Legislatura 18ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 408 del 24/02/2022
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Discussione e approvazione del disegno di legge:
(2536) Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 30 dicembre 2021, n. 228, recante disposizioni urgenti in materia di termini legislativi (Approvato dalla Camera dei deputati) (Relazione orale) (ore 9,52)
Discussione e approvazione della questione di fiducia
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge n. 2536, già approvato dalla Camera dei deputati.
Il relatore, senatore Parrini, ha chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni la richiesta si intende accolta.
Pertanto, ha facoltà di parlare il relatore.
PARRINI, relatore. Signor Presidente, se non ci sono contrarietà da parte dei colleghi, chiedo che il testo scritto della relazione venga allegato al Resoconto della seduta odierna, rinunciando all'esposizione orale, apprezzate le circostanze.
PRESIDENTE. La Presidenza ne prende atto.
Dichiaro aperta la discussione generale.
È iscritto a parlare il senatore Zaffini. Ne ha facoltà.
ZAFFINI (FdI). Signor Presidente, apprezzate le circostanze - come ha appena detto il collega Parrini - verrebbe voglia di fare la stessa cosa. Verrebbe cioè voglia di dire sostanzialmente: fate come vi pare, se non fosse che ci troveremo tra qualche minuto al quarantesimo voto di fiducia di questa maggioranza veramente ipertrofica; se non fosse che Fratelli d'Italia è l'unico partito a sostenere la discussione generale in Aula su un provvedimento che diviene importante per via delle misure che contiene e che riguardano mille aspetti, dalla sanità ad altri, che attengono a passaggi importanti della vita quotidiana della nostra Nazione; se non fosse che oggi passiamo direttamente a discutere, con lo stesso stile e la stessa tecnica che ho visto adottare da quando siedo su questo scranno e che, nel discorso di insediamento del Presidente della Repubblica, è stata additata come prassi da abbandonare, da non seguire e da non ripetere.
Noi non abbiamo votato per eleggere quel Presidente della Repubblica, ma dal minuto successivo lo abbiamo riconosciuto, ovviamente, come il nostro Presidente, il Presidente di tutti, il Presidente della nostra Repubblica. Voi lo avete osannato, santificato, beatificato in tutti i vostri interventi in Aula, in quella occasione come nelle altre successive; l'ultima volta è stata appena ieri o l'altro ieri, e in quella occasione ho ascoltato un riferimento alle sue alte affermazioni - personalmente le condivido - ma negli atteggiamenti continuate ad operare nello stesso modo.
Un provvedimento importante come quello oggi in esame avrebbe meritato, in ogni passaggio, un approfondimento nelle Commissioni competenti, perché ce ne sarebbe stato il tempo e sicuramente ci sarebbe stata anche la volontà, da parte nostra, come partito di opposizione, di fare - come non facciamo mai - una opposizione non sterile, ma precisa e puntuale sui temi e argomenti. Ebbene, oggi invece aumentate, addirittura, il peso della vostra superficialità, della vostra speditezza preoccupante, lasciando l'intero onere della discussione generale su questo provvedimento ai due interventi iscritti dal partito cui appartengo, Fratelli d'Italia.
Tutto questo mi spinge, Presidente, a non affrontare i temi trattati dal provvedimento, perché è un esercizio assolutamente inutile e scolastico. Faccio invece appello, in questo mio intervento, al senso di rispetto delle istituzioni che so essere presente in tanti colleghi, in ognuno di voi, affinché veramente tutto ciò non si ripeta e non continuiate ad adottare un tale atteggiamento in tutti i provvedimenti che porterete avanti in questo scorcio di legislatura, che veramente rischia di diventare una sorta di via crucis puntellata da questo tipo di atteggiamenti.
Oggi siamo in presenza di numerose emergenze, fra le quali paradossalmente quella sanitaria sembra essere la meno preoccupante. Abbiamo alle porte un'emergenza geopolitica che fino adesso i nostri Capigruppo hanno trattato. Abbiamo alle porte una crisi economica drammatica. Credo e spero che il Parlamento, in un sussulto di dignità - collega D'Incà - riesca almeno in queste circostanze a riacquisire il ruolo che gli spetta e che anche il Presidente della Repubblica ha richiamato nel suo discorso di insediamento. (Applausi).
PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Moronese. Ne ha facoltà.
MORONESE (Misto). Signor Presidente, solitamente intervengo in Aula solo su provvedimenti che riguardano la Commissione a cui appartengo, e quindi per parlare di ambiente. Da quando, però, c'è questo Governo intervengo poco, perché l'ambiente è stato di fatto abrogato.
Oggi, invece, intervengo per ribadire nuovamente che il Parlamento è stato totalmente messo al tappeto da Draghi e vorrei invitarvi a fare un minuto di riflessione, prima che sia troppo tardi. Tanti si sono spesi in quest'Aula l'altro giorno per difendere le prerogative parlamentari reclamate dall'ex Presidente del Consiglio Renzi e non vi accorgete che ci stanno togliendo sostanzialmente la funzione principale del parlamentare, sancita dalla nostra Costituzione. Questo Governo sta smantellando ogni prassi, ogni regola democratica e anche ogni parvenza di esse. Più volte si è discusso dell'arroganza dei Governi, spessissimo di quello attuale a cui orgogliosamente non ho dato la mia fiducia, che ha esautorato il ruolo del Parlamento con l'abuso spropositato dei decreti-legge. Più volte abbiamo lamentato il loro utilizzo e soprattutto l'uso della fiducia sui decreti, che ha raggiunto la sua massima perversione con la sistematica apposizione della doppia fiducia in entrambe le Camere sul medesimo provvedimento. Così era rimasta soltanto l'apparenza del Parlamento, dando la possibilità alle Commissioni competenti almeno dell'espressione di un parere.
Si trattava solo di apparenza, però, perché capite bene che un lavoro vero e serio su leggi che vanno a cambiare la vita delle persone non può essere svolto in due o tre giorni, ma richiede tempo: il tempo necessario per un confronto, per ascoltare, per approfondire.
Oggi possiamo dire che non è rimasta nemmeno l'apparenza di quello che era il Parlamento: siamo arrivati al culmine di un'indecenza divenuta, appunto, prassi consolidata.
In qualità di Presidente della Commissione ambiente, ieri mi è stata comunicata l'assegnazione - per l'espressione del parere - del decreto-legge cosiddetto milleproroghe, il cui esame alla Camera si è concluso il 22 febbraio, con la questione di fiducia ovviamente.
Il decreto-legge scade il 28 febbraio, lunedì prossimo, e quindi va necessariamente votato oggi, perché naturalmente bisogna evitare che in Parlamento si lavori di venerdì, sabato e lunedì. Quindi, come Commissione ambiente, avremmo dovuto svolgere i lavori su questo provvedimento nella seduta di stamattina: incardinamento, esame del testo, discussione generale; avremmo dovuto fissare una scadenza per eventuali osservazioni, predisporre un parere, svolgere dichiarazioni di voto e procedere al voto finale; il tutto in quarantacinque minuti per essere pronti per le 9,30 di stamattina. (Applausi).
Avete convintamente votato per eleggere nuovamente il presidente Mattarella per poi non dare minimamente ascolto alle sue parole?
Pochi giorni fa lo stesso Presidente della Repubblica nel suo discorso ha detto: «Un'autentica democrazia prevede il doveroso rispetto delle regole di formazione delle decisioni, discussione, partecipazione».
Spero vi rendiate conto che qui si tratta non di maggioranza o di opposizione e nemmeno della necessità o meno di un provvedimento, ma della stessa esistenza e utilità della funzione delle Camere e dei loro componenti. Continuando in questo modo state abdicando alla vostra funzione; vi state dichiarando inutili, e lo sottolineo con forza.
Lo ripeto per essere chiari affinché rimanga agli atti: il Parlamento non esercita più la sua funzione legislativa e neanche quella sacrosanta di controllore del Governo. Ai parlamentari, a tutti noi viene negato il diritto di esercitare le nostre funzioni, quelle per cui siamo stati eletti. Ora o pretendiamo insieme - maggioranza e opposizione - il rispetto del Parlamento oppure saremo costretti, quando incontreremo un cittadino o un'impresa, a rispondere che noi come parlamentari non abbiamo il diritto neanche di fiatare, perché siamo in una vera e propria dittatura.
