Legislatura 18ª - Commissioni 3° e 4° riunite - Resoconto sommario n. 14 del 06/07/2021

Interviene, quindi, il relatore per la 3a Commissione, senatore VESCOVI (L-SP-PSd'Az),che evidenzia alcuni aspetti di interesse internazionalistico dei due documenti, in particolare in relazione agli interventi di cooperazione allo sviluppo a sostegno dei processi di pace e di stabilizzazione.

Per quanto concerne le nuove missioni e gli impegni operativi da avviare nel corso del 2021, osserva che essi rispondono a quelle esigenze di natura strategica che più volte le stesse Commissioni parlamentari competenti hanno auspicato, ovvero la necessità di riservare attenzione crescente all'area del Mediterraneo allargato (fronteggiare in modo più consapevole e condiviso i fenomeni migratori, contribuire alla stabilizzazione dei Paesi africani, dalla Libia alla Somalia, e assicurare la libertà e la sicurezza delle rotte commerciali lungo i principali crocevia strategici inclusi lo Stretto di Hormuz e il Golfo di Guinea).  

Con riferimento alla prosecuzione degli interventi di cooperazione allo sviluppo, le aree geografiche interessate per il 2021 confermano un orientamento dell'azione italiana, in continuità con le iniziative del recente passato, soprattutto sull'area del Mediterraneo e sull'Africa, anche per sostenere i Paesi maggiormente impegnati nella lotta al terrorismo e al contrasto dei traffici illegali e delle migrazioni irregolari. 

Viene quindi alla illustrazione degli interventi di cooperazione allo sviluppo, di cui alle schede 49, 50, 51, 52 e 53 delle Relazioni analitica e tecnica per la proroga. Il fabbisogno finanziario complessivo per il 2021 per questi interventi di cooperazione allo sviluppo a sostegno dei processi di pace e di stabilizzazione (inclusa la quota di pertinenza del MAECI per i costi relativi alla Missione bilaterale di assistenza alla Guardia costiera della Marina militare libica ed alla General Administration for Coastal Security di cui alla scheda 48) è pari a 343,8 milioni di euro (in aumento rispetto ai 296 milioni di euro dello scorso anno). Gli oneri complessivi a carico del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale ammontano a 333,8 milioni di euro per l’anno 2021, e a 10 milioni di euro per l’anno 2022. 

Con riferimento alle iniziative di cooperazione allo sviluppo e di sminamento umanitario (scheda 49), il fabbisogno finanziario per il periodo 1° gennaio - 31 dicembre 2021 risulta pari a 135 milioni di euro, di cui 10 milioni esigibili nel 2022. Si tratta di una cifra in aumento rispetto alle risorse stanziate per l'intero 2020, che erano state pari a 121 milioni di euro, come evidenziato dalla scheda 45 della Relazione sullo stato degli interventi per lo scorso anno. Le risorse effettive destinate per il 2021 alle iniziative di cooperazione allo sviluppo - fra progetti di sviluppo, interventi umanitari e di emergenza - ammontano a 127 milioni di euro (in sensibile aumento rispetto ai 117,5 milioni previsti lo scorso anno), di cui 70 milioni di euro destinati a progetti in Africa (in aumento rispetto ai 60,5 dello scorso anno), 35 milioni di euro (di cui 5 milioni esigibili nel 2022) per iniziative in Medio Oriente (in diminuzione rispetto ai 39,5 milioni di euro dello scorso anno), e 22 milioni di euro (di cui 5 milioni esigibili nel 2022) riservati a programmi in Asia (in aumento rispetto ai 17,5 milioni dello scorso anno).

Fra i Paesi africani beneficiari degli interventi, e che restano l'assoluta priorità della politica estera italiana, la scheda annovera in particolare quelli del Corno d'Africa come l'Etiopia - fra i principali beneficiari dell'aiuto pubblico italiano - la Somalia, il Sudan, il Sud Sudan e l'Eritrea, i Paesi dell'Africa occidentale e del Sahel come il Niger, il Mali, il Burkina Faso e la Repubblica Centrafricana, oltre a realtà dell'Africa mediterranea quali la Libia e la Tunisia, in linea con le priorità geopolitiche individuate nel Documento triennale di programmazione ed indirizzo per il triennio 2019-2021 previsto dalla legge sulla cooperazione allo sviluppo (legge n. 125 del 2014).  

Con riferimento all'area del Medio Oriente, il documento ricorda in primo luogo come in Siria e nei Paesi maggiormente interessati dal flusso dei rifugiati siriani (Libano e Giordania in particolare), proseguirà il contributo italiano allo sforzo della Comunità internazionale per rafforzare la resilienza delle comunità locali, con interventi nei settori sanitario, dell'istruzione e della protezione dei minori e della parità di genere. La scheda richiama altresì l'impegno italiano a favore della Palestina, in particolare nel settore sanitario, e dell'Iraq, per un sostegno alla crescita economica e all'accesso ai servizi di base.

Ulteriori iniziative continueranno ad essere svolte anche in Asia, in particolare in Yemen, per fare fronte alle profonde esigenze umanitarie determinati dalla crisi in atto, e in Afghanistan, nei settori delle infrastrutture, dell'agricoltura sostenibile, del patrimonio culturale e della giustizia, in particolari nelle aree rurali del Paese, le più esposte e permeabili ad influenza estremiste.

