premesso che:
nell'ottica di realizzare risparmi di spesa ed incrementi di efficienza con una delega al Governo e attraverso una serie di decreti legislativi si è riorganizzata e ottimizzata, anche con la soppressione delle sezioni distaccate, la distribuzione sul territorio nazionale degli uffici giudiziari;
nel ridefinire l'assetto territoriale degli uffici giudiziari non si è tenuto conto però dell'estensione del territorio, del numero degli abitanti, dei carichi di lavoro e dell'indice delle sopravvenienze, della specificità territoriale del bacino di utenza, anche con riguardo alla situazione infrastrutturale e del tasso d'impatto della criminalità e delle altre fattispecie di reati;
in virtù del decreto legislativo 7 settembre 2012 n. 155 nel settembre 2013 è stato istituito il Tribunale di Napoli Nord - Aversa, ma nell'ottica della razionalizzazione e ottimizzazione sono state soppresse nel circondario di Napoli, le sezioni distaccate tra cui quella di Casoria, nella quale ricadono i Comuni di Casoria, Casavatore, ed Arzano e inglobate nel circondario del Tribunale di Napoli Nord con gli immaginabili problemi di natura logistica (scarsi mezzi di trasporto pubblico) arrecati a parte dell'utenza impossibilitata nel raggiungere la sede presso l'antica struttura del "Castello Aragonese" in Piazza Trieste e Trento ad Aversa;
il Tribunale di Napoli Nord - Aversa è il quarto Tribunale d'Italia, la popolazione complessiva è di circa 990.137 abitanti residenti nei 38 comuni delle province di Napoli e Caserta, territori bicefali, ai quali occorre aggiungere i numerosi dimoranti e l'enorme massa di extracomunitari, e quindi si raggiunge oltre un 1.100.000 cittadini. Tale bacino risulta solo di un terzo inferiore a quello del circondario del Tribunale di Napoli, ma con una significativa e cronica carenza di personale amministrativo, di magistrati e di unità della sezione di Polizia giudiziaria;
in base ai dati rilevati, infatti, per quanto riguarda il Tribunale di Napoli Nord, si evidenzia che, pur prevedendo sulla carta 86 magistrati e 151 unità in pianta organica, il rapporto fra unità amministrative e magistrati esprime un indice di solo 1,76 a fronte, invece, del valore medio che si attesta tra 4.5/5. Stesso discorso per il rapporto tra giudice togato e numero di abitanti che è di uno ogni 11.513 abitanti a fronte, invece, di un valore medio di 4.500-6.000, mentre il rapporto tra unità amministrativi e popolazione è di circa 6.500 a fronte di una media di 2-3 mila;
accentuati squilibri emergono anche dagli uffici della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli Nord. L'organico dei magistrati suddiviso tra procuratore della Repubblica, procuratori aggiunti e sostituti procuratori è complessivamente di 32 unità, mentre ammontano a 71 unità il personale amministrativo (attualmente in servizio ci sarebbero 63 unità, ma il numero è già diminuito in ragione di interpello per funzionari, trasferimenti ad altro ufficio e vincitori di concorso) stabilendo un rapporto tra pianta organica per magistrato in 2.22, un indice ben al di sotto del valore medio fissato tra 4.5-5;
inoltre, si segnala l'inadeguatezza del numero dei componenti della Sezione di Polizia giudiziaria in rapporto all'organico dei magistrati come disciplinato dall'art. 6 delle norme di attuazione al codice di procedura penale e che prevede che l'organico è costituito da personale in numero non inferiore al doppio di quello dei magistrati. Se alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli Nord ci sono complessivamente 32 magistrati, il numero degli appartenenti alla Sezione di Polizia giudiziaria non può essere inferiore alle 64 unità, mentre in realtà il personale, suddiviso tra polizia, carabinieri e finanza, allo stato attuale, sarebbe pari a 17 ufficiali di P.G. e 9 agenti di P.G. per un numero di 26 unità complessive, chiaramente inadeguato, se si mette in relazione al bacino della popolazione residente;