Spero che possiate davvero riflettere su quello che sta succedendo: è un qualcosa che non fa bene a noi come rappresentanti dei cittadini, ma di certo non fa bene al Paese. (Applausi).
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Iannone. Ne ha facoltà.
IANNONE (FdI). Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori del Governo, se non ci fossero apprezzabili circostanze nel grave quadro internazionale che si è determinato, anche oggi sarebbe andata in scena la triste prassi del fuggi fuggi del giovedì.
Siamo al cospetto di un provvedimento omnibus per sua natura, il milleproroghe, che si avvia mestamente verso un nuovo voto di fiducia.
Lo ha detto il collega Zaffini: saremo al cospetto del quarantesimo voto di fiducia in un anno del Governo Draghi, che si avvia a battere tutti i record, stracciando perfino quelli che avremmo ritenuto insuperabili del Governo Monti.
La maggioranza rinuncia a circa quattr'ore di discussione generale. Tutti hanno applaudito il discorso del presidente Mattarella quando ha richiamato al rispetto delle prerogative del Parlamento e, tra coloro che applaudivano, ci sono gli stessi parlamentari che oggi rinunciano alla discussione generale e che nelle scorse settimane hanno applaudito parimenti ai rappresentanti dei Gruppi che invitavano a consegnare l'intervento in dichiarazione di voto.
Se non siamo innanzitutto noi a essere coerenti con il ruolo che il popolo ci ha affidato, eleggendoci quali loro rappresentanti, da chi vogliamo che venga fatta rispettare la nostra alta funzione di rappresentanza della Nazione? Bisogna invocare il rispetto per il Parlamento, certamente, ma il rispetto nessuno ce lo può dare se non siamo capaci innanzitutto noi.
Si continua con il metodo della decretazione d'urgenza, in molti casi creativa. Stiamo ad assistere, senza che le Commissioni possano svolgere fino in fondo il loro ruolo. Si continua in un monocameralismo di fatto, che mortifica, a targhe alterne, un ramo o l'altro del Parlamento. E non si capisce per quale motivo non si dà la facoltà ai parlamentari nell'esercizio delle proprie funzioni di svolgere questo ruolo fino in fondo.
Noi capiamo bene che siamo al cospetto di un Governo che è un gigante dai piedi d'argilla. Lo certifica il fatto che sul milleproroghe, in Commissione alla Camera, il Governo è stato battuto quattro volte. Lo certifica il fatto che la scorsa settimana, qui in Aula, il Governo è stato battuto tre volte con un livello di confusione continua.
Noi di Fratelli d'Italia, con il nostro leader Giorgia Meloni, avevamo detto che non è possibile dar vita a esperienze di Governo in cui si mettono insieme le mele con le pere. Quando si arriva a dover scegliere e decidere secondo degli orientamenti ideali e delle convinzioni concrete, questo è il risultato: un conflitto continuo, che la nostra Nazione paga attraverso la mortificazione del ruolo del Parlamento.
Non è possibile, poi, vedere il Presidente del Consiglio che si irrita e richiama tutti dalla libera uscita. Se il metodo Draghi dell'ultimo anno di Governo dovesse essere quello della minaccia permanente delle dimissioni nel cassetto, allora - carissimi colleghi - il consiglio è che, se c'è tanta fretta di andare a casa il giovedì, sarebbe stato molto meglio tornare al voto. Gli italiani vi avrebbero accontentato in maniera molto lieta. (Applausi).
Ad ogni buon conto, giusto per rivendicare qualche risultato che la dice lunga sul nostro modo di intendere la funzione di opposizione, anche in questo provvedimento Fratelli d'Italia ha portato molte proposte. Alcune delle proposte della maggioranza, peraltro, sono proposte che ci avete bocciato su altri provvedimenti, a dimostrazione che siete anche capaci di sottrarre con poca destrezza quello che è il lavoro compiuto dagli altri.
Ci piace sottolineare il risultato che abbiamo ottenuto con l'approvazione di un emendamento che ha innalzato il tetto dell'utilizzo del contante da 1.000 a 2.000 euro. Si tratta dell'unica misura che darà un po' di ossigeno e la possibilità di rilanciare un po' i consumi; quei consumi che avete distrutto attraverso la scelta scellerata dell'utilizzo del green pass, una misura che è servita assolutamente a nulla, soltanto a limitare le libertà individuali. Non ha avuto alcun effetto concreto dal punto di vista sanitario, ma è stata devastante dal punto di vista economico.
In conclusione - siamo già alla conclusione della discussione, nonostante siamo all'inizio dei lavori della mattinata - ognuno vive nel proprio mondo, ma ci sembra che il mondo non viva in ognuno di noi. Quindi, se avete l'occasione, in questo ultimo anno, dimostrate, con un guizzo di dignità e di orgoglio, che il Parlamento non è il passacarte del Governo. (Applausi).
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale.
Il relatore e il rappresentante del Governo non intendono intervenire in sede di replica.
Comunico che è pervenuto alla Presidenza - ed è in distribuzione - il parere espresso dalla 5a Commissione permanente sul disegno di legge in esame, che verrà pubblicato in allegato al Resoconto della seduta odierna.
Ha chiesto di intervenire il ministro per i rapporti con il Parlamento, onorevole D'Incà. Ne ha facoltà. (Commenti).
D'INCA', ministro per i rapporti con il Parlamento. Signor Presidente, onorevoli senatori, a nome del Governo, autorizzato dal Consiglio dei ministri, pongo la questione di fiducia sull'approvazione, senza emendamenti né articoli aggiuntivi, dell'articolo unico del disegno di legge n. 2536... (Commenti).
PRESIDENTE. L'ululato non appartiene alle forme di comunicazione del Senato della Repubblica. Si può esprimere il dissenso in maniera più civile.
Prego, signor Ministro.
D'INCA', ministro per i rapporti con il Parlamento. ...di conversione del decreto-legge 30 dicembre 2021, n. 228, nel testo approvato dalla Camera dei deputati.
PRESIDENTE. La Presidenza prende atto della posizione della questione di fiducia sull'approvazione del disegno di legge di conversione del decreto-legge n. 228, nel testo identico a quello approvato dalla Camera dei deputati.
Poiché la Conferenza dei Capigruppo ha così stabilito, possiamo procedere direttamente al voto dell'articolo unico.
Passiamo dunque alla votazione dell'articolo unico del disegno di legge n. 2536, di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 30 dicembre 2021, n. 228, nel testo approvato dalla Camera dei deputati, sull'approvazione del quale il Governo ha posto la questione di fiducia.
SBROLLINI (IV-PSI). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SBROLLINI (IV-PSI). Signor Presidente, membri del Governo, colleghe e colleghi, è difficile oggi intervenire in Aula su un provvedimento così importante, dopo quello che è accaduto questa notte, con le parole importanti e unitarie che sono state dette questa mattina in Senato sulla guerra in Ucraina. Ci troviamo davvero a discutere e ad approvare in quest'Aula un provvedimento che ormai è diventato parte integrante della stessa nostra attività parlamentare.
Mi preme soffermarmi qualche momento su una questione preliminare, che però attiene al nostro ordinamento nel suo complesso Già dal nome che viene tradizionalmente attribuito al provvedimento che siamo chiamati a esaminare oggi ("decreto milleproroghe") emerge la vastità e l'ampiezza degli argomenti che vengono toccati. Il decreto milleproroghe è uno strumento che nasce dalla necessità di porre parziale rimedio a quell'instabilità e a quell'incertezza che sono intrinseche nel nostro ordinamento. Mi pare evidente che un simile strumento, che dovrebbe servire come extrema ratio e in via eccezionale, sia da anni utilizzato in maniera sistematica, lasciando peraltro inalterati quei problemi che attanagliano da troppo tempo il nostro sistema sotto il profilo istituzionale e soprattutto legislativo. L'essenza di questo provvedimento ci dimostra che è necessario che Parlamento e Governo si facciano portavoce di una maggiore compiutezza e certezza verso quel complesso di norme che, per quanto essenziali e attese, non possono rimanere nell'incertezza ed essere prorogate di anno in anno.
