Legislatura 18ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 425 del 20/04/2022

DOCUMENTO

Documento di economia e finanza 2022 e dell'annessa Relazione predisposta ai sensi dell'articolo 6 della legge 24 dicembre 2012, n. 243 (Doc. LVII, n. 5)

PROPOSTA DI RISOLUZIONE ALLA RELAZIONE AI SENSI DELL'ARTICOLO 6, COMMA 5, DELLA LEGGE 24 DICEMBRE 2012, N. 243

(6-00217) n. 100 (20 aprile 2022)

Castellone, Tosato, Bernini, Malpezzi, Faraone, Steger, De Petris

Approvata

Il Senato,

        premesso che:

            la Relazione al Parlamento, annesso al Documento di economia e finanza 2022, ai sensi dell'articolo 10-bis, comma 6, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, è stata presentata ai sensi dell'articolo 6, della legge 24 dicembre 2012, n. 243;

            la Relazione aggiorna gli obiettivi di finanza pubblica e il relativo piano di rientro del saldo strutturale verso l'Obiettivo di medio termine (OMT), alla luce del mutato quadro macroeconomico e di finanza pubblica, illustrato nella Relazione e in misura più dettagliata nel Documento di economia e finanza 2022;

            la ripresa del percorso di convergenza verso l'OMT sarà perseguita secondo il profilo indicato nella Relazione e secondo le modalità illustrate nel DEF 2022,

        impegna il Governo:

            ai sensi dell'articolo 81, secondo comma, della Costituzione e dell'articolo 6 della legge 24 dicembre 2012, n. 243, a dare attuazione a quanto indicato nella Relazione citata in premessa.

PROPOSTE DI RISOLUZIONE AL DOCUMENTO DI ECONOMIA E FINANZA 2022

(6-00218) n. 1 (20 aprile 2022)

Presutto, Rivolta, Damiani, Manca, Conzatti, Steger, Errani

Approvata

Il Senato,

        premesso che:

            il Documento di economia e finanza 2022 (DEF 2022), approvato dal Consiglio dei ministri lo scorso 6 aprile, aggiorna le previsioni di finanza pubblica per il periodo 2022-2025 e definisce le linee principali di politica economica del Paese dei prossimi anni;

            il DEF 2022, nell'aggiornamento delle previsioni di finanza pubblica, tiene conto del fatto che la situazione attuale sia meno favorevole rispetto a quella delineata lo scorso settembre in occasione della pubblicazione della Nota di aggiornamento 2021;

            il peggioramento del quadro economico è determinato non solo dall'aumento dei contagi da Covid-19 causato dalla diffusione della variante Omicron, ma anche da diverse variabili esogene quali quelle connesse alla crisi ucraina, l'aumento dei prezzi dell'energia, degli alimentari e delle materie prime, l'andamento dei tassi d'interesse, la minor crescita prevista dei mercati di esportazione dell'Italia, che hanno ridotto la fiducia delle famiglie, delle imprese e degli investitori;

            alla luce dell'attuale situazione di incertezza, la previsione tendenziale è caratterizzata da notevoli rischi al ribasso, tra cui la possibile interruzione degli afflussi di gas naturale dalla Russia, per cui si ipotizza che la crescita media annua del PIL potrebbe attestarsi al 2,3 per cento nel 2022 e all'1,9 per cento nel 2023;

            la decisione del Governo di confermare gli obiettivi programmatici di disavanzo testimonia l'attenzione verso la sostenibilità della finanza pubblica, ma anche verso la crescita economica. L'Esecutivo, che ha già risposto al repentino aumento dei prezzi dei prodotti energetici con misure di contenimento dei costi per gli utenti di gas ed energia elettrica, ribadisce inoltre la massima determinazione e rapidità nella predisposizione, qualora si verifichi un peggioramento dello scenario economico, di nuovi interventi a sostegno delle famiglie e delle imprese;

            per quanto concerne l'andamento degli altri indicatori di finanza pubblica, il 2021 ha registrato un deficit della PA nettamente inferiore alle attese. Le nuove proiezioni mostrano disavanzi della PA inferiori a quanto previsto per il 2022-2024 nello scenario programmatico della NADEF 2021, soprattutto per quanto riguarda il 2022. Ciò riflette una dinamica delle entrate tributarie e contributive superiore alle previsioni e una dinamica della spesa sotto controllo. I recenti provvedimenti di calmierazione del costo dell'energia sono stati compensati in modo tale da non influire sull'indebitamento netto. L'indebitamento netto tendenziale della PA, indicato al 5,1 per cento del PIL per quest'anno rispetto al 4,4 per cento dello scorso settembre, è previsto ridursi negli anni successivi fino al 2,7 per cento nel 2025. Sono invece confermati gli obiettivi per il disavanzo contenuti nella NADEF 2021: 5,6 per cento del PIL nel 2022, 3,9 per cento nel 2023, 3,3 per cento nel 2024 e 2,8 per cento nel 2025;

        considerato che:

            la differenza tra l'indebitamento netto programmatico e quello tendenziale, pari a 0,5 punti percentuali di PIL per quest'anno, 0,2 punti nel 2023 e 0,1 punti nel 2024 e nel 2025, determina un margine di manovra per nuove misure espansive;

            lo spazio di manovra dello 0,5 per il 2022, pari a oltre 10,5 miliardi di euro, sarà utilizzato dal Governo per finanziare un nuovo provvedimento di sostegno a famiglie e imprese, da varare entro il mese di aprile;

            l'impatto sul PIL del predetto pacchetto di aiuti all'economia è stimato pari a 0,2 punti percentuali di PIL nel 2022 e 0,1 nel 2023. Di conseguenza, tenendo conto di tali interventi, il tasso di crescita del PIL previsto nel quadro programmatico è lievemente superiore al tendenziale ed è pari al 3,1 per cento nel 2022, e al 2,4 per cento nel 2023, con riflessi positivi sulla crescita dell'occupazione, mentre le previsioni per i due anni successivi rimangono invariate al primo decimale;

            il rapporto debito-PlL - che nella NADEF 2021 era fissato, al lordo dei sostegni, al 149,4 per cento per il 2022, al 147,6 per cento nel 2023 e al 146,1 per cento nel 2024 - è fissato per il 2022 al 147 per cento;

            il DEF 2022 chiarisce che la proiezione di finanza pubblica a legislazione vigente non comprende le cosiddette "politiche invariate", che coprono una serie di spese cui si potrebbe dover dar corso nei prossimi anni in considerazione di impegni internazionali o fattori legislativi, dal rifinanziamento di missioni internazionali al finanziamento di futuri rinnovi contrattuali nella PA. Nel Documento viene precisato che «Allo scopo di coprire adeguatamente tali esigenze, si opererà una revisione della spesa corrente che produca risparmi crescenti nel tempo senza pregiudicare l'erogazione di servizi pubblici e l'attuazione delle politiche sociali»;

            la complessiva azione del Governo, come definita anche ai sensi della presente risoluzione, deve essere attuata comunque nel pieno rispetto dei vincoli di finanza pubblica,

        impegna il Governo:

            1) a conseguire i saldi programmatici del bilancio dello Stato e quelli di finanza pubblica in termini di indebitamento netto rispetto al prodotto interno lordo (PIL), nonché il rapporto programmatico debito-PlL, nei termini e nel periodo di riferimento indicati nel DEF 2022;