si evidenzia altresì la difficoltà del contesto sociale in cui opera la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli Nord con 38 comuni suddivisi tra la provincia di Napoli e Caserta, caratterizzati dal più alto degrado ambientale della Campania; la zona è infatti compresa nell'area della cosiddetta "Terra dei Fuochi", dove la repressione dei reati ambientali e in materia di rifiuti è una priorità investigativa assoluta. Inoltre, il circondario abbraccia le zone industriali a nord di Napoli, come Aversa Nord, Caivano, Arzano, Afragola, Giugliano in Campania, Trentola Ducenta, e, dal punto di vista della giustizia penale, questi sono territori dove si registra un indice di criminalità e litigiosità tra i più elevati d'Italia: basti pensare ai reati predatori, di violenza e contenziosi, sia in materia economica come bancarotta fraudolenta, truffa, riciclaggio e civile, specie di diritto commerciale, del lavoro, previdenziale, familiare, volontaria giurisdizione, esecuzioni e fallimenti;
nonostante l'ormai noto sottodimensionamento della pianta organica e i deficit strutturali, mancano adeguate aule dibattimentali e perfino l'aula bunker; con fatica e grandi sacrifici la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli Nord riesce ad assicurare efficienza funzionale ed un'elevata produttività con la trattazione di circa 54.000 procedimenti all'anno, rispondendo, comunque, alle esigenze del circondario;
a giudizio dell'interrogante, le esigenze, in particolare, della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli Nord, sono l'adeguamento urgente e non più rinviabile dell'organico del personale amministrativo e delle unità della Sezione di Polizia giudiziaria,
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della grave situazione in cui versa il Tribunale e la Procura di Napoli Nord e, per quanto di competenza, quali iniziative intenda porre in essere al fine di risolvere la carenza di personale amministrativo e della sezione di Polizia giudiziaria di tale struttura;
se intenda valutare l'opportunità di assegnare, a seguito della formazione della graduatoria dei vincitori del concorso "Funzionari giudiziari, dell'organizzazione e delle relazioni, amministrativi e funzionari dell'organizzazione, 2.329 unità - 26 luglio 2019 - Concorso RIPAM", la copertura completa della pianta organica del relativo profilo professionale;
se intenda valutare l'opportunità di operare l'ulteriore scorrimento delle graduatorie per la copertura dei posti vacanti relativi al "concorso pubblico per 2.700 posti per il profilo di Cancelliere esperto, nei ruoli del personale del Ministero della giustizia - amministrazione giudiziaria - 11 dicembre 2020" e al concorso volto "all'assunzione di 616 operatori giudiziari (area II, fascia economica F1), con rapporto di lavoro a tempo pieno e indeterminato";
se intenda considerare la necessità dell'emissione di un decreto interministeriale che preveda l'aumento dell'organico della Sezione di Polizia giudiziaria, quantomeno nella misura minima legale prevista;
se, infine, non ritenga di attivare un tavolo permanente e di confronto con i vertici del suo dicastero e il presidente del Tribunale di Napoli Nord e il capo della Procura di Napoli Nord, affinché si possa costruire insieme un percorso di risposte ai bisogni, di reale efficientamento nell'interesse dei cittadini e nell'interesse superiore della giustizia.