Sono consapevole che questo lavoro difficilmente potrà essere compiuto nella coda finale della legislatura, ma ci tengo, anche a nome del Gruppo che rappresento, a sottolineare la necessità di un cambiamento in meglio sotto questo specifico profilo, affinché non si debba sempre ricorrere allo strumento del milleproroghe senza avere una visione d'insieme complessiva.
Al di là di queste riflessioni preliminari, credo comunque che il decreto-legge in esame contenga risposte molto positive e importanti nei confronti di un ampio ventaglio di criticità e di questioni che il Governo ha affrontato in prima battuta e che il Parlamento, in fase successiva, ha integrato e migliorato, nell'ottica e nel solco dei compiti che la Costituzione ci affida. Su questo specifico aspetto tornerò in maniera più puntuale alla fine del mio intervento.
Desidero intanto sottolineare l'impegno che le Commissioni I e V riunite alla Camera hanno manifestato nel concludere un provvedimento così ampio e trasversale. Ovviamente non posso non esprimere rammarico per l'impossibilità di analizzare e modificare in maniera puntuale il provvedimento anche in questo ramo del Parlamento. Credo in ogni caso che il lavoro dei colleghi e delle colleghe della Camera sia stato proficuo, anche grazie all'importante sponda che è stata offerta dai relatori del provvedimento, ma anche dallo stesso Governo, che ringrazio, e da tutta la maggioranza.
Italia Viva-P.S.I. ha lavorato con grande intensità, lealtà e correttezza politica e istituzionale. Pur nella carenza sostanziale di risorse, credo che il lavoro svolto sia stato notevole e proficuo per gli importanti risultati raggiunti.
Per ragioni di tempo, signor Presidente, non mi è permesso ripercorrere in maniera analitica le modifiche emendative che abbiamo proposto e che sono state approvate, ma proverò a concentrarmi su quelle più significative. Penso - ad esempio - alla proroga dell'applicazione delle disposizioni di semplificazione in materia di occupazione del suolo pubblico e delle aree pubbliche da parte dei pubblici esercizi, fino al 30 giugno del 2022, che ha consentito, insieme alla campagna vaccinale e al green pass, di mantenere aperti esercizi e attività. Penso anche ad un'altra norma, che riguarda i tanti giovani in cerca di occupazione per il settore dell'autotrasporto: si tratta della misura che consente ai giovani fino a trentacinque anni di età e ai soggetti che percepiscono il reddito di cittadinanza o altri ammortizzatori sociali di fruire di un contributo per il conseguimento della patente e delle abilitazioni professionali per la guida dei veicoli destinati all'autotrasporto delle merci.
Si tratta di risposte importanti e per questo voglio ringraziare i colleghi delle Commissioni di merito, che hanno operato anche in stretto contatto con il vice ministro Teresa Bellanova, che ringrazio.
Voglio anche citare il lavoro, nell'ambito della materia dei trasporti, che ha portato all'approvazione di un testo che consentirà - da un lato - l'erogazione in favore del fornitore di lavoro portuale di un contributo fino a 90 euro per il lavoratore, anche per il periodo dal 1° gennaio al 30 giugno 2022, e - dall'altro - alle autorità portuali di destinare l'1 per cento delle proprie entrate derivanti dalle tasse di imbarco e sbarco proprio all'incentivazione del pensionamento anticipato dei lavoratori portuali.
Sono dunque tanti i contributi che Italia Viva-P.S.I. ha voluto dare come Gruppo parlamentare alla conversione di questo decreto-legge ed è questa la chiave di lettura con cui auspico si leggano tutti i correttivi che sono stati proposti durante il lavoro in Commissione. Il Parlamento ha il potere e il dovere di dare il proprio contributo nella fase di conversione di un decreto-legge adottato dal Governo. Voglio sottolineare questo aspetto soprattutto alla luce delle giornate particolarmente delicate in Commissione.
Quando un Governo è sostenuto da una maggioranza così tanto ampia come mai si era visto, non vi è da stupirsi se le diverse sensibilità emergono nitidamente nel confronto parlamentare, magari su temi caldi e sentiti, ma questo rientra nella normale dinamica parlamentare. Al contrario, le diverse prospettive possono costituire un plus del dibattito, purché rimangano nei ranghi di un confronto e soprattutto purché non si metta in discussione il significativo percorso che è stato tracciato da questo Governo e che oggi noi non possiamo permetterci di disattendere.
In conclusione, l'atteggiamento di Italia Viva-PSI è stato sempre di forte responsabilità e credo che su questo non possano sorgere dubbi. Siamo stati i primi a chiedere un cambio di passo e per questo siamo stati anche duramente attaccati. Ora che, grazie al lavoro compiuto dal presidente Draghi e dalla squadra di Governo, finalmente stiamo andando nella giusta direzione, certamente non sarà Italia Viva-PSI a mettere in discussione la linea politica dell'Esecutivo, che noi sosteniamo fortemente e al quale vogliamo confermare e ribadire la nostra piena fiducia.
A nome dei colleghi di Italia Viva-PSI annuncio, quindi, il nostro convinto voto favorevole. (Applausi).
STEGER (Aut (SVP-PATT, UV)). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
STEGER (Aut (SVP-PATT, UV)). Signor Presidente, un'altra volta per un ramo del Parlamento è stato impossibile migliorare il testo di un decreto-legge. Si tratta di un altro vulnus al bicameralismo e mi chiedo veramente cosa si voglia fare in futuro per evitare queste situazioni. Come ho spiegato già diverse volte, non è possibile che un ramo del Parlamento, che non solo ha il diritto ma anche il dovere di esaminare i provvedimenti governativi, non sia messo in grado di poterlo fare.
Nonostante questo, il Gruppo per le autonomie voterà a favore del provvedimento in esame. Grazie anche al lavoro dell'altro ramo del Parlamento, il testo offre una serie di risposte ai cittadini, alle imprese, alle pubbliche amministrazioni impegnate nel percorso di uscita dall'emergenza. La più importante è sicuramente quella sul golden power, col mantenimento dei campi di applicazione estesi durante il Covid. Negli ultimi mesi abbiamo visto l'importanza di questa norma rispetto a interessi nazionali che vanno protetti e tutelati. Pertanto, non solo la proroga è giusta, ma probabilmente servirebbe un intervento normativo che renda strutturale il ruolo dello Stato rispetto a settori e imprese che ricoprono un ruolo strategico.
Vanno bene tutte le proroghe in materia fiscale; la riapertura dei termini per il pagamento delle cartelle rateizzate allo scoppio della pandemia; i sei mesi aggiuntivi per la restituzione dei prestiti garantiti dallo Stato fino a 30.000 euro; la proroga delle agevolazioni fiscali sull'acquisto della prima casa; la proroga al 31 maggio 2022 del termine per la presentazione delle domande per l'accesso al Fondo indennizzo risparmiatori nel caso di domanda incompleta. Importanti sono anche le norme per le pubbliche amministrazioni; la possibilità per le Regioni e le Province autonome di anticipare l'utilizzo dell'avanzo di amministrazione anche per il 2022; la proroga per la stabilizzazione dei precari nella pubblica amministrazione; l'anno in più per lo svolgimento dei concorsi pubblici in Ministeri, agenzie fiscali, forze di polizia e vigili del fuoco. Numerosi sono poi gli interventi a tutela dei settori produttivi, tra i quali quelli a favore dell'agricoltura, con nuovi termini per la revisione periodica delle macchine agricole e la proroga degli incentivi riguardanti gli impianti di produzione energetica alimentati a biogas e naturalmente la proroga dei termini relativi alla ritenuta alla fonte sui redditi da lavoro dipendente, alle addizionali e all'IVA per le imprese d'allevamento colpite dalla recente diffusione della peste suina. Penso poi alle misure per l'autotrasporto, col bonus di 2.500 euro per i giovani tra i diciotto e i trentacinque anni che vogliano conseguire la patente per guidare il camion e favorire così un ricambio generazionale, anche per ragioni di sicurezza.