            2) a proseguire, in uno spirito di collaborazione con il Parlamento, nell'iter dei disegni di legge indicati nel DEF 2022, attribuendo priorità a quelli contenenti riforme abilitanti per il PNRR;

            3) ad utilizzare gli spazi derivanti dalla manovra per nuove iniziative espansive disponendo ulteriori interventi per contenere l'aumento dei prezzi dell'energia - nonché mediante la revisione del sistema dei prezzi di riferimento e dei carburanti, assicurando altresì la necessaria liquidità alle imprese mediante la concessione di garanzie anche alla luce della nuova comunicazione della Commissione n. 2022/C 131 I/01 sul nuovo quadro contemporaneo degli aiuti di Stato nonché ai settori maggiormente colpiti dalle attuali emergenze; a prevedere, in favore degli enti territoriali, risorse dirette a contenere l'aumento dei prezzi dell'energia anche mediante l'utilizzo di flessibilità di bilancio; a continuare a sostenere la risposta del sistema sanitario; ad adeguare i fondi destinati alla realizzazione di investimenti pubblici alla dinamica imprevista dei costi dell'energia e delle materie prime sia per i lavori in corso di esecuzione che per quelli di prossimo affidamento prioritariamente con riferimento ai progetti individuati nel PNRR; a rafforzare le politiche di accoglienza nei confronti dei profughi ucraini;

            4) a monitorare, in tempo reale, l'andamento della situazione macroeconomica e dei principali indicatori congiunturali al fine di valutare, qualora si verifichi un peggioramento dello scenario economico conseguente al perdurare degli effetti negativi, l'applicazione di quanto previsto dalla legge 24 dicembre 2012, n. 243, al fine di prevedere interventi di sostegno, del tutto simili a quelli messi in campo durante l'emergenza pandemica, per le famiglie, i lavoratori e per quella parte del comparto produttivo particolarmente colpita dalle conseguenze della crisi in Ucraina, nonché ad avviare altresì con urgenza un confronto costruttivo per ltistituzione di un Fondo energetico europeo straordinario, quale strumento, a disposizione dell'Unione europea e dei suoi Stati membri, a supporto della lotta al caro energia, al fine di garantire una maggiore autonomia sul fronte energetico;

            5) a improntare la logica propria degli strumenti deflattivi del contenzioso anche alla valutazione delle effettive possibilità per il contribuente di far fronte al proprio debito erariale, per trovare il corretto punto di equilibrio tra interessi erariali e salvaguardia della continuità aziendale e al potenziamento del sistema di riscossione, attraverso la destinazione di maggiori risorse strumentali e di personale e di maggiori poteri di indagine e controllo periodico al soggetto riscossore, nonché prevedendo l'implementazione di banche dati interoperabili, aumentando anche la frequenza di aggiornamento di quelle già disponibili, evitando in tal modo la generazione di un nuovo magazzino dei crediti fiscali inesigibili;

            6) a prorogare il termine attualmente previsto dal comma 28, lettera e), dell'articolo 1, della legge di bilancio 2022 per le abitazioni unifamiliari, specificando che la percentuale del 30 per cento dell'intervento complessivo sia riferito al complesso dei lavori e non ai singoli lavori oggetto dell'intervento, valutando la possibilità di prevedere, da parte delle banche, il frazionamento del credito, qualora esso sia ceduto ai propri correntisti, anche in maniera frazionata per importo e annualità; a valutare la possibilità di cessione dei crediti di cui all'articolo 121 del decreto rilancio a soggetti diversi da banche, istituti finanziari e assicurazioni consentendo la cessione non solo ad esaurimento del numero delle possibili cessioni attualmente previste, ma anche prima;

            7) a rafforzare le misure previste volte a sostenere l'istruzione, l'università e la ricerca, garantendo risorse adeguate da destinare al comparto scuola nonché ai comparti della cultura e del turismo colpiti duramente nella fase pandemica; a proseguire nell'azione di incremento delle risorse disponibili, ancorché finanziarie e professionali, ivi incluso il finanziamento dei cicli di specializzazione, per il potenziamento del sistema sanitario nazionale, compresa la domiciliarità, la medicina territoriale, l'assistenza e la terapia domiciliare, il potenziamento, l'adeguamento e rinforzo delle strutture ospedaliere e per il rafforzamento della governance dei distretti socio-sanitari, dando peraltro attuazione all'assistenza territoriale di prossimità con i relativi costi aggiuntivi; a prevedere la sterilizzazione dei disavanzi sanitari Covid 2021 e 2022 valutando l'opportunità di spalmare i relativi oneri almeno in dieci anni, compatibilmente con gli obiettivi di finanza pubblica indicati dal DEF 2022;

            8) a proseguire nell'attuazione del green new deal, conformemente agli impegni dell'Unione europea in materia di ambiente e sviluppo sostenibile, così da individuare un piano industriale impiantistico del Paese, con particolare riferimento ad idonee iniziative, anche di carattere normativo, finalizzate a favorire la transizione ecologica, energetica e verso l'economia circolare, anche ponendo in essere interventi di semplificazione e accelerazione dei procedimenti autorizzativi per la realizzazione e l'esercizio di impianti da fonti rinnovabili al fine di garantire il conseguimento e potenziamento degli obiettivi nazionali di decarbonizzazione fissati dal Piano nazionale integrato di energia e clima in via di aggiornamento;

            9) ad adottare interventi in favore del settore dei trasporti e della logistica nonché ulteriori interventi in favore del settore della pesca e dell'agricoltura, incrementando le risorse di cui all'articolo 2, comma 2-quinquies, del decreto-legge n. 9 del 2022, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 29 del 7 aprile 2022, anche al fine di indennizzare i relativi operatori della filiera colpita dalle restrizioni di ordine sanitario e alimentare;

            10) a rafforzare il dialogo con le organizzazioni sindacali, datoriali e del lavoro autonomo volto ad aumentare da una parte la produttività delle imprese e dall'altra a sostenere il lavoro promuovendo misure di sgravi fiscali o contributivi; ad adottare tutte le iniziative necessarie per innalzare e rendere più sostenibile la crescita economica, incrementando gli investimenti pubblici e privati, gli incentivi alla ricerca ed innovazione, l'occupazione e il tasso di aumento della produttività anche attraverso un sostegno da parte della Commissione europea;

            11) ad adottare le iniziative necessarie a risolvere le emergenti problematiche di carattere sociale rafforzando le misure per affrontare la povertà alimentare ampliando anche il bonus sociale e le crescenti disparità generazionali, territoriali, di genere e salariali, con interventi finalizzati ad invertire il trend demografico del Paese, dando piena attuazione agli interventi previsti dal family act; a prevedere il mantenimento delle tutele in favore di lavoratori "fragili" di cui all'articolo 26, commi 2 e 2-bis, del decreto-legge n. 18 del 2020; a favorire l'inserimento lavorativo dei giovani e delle donne anche proseguendo con le misure di esonero contributivo, nonché rafforzando gli interventi a sostegno della ripresa economica nel Sud e nelle altre aree svantaggiate del Paese, al fine di evitare che la crisi innescata dall'emergenza sanitaria accentui le disparità fra le diverse aree del Paese; ad intervenire nella semplificazione del funzionamento del fondo nazionale per il sostegno all'accesso alle abitazioni in locazione e del fondo per la morosità incolpevole, che muova da una preventiva azione di monitoraggio sulle modalità e sui tempi di utilizzo delle risorse e sull'efficacia della loro pregressa gestione, definendo criteri uniformi e omogenei nella quantificazione e nel riparto delle stesse e individuando modalità procedurali atte a renderne tempestiva l'erogazione nei confronti dei soggetti aventi diritto, al fine di porre in essere una effettiva azione di contrasto del disagio abitativo e pervenire ad una adeguata definizione delle politiche abitative nel nostro Paese;