(4-07277)
SANTANGELO, ROMAGNOLI, CROATTI, PUGLIA, PAVANELLI Emma - Al Ministro della salute. - Premesso che:
da una testimonianza diretta pubblicata sulla rivista on line "trapaniSì" si è appreso delle gravi condizioni in cui versa il reparto di cardiologia dell'ospedale "Sant'Antonio Abate" di Trapani, che dal 2017 sarebbero gradualmente peggiorate;
in particolare, alla base di tali condizioni ci sarebbe la progressiva riduzione del personale, conseguenza dei numerosi pensionamenti non colmati da nuove assunzioni. L'esiguità del personale preposto al reparto costringe il medico in servizio a far fronte a numerosi e ravvicinati ricoveri, contemporaneamente a rispondere a chiamate da parte degli infermieri per esigenze di reparto afferenti ai malati ricoverati o all'assistenza dei pazienti inviati dal pronto soccorso e talvolta persino a svolgere un ruolo consultivo in merito a urgenze provenienti dagli altri reparti;
ad aggravare le criticità derivanti dalla situazione si aggiunge il fatto che ai medici del reparto viene spesso richiesto di andare a coprire turni vacanti presso altri reparti di cardiologia della provincia di Trapani con conseguente incremento del numero dei turni ed esposizione a condizioni di stress fisico e mentale;
considerato che:
il reparto di cardiologia di Trapani è l'unico dell'intera provincia dotato di emodinamica e quindi in grado di accogliere i pazienti infartuati che devono essere sottoposti a coronarografia, al quale vengono destinati pazienti dell'area provinciale per essere sottoposti a coronarografia o altre procedure non fornite nella propria città;
recentemente, in una stanza adiacente allo stesso reparto di cardiologia, ma da esso non isolata, vengono ricoverati pazienti affetti anche da COVID, che vengono assistiti da personale medico, infermieristico e ausiliario che durante il medesimo turno si occupa ugualmente degli altri pazienti non positivi, aumentando di conseguenza le possibilità che questi ultimi (la cui degenza presenta rilevanti criticità alla luce delle gravi patologie cardiache) siano contagiati;
l'Azienda sanitaria provinciale (ASP) di Trapani, contattata in merito alla problematica, ha laconicamente risposto che, conformemente alle disposizioni regionali, i pazienti affetti da COVID, asintomatici o paucisintomatici, sono ricoverati in reparti in cui possono essere assistiti per le patologie prevalenti. A tal proposito, l'Assessorato per la salute ha emanato specifiche linee guida e l'ASP di Trapani si è adeguata,
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della problematica esposta;
quali iniziative di propria competenza intenda assumere al fine di porre rimedio alle gravi condizioni in cui versa il reparto di cardiologia dell'ospedale Sant'Antonio di Trapani e, in particolare, per tutelare il diritto alla salute dei pazienti ricoverati e portatori di gravi patologie che si trovano quotidianamente a contatto con altri pazienti affetti da COVID ricoverati nel medesimo reparto.
(4-07278)
AIMI, FERRO, SICLARI, DAL MAS, PAGANO, BARBONI, BERARDI, MODENA Fiammetta, GIRO, PAPATHEU Urania Giulia Rosina, CALIGIURI Fulvia Michela, TIRABOSCHI Maria Virginia, BINETTI Paola, RIZZOTTI Maria, VONO Gelsomina, TOFFANIN Roberta, FLORIS - Al Ministro dell'interno. - Premesso che:
il progetto AFIS (Automatic Fingerprint Identification System), varato nell'ambito dei sistemi biometrici dattiloscopici, permette di acquisire e registrare con particolare minuziosità le impronte digitali di tutti i soggetti fermati per accertamenti o crimini;
ad oggi la gestione delle richieste di asilo politico prevede rispettivamente la foto segnaletica, per chi richiede il rilascio del permesso di soggiorno, e l'inserimento in "Eurodac" per l'asilo politico. Il numero di ricerche e inserimenti nel sistema AFIS negli anni è andato continuamente aumentando, superando largamente 1.500.000 di transazioni all'anno;