Una menzione particolare merita il bonus per lo psicologo, perché ci ricorda che la crisi non ha avuto soltanto costi di natura economica o sanitaria; c'è una questione che attiene alle giovani generazioni che richiede grande attenzione e il bonus ha anche questo significato.
Insomma, nella fase che stiamo attraversando, questo provvedimento ha assunto un ruolo ben più ampio di quello che generalmente occupa. Come dicevo, è diventato uno dei punti di risposta al percorso di fuoriuscita dalla crisi e, pertanto, annuncio il voto favorevole del Gruppo Per le Autonomie (SVP-PATT, UV). (Applausi).
DE BERTOLDI (FdI). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE BERTOLDI (FdI). Signor Presidente, colleghi, non è facile prendere la parola in un momento così drammaticamente difficile per il mondo intero. Noi stiamo parlando di un ridicolo decreto - e spiegherò perché faccio una tale affermazione - mentre c'è il rischio che questa notte sia scoppiata una guerra potenzialmente mondiale e purtroppo in un contesto nel quale il nostro Paese e l'Europa si sono dimostrati e si stanno dimostrando assolutamente assenti.
Ebbene, in mezzo a tutto questo, discutiamo di un decreto sul quale sarà posta l'ennesima fiducia e che arriva all'esame dell'Assemblea del Senato nell'indifferenza di un Parlamento ormai abituato. Solo pochi giorni fa i miei colleghi - ricordo che solo il Gruppo Fratelli d'Italia di fatto si è impegnato nella discussione generale di questo provvedimento - hanno detto che saremmo arrivati alla apposizione della questione di fiducia, e così è stato, mentre il Presidente della Repubblica aveva chiesto alle Camere, e ovviamente al Governo, un rinnovato ruolo di responsabilità.
La conclusione è che tutti coloro che si sono riempiti di gioia e si sono spellati le mani per le parole usate in occasione dell'elezione del nostro Presidente della Repubblica non hanno lasciato passare che poche ore per andare di nuovo verso il voto di fiducia.
Dunque voti di fiducia, discussioni generali che vengono disertate, dichiarazioni di voto di cui - come è successo un mesetto fa - vengono consegnati testi scritti, senza che siano nemmeno lette e annunciate in Parlamento. Il ruolo della nostra democrazia tende, quindi, ad essere assimilabile sempre più a una forma di Governo parlamentare, a una forma di Parlamento soggiogato, con un Governo che viene qui semplicemente per avere una formale autorizzazione a procedere, che non è quella prevista per i magistrati, ma quella che a noi in questo caso viene richiesto di dare.
Nel merito, signor Presidente, vorrei dire che solamente il Gruppo Fratelli d'Italia può rivendicare di essere riuscito a fare qualcosa di buono alla Camera dei deputati; lo sottolineo: alla Camera, perché qui in Senato non abbiamo potuto analizzare il provvedimento nemmeno nelle Commissioni. Ricordo che la Commissione finanze, di cui sono membro, non ha neanche espresso il proprio parere, anche come forma di protesta unanime perché non ci sono più nemmeno il tempo e il modo di lavorare.
Esprimo certamente, e in ogni caso, la mia solidarietà personale al ministro D'Incà, perché credo che nessun Ministro per i rapporti con il Parlamento abbia dovuto fare certe figure per così tante volte. Personalmente a lui tributo la mia solidarietà, ma politicamente è davvero profonda l'amarezza per quello che sta succedendo.
Noi di Fratelli d'Italia siamo fieri di rivendicare di aver ottenuto la proroga per l'abbassamento del tetto del contante, che quindi per quest'anno non passa a 1.000 euro, ma rimane a 2.000 euro; sarebbe stato davvero demenziale, in un momento in cui il nostro turismo e il nostro commercio stanno soffrendo, dover richiedere tutto questo agli stranieri che già non vengono in Italia perché gli chiediamo il green pass e vanno invece - giustamente - in Paesi più intelligenti del nostro, che tra l'altro, nonostante tutto, hanno magari meno problemi di noi e nei quali il green pass non è richiesto.
Non solo questo, quindi: con tale misura facciamo anche in modo che quegli stranieri vadano a fare acquisti all'estero, magari nella confinante Austria, dove possono utilizzare il contante senza dover ricorrere ad altri mezzi di pagamento. Il risultato è quindi rivendicato con orgoglio da Fratelli d'Italia, mentre il Governo credo abbia ben poco da rivendicare.
Il collega Steger, che mi ha preceduto, ha parlato del bonus psicologo. Nel merito sono d'accordo - ci mancherebbe - a fronte di un Governo che ha fatto della DAD una filosofia di vita e che, imperterrito, ha proseguito con green pass assurdi, che non servono a nulla, così come dimostrato da loro stessi. Condivido questo bonus, ma non mi è stato consentito presentare l'emendamento che avrei voluto a causa dell'apposizione della fiducia: avrei voluto proporre che il costo fosse a carico del ministro Speranza, visto che il bonus psicologo è da addebitare all'incongruenza politica di chi ha voluto gestire la pandemia in questo modo vergognoso. Non sono il cittadino e la fiscalità generale a doversi assumere il costo del bonus psicologo, ma deve essere il Ministro che, imperterrito, con l'avallo del Governo, è rimasto al suo posto, continuando con una politica sanitaria che in tutta Europa non ha eguali per chiusure e restrizioni, con danni alle persone - altrimenti non ci sarebbe bisogno del bonus psicologo - e all'economia, come abbiamo visto.
Ma non basta. Cosa avete fatto, signori del Governo, sul tema dell'energia? Come ho detto, siamo alle porte di una guerra che rischia di essere mondiale. Il problema energetico è gravissimo. Nel nostro Paese non c'è una politica energetica da anni: l'energia nucleare non si può nominare - anche se intanto la compriamo dai Paesi che la producono - e non bisogna nemmeno estrarre gas perché sembra questo distrugga l'ambiente. Quindi, niente gas. Dopo, però, le aziende non riescono più a essere competitive sui mercati e le famiglie probabilmente non riusciranno più a scaldarsi.
Vorrei capire dal MoVimento 5 Stelle se è il caso di chiudere anche il gasdotto TAP. Vogliamo bloccare anche il gas che viene dall'Africa? Almeno io ricordo che la posizione del principale partito di Governo era quella di chiudere la TAP per il passaggio del gas africano. Allo stesso modo, ricordo che il primo partito del Governo Draghi è contrario ai rigassificatori. Quindi, niente gas da stoccare.
Dove è, allora, il Governo dei migliori? Qual è la risposta energetica che diamo al nostro Paese e all'Europa? Dove volete andare? Queste sono le domande che un cittadino, un imprenditore e un industriale italiano si fanno e le cui risposte vorrebbero dal proprio Governo. Arriva invece il bonus psicologo a carico della fiscalità generale per rimediare ai danni del ministro Speranza.
No, signori della maggioranza, voi non avete messo insieme il Governo dei migliori: voi avete messo insieme di tutto e di più per mantenere la poltrona, cosa diversa dal Governo dei migliori. Il Governo ha fallito nella sanità e sta fallendo nell'economia e non ha una visione strategica nella politica energetica, che è determinante in questo momento. Il Governo, se di proroghe doveva parlare, doveva ricordarsi invece delle proroghe dei finanziamenti e delle garanzie per le piccole e medie imprese. E invece nulla di tutto questo.
Mi avvio alla conclusione, signor Presidente, tornando al tema dell'energia. Visto che siete tutti europeisti a parole - noi lo siamo magari nei fatti - a nessuno è venuto in mente di guardare all'Europa che ha rinnovato le concessioni a tutte le imprese di energia idroelettrica? Noi invece non lo facciamo, con la conseguenza che le nostre imprese idroelettriche non fanno da anni investimenti perché - logicamente - non possono contare sul tempo per poterli ammortizzare. (Applausi).
Questo significa che le nostre imprese che producono e produrrebbero energia, non facendo investimenti, hanno in realtà un 30-40 per cento in meno di potenzialità di produzione di energia idroelettrica.