            12) a promuovere una revisione sostanziale dello stesso meccanismo del Patto di stabilità e crescita, che tenga conto delle esigenze di ripresa socio-economica in ciascuno Stato membro, a partire dal mantenimento dell'attivazione della clausola generale di salvaguardia, ove necessario, anche nel corso del 2023, per consentire agli Stati membri di continuare ad adottare le necessarie misure di flessibilità di bilancio finalizzate a ridurre al minimo l'impatto economico e sociale della grave crisi economica; a sostenere il Governo nel suo sforzo in sede europea per una modifica delle regole fiscali che prenda atto della necessità di privilegiare semplicità e flessibilità e incentivo alla controciclicità, ai fini non solo della stabilizzazione macroeconomica, ma della promozione della crescita e della coesione.

(6-00219) n. 2 (20 aprile 2022)

Crucioli, Angrisani, Granato, Dessì, Lannutti

Preclusa

Il Senato,

        premesso che:

            il DEF 2022 nel suo quadro macroeconomico tendenziale rivede al ribasso le previsioni di crescita alla luce delle tensioni geopolitiche dovute al conflitto in corso in Ucraina, con una stima di crescita del PIL nel 2022 inferiore a quanto previsto nella NADEF e pari al 2,9 per cento dal 4,7 per cento;

            negli anni successivi, il DEF prevede che il tasso di crescita reale si posizioni al 2,3 per cento nel 2023 e all'1,8 per cento nel 2024, in ragione degli andamenti congiunturali dovuti al peggioramento del quadro internazionale che fanno apparire più deboli e incerte le prospettive di crescita dell'economia rispetto a quanto ipotizzato nei mesi precedenti;

            nello scenario programmatico, il Governo ha deciso di confermare l'obiettivo di rapporto tra deficit e PIL del Documento programmatico di bilancio del 5,6 per cento del PIL per l'anno in corso e di utilizzare il risultante margine di 0,5 punti percentuali di PIL per finanziare un nuovo provvedimento;

            in base a quanto previsto dalla legge n. 243 del 2012, in coerenza con le regole europee, le previsioni macroeconomiche del DEF sono state sottoposte alla verifica dell'Ufficio parlamentare di bilancio, che ha validato il quadro previsionale ed esposto le osservazioni generali il 14 aprile 2022 alle Commissioni congiunte bilancio, tesoro e programmazione della Camera dei deputati e programmazione economica, bilancio del Senato della Repubblica;

            l'Ufficio parlamentare di bilancio ha evidenziato come l'esercizio di valutazione, condotto in larga parte sulla base delle informazioni disponibili nel mese di marzo, sconti l'estrema incertezza che circonda in questa fase le previsioni in relazione al contesto geopolitico ed economico internazionale e alla congiuntura interna. Un'incertezza accresciuta nelle settimane più recenti, come testimonia l'ampliarsi del range delle previsioni degli analisti;

            le risorse disponibili - sostiene il Governo - saranno indirizzate a ripristinare i fondi di bilancio definanziati, incrementare i fondi relativi alle garanzie sul credito, aumentare le risorse necessarie a coprire l'incremento dei prezzi delle opere pubbliche, contenere i prezzi dei carburanti e il costo dell'energia, assistere i profughi ucraini e alleviare l'impatto economico sulle aziende italiane del conflitto russo-ucraino, continuare a sostenere la risposta del sistema sanitario alla pandemia e i settori maggiormente colpiti dall'emergenza pandemica;

            il quadro programmatico costruito risulta troppo prudente, indicando aiuti per il mese di aprile non superiori a sei miliardi, cifra che diversi osservatori hanno ritenuto insufficiente. È di poche ore fa la notizia che stime del Fondo monetario internazionale prevedono un abbassamento delle previsioni del PIL globale al 3,6 per cento per il 2022 e il 2023, per l'eurozona il taglio è 1,1 per cento; in particolare, il Fondo monetario internazionale sostiene che i tagli più consistenti riguarderanno Italia e Germania poiché i loro sistemi manifatturieri sono dipendenti maggiormente dall'energia della Russia: l'Italia perderebbe quindi 1,5 punti di crescita quest'anno scendendo al 2,3 e mezzo punti nel 2023;

            alla luce di queste ultime preoccupanti notizie è necessaria una ulteriore revisione del DEF inserendo maggiori risorse che creino una reale scossa capace di produrre una reale inversione all'economia del nostro Paese,

        impegna il Governo:

                 a) a prevedere uno scostamento di bilancio creando un extra deficit per finanziare nuove misure a sostegno delle famiglie e delle imprese;

                 b) ad individuare le misure necessarie a creare le condizioni perché gli enti locali riescano a fronteggiare il rincaro delle utenze;

                 c) ad aumentare le risorse per la sanità e la scuola, rispettivamente ridotte dello 0,6 per cento e dello 0,5 per cento già dal 2022;

                 d) ad individuare le misure necessarie a creare le condizioni perché sia ridotta la pressione fiscale, venga estesa l'agevolazione del superbonus al 2030 e siano agganciati gli stipendi dei lavoratori all'incremento dell'inflazione prevedibile;

            ad incrementare le risorse economiche per la gestione e per la nuova istituzione di parchi e aree marine protette e ad applicare la metodologia delle zone economiche ambientali (ZEA) anche ai parchi di competenza regionale;

            ad incrementare le risorse economiche per le bonifiche dei siti di interesse nazionale (SIN) prevedendo commissariamenti ad hoc finalizzati alla pianificazione e risoluzione delle bonifiche secondo cronoprogrammi condivisi con le Regioni e gli enti locali territorialmente competenti;

            ad escludere il cosiddetto disegno di legge concorrenza dai provvedimenti collegati alla legge di bilancio;

            ad avvantaggiare con opportuni strumenti normativi gli enti locali e le Regioni che decidono di gestire "in house" i servizi pubblici locali acqua, rifiuti ed energia;

            ad aumentare la quota del Fondo nazionale per il trasporto pubblico locale affinché, nel TPL gestito "in house", si arrivi ad una gratuità del servizio;

            a prevedere l'installazione di punti di ricarica "fast" almeno ogni 50 chilometri sulla rete autostradale e nella rete stradale ANAS;

            ad aumentare l'incentivazione economica esclusivamente per la vendita delle auto elettriche almeno fino al 2035;

            a prevedere opportune risorse economiche a favore degli enti locali che applicano una tariffazione puntuale (TIA) nella gestione dei rifiuti urbani;

            a sanzionare i comuni che non raggiungono entro la fine dell'anno 2023 la percentuale prevista per legge del 65 per cento di raccolta differenziata;

            ad allinearsi alle normative europee affinché venga vietata la vendita dei materiali "usa e getta" che non sono tollerati dalla direttiva sulla plastica monouso ma che sono stati fatti salvi dal recepimento italiano;

            ad incentivare in ambito energetico esclusivamente le fonti di energia rinnovabile, gli stoccaggi energetici, il vettore energetico idrogeno verde e l'ammodernamento della rete elettrica nazionale affinché vengano superate le congestioni;

            a cambiare la strategia energetica nazionale (SEN) affinché l'Italia non diventi un "hub del gas" e conseguentemente ad interrompere la realizzazione di nuovi rigassificatori e gasdotti poiché inutili al fabbisogno nazionale;

            a prevedere, attraverso un accordo di programma, la chiusura dell'area a caldo dello stabilimento ex Ilva di Taranto poiché incompatibile con la vita umana e l'ambiente come confermato dalla sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo e dalle missioni delle Nazioni Unite.