in particolare, lo SPAID ed il suo software (Sistema Periferico di Acquisizione delle Impronte Digitali per il Ministero dell'Interno) rendono possibile interagire con la banca dati AFIS: in tal modo viene garantita una tempestiva e certa identificazione dattiloscopica degli individui, attraverso l'acquisizione e il riconoscimento della loro impronta digitale a mezzo di solo due o quattro dita;
il sistema SPAID, in questi anni, si è rivelato semplice e versatile; per utilizzarlo infatti è sufficiente un PC ed un piccolo scanner. Ciò ne permette l'utilizzo in qualsiasi luogo dove sia necessario identificare soggetti. Tale sistema infatti è stato notevolmente apprezzato dalle forze dell'ordine anche alla luce delle modifiche introdotte dall'art. 349 del codice di procedura penale, che hanno comportato nuovi e più gravosi compiti per gli operatori sul territorio;
il processo di identificazione si conclude infine con la restituzione del Codice Unico di Identificazione (CUI) della persona posta a controllo e la lista dei precedenti dattiloscopici, nel caso in cui la ricerca abbia esito positivo. Questo sistema ha consentito negli anni di procedere a migliaia di identificazioni, riducendo enormemente i tempi di attesa dei vari soggetti sottoposti ai controlli di polizia e consentendo un controllo capillare del territorio;
dalla metà del mese di aprile 2022 è stato segnalato un importante guasto del sistema SPAID, il quale ha cessato di funzionare in tutto il territorio nazionale, ancora oggi, non è noto se e quando ripartirà;
come segnalato dai sindacati di Polizia più rappresentativi l'abbandono dello SPAID sembrerebbe dovuto a due fattori, il primo legato ad un sistema operativo informatico ormai obsoleto, l'altro al progetto di un prossimo potenziamento del sistema di controllo denominato "Mercurio", la cui operatività, circa la possibilità di interrogazione AFIS mediante impronta digitale, è ancora in fase di sperimentazione;
attualmente gli operatori di Polizia, in particolare quelli impiegati nel controllo del territorio, sono costretti a recarsi presso i Gabinetti provinciali di Polizia scientifica o nei vari posti di foto segnalamento (se presenti nel loro territorio di competenza) per procedere alla identificazione dattiloscopica certa dei soggetti fermati;
come prevedibile, l'attuale situazione ha comportato lungaggini nelle tempistiche relative all'identificazione e aggravi per gli uffici coinvolti, con seri rischi anche sotto il profilo della prevenzione del crimine. Infine si rappresenta che l'assenza del sistema SPAID comporta un aggravio di lavoro anche per il personale specializzato della Polizia scientifica che già risulta gravato da altre numerose incombenze, come ad esempio quelle dei servizi di ordine pubblico,
si chiede di sapere:
quali azioni si intenda adottare per far ripartire al più presto il sistema informatico menzionato;
con quali tempistiche il sistema ripartirà e se lo SPAID verrà sostituito da una diversa strumentazione o infrastruttura che consenta, allo stesso modo, di semplificare l'attività identificativa sul territorio, di fondamentale importanza per la sicurezza e l'ordine pubblico.
(4-07279)
LANNUTTI, CORRADO Margherita - Al Ministro della salute. - Premesso che:
la tutela della salute è un diritto fondamentale ed inviolabile della persona umana, previsto dall'articolo 32 della Carta Costituzionale, nonché dall'art. 3 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea. La Costituzione stabilisce quale principio fondamentale che: "la Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, garantisce cure agli indigenti";