Riepilogando e andando alla conclusione, grazie a chi è contro il gas ci ritroviamo con 30-40 miliardi di metri cubi di gas che non vengono estratti nell'Adriatico e un 30-40 per cento di minor produzione energetica per colpa delle mancate proroghe, che noi non facciamo mentre la Germania, la Francia e gli altri Paesi europei fanno.
È una vergogna e siamo stanchi, signor Presidente.
Mi rivolgo all'unico rappresentante del Governo rimasto in Aula: dica al presidente Draghi che così non si può andare avanti. (Applausi).
BITI (PD). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BITI (PD). Signor Presidente, signor rappresentante del Governo, colleghi e colleghe, siamo qui ancora una volta a fare una dichiarazione di voto sul decreto-legge di proroga termini, che potremmo definire ormai un decreto annuale, dato che tutti gli anni siamo qui a snocciolare quali sono all'interno di questo provvedimento i tanti termini che vengono prorogati con un intento ben preciso, però, che è quello di far sì che tante parti del Paese non si fermino nel loro funzionamento: le imprese, i lavoratori e gli enti locali devono infatti essere sostenuti ed aiutati.
Certo, è vero che trovarsi sempre a rinviare e a prorogare termini per questioni che spesso, di anno in anno, si ripropongono, deve interrogare il Parlamento, tutti noi e anche il Governo sulla necessità di mettere forse mano in maniera più strutturale a tante questioni.
Riceviamo e trasformiamo sicuramente in azione positiva l'invito che il presidente Draghi ha rivolto, anche nella sua conferenza stampa, per collaborare il più possibile. Il Parlamento è pronto a questo, lo sappiamo bene in quest'Aula e ce lo siamo detti più volte: quello che a tutti noi interessa è poter esaminare al meglio i provvedimenti, in modo da poter dare risposte il più possibile vicine e di vero aiuto ai tanti che possono essere in difficoltà. Credo di poter dire che da parte di tutti noi, e sicuramente e soprattutto da parte del Partito Democratico, c'è questo intento e c'è anche una grande attenzione ai provvedimenti che il Governo invia alle Camere. Ci sono altresì sicuramente la voglia, la volontà e il desiderio di esercitare appieno il nostro ruolo e il nostro dovere.
Presidente, l'adesione alla realtà mi porta a voler essere asciutta, poiché stiamo vivendo una mattinata di grandissima preoccupazione per un dramma che si sta consumando alle porte dell'Europa, vicinissimo a noi. Cercherò pertanto di affrontare soltanto due aspetti che di questo decreto-legge di proroga termini mi interessano in particolare. Il primo riguarda tutti quegli interventi che, con la proroga di tante scadenze, aiutano gli enti locali. Il Partito Democratico e - credo - ciascuno dei partiti presenti in quest'Aula hanno a cuore il funzionamento dei nostri Comuni e degli enti territoriali, e tutti i provvedimenti che in qualche modo sostengono e aiutano la vera ossatura di questo Paese, cioè i Comuni, soprattutto quelli piccoli, devono essere accolti. Credo che ci debba essere, anche nei provvedimenti a venire, grande impegno e interesse da parte sia del Governo, che deve avere grande attenzione - lo ripeto - soprattutto nei confronti dei piccoli Comuni che sono la vera struttura di questo Paese, sia anche del Parlamento.
L'altro aspetto che sottolineo - vedo che ha interessato moltissimo anche il senatore De Bertoldi - è sicuramente il bonus salute mentale.
Permettetemi questa mattina di fare alcune precisazioni, perché credo che il sillogismo che sento usare da tanti e che ha usato anche il senatore De Bertoldi - che invito a rimettere la mascherina, peraltro - ovvero che siccome ci avete chiusi ora create il bonus psicologo, denoti quella mancanza di adesione alla realtà di cui parlavo prima. Sostenere che un aumento del disagio mentale e delle problematiche ad esso correlate sia causato soltanto da questi due anni di pandemia equivale ad affermare una cosa che non è vera. Sappiamo ormai da studi scientifici ben consolidati che il peggioramento di tante situazioni di disagio è progressivo negli anni, anche se certamente è innegabile che questi due anni abbiano dato un colpo finale a chi già viveva situazioni di difficoltà. Il bonus psicologo viene in aiuto di tante persone che in questo momento hanno bisogno di un sostegno a prescindere dall'età; è noto, peraltro, che il Partito Democratico già nella legge di bilancio aveva lavorato in questo senso per prevedere la presenza nelle scuole di figure di riferimento per un sostegno psicologico agli alunni e alle loro famiglie.
Per noi, ovviamente, questo è sempre stato fondamentale, fin dalla legge di bilancio, e ringrazio i tanti colleghi di tutti i partiti che si sono impegnati in tal senso; abbiamo fatto anche una conferenza stampa alla quale, ricordo, hanno partecipato le senatrici Pirro, Gallone, De Petris, Parente e anche colleghi della Lega e di Fratelli d'Italia. Lo stesso Gruppo del senatore De Bertoldi, quindi, ha partecipato a quella conferenza stampa sostenendo, già in sede di esame della legge di bilancio, che il bonus salute mentale andava previsto. Lo sosteneva quando si pensava di stanziare 50 milioni e non 20 come adesso, ma riteniamo che anche questa cifra sia un grande riconoscimento a tutte quelle persone che sono in difficoltà e che hanno bisogno non soltanto di un aiuto economico, ma anche di smontare quello stigma che ancora nel nostro Paese pervade e invade tutti coloro - non tutti ma tanti, veramente ancora troppi - che hanno una difficoltà e sentono di non essere buoni. Nel nostro Paese, purtroppo, ancora oggi chi ha un disagio tante volte viene consolato spronandolo ad andare a bere con gli amici e a parlare con loro. Ci sono dei momenti, invece, in cui soltanto i professionisti possono prendersi cura di chi ha questi problemi, perché poi non diventino problemi ancora più grandi. Per noi questo è anche un investimento sul futuro, perché pensiamo che il nostro Servizio sanitario nazionale vada rafforzato anche nella parte che si occupa di salute mentale, ma che serva anche un intervento di sostegno diretto ai cittadini che si trovano a vivere un momento di difficoltà, un intervento che comunichi loro che lo Stato gli è vicino e che non hanno niente di sbagliato se vogliono rivolgersi a un professionista per parlare dei loro problemi.
Con l'emendamento, che è stato approvato nell'altro ramo del Parlamento e per il quale ringrazio il mio Gruppo alla Camera, in particolare l'onorevole Sensi, ma anche gli altri Gruppi, abbiamo smontato almeno un pezzettino - e continueremo a farlo - di un pregiudizio culturale che accompagna tutti coloro che ancora nel nostro Paese hanno bisogno di un sostegno psicologico per evitare di trovarsi in difficoltà maggiori.
È anche per questo che il voto del Partito Democratico sulla questione di fiducia posta sul decreto proroga termini è favorevole. (Applausi).
ERRANI (Misto-LeU-Eco). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ERRANI (Misto-LeU-Eco). Signor Presidente, dichiaro subito che il nostro Gruppo voterà la fiducia.
In questo provvedimento vi sono diversi interventi importanti e positivi che riguardano gli enti locali, le assunzioni negli enti locali, il concorso per i docenti, la possibilità di assumere anche dalle graduatorie già esistenti per provvedere alle supplenze - richiesta che avevamo avanzato con forza già in sede di esame della legge di bilancio - le proroghe relative all'edilizia scolastica. Davvero molto importante è la scelta fatta dal Parlamento in relazione alla questione ILVA.
Voglio poi sottolineare un elemento molto importante che avevamo sollevato con forza durante l'esame della legge di bilancio sul quale però non avevamo ricevuto una risposta positiva, quello dei lavoratori licenziati della Air Italy, rimasti senza alcuna forma di sostegno. Con questo provvedimento si dà invece una risposta importante. Ancora, si prevedono la sospensione del rimborso dei prestiti delle PMI e una serie di altre proroghe.
Come hanno detto le colleghe e i colleghi che mi hanno preceduto, siamo in un momento molto difficile, gravissimo. Abbiamo tutti giustamente dichiarato che sosteniamo l'azione del Governo e del Presidente del Consiglio. (Brusio).