(6-00220) n. 3 (20 aprile 2022)

Ciriani, Rauti, Balboni, Barbaro, Calandrini, de Bertoldi, De Carlo, Drago, Fazzolari, Garnero Santanchè, Iannone, La Pietra, La Russa, Maffoni, Malan, Nastri, Petrenga, Ruspandini, Totaro, Urso, Zaffini

Preclusa

Il Senato,

            esaminato il Documento di economia e finanza 2022,

        premesso che:

            il Documento di economia e finanza 2022 evidenzia il rallentamento dell'economia italiana rispetto alle previsioni contenute nella Nota di aggiornamento al DEF (NADEF) 2021 del settembre scorso e nel Documento programmatico di bilancio (DPB), rallentamento imputato principalmente al peggioramento del quadro economico generale dovuto, in particolare, alle forti tensioni sui mercati delle risorse energetiche e delle materie prime conseguenti alla pandemia e alla guerra russo-ucraina, alla conseguente inflazione e alla minor crescita dei mercati di esportazione dell'Italia rispetto alle previsioni di settembre 2021;

            partendo da una stima Istat di crescita del PIL reale nel 2021 pari al 6,6 per cento (più elevato del 6 per cento previsto nella NADEF), nel quadro tendenziale la crescita prevista del PIL per il 2022 scende al 2,9 per cento, rispetto al +4,7 per cento delle previsioni dello scorso settembre, con una diminuzione stimata pari a 1,8 punti percentuali nell'arco di pochi mesi. Un rallentamento di mezzo punto percentuale nella crescita prevista del PIL è atteso anche per il 2023 (dal 2,8 per cento al 2,3 per cento);

            peraltro il dato 2022 beneficia di un effetto di trascinamento del 2,3 per cento derivante dal buon andamento dell'economia nel 2021; relativamente al 2021, pur in presenza di una marcata ripresa dell'attività, a fine anno il PIL trimestrale si collocava a 0,3 punti al di sotto della fase pre-crisi. Le previsioni d'inverno della Commissione, pubblicate a febbraio prima dell'aggressione militare all'Ucraina, certificavano che il PIL dell'Unione europea era tornato al livello pre-crisi già a metà 2021, mentre per l'Italia il divario con il 2019 si sarebbe chiuso nel corso del 2022;

            pur avendo registrato nel 2021 una leggera crescita occupazionale (+0,6 per cento) e prevedendo anche per l'anno in corso un incremento dell'1,3 per cento, il mercato del lavoro italiano è ancora molto distante dai livelli pre-crisi, considerando che, con riferimento al 2021, in termini di monte ore lavorate, nonostante il +8 per cento fatto registrare, si evidenzia un gap di circa 1,9 miliardi di ore lavorate in meno rispetto al 2019;

            preoccupante appare il forte aumento del tasso d'inflazione previsto al 5,8 per cento nel 2022 rispetto all'1,7 per cento dell'anno precedente, e alla stima dell'1,6 per cento prevista nella Nota di aggiornamento al DEF del settembre scorso, che mette in serio pericolo la tenuta dei bilanci di famiglie e imprese a causa della sensibile perdita di potere di acquisto e della contrazione dei margini di profitto;

            nello scenario prospettato dal DEF la ripresa dei consumi non è tenuta in alcuna considerazione quale elemento propulsivo della ripresa post-pandemica;

            la carenza di materiali e componenti dovuta alle criticità delle catene di approvvigionamento globali evidenziatesi negli ultimi due anni e i forti aumenti dei prezzi dell'energia registrati negli ultimi mesi impattano fortemente sui costi di produzione delle imprese, minimizzandone i margini di profitto e ostacolandone i piani di produzione, mettendo a serio rischio non solo la ripresa ma la loro stessa sopravvivenza;

            le imprese italiane continuano inoltre a dover sopportare un costo del lavoro molto elevato e superiore alla media europea, essendo stato molto limitato e insufficiente l'intervento di riduzione posto in essere dal Governo con l'ultima legge di bilancio;

            in questo quadro generale, in continuo peggioramento, mentre la Germania sta programmando interventi per 100 miliardi di euro per sostenere le imprese attraverso linee di credito emergenziali, interventi sull'equity e sovvenzioni per compensare gli aumenti dei costi, il DEF programma di spenderne appena cinque, senza indicare soluzioni per la sostenibilità del debito;

            rispetto all'aprile 2021, periodo di approvazione da parte del Parlamento del Piano nazionale di ripresa e resilienza, la situazione internazionale e geopolitica ha subito inaspettati e repentini cambiamenti che hanno impattato negativamente sul quadro economico nazionale e internazionale;

            l'impatto del caro materiali sulle opere pubbliche in Italia è pari complessivamente a 10 miliardi di cui 3 per il PNRR, che rischia di non poter essere realizzato se non si introducono, al più presto, strumenti analoghi a quelli previsti in altri Paesi europei che prevedono un meccanismo automatico di revisione dei prezzi;

            il rincaro dei costi energetici ha indotto il Governo a prevedere 1a concessione di crediti di imposta in grado di "sterilizzare" in misura parziale i maggiori oneri e la riduzione del fatturato delle imprese; probabilmente, in futuro, la stessa misura sarà adottata per far fronte alla necessità di sostenere le imprese italiane maggiormente colpite dalle conseguenze della guerra e dalle sanzioni imposte alla Russia; tale meccanismo, se risulta essere particolarmente efficace per ottenere liquidità nel breve termine, determina, simmetricamente, una sensibile riduzione della capacità delle banche all'acquisto dei predetti crediti soprattutto se considerati unitariamente ai bonus dell'edilizia, ove si ricorra alla limitazione delle cessioni e della libera circolazione dei crediti stessi;

            un ulteriore tema al quale il Documento in esame non sembra attribuire il giusto rilievo è quello della liquidità delle imprese e dei numerosissimi fenomeni da sovra-indebitamento che ne stanno mettendo a rischio la stessa sopravvivenza;

            le ultime rilevazioni dell'indagine Bank Lending Survey (BLS) della Banca d'Italia, pur "confermando l'allentamento per tutto il corso dell'anno dei criteri di accesso al credito", evidenziano come a ciò "si accompagna, nell'ultimo trimestre, un lieve irrigidimento delle condizioni dei prestiti già approvati risultante dal maggiore margine richiesto dagli istituti creditizi per i finanziamenti più rischiosi, riconducibile all'indebolimento congiunturale dell'ultimo trimestre dell'anno";

            per fronteggiare la crisi legata alla pandemia e la conseguente crisi di liquidità, il livello di indebitamento delle imprese è considerevolmente aumentato, in particolare nel corso del 2020, segnando una leggera flessione lo scorso anno;

            come evidenziato nel Focus "Garanzie pubbliche" presente nel DEF 2022, al 31 dicembre 2021 le garanzie complessivamente concesse dallo Stato ammontavano a 282,3 miliardi, pari al 15,9 per cento del PIL;