il Sistema sanitario nazionale garantisce l'assistenza sanitaria ad ogni cittadino e i servizi di assistenza di base. Il diritto alla salute viene espletato sul territorio attraverso le aziende sanitarie locali finanziate in maniera diretta attraverso il pagamento dei ticket sanitari e in modo indiretto dal finanziamento dello Stato, che ogni anno stabilisce nella manovra finanziaria il budget da dedicare all'assistenza sanitaria;
lo Stato ha l'obbligo di assicurare a tutti i cittadini il diritto alla salute attraverso i LEA (Livelli Essenziali di Assistenza). Le Regioni hanno competenza nella regolamentazione e nell'organizzazione dei servizi, finanziando le ASL e gli ospedali del territorio, controllando e valutando allo stesso tempo la qualità delle prestazioni erogate;
considerato che:
in un articolo de "Il Messaggero" intitolato "liste d'attesa da record: 300mila pazienti in coda" a firma di Giampiero Valenza e datato 7 luglio 2022, è riportata la notizia secondo la quale l'ospedale Sant'Eugenio - Asl Roma 2, ente pubblico controllato dalla Regione Lazio, a seguito della pandemia da COVID-19 avrebbe una lista d'attesa di più di 124.000 prestazioni ambulatoriali su un totale di 386.592 dell'intera città di Roma. Nel solo Lazio, la lista d'attesa sugli interventi chirurgici da eseguire è di poco più di 19.000 operazioni, mentre quasi 11.000 sono quelle che devono essere eseguite nelle ASL della capitale. Inoltre, ci sono 430.000 screening oncologici da recuperare in tutta la Regione, 250.000 dei quali solo nelle tre ASL che operano a Roma;
per porre un rimedio al danno che anche il COVID-19 ha contribuito a generare alla sanità del Lazio, la Regione ha varato un piano da 48 milioni di euro. È curioso il fatto che alla ASL Roma1 ci sia un gap di 91.512, a Roma2 di 123.340, a Roma3 di 55.641. L'ospedale Umberto I ha 32.419 prestazioni in lista d'attesa, il San Giovanni 19.048, l'IFO 18.108, il San Camillo 13.453, il Policlinico di Tor Vergata 13.261, il Sant'Andrea 9.796 e lo Spallanzani 5.186;
per quanto riguarda gli interventi chirurgici mancati, la situazione è altrettanto problematica, in quanto alla ASL Roma2 sono 3.285 le persone in lista d'attesa, 1.500 a Roma1 e 737 a Roma3. Tra le aziende ospedaliere sono 1.200 gli interventi chirurgici mancati a Tor Vergata, al San Giovanni 1.120, al San Camillo 1.050, all'Umberto I 700, al Sant'Andrea 800 e 406 agli IFO;
considerato inoltre che da quando il Governo ha allentato le misure anti COVID-19 la curva dei contagi è tornata ad impennarsi per effetto delle sotto varianti, come "Omicron 5". Il contagio è esteso ormai in tutta Italia e fa registrare numeri da zona rossa in alcune Regioni. Sul sito de "la Repubblica" è riportato il bollettino dell'andamento COVID-19 del 13 luglio 2022, dal quale si apprende che sono 110.168 i nuovi contagi registrati nelle ultime 24 ore. Le vittime sono state 106 ed il tasso di contagio è del 26,8 per cento. In tutto sono stati eseguiti 410.435 tamponi ed i pazienti ricoverati in terapia intensiva sono 388. Attualmente gli italiani positivi al coronavirus sono 1.391.890, il numero dei morti sale a 169.496,
si chiede di conoscere quali siano le iniziative che il Ministro in indirizzo intenda adottare affinché in tempi brevi si giunga alla riduzione dei tempi di attesa nell'erogazione delle prestazioni sanitarie più urgenti tale da garantire la vita dei cittadini aventi diritto.
(4-07280)
LANNUTTI, GIANNUZZI Silvana, ANGRISANI Luisa, MORRA, ABATE Rosa Silvana - Ai Ministri dell'economia e delle finanze e per la pubblica amministrazione. - Premesso che:
il PNRR (piano nazionale ripresa e resilienza) è il documento che il Governo italiano ha predisposto per illustrare alla Commissione europea come intende gestire i fondi che arriveranno nell'ambito del programma Next generation EU. Quest'ultimo è lo strumento introdotto dall'Unione europea per la ripresa post pandemia da COVID-19, rilanciando l'economia degli Stati membri rendendola più green e più digitale. Esso, infatti, suddivide i settori di intervento in diverse missioni principali, tra le quali rientrano la digitalizzazione, la salute e la transizione ecologica. Secondo una relazione del 27 maggio 2021 pubblicata dall'Ufficio Studi del Senato, il Governo valuta l'impatto del PNRR sull'economia del nostro Paese con una crescita dello 0,8 per cento, portando il tasso di crescita potenziale nell'anno finale del piano all'1,4 per cento;
il PNRR italiano prevede investimenti per un totale di 222,1 miliardi di euro: 191,5 miliardi di euro sono finanziati dall'Unione europea attraverso il dispositivo per la ripresa e la resilienza (68,9 miliardi di euro sono sovvenzioni a fondo perduto e 122,6 miliardi sono prestiti), e ulteriori 30,6 miliardi di risorse nazionali sono parte di un fondo complementare, finanziato attraverso lo scostamento pluriennale di bilancio approvato nel Consiglio dei ministri del 15 aprile e autorizzato dal Parlamento, a maggioranza assoluta, nella seduta del 22 aprile;
considerato che, per quanto risulta agli interroganti:
in un articolo del 30 maggio 2022 a firma di Carlo di Foggia su "Il Fatto quotidiano", intitolato "Con la scusa del Pnrr, al Tesoro si moltiplicano le poltrone per i (tanti) fedelissimi", si legge che in alcuni Ministeri l'opportunità del PNRR è stata interpretata anche come modalità per creare nuove "poltrone" e far conseguire scatti di carriera ad alcuni dirigenti;
in particolare, al Ministero dell'economia e delle finanze, che è sicuramente uno dei Ministeri maggiormente coinvolti nella gestione delle risorse, le posizioni di direttore generale sono state aumentate. Preme ricordare che si tratta di posti di lavoro non solo particolarmente ambiti, ma soprattutto molto remunerati, con stipendi di 180.000 euro lordi annui;
ad esempio, un posto è stato attribuito a Stefano Scalera, dirigente interno che, a seguito di un'esperienza all'Associazione sportiva Roma, dove si è occupato del nuovo stadio, ha fatto rientro al Ministero per occuparsi di studio e ricerca sul PNRR. Carmine Di Nuzzo, è finito alla Ragioneria dello Stato, in particolare al servizio centrale PNRR. Ad Aline Pennisi, braccio destro del ragioniere generale Biagio Mazzotta, è spettata l'unità di missione; entrambi sarebbero, secondo l'articolo, persone di fiducia del ministro Franco;
alle tre "poltrone" menzionate se ne aggiunge una quarta venutasi a creare grazie ad una norma inserita nel decreto milleproroghe di fine anno, art. 1, comma 13, che ha istituito un altro posto di direttore generale del Ministero per lo studio del PNRR, il "Dipartimento affari generali e del personale", che si occupa di gestione del personale, acquisti e logistica, che nulla hanno a che fare con le competenze specifiche sui progetti del PNRR. Difatti, il 19 maggio Valeria Vaccaro, capo del dipartimento, ha dato il via ad un bando per la ricerca del vincitore del nuovo posto venutosi a creare. Stando a quanto risulta dall'articolo de "Il Fatto quotidiano", la favorita sarebbe Nicoletta Fusco, che il quotidiano considera persona di stretta fiducia del capo di gabinetto Giuseppe Chinè,
si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti esposti e se, nel disporre i provvedimenti di istituzione dei nuovi posti dirigenziali, abbiano verificato e assicurato il rispetto sostanziale del "principio della copertura finanziaria degli atti legislativi ed amministrativi che comportano una spesa pubblica", previsto dalle norme di contabilità pubblica e dall'articolo 81, quarto comma, della Costituzione, motivando in particolare l'imprescindibile necessità di tali nuove maggiori spese e comunque sottoponendoli alla Corte dei conti l'esame in via preventiva.