PRESIDENTE. Colleghi, se possibile, vi pregherei di tenere basso il tono della voce per non disturbare il collega. Prego, senatore Errani.
ERRANI (Misto-LeU-Eco). Non si preoccupi, Presidente, la ringrazio.
Vorrei fare un ragionamento politico. È il momento di rinsaldare le fila, di trovare aspetti di unità, non di scontro.
La situazione che ci si presenta non è solo gravissima dal punto di vista della politica internazionale per il gravissimo atto di rottura di qualsiasi norma di diritto internazionale, ma avrà anche ricadute importanti sull'economia, prima di tutto sulla questione energetica, e porrà problemi serissimi dal punto di vista della gestione e di quella che si era avviata come una crescita robusta del nostro Paese. Pensiamo solo alla situazione dell'autotrasporto, delle merci, che sta già procurando problemi serissimi.
Penso ad alcune azioni che sono state poste in essere e mi rivolgo in primis ai colleghi della Lega; mi riferisco - per esempio - agli emendamenti approvati contro il parere del Governo. Intendiamoci: il Parlamento ha piena autonomia ed è giusto che modifichi i provvedimenti del Governo, ma se siamo una maggioranza, soprattutto in un momento come questo - come ha affermato prima il Capogruppo della Lega - non ci possiamo giocare la partita con forzature e a colpi di maggioranza su questo o quel provvedimento, a prescindere da un'intesa comune sui passaggi che dobbiamo compiere.
La situazione è troppo delicata per porre in essere iniziative particolari di questo o quel Gruppo politico per lanciare magari un messaggio elettorale. Non è il momento della campagna elettorale.
Spero che questo sia un elemento chiaro a tutti: così come vale per noi deve valere per tutti i Gruppi della maggioranza. Possiamo e dobbiamo a volte modificare i testi, così come è successo, per esempio, in merito alla questione dell'ILVA e all'intervento positivo inserito nel milleproroghe su iniziativa parlamentare, ma dobbiamo fare scelte condivise. Non ci possono essere azioni unilaterali di questo o quel partito. Spero che in un momento così difficile questo sia l'impegno di tutti i Gruppi.
Ci sono poi alcune questioni - quella del tetto ai contanti o la proroga fino al 2025 della sperimentazione animale - che non ci convincono, ma non per questo non voteremo la fiducia posta sul provvedimento. Bisogna avere la capacità di costruire delle sintesi e essere tutti impegnati a portarle avanti.
Infine, una piccola considerazione sul bonus salute mentale. Questa è una situazione di emergenza e questo non può che essere un intervento straordinario nell'emergenza. Rimane però un punto strategico. I dipartimenti di igiene e salute mentale sono al disastro ed è indispensabile investire strategicamente su di essi.
Da questo punto di vista, ribadisco quanto ho detto ieri: c'è bisogno di una riforma organica della sanità che sia in grado di interpretare il nuovo che ci impone il Covid-19 ed il nuovo che ci impone la situazione pandemica. Io mi auguro che, nell'utilizzo di questo bonus si trovi un modo per costruire un rapporto tra l'utilizzo del bonus stesso e i dipartimenti di igiene e salute mentale, perché la presa in carico è il valore fondamentale. Parliamoci chiaro: non è certo con un bonus a prescindere - come direbbe Totò - che si fa la presa in carico. Di questo dobbiamo discutere seriamente. È giusto, infatti, ciò che ha detto la collega Biti sulla necessità di combattere un pregiudizio culturale, ma come è possibile farlo se abbiamo uno psicologo o uno psichiatra ogni 250.000 abitanti? Ancora, quando ci si rivolge alle cliniche private è necessario un accreditamento - non so se è chiaro - perché, essendo così delicata la partita, dobbiamo dire ai cittadini che utilizzano il bonus di capire bene da chi vanno e a quali capacità e a quali professionalità si rivolgono. Noi dobbiamo stare molto attenti affinché una misura positiva non si trasformi in un boomerang.
Concludo ribadendo un concetto politico. Troviamo il modo, come maggioranza, per cambiare anche il rapporto tra Governo e Parlamento, maggioranza e opposizione. Dovremo, però, dimostrare se siamo all'altezza del momento. E questo momento richiede unità, capacità di sintesi e capacità di lavorare insieme senza forzature e senza rotture. (Applausi).
PAGANO (FIBP-UDC). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PAGANO (FIBP-UDC). Signor Presidente, oggi parlare di decreto milleproroghe è certamente complicato. È una giornata particolare. Ci siamo tutti svegliati di fronte a un momento storico che non avremmo mai voluto vivere: l'occupazione militare dell'Ucraina da parte delle truppe della Federazione Russa.
Ovviamente, si pongono tanti quesiti e, quindi, parlare qui di un provvedimento denominato milleproroghe certamente non è il massimo. Dobbiamo però andare avanti e quindi porteremo a conclusione questo provvedimento. Il Gruppo Forza Italia sostiene questa maggioranza e voterà la fiducia posta su questo decreto.
Entrando nel merito, si tratta di uno di quei provvedimenti che vengono riproposti annualmente che verte su questioni molto puntuali, che attengono anche alla vita quotidiana di molte persone e alcuni dei colleghi hanno citato casi specifici.
Tra l'altro, il provvedimento è stato profondamente modificato dal ramo del Parlamento cui è stato assegnato in prima lettura, la Camera dei deputati, che è intervenuta in modo decisivo, anzi incisivo, nel modificare un decreto che conteneva più o meno 100 proroghe che sono poi divenute oltre 300. Quindi, la definizione di milleproroghe, che è solo un modo di dire, stava per divenire reale dato che 300 proroghe sono veramente tante.
È chiaro ed evidente che talvolta converrebbe porre fine ai rinvii, ormai istituzionalizzati; molte questioni andrebbero definite, che riguardino i concorsi pubblici o la materia delle pubbliche amministrazioni e degli enti locali. Sta di fatto però che in questo provvedimento sono state assunte anche decisioni che hanno un rilievo temporaneo, con un atteggiamento estremamente efficace e propositivo. Devo dire che i nostri colleghi deputati del Gruppo Forza Italia hanno inciso in modo determinante alla Camera per modificare il provvedimento di proroga dei termini in modo da soddisfare le esigenze concrete che si vivono nella nostra società. Sono stati approvati oltre 50 emendamenti proposti dai membri del Gruppo Forza Italia alla Camera, emendamenti che riguardano soprattutto il comparto economico che è uno dei temi storici che stanno particolarmente a cuore a Forza Italia, partito liberale che ovviamente guarda con attenzione alla salute delle piccole e medie imprese, attraverso l'aiuto, il sostegno, la facilitazione e la semplificazione del quadro generale di questo comparto fondamentale che sostiene l'economia nazionale.
Non sto qui a parlare dei singoli interventi. Certo, per noi questo provvedimento arriva blindato - come si usa dire - caro rappresentante del Governo, perché questa legislatura è stata compromessa e viziata, patologicamente viziata, dalla pandemia. Di fatto il nostro sistema bicamerale - fatemi fare l'esponente della Commissione affari costituzionali fino in fondo - è stato viziato gravemente ed è divenuto un sistema sostanzialmente monocamerale. Questo è un provvedimento sul quale purtroppo il Senato non ha potuto toccare palla, non ha potuto intervenire perché scade il 28 febbraio. Avremmo dovuto convertire per forza questo decreto-legge entro lunedì e questo ci ha impedito - visto che è stato votato alla Camera dei deputati soltanto l'altro ieri - di intervenire per migliorarlo ulteriormente.
Noi di Forza Italia facciamo poca polemica. Siamo un partito che non riesce a essere di opposizione fine a se stessa. Siamo nati per migliorare questo Paese, siamo nati per governarlo, non siamo nati per cercare di utilizzare il malcontento e il mal di pancia delle persone e quindi per gratificarci del loro consenso, tra l'altro spesso velleitario e illusorio. Noi pensiamo a risolvere i problemi, pensiamo ad affrontarli, assumendocene la responsabilità, assumendoci la responsabilità delle scelte e talvolta anche quella di dire no a richieste che evidentemente contrastano con le esigenze nazionali del nostro Paese.