            per l'anno in corso, i dati preliminari per il mese di gennaio diffusi dalla Banca d'Italia, mostrano una ripresa della crescita dei prestiti alle imprese (+0,9 per cento su base tendenziale);

            in prospettiva, il graduale venir meno delle misure di sostegno all'economia potrà comportare nei prossimi mesi un aumento dei rischi d'insolvenza delle imprese, alle prese con una possibile nuova crisi di liquidità dovuta al combinato disposto dell'aumento generalizzato dei prezzi trainati dal caro-energia e dell'affievolimento degli interventi posti in essere dal Governo in campo di moratorie e garanzie pubbliche;

            l'elevato costo del lavoro e l'alto livello della tassazione continuano a spingere le imprese italiane alla delocalizzazione all'estero;

            la delocalizzazione ha progressivamente indebolito le potenzialità del made in Italy, distruggendo buona parte del tessuto produttivo di qualità fatto di piccole e medie imprese, con le annesse ripercussioni sul livello generale di disoccupazione, a favore di grandi multinazionali che inevitabilmente puntano alla standardizzazione del prodotto;

            nella sua tragicità, la pandemia e la guerra hanno portato alla luce la strategicità di alcuni settori produttivi attualmente delocalizzati e ha dimostrato cosa può succedere a una nazione membro del G8 e seconda potenza manifatturiera d'Europa nella sciagurata ipotesi in cui vengano interrotte le catene di approvvigionamento di materie prime e semilavorati;

            l'improvvisa ripresa dell'inflazione, contrariamente a quanto previsto nel DEF 2021 e nella NADEF 2021, ha provocato un deciso innalzamento della pressione fiscale pari a 0,7 punti percentuali rispetto al 2020, raggiungendo così il livello record del 43,5 per cento;

            l'incremento della pressione fiscale nel 2021 è dovuto a un balzo significativo del gettito tributario proveniente dalle imposte indirette, mentre il gettito delle imposte dirette e le entrate contributive sono cresciuti in maniera meno che proporzionale rispetto al PIL; in particolare, secondo i dati Istat ripresi nel DEF, le imposte indirette hanno fatto registrare un aumento del 13,8 per cento rispetto al 2020 contribuendo all'aumento della pressione fiscale per 0,9 punti di PIL, mentre le imposte dirette sono aumentate del 6,5 per cento, in calo di 0,1 punti di PIL, e le entrate contributive sono cresciute del 6,7 per cento, in calo anch'esse di 0,1 punti di PIL;

            peraltro il DEF riporta un'analisi della pressione fiscale effettiva calcolata tenendo conto di alcune agevolazioni fiscali contabilizzate dall'Istat, in linea con le regole statistiche internazionali, come misure di spesa, non tenendo conto invece che, stante un'elevata quota di economia sommersa e illegale in Italia, la pressione fiscale reale, cioè il sacrificio realmente imposto alla collettività che opera nell'economia emersa, è di gran lunga più elevato di quello ufficialmente registrato dall'Istat per tutta l'economia;

            il Programma nazionale di riforma contenuto nel DEF 2022, conferma che "la riforma fiscale è fra le azioni chiave da intraprendere per dare risposta alle debolezze strutturali del Paese";

            i principali fattori di criticità della fiscalità del nostro Paese sono certamente costituiti dall'eccessivo numero degli adempimenti e dall'estrema complessità della normativa che, per effetto delle continue modifiche cui è sottoposta (ancora più accentuata dalla disciplina emergenziale degli ultimi due anni), ha prodotto un sistema fiscale sempre più disorganico, irrazionale e difficile da interpretare;

            il livello di indebitamento di imprese e famiglie è fortemente aumentato nel biennio 2020-2021 per far fronte alla crisi di liquidità innescata dalla pandemia, aggravato dall'impennata dei prezzi energetici in corso da metà 2021 e ancor più acuito dal conflitto in corso in Ucraina;

            in particolare, i debiti di famiglie e imprese nei confronti del fisco non riguardano soltanto le cartelle esattoriali, ovvero i debiti tributari la cui riscossione è stata affidata al concessionario della riscossione, ma è ben più ampia, comprendendo ad esempio i cosiddetti avvisi binari e le liti fiscali pendenti che, oltre ad ingolfare il sistema della riscossione, risultano spesso difficilmente riscuotibili;

            in questa situazione, nel 2021 oltre il 40 per cento degli aventi diritto alle definizioni agevolate previste non è stato in grado di adempiere nemmeno ai versamenti dovuti, decadendo dall'istituto;

            ciò comporta la necessità, ancor prima di una riforma fiscale, di una organica riforma del sistema della riscossione, come previsto nella delega fiscale, avviata con l'eliminazione dell'aggio sulle cartelle esattoriali prevista dalla legge di bilancio 2022, che abbia nella ristrutturazione complessiva del debito fiscale una priorità;

            l'indebitamento delle famiglie, al 31 dicembre 2021, ammontava complessivamente a 574,8 miliardi (+21,9 miliardi sul 2020) con un importo medio per nucleo familiare di 22.237 euro e con un aumento di 851 euro rispetto al 2020; una situazione grave soprattutto per "il rischio di usura" a carico di famiglie, piccole imprese e partite IVA, soggetti economicamente più deboli, a rischio povertà ed esclusione sociale, che richiederebbe un intervento di sostegno da parte dello Stato, anche ricorrendo al microcredito e incentivando e ampliando il ricorso al "Fondo per la prevenzione" dell'usura;

            il Consiglio dei ministri del 13 aprile 2022 ha approvato un decreto-legge che introduce misure volte all'attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza che include tra l'altro, l'anticipo al 30 giugno, rispetto alla scadenza del 2023 precedentemente prevista, delle nuove sanzioni (multa di 30 euro, aumentata del 4 per cento del valore della transazione) per commercianti, autonomi e professionisti che non accettano pagamenti digitali o con POS, prevedendo anche l'obbligo di invio al fisco di tutti gli scontrini relativi ad operazioni con pagamento digitale;

            nello stesso decreto è prevista anche, per le persone fisiche che esercitano un'attività di impresa, arte o professione in forma individuale rientranti nel regime forfettario agevolato, l'introduzione dell'obbligo della fattura elettronica a partire dal prossimo 1° luglio;

            misure queste che costituiscono un aggravio in termini di costi e in termini di adempimenti per categorie già fortemente colpite da due anni di pandemia, in presenza, per altro, di una prevista frenata dell'economia nazionale rispetto alle attese, come indicato nello stesso DEF 2022;

            gli obblighi sempre più pressanti riguardanti i pagamenti elettronici rientrano nella strategia di cashless posta in essere dai Governi che si sono succeduti negli ultimi anni e che trova nella limitazione imposta per legge all'utilizzo del contante il suo punto fondante;

            in una situazione come quella attuale, nel pieno di un conflitto bellico interno all'Europa, con forti ripercussioni geopolitiche e con una guerra informatica combattuta parallelamente a quella militare, è messa a forte rischio la cyber-sicurezza nazionale;

            negli ultimi due anni, fra i settori economici nazionali più colpiti dalla crisi innescata dalla pandemia, figura sicuramente quello dei servizi e, in particolare, di tutte le attività a maggiore contatto con la clientela e il turismo, che ha penalizzato a livello globale tutti gli Stati a rilevante vocazione turistica;