(4-07281)
ARRIGONI, VALLARDI, BERGESIO, BRIZIARELLI, BRUZZONE, PAZZAGLINI, CANDURA, CAMPARI, BOSSI Simone, LUNESU Michelina, PELLEGRINI Emanuele, DORIA, MONTANI, TOSATO, ALESSANDRINI Valeria, FREGOLENT Sonia, FERRERO Roberta, LUCIDI, RICCARDI Alessandra, PISANI Pietro - Al Ministro della transizione ecologica. - Premesso che:
l'Italia è colpita da un'emergenza siccità su gran parte del territorio nazionale, con fiumi in secca, laghi con livelli ai minimi storici, problemi di fornitura idrica, crisi degli impianti di produzione di energia idroelettrica e gravi problemi di irrigazione nell'agricoltura e negli allevamenti, oltre a danni per lo più irreparabili su biodiversità, ecosistemi e sui ghiacciai alpini italiani;
lo scorso 4 luglio il Governo ha deliberato lo stato di emergenza per siccità per le regioni Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lombardia, Veneto e Piemonte, stanziando 36,5 milioni di euro per la gestione dello stato di emergenza da ripartire tra le cinque regioni interessate; subito dopo anche le Regioni Toscana, Liguria e Umbria hanno chiesto la dichiarazione dello stato di emergenza a livello nazionale;
il PNRR, nella più generale ottica delle azioni per il contrasto al cambiamento climatico, comprende interventi specifici per la messa in sicurezza del territorio e in particolare per la gestione delle risorse idriche, la mitigazione dei rischi idrogeologici, l'eliminazione dell'inquinamento delle acque e del terreno, e la disponibilità di risorse idriche;
contro fenomeni di siccità alternati a piogge torrenziali, che sempre più frequentemente colpiscono il Paese, occorrono, senz'altro, misure attive mirate alla laminazione delle piene dei fiumi, per mezzo di invasi e vasche di espansione, e programmi strutturali per la realizzazione di invasi e laghetti che trattengono l'acqua autunnale e invernale per rilasciarla successivamente nel periodo estivo per usi agricoli e industriali, mettendo anche in atto le necessarie opere di manutenzione straordinaria ed infrastrutturali per assicurare il mantenimento del livello idrometrico dei laghi, nonché programmi specifici per il rinnovamento e la riqualificazione dei sistemi idrici e fognari esistenti e per la raccolta e il riutilizzo, previo trattamento delle acque di dilavamento;
si tratta di misure di water saving e di efficientamento delle infrastrutture idriche che sono indispensabili, ma che occorrerebbe affiancare anche con tecnologie ormai consolidate in altri Paesi, come la desalinizzazione dell'acqua marina per usi potabili, industriali o agricoli, prevedendo appositi incentivi per la costruzione degli impianti e semplificando il relativo procedimento autorizzativo;
con il 97 per cento dell'acqua disponibile sulla terra di origine marina, "la desalinizzazione può giocare un ruolo di primo piano nella lotta alla siccità": lo sostiene uno studio di Althesys e Acciona, dal titolo "La desalinizzazione, una risposta alla crisi idrica", che fa il punto sulle reali opportunità che offre tale soluzione, come la brevità dei tempi di risposta ai fini dell'incremento delle riserve idriche potenziali e come la sostenibilità economica ed ambientale, specialmente se affiancata alla complementarità delle energie rinnovabili, in particolare del fotovoltaico, considerando l'irraggiamento solare normalmente presente nelle zone aride; tali tecnologie, sono favorite anche grazie alla riduzione dei costi di attivazione ridotti nel 2020 a 1,5 dollari al metro cubo (tra investimento, gestione ed energia elettrica necessaria);
la desalinizzazione ha conosciuto nell'ultimo mezzo secolo una forte crescita in altri Paesi, con un tasso medio di crescita dell'8 per cento annuo. Al 2020, la desalinizzazione risultava impiegata in 183 Paesi, con il 47,5 per cento della capacità totale installata nei Paesi del Medio Oriente. Globalmente sono operativi circa 16.000 impianti, per una capacità totale di oltre 78 milioni di metri cubi al giorno. In Europa, sono soprattutto i Paesi mediterranei quelli interessati alla desalinizzazione, che infatti ha conosciuto un notevole sviluppo soprattutto in Spagna, dove al 2021 risultavano installati circa 765 impianti, tra cui anche installazioni di grande taglia al servizio di aree urbane importanti, come nel caso di Barcellona,
si chiede di sapere se il Governo intenda adottare le opportune iniziative per incentivare la realizzazione di desalinizzatori dell'acqua marina per usi potabili, industriali o agricoli, incentivando la costruzione degli impianti e semplificando il relativo procedimento autorizzativo.
(4-07282)
Interrogazioni, da svolgere in Commissione
A norma dell'articolo 147 del Regolamento, la seguente interrogazione sarà svolta presso la Commissione permanente:
9ª Commissione permanente(Agricoltura e produzione agroalimentare):
3-03476 del senatore Taricco ed altri, sulla proliferazione incontrollata dei cinghiali.