Siamo una forza responsabile, lo siamo stati in tutti i provvedimenti che sono stati assunti da questo Governo, pur consapevoli di una maggioranza estremamente eterogenea che vede insieme partiti molto diversi tra loro. Ma, pur consapevoli di questo, siamo ovviamente altrettanto consapevoli del fatto che poi, alla fine, quello che sta a cuore a noi è fare del bene agli italiani, lavorare per il benessere del nostro Paese e per il benessere delle nostre imprese e delle nostre famiglie. (Applausi).
Questo significa anche avere uno spirito contraddistinto da concretezza, quindi poche chiacchiere, poco spazio ai mal di pancia: i mal di pancia cerchiamo di curarli, non di cavalcarli, non di stimolarli. Noi siamo contro l'antipolitica. Noi siamo contro il populismo, siamo contro le demagogiche posizioni assunte solo ed esclusivamente per prendere voti. Noi vogliamo prendere voti da quella parte d'Italia che è consapevole che i problemi devono essere affrontati e risolti anche e soprattutto governandoli, compartecipando alle decisioni.
In questo decreto-legge milleproroghe ci sono alcuni di questi aspetti. Uno di questi - voglio citarlo prima di concludere - è stato a cuore, durante l'estate scorsa, anche a questo ramo del Parlamento, qui in Senato: il rinvio di circa due anni della chiusura dei tribunali per i minorenni nella Regione Abruzzo, quelli di Vasto, Lanciano, Avezzano e Sulmona; lo ricorderà il senatore Vitali - lo ringrazio per il fattivo contributo - particolarmente colto nell'ambito del provvedimento che fu assunto a suo tempo e che purtroppo, poi, non trovò un esito favorevole nel corso del mese di agosto 2021. In questa occasione abbiamo invece colto l'obiettivo, con la promessa, da parte dell'attuale Ministro della giustizia, che finalmente si metterà mano ai provvedimenti legati alla geografia giudiziaria che troppo sbrigativamente erano stati affrontati e risolti tagliando e sforbiciando, senza intervenire in modo puntuale sui territori. Speriamo che in questo tempo sarà concesso di intervenire in Abruzzo, come in altre Regioni d'Italia, per migliorare la situazione creata da quel taglio indiscriminato, lineare e senza criterio che fu attuato a suo tempo.
Il Gruppo Forza Italia Berlusconi Presidente-UDC esprimerà un voto favorevole sulla questione di fiducia al Governo e continuerà ad assumersi fino in fondo le responsabilità per portare l'Italia fuori da questa crisi, nella speranza che il mondo intero possa vivere in pace i prossimi mesi e anni. (Applausi).
GRASSI (L-SP-PSd'Az). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSI (L-SP-PSd'Az). Signor Presidente, onorevoli colleghi, ogni anno ci ritroviamo a votare il cosiddetto provvedimento milleproroghe che ogni volta non finisce di stupirmi perché, in spregio di ciò che la Corte costituzionale ha più volte precisato - ma fa parte ormai del nostro diritto positivo - di omogeneo ha ben poco. L'unico criterio tassonomico che accomuna le norme contenute nel decreto-legge milleproroghe è, appunto, la proroga di qualche termine. Sono, però, termini che afferiscono a materie completamente diverse. Ma - tant'è - ormai è un appuntamento consolidato. Sottolineare che forse questo non è il modo migliore di procedere nello svolgimento dell'attività legislativa - mi rendo conto - è esercizio ozioso.
Il provvedimento in esame, tra l'altro, tanto per aggravare la valutazione negativa che in generale sul piano sistematico, non politico, ora e adesso, si può formulare, non è stato da noi quasi neanche letto; è arrivato come una meteora e come una meteora attraverserà quest'Assemblea. Noi lo voteremo sicuramente (facciamo parte della maggioranza).
Noi tutti, però, dovremmo prestare più attenzione a questo problema, a questo nodo istituzionale: un sistema bicamerale dove in alcuni casi le due Camere funzionano come dovrebbero, perché una Camera serve a correggere gli errori dell'altra ed è un bene che ciò accada, ma in altri casi un ramo del Parlamento non serve a nulla perché si trova a dover ratificare alla cieca ciò che l'altra Camera si spera abbia fatto al meglio.
Comunque, nel decreto-legge in esame qualcosa di buono c'è e mi onoro di rivendicare i meriti non di noi senatori della Lega, ma dei colleghi deputati leghisti della Camera. Particolare attenzione è stata riservata agli enti locali, che sono la parte delle istituzioni più vicina ai cittadini. È noto che la qualità della vita migliore si rinviene nei centri più piccoli e la Lega è attenta a questo profilo. Per esempio, partendo dalle Regioni, è stato approvato un emendamento, appoggiato da tutti i colleghi della Lega, volto al sostegno delle Regioni e delle Province autonome, mettendo a disposizione l'utilizzo della quota libera dell'avanzo di amministrazione, ovviamente dopo l'approvazione del rendiconto e prima - sia chiaro - del giudizio di parifica. È una misura concreta, che si inserisce all'interno di un'azione politica già iniziata con la legge di bilancio. Come Gruppo Lega abbiamo anche presentato alla Camera un ordine del giorno in cui si chiedeva che lo stesso avvenisse per gli altri enti territoriali, quindi i Comuni, ossia la possibilità di mettere a disposizione l'avanzo libero, il cosiddetto fondone, e le risorse residue del 2020 e 2021 per renderle disponibili nel 2022. Questa richiesta è venuta con forza dagli enti locali. Inoltre, abbiamo prorogato al 31 marzo il termine per l'approvazione dei bilanci di previsione da parte degli enti locali. Questo emendamento dimostra una grande attenzione della Lega per l'attuazione del PNRR. Apro una parentesi per dire che è un brutto acronimo, così difficile da pronunciare, direi quasi cacofonico; potevamo trovare qualcosa di meglio, il nostro italiano lo avrebbe consentito. È una misura importante perché permette di dare anche ai Comuni la possibilità di predisporre un piano operativo per la messa a terra delle opere necessarie per i bandi del PNRR.
Per la scuola, è previsto sostegno al personale dei servizi scolastici: grazie ad un emendamento abbiamo dato la possibilità a tutti gli istituti di fare assunzioni a tempo determinato che permettano di avere una continuità di servizio sia da parte del personale docente sia da parte del personale ausiliario. Sulla disabilità è stato ottenuto un notevole risultato da parte della nostra ottima Erika Stefani: è stato raddoppiato il fondo a favore degli assistenti degli alunni con disabilità. Tale emendamento ha portato al raddoppio da 100 a 200 milioni di questo fondo molto importante, che fornisce un servizio agli alunni che hanno le maggiori difficoltà e richiedono quindi un maggiore sostegno. Dico questo per sottolineare l'attenzione al principio costituzionale di solidarietà, uno dei principali argomenti politici della Lega.
Chiedo la pazienza di ascoltarmi ancora qualche minuto perché non credo sia il caso di andare avanti con un elenco di provvedimenti eterogenei, visto ciò che ho detto all'inizio del mio intervento. Mi preme approfittare di questa occasione per segnalare che, a margine dell'approvazione alla Camera della legge di conversione del presente decreto-legge, la Lega ha ottenuto l'approvazione di un ordine del giorno, politicamente molto importante, che impegna il Governo ad accorpare le date dei futuri referendum alle date delle elezioni amministrative.
Richiamo l'attenzione di tutti su questo aspetto, perché l'argomento che ho orecchiato, secondo cui è prassi tenere separati la votazione sui referendum da altri appuntamenti elettorali, non è un argomento valido, perché una prassi, solo perché è tale, non vuol dire che sia una buona prassi. Separare le date significa far calare l'attenzione dei cittadini sul tema referendario. Il referendum è uno strumento di democrazia diretta, voluto dai Padri costituenti ed è nostro dovere sollecitare, aiutare e accompagnare i cittadini a esercitare un loro diritto.