            secondo i dati dell'osservatorio Federalberghi nel 2021 1'Italia ha registrato una diminuzione di 148 milioni di presenze negli esercizi ricettivi; per fare un raffronto con il 2019, l'ultimo anno pre-pandemico, è come se si fosse cancellato un pernottamento su tre; considerando i soli turisti stranieri, la perdita riguarda uno su due per un totale di 115 milioni di presenze estere perse;

            quasi la metà delle aziende dei comparti legati al turismo prevede seri rischi di chiusura dell'attività, con particolare riferimento alle agenzie di viaggio, ai tour operator, al trasporto aereo, come nella ristorazione e nell'indotto tutto, vale a dire i settori tourism-related;

            anche il sistema agroalimentare italiano ha subito gravi ripercussioni a causa del conflitto bellico tra Russia e Ucraina, e oggi interi settori dell'agroalimentare, come pastifici e panifici, devono far fronte al raddoppio del prezzo del grano e alla penuria dello stesso che stanno derivando dalla guerra e dalla drammatica riduzione della produzione canadese;

            inoltre, secondo le elaborazioni del Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria (CREA), la variazione percentuale dei costi legati a componenti come fertilizzanti e gasolio ha superato rispettivamente il 170 per cento ed il 129 per cento, ha portato complessivamente ad un rincaro annuale dei costi correnti per le aziende agricole stimato in oltre 15.700 euro, valore che arriva a sfiorare i 99.000 euro nelle aziende che allevano granivori;

            complessivamente, secondo i dati del CREA, i costi per le imprese agricole ammonteranno a nove miliardi di euro;

            con riferimento al tema della salute, il DEF appena presentato, sembra aver rinunciato all'aumento degli investimenti sul sistema sanitario auspicato e programmato durante l'emergenza pandemica, programmando per il 2025 una riduzione di 1,2 punti di PIL della spesa rispetto al 2020 e tornando, di fatto, sotto ai livelli di spesa pre-Covid;

            l'Italia attraversa da molti anni un "inverno demografico", che si traduce in un crollo significativo delle nascite e in un progressivo invecchiamento della popolazione; il DEF riporta stime Istat per cui le nascite sono diminuite dell'1,3 per cento rispetto al 2020 e quasi del 31 per cento rispetto al 2008;

            tra le principali conseguenze dell'invecchiamento vi sono le ripercussioni in termini di calo della produttività conseguente alla contrazione della forza lavoro, l'aumento della spesa pensionistica e della spesa sanitaria nonché i rischi in merito alla sostenibilità del debito pubblico;

            il peso del debito pubblico condiziona in modo decisivo l'economia nazionale, impedendo investimenti strategici nel sostegno di settori di prioritario interesse nazionale, l'efficientamento delle reti infrastrutturali e dei servizi pubblici di supporto all'economia;

            l'Italia si trova in una situazione emergenziale di estrema difficoltà, con centinaia di migliaia di lavoratori e imprese messi a durissima prova dalla pandemia e dalle illogiche politiche di restrizioni cui i Govemi succedutisi negli ultimi due anni hanno costretto le imprese di ogni genere e i professionisti;

            le misure sanitarie confuse messe in campo sinora hanno determinato una generale situazione di incertezza che ha aggravato la situazione del servizio sanitario nazionale, rallentandone ulteriormente le prestazioni, determinando lunghe liste di attesa e ritardato l'attività di screening preventivo;

            a ciò si aggiunga la questione migratoria, trattata solo marginalmente dal DEF sotto il profilo della gestione dell'accoglienza, che ha visto, nel 2021, l'arrivo via mare di 67.040 migranti, quasi il doppio rispetto ai 34.154 dell'anno precedente; i minori stranieri non accompagnati sono stati 9.478, a fronte dei 4.687 del 2020;

            secondo il rapporto annuale del Centro Astalli ancora ad oggi circa due migranti su tre sono ospitati nei CAS, i centri di accoglienza straordinaria, mentre solo una piccola parte risiede presso il sistema dell'accoglienza diffusa (SAI),

        impegna il Governo:

            1) in uno scenario macroeconomico caratterizzato da profonda incertezza, a perseguire politiche espansive finalizzate a sostenere imprese e lavoratori colpiti dalla crisi postpandemica, dai rincari delle materie prime e dell'energia, anche conseguenti alla guerra russo-ucraina;

            2) ad adottare interventi a sostegno dell'industria manifatturiera e, più in generale, dei settori e delle filiere produttive legate, a livello di esportazioni, alla Russia e fortemente penalizzate dalle sanzioni economiche imposte a quest'ultima, prevedendo ristori adeguati;

            3) ad adoperarsi a livello europeo per la costituzione di un fondo alimentato da risorse europee volto a compensare i Paesi maggiormente colpiti dalle sanzioni economiche adottate nei confronti della Russia;

            4) ad adottare le opportune iniziative in ambito europeo per prolungare la sospensione del Patto di stabilità e crescita almeno fino al 2026, considerando che le condizioni successive allo scoppio della guerra e l'aggravamento della crisi in corso impongono di ritardare la disattivazione della clausola di salvaguardia prevista per il 2022;

            5) a rafforzare il quadro di sostegno alle imprese diretto al rafforzamento dei processi di innovazione via transizione digitale ed economia green ma anche a quelli finalizzati alla nascita e al sostegno del tessuto produttivo caratterizzato da micro e piccole imprese;

            6) a definire, nell'ambito delle politiche sul lavoro e a tutela delle imprese italiane, un piano di interventi volto a favorire e incentivare l'occupazione, anche mediante meccanismi premiali per le imprese ad alta intensità occupazionale, ritenendo imprescindibile, in particolare in questa fase di profonda sofferenza, il superamento definitivo delle previsioni introdotte con il decreto-legge n. 87 del 2018 (decreto dignità), la cui rigidità normativa rappresenta un freno per il mercato del lavoro; al contempo, a prevedere l'abolizione dei costi connessi ai rinnovi dei contratti a tempo determinato, al fine di evitare una perdita di competitività e produttività per le imprese italiane con conseguente ulteriore contrazione dell'occupazione;

            7) ad adoperarsi per il completamento di un sistema di tutele che permetta di estendere ai lavoratori autonomi le misure già previste per i lavoratori dipendenti, avviato con l'introduzione dell'indennità straordinaria di continuità reddituale e operativa;

            8) a incrementare e rinnovare le vigenti misure di contrasto al caro energia almeno fino alla fine del 2022;

            9) a mettere in atto una strategia di contrasto al caro energia, procedendo ad una diversificazione degli approvvigionamenti, attraverso l'incremento della produzione di gas nazionale e biometano, l'incremento delle importazioni dai gasdotti meridionali, un maggior ricorso al gas naturale liquefatto;

            10) a redigere un Piano nazionale per l'indipendenza energetica;

            11) ad attivarsi a livello europeo per arginare manovre speculative sui mercati energetici attraverso una regolamentazione coordinata dei prezzi a livello comunitario con l'obiettivo di un prezzo comune regolato del gas, che tuteli l'Europa sul piano della sicurezza degli approvvigionamenti e la competitività industriale da manovre speculative e da condizioni economiche abnormi rispetto agli approvvigionamenti, ampliando infine gli interventi finalizzati a ridurre la dipendenza energetica nei Paesi dell'Unione;

            12) ad attivarsi, sempre a livello europeo, per una revisione del meccanismo ETS, affinché siano adottate tutte le misure, compatibili con il mercato, per limitare gli effetti speculativi recenti derivanti dalla fissazione dei nuovi obiettivi di riduzione delle emissioni di CO2;

            13) a ridurre e rimodulare l'alta tassazione dell'energia che, non rispettando il principio "chi inquina paga", penalizza maggiormente le piccole imprese, come nel caso dell'elettricità e incrementare le agevolazioni sulle componenti parafiscali della bolletta elettrica per i settori "energivori";

            14) a rafforzare le misure di supporto alla liquidità e agli investimenti, attraverso il potenziamento, almeno per tutto il 2022, del sistema delle garanzie pubbliche, a partire dal Fondo di garanzia per le PMI, adoperandosi inoltre per una revisione del temporary framework della Commissione europea in tema di aiuti di Stato, in primo luogo al fine di consentire un significativo allungamento della durata delle garanzie concedibili almeno fino a 15-20 anni;

            15) a prevedere interventi di sostegno in favore dei soggetti economicamente più deboli (famiglie, piccole imprese e partite IVA), anche attraverso strumenti che favoriscano il ricorso al microcredito e al "Fondo per la prevenzione" dell'usura;

            16) a rimuovere i limiti alla libera circolazione dei crediti d'imposta ed a semplificare le procedure di cessione degli stessi stante la normativa anti frode vigente, prevedendo anche che la cessione possa essere frazionata per importo e annualità, nonché operata anche da soggetti diversi da banche, istituti finanziari e assicurazioni, senza i predetti limiti;

            17) a consentire che la quota di credito d'imposta non utilizzabile nell'anno, in quanto eccedente rispetto alla capacità di utilizzo (in compensazione) dell'avente diritto, possa essere fruita negli anni successivi anche oltre le annualità previste dalla normativa vigente;

            18) a prorogare almeno fino al 30 settembre 2022 la realizzazione del 30 per cento dell'intervento complessivo relativo agli interventi agevolati eseguiti dalle persone fisiche su unità immobiliari unifamiliari;

            19) a promuovere la semplificazione della normativa sulle opere pubbliche, in particolare in relazione alle opere previste nel PNRR, e dotare le amministrazioni coinvolte delle capacità progettuali e manageriali necessarie;

            20) al fine di agevolare la realizzazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza, a prevedere un aggiornamento straordinario dei prezziari da porre alla base di gara, in modo da tener conto della crisi congiunturale internazionale e inserire nei contratti una vera clausola di revisione dei prezzi in linea con le migliori esperienze internazionali e così garantire il costante allineamento alle fluttuazioni del mercato;

            21) nell'ambito della riforma della materia fiscale, a prevedere interventi di riduzione dell'imposizione gravante su famiglie e imprese e ad escludere dalla delega fiscale la revisione degli estimi catastali o altre misure che vadano a incidere sulle rendite;

            22) a prevedere, sempre in materia fiscale, l'introduzione di una flat tax incrementale, una più decisa lotta all'evasione e una più efficiente tassazione delle multinazionali, realizzando meccanismi virtuosi e conseguendo una riduzione dell'imposizione fiscale complessiva che costituisce freno alla ripresa dei consumi e della filiera produttiva;

            23) a proseguire la riduzione della pressione fiscale iniziata con la legge di bilancio 2022, per quel che concerne il sistema delle imprese, eliminando l'IRAP a carico di società di persone e studi associati;

            24) ad intervenire, con riferimento alla semplificazione degli adempimenti, sulla razionalizzazione del calendario delle scadenze fiscali;

            25) a prevedere strumenti volti a consentire a famiglie e imprese di saldare, senza aggravi, i propri debiti fiscali individuando adeguate modalità di definizione agevolata del debito complessivo accumulato;

            26) a rinviare l'entrata in vigore dell'obbligo di fatturazione elettronica per i soggetti rientranti nel regime forfettario agevolato, al fine di alleggerire il carico che tale obbligo comporta, sia in termini di adempimenti e sia di costi, per lavoratori autonomi, partite IVA, artigiani e commercianti;

            27) a rinviare, per commercianti, autonomi e professionisti, l'applicazione delle sanzioni previste legate alla mancata accettazione di pagamenti digitali o con POS;

            28) ad eliminare, almeno temporaneamente, il vigente limite all'utilizzo del contante, sia per agevolare la ripresa economica sia in virtù della elevata allerta riguardante la cyber-sicurezza nazionale alla luce della guerra informatica connessa al conflitto Ucraina-Russia;

            29) ad adottare iniziative di contrasto alla delocalizzazione e ad elaborare e mettere in atto strategie efficaci per il reshoring delle nostre aziende, anche adoperandosi per la creazione di un fondo comune volto alla rilocazione e al rimpatrio delle attività strategiche localizzate anche solo parzialmente all'esterno dei confini europei;

            30) a calmierare, nel breve periodo, il costo dei carburanti utilizzati dalle imprese agricole e dalle filiere agroalimentari per tutti i processi di lavorazione agricola, almeno per l'anno 2022 o anche successivamente, qualora perdurino gli aumenti del costo del gasolio agricolo, valutando anche la revisione del regime di sussidi ambientalmente dannosi (SAD) per ridurre ulteriormente gli oneri sui carburanti usati dalle filiere;

            31) a intervenire presso l'Unione europea affinché sia sviluppato un piano europeo di monitoraggio del grano tenero, mais e oleosi in tutela delle produzioni agricole nazionali soggette a squilibri e speculazioni sul prezzo delle materie prime e dei cereali;

            32) ad introdurre misure strutturali per il sostegno della natalità e della famiglia, proteggendo la maternità, potenziando i servizi territoriali destinati alla cura dei bambini e agevolando le famiglie con figli sotto il profilo della fiscalità;

            33) in campo sanitario, a dare impulso alla ricerca medica e a proseguire nell'incremento degli investimenti, anche a lungo termine, nel settore;

            34) ad operare nel senso di un rafforzamento del Sistema sanitario nazionale, in sinergia con il sistema delle Regioni, specie nel potenziamento della medicina del territorio e di prossimità, anche sviluppando sistemi di telemedicina;

            35) a stanziare maggiori risorse a sostegno della scuola, dell'università e della ricerca considerato che la spesa pubblica per l'istruzione, sia in percentuale del PIL che in percentuale della spesa pubblica totale, è tra le più basse dell'UE.

EMENDAMENTI ALLA PROPOSTA DI RISOLUZIONE N. 1

1.1

De Falco, Abate, Angrisani, De Bonis, Fattori, Giannuzzi, Mininno, Moronese, Nugnes, La Mura

Respinto

Aggiungere il seguente impegno: «impegna il Governo: a escludere dai disegni di legge collegati alla manovra di Bilancio 2023-2025, indicati nel Documento di economia e finanza (DEF) 2022, il DDL "Disposizioni per l'attuazione dell'autonomia differenziata di cui all'articolo 116, comma 3, della Costituzione"».

1.2

Ciriani, Rauti, Balboni, Barbaro, Calandrini, de Bertoldi, De Carlo, Drago, Fazzolari, Garnero Santanchè, Iannone, La Pietra, La Russa, Maffoni, Malan, Nastri, Petrenga, Ruspandini, Totaro, Urso, Zaffini

Respinto

Al capoverso «impegna il Governo», dopo il punto 4 aggiungere il seguente: «4-bis. ad eliminare, almeno temporaneamente, il vigente limite all'utilizzo del contante, sia per agevolare la ripresa economica sia in virtù della elevata allerta riguardante la cyber-sicurezza nazionale alla luce della guerra informatica connessa al conflitto Ucraina-Russia».