Separare le date significa mandare un pessimo segnale, un segnale diseducativo. Noi siamo qui anche per indicare dei percorsi di crescita per il popolo italiano ed è un buon argomento quello di unire le date: significa dire agli italiani che i referendum sono importanti, che vi devono partecipare perché è un loro diritto ma anche un loro dovere, perché l'esercizio dell'attività referendaria fa parte delle garanzie costituzionali a presidio della sovranità popolare.
Mi auguro quindi che questo ordine del giorno sia tenuto nella più alta considerazione da parte del Governo. E faccio un rapido cenno solo al tema del risparmio, perché accorpare le date vuol dire far risparmiare allo Stato molti milioni di euro - mi sembra circa 200 - che potremmo utilizzare per le persone svantaggiate, per i disabili, per tutti coloro che non dobbiamo lasciare indietro.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, vi ringrazio e dichiaro dunque il voto favorevole a questo provvedimento per conto del Gruppo Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione.(Applausi).
GARRUTI (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GARRUTI (M5S). Signor Presidente, colleghi, stiamo per approvare oggi un provvedimento che tradizionalmente serve a varare interventi diversi tra loro, ma urgenti e necessari. Era doveroso farne buon uso e cogliere l'occasione per lavorare al servizio dei cittadini e delle imprese, del diritto alla salute e del lavoro.
Compatibilmente con lo spazio riservato al Parlamento per l'attività emendativa, ancora troppo compresso - e mi rivolgo al rappresentante del Governo - il Gruppo MoVimento 5 Stelle ha lavorato con i colleghi della Camera per migliorare il testo dell'Esecutivo e raccogliere istanze dei territori come quelle riguardanti l'Ilva di Taranto: la tutela dell'ambiente e della salute sono diritti prioritari e irrinunciabili e da qualche settimana principio fondamentale della Costituzione italiana.
Le bonifiche, pianificate e finanziate da tempo, sono diventate per noi improcrastinabili. Per questo abbiamo presentato l'emendamento soppressivo all'articolo 21, poi approvato, per prevedere lo spostamento di ingenti risorse dalle opere di bonifica alle attività produttive. Non era possibile rinunciare alle tanto attese attività di risanamento ambientale per un imprecisato e indefinito processo di decarbonizzazione, di cui peraltro non si conoscono i contenuti dell'investimento, il fabbisogno finanziario, il piano industriale e molti altri elementi indispensabili. Inoltre, definanziare le modifiche avrebbe significato anche rinunciare definitivamente al possibile impiego degli oltre 1.200 lavoratori dell'ex Ilva in amministrazione straordinaria.
Non tutto è andato come auspicavamo e, soprattutto, secondo le necessità dell'Italia. Il blitz con cui è stata portata a 2.000 euro la soglia per i pagamenti in denaro contante va in netto contrasto con gli impegni e gli obiettivi fissati dal PNRR. In questo modo abbiamo innestato la retromarcia rispetto alla strada che avevamo intrapreso negli anni dei Governi Conte con il cashback, la digitalizzazione e la tracciabilità dei pagamenti. (Applausi). Per noi non va bene.
Secondo noi, il potenziamento degli strumenti di pagamento elettronici deve essere al centro del lavoro con cui stiamo costruendo l'Italia dei prossimi anni.
Lo sviluppo digitale ha enormi potenzialità in termini di semplificazione e contrasto all'evasione che, come sappiamo, per l'Italia è un autentico macigno.
Tuttavia, il lavoro positivo svolto su questo decreto-legge vanta altri risultati di cui render conto e che inorgogliscono il mio Gruppo. Abbiamo introdotto il bonus psicologo. Dopo lo stanziamento, previsto nell'ultima legge di bilancio, di 25 milioni di euro per i disturbi alimentari e il potenziamento del sostegno psicologico nelle scuole, siamo riusciti a portare a casa questa conquista. Si tratta di un aiuto concreto verso tutte le persone che si trovano a vivere un disagio che è ancora troppo vissuto come un tabù e che invece sappiamo bene quanto sia presente, ancor più dopo questi due anni di pandemia che hanno messo a dura prova i nostri equilibri. Il bonus arriverà a 600 euro nell'anno e potrebbe riguardare circa 18.000 persone.
Abbiamo poi stabilito l'accantonamento, per l'anno 2022, di 32,5 milioni di euro destinati a strutture innovative e di qualità nell'erogazione di prestazioni pediatriche oncologiche. Mai come in questa fase è indispensabile destinare risorse alla cura e alla prevenzione. Tra le drammatiche conseguenze del Covid c'è anche la minore attenzione riservata alle altre patologie.
Dopo una battaglia andata avanti per mesi e l'interlocuzione con il Governo e nella maggioranza, è stata finalmente approvata la proroga per mantenere aperti i tribunali abruzzesi. (Applausi). La proroga prevede di differire di un anno la chiusura delle sedi dei tribunali abruzzesi di Vasto, Lanciano, Sulmona e Avezzano al fine di revisionare e aggiornare il modello della geografia giudiziaria. In Commissione giustizia al Senato un apposito disegno di legge del MoVimento 5 Stelle prevede un riordino complessivo della dislocazione dei tribunali in Italia per porre rimedio a diverse storture prodotte dalla riforma del Governo Monti varata nel 2012. A dieci anni di distanza è opportuno evidenziare come quel provvedimento non abbia raggiunto gli obiettivi di efficientamento e razionalizzazione che si poneva e come abbia al contrario prodotto notevoli criticità, lasciando grandi territori nel nostro Paese privi dei necessari presidi di giustizia e legalità.
Infine, voglio ricordare che, grazie a un emendamento approvato in Commissione bilancio alla Camera, gli enti di ricerca pubblici potranno proseguire con le stabilizzazioni del personale anche nel 2022. (Applausi). Il Consiglio nazionale delle ricerche, in particolare, potrà utilizzare 10 milioni di euro stanziati nella legge di bilancio 2022 per assumere i ricercatori anche quest'anno.
Signor Presidente, per tutte le motivazioni elencate, il MoVimento 5 Stelle voterà a favore del provvedimento in esame. (Applausi).
NUGNES (Misto). Domando di parlare per dichiarazione di voto in dissenso dal mio Gruppo.
PRESIDENTE. Ne prendo atto e le do la parola.
NUGNES (Misto). Signor Presidente, lei ha ragione quando dice che l'ululato non è una forma di dissenso consono a quest'Assemblea, così come certamente non lo è il lanciare carte sulla testa del Ministro che annuncia l'apposizione della quarantesima questione di fiducia alla Camera.
Non credo però sia consono a quest'Assemblea neanche lo sbriciolamento sistematico delle sue funzioni. (Commenti). Ciò vi appare cosa da poco, visto che sono anni che ripetiamo le stesse parole in un depauperamento delle parole stesse. Eppure, non è cosa meno grave.
C'era un tempo in cui, anche in TV, si declamava la bellezza della nostra Carta costituzionale come la più bella d'Europa. È difficile modificare la Costituzione: c'è un articolo specifico che stabilisce come, in che modalità e con quali passaggi lo si può fare.
Invece, negli anni sempre più si è posta la prassi di una modifica di fatto. (Applausi). Questa vi appare cosa da poco ma non lo è, perché stiamo perdendo la nostra struttura democratica dettata dalla nostra Costituzione, che è la prima legge su tutte le leggi. (Applausi). È crollata la struttura architettonica che ci rende una Repubblica bicamerale e così avviene che, a fine febbraio, ci troviamo con un'ennesima questione di fiducia a ratificare ancora un decreto-legge che è un'anomalia - sto terminando, signor Presidente - esso stesso. Infatti, le proroghe, che pure sono agi, come ha detto la collega, dati agli enti preposti a mettere in atto le leggi, possono essere e sono già comprese nelle leggi stesse... (Il microfono si disattiva automaticamente). Grazie, lei è un sincero democratico.
PRESIDENTE. Le ho anche concesso del tempo supplementare. Non riesco a capirla. Forse non si è accorta che ha superato i minuti a disposizione e che ho anche autorizzato di concederle altro tempo. In ogni caso, la ringrazio dei ringraziamenti.
Procediamo dunque alla votazione.