1.3

Ciriani, Rauti, Balboni, Barbaro, Calandrini, de Bertoldi, De Carlo, Drago, Fazzolari, Garnero Santanchè, Iannone, La Pietra, La Russa, Maffoni, Malan, Nastri, Petrenga, Ruspandini, Totaro, Urso, Zaffini

Respinto

Al capoverso «impegna il Governo», dopo il punto 4 aggiungere il seguente: «4-bis. a rinviare, per commercianti, autonomi e professionisti, l'applicazione delle sanzioni previste legate alla mancata accettazione di pagamenti digitali o con POS».

1.4

Ciriani, Rauti, Balboni, Barbaro, Calandrini, de Bertoldi, De Carlo, Drago, Fazzolari, Garnero Santanchè, Iannone, La Pietra, La Russa, Maffoni, Malan, Nastri, Petrenga, Ruspandini, Totaro, Urso, Zaffini

Respinto

Al capoverso «impegna il Governo», dopo il punto 5 aggiungere il seguente: «5-bis. a prevedere strumenti volti a consentire a famiglie e imprese di saldare, senza aggravi, i propri debiti fiscali individuando adeguate modalità di definizione agevolata del debito complessivo accumulato considerato che i debiti di famiglie e imprese nei confronti del fisco non riguardano soltanto le cartelle esattoriali, ovvero i debiti tributari la cui riscossione è stata affidata al concessionario della riscossione, ma è ben più ampia, comprendendo ad esempio i cosiddetti avvisi binari e le liti fiscali pendenti che, oltre ad ingolfare il sistema della riscossione, risultano spesso difficilmente riscuotibili».

1.5

Ciriani, Rauti, Balboni, Barbaro, Calandrini, de Bertoldi, De Carlo, Drago, Fazzolari, Garnero Santanchè, Iannone, La Pietra, La Russa, Maffoni, Malan, Nastri, Petrenga, Ruspandini, Totaro, Urso, Zaffini

Respinto

Al capoverso «impegna il Governo», dopo il punto 5 aggiungere il seguente: «5-bis. a rinviare l'entrata in vigore dell'obbligo di fatturazione elettronica per i soggetti rientranti nel regime forfettario agevolato, al fine di alleggerire il carico che tale obbligo comporta, sia in termini di adempimenti e sia di costi, per lavoratori autonomi, partite IVA, artigiani e commercianti».

1.6

Ciriani, Rauti, Balboni, Barbaro, Calandrini, de Bertoldi, De Carlo, Drago, Fazzolari, Garnero Santanchè, Iannone, La Pietra, La Russa, Maffoni, Malan, Nastri, Petrenga, Ruspandini, Totaro, Urso, Zaffini

Respinto

Al capoverso «impegna il Governo», dopo il punto 6 aggiungere il seguente: «6-bis. a rimuovere i limiti alla libera circolazione dei crediti d'imposta ed a semplificare le procedure di cessione degli stessi stante la normativa anti frode vigente, prevedendo anche che la cessione possa essere frazionata per importo e annualità, nonché operata anche da soggetti diversi da banche, istituti finanziari e assicurazioni, senza i predetti limiti».

1.7

Ciriani, Rauti, Balboni, Barbaro, Calandrini, de Bertoldi, De Carlo, Drago, Fazzolari, Garnero Santanchè, Iannone, La Pietra, La Russa, Maffoni, Malan, Nastri, Petrenga, Ruspandini, Totaro, Urso, Zaffini

Respinto

Al capoverso «impegna il Governo», dopo il punto 6 aggiungere il seguente: «6-bis. a prorogare almeno fino al 30 settembre 2022 la realizzazione del 30 per cento dell'intervento complessivo relativo agli interventi agevolati eseguiti dalle persone fisiche su unità immobiliari unifamiliari».

1.8

Ciriani, Rauti, Balboni, Barbaro, Calandrini, de Bertoldi, De Carlo, Drago, Fazzolari, Garnero Santanchè, Iannone, La Pietra, La Russa, Maffoni, Malan, Nastri, Petrenga, Ruspandini, Totaro, Urso, Zaffini

Respinto

Al capoverso «impegna il Governo», dopo il punto 6 aggiungere il seguente: «6-bis. a consentire che la quota di credito d'imposta non utilizzabile nell'anno, in quanto eccedente rispetto alla capacità di utilizzo (in compensazione) dell'avente diritto, possa essere fruita negli anni successivi anche oltre le annualità previste dalla normativa vigente».

1.9

Ciriani, Rauti, Balboni, Barbaro, Calandrini, de Bertoldi, De Carlo, Drago, Fazzolari, Garnero Santanchè, Iannone, La Pietra, La Russa, Maffoni, Malan, Nastri, Petrenga, Ruspandini, Totaro, Urso, Zaffini

Respinto

Al capoverso «impegna il Governo», dopo il punto 7 aggiungere il seguente: «7-bis. a prevedere un piano dettagliato di recupero di oltre 20 milioni di prestazioni sanitarie tra diagnostica e specialistica ambulatoriale e degli altri 1,5 milioni di interventi chirurgici arretrati».

1.10

Ciriani, Rauti, Balboni, Barbaro, Calandrini, de Bertoldi, De Carlo, Drago, Fazzolari, Garnero Santanchè, Iannone, La Pietra, La Russa, Maffoni, Malan, Nastri, Petrenga, Ruspandini, Totaro, Urso, Zaffini

Respinto

Al capoverso «impegna il Governo», dopo il punto 9 aggiungere il seguente: «9-bis. a calmierare, nel breve periodo, il costo dei carburanti utilizzati dal settore della pesca, dalle imprese agricole e dalle filiere agroalimentari per tutti i processi di lavorazione agricola, almeno per l'anno 2022 o anche successivamente, qualora perdurino gli aumenti del costo del gasolio agricolo, valutando anche la revisione del regime di sussidi ambientalmente dannosi (SAD) per ridurre ulteriormente gli oneri sui carburanti usati dalle filiere».

1.11

Ciriani, Rauti, Balboni, Barbaro, Calandrini, de Bertoldi, De Carlo, Drago, Fazzolari, Garnero Santanchè, Iannone, La Pietra, La Russa, Maffoni, Malan, Nastri, Petrenga, Ruspandini, Totaro, Urso, Zaffini

Respinto

Al capoverso «impegna il Governo», dopo il punto 10 aggiungere il seguente: «10-bis. a prevedere l'introduzione di una flat tax incrementale, una più decisa lotta all'evasione e una più efficiente tassazione delle multinazionali, realizzando meccanismi virtuosi e conseguendo una riduzione dell'imposizione fiscale complessiva che costituisce freno alla ripresa dei consumi e della filiera produttiva».

1.12

Ciriani, Rauti, Balboni, Barbaro, Calandrini, de Bertoldi, De Carlo, Drago, Fazzolari, Garnero Santanchè, Iannone, La Pietra, La Russa, Maffoni, Malan, Nastri, Petrenga, Ruspandini, Totaro, Urso, Zaffini

Respinto

Al capoverso «impegna il Governo», dopo il punto 11 aggiungere il seguente: «11-bis. nell'ambito della riforma della materia fiscale prevedere interventi di riduzione dell'imposizione gravante su famiglie e imprese ed escludere dalla delega fiscale la revisione degli estimi catastali o altre misure che vadano a incidere sulle rendite».