In relazione alle attività di sminamento umanitario, pertinenti alla stessa scheda 49, la relazione illustrativa evidenzia che le risorse disponibili, pari a 8 milioni di euro (cifra più che raddoppiata rispetto a quanto stanziato lo scorso anno, che era stato pari a 3,5 milioni di euro), saranno destinate a rifinanziare l'apposito Fondo istituito dalla legge n. 58 del 2001, in linea con l'impegno assunto dal nostro Paese in occasione del Vertice umanitario mondiale di Istanbul del 2016 di allocare risorse a tale scopo non inferiori a 2 milioni di euro.

La scheda 50 descrive gli interventi di sostegno ai processi di pace, stabilizzazione e rafforzamento della sicurezza, destinati ad alcuni Paesi dell'Africa, del Medio Oriente, oltre all'Afghanistan, all'America Latina e alla regione caraibica. Lo stanziamento per l'intero 2021 è di 21,3 milioni di euro, in sensibile aumento rispetto alla somma resa disponibile lo scorso anno e che era stata pari a 5 milioni di euro. La maggior parte delle risorse (14,1 milioni di euro) saranno destinate ad iniziative in Africa settentrionale, Medio Oriente e Afghanistan, ed in particolare per interventi volti a facilitare il percorso di riconciliazione nazionale in Libia e di sostegno e stabilizzazione alle istituzioni democratiche legittime del Paese. Viene espressamente previsto che la cooperazione italo-libica riguarderà espressamente anche la gestione ordinata dei flussi migratori e la lotta contro l'immigrazione irregolare. Impegni analoghi per la stabilità istituzionale vengono menzionati anche in relazione al Libano, allo Yemen e all'Iraq. Una quota di risorse, pari a 5,4 milioni di euro, è destinata ad iniziative in Africa sub-Sahariana, in America latina e caraibica. Per l'Africa - con un fabbisogno stimato in 3,7 milioni di euro - sono previste, fra le altre, iniziative di formazione e capacity building dell'Arma dei Carabinieri, della Guarda di Finanza e della Polizia a beneficio di funzionari delle forze di sicurezza dei Paesi del Corno d'Africa, la cui fragilità costituisce una minaccia anche per l'Italia e l'Europa. In collaborazione anche con alcuni organismi internazionali come la Comunità economica degli Stati dell'Africa occidentale (ECOWAS) e agenzie delle Nazioni Unite come l’Ufficio per il controllo della droga e la prevenzione del crimine (UNODC) o UNDP, proseguiranno anche gli impegni a beneficio dei Paesi del Sahel e dell'Africa Occidentale.

A beneficio dei Paesi dell'America Latina e caraibica - con un fabbisogno stimato in 1,7 milioni di euro -  sono previsti interventi di promozione della cultura della legalità e dello stato di diritto, in particolare in Colombia e Venezuela. Particolare attenzione sarà altresì dedicata alla X Conferenza Italia-America Latina e Caraibi, realizzata dal MAECI in collaborazione con l’Istituto Italo-Latino Americano (IILA), e all'appoggio all'Organizzazione degli Stati Americani (OSA) per la promozione dello stato di diritti in particolare ad Haiti.

Risorse per 1,8 milioni di euro vengono destinate ad iniziative a carattere europeo per la promozione della stabilità e la pace, in particolare con riferimento alle sfide poste dall'emarginazione sociale e dal proliferare degli estremismi violenti e del terrorismo. Le iniziative riguarderanno in particolare i Paesi dell'area balcanica, che rappresentano una priorità strategica per la politica estera italiana, attraverso attività di rafforzamento istituzionale, sostegno alla transizione democratica e di confidence-bulding tra attori statali e non. Una quota di 300.000 euro viene destinata a favore della cooperazione italo-tedesca, in particolare per la promozione del dialogo interetnico e interreligioso e per la cultura della pace, con il sostegno alle attività dell'Associazione Villa Vigoni e alla istituzione di un Premio dei Presidenti per la cooperazione comunale italo-tedesca.

In relazione agli impegni per la partecipazione alle iniziative delle organizzazioni internazionali per la pace e la sicurezza (scheda 51), lo stanziamento complessivo per il 2021 è di 16,8 milioni di euro, in lieve aumento e rispetto alle risorse stanziate nel 2020 che ammontavano a 16,5 milioni di euro. La maggior parte dei contributi (pari a 6.275.000 euro, in lieve aumento rispetto alla cifra dello scorso anno che era stata pari a 6.025.000 euro) sarà destinata a Fondi ed Organizzazioni internazionali (tra cui il Fondo Fiduciario a sostegno del Dipartimento degli Affari Politici e per il Consolidamento della Pace delle Nazioni Unite, il Fondo ONU per il consolidamento della Pace, UNDP Libia, ed altri); ad iniziative dell'Unione europea (per 3.590.000 euro) di cui 3.400.000 euro per la partecipazione italiana alle missioni civili del Servizio Europeo di Azione Esterna; ad iniziative dell'Organizzazione per la sicurezza e cooperazione in Europa (OSCE) (per 4.085.000 euro), di cui 2.410.000 euro per la partecipazione italiana alle missioni OSCE sul terreno e presso il segretariato e 1.675.000 euro quale contributo dell'Italia al bilancio della Special Monitoring Mission in Ucraina, nonché a progetti extra-bilancio dell'OSCE;  alle Organizzazioni regionali in Europa (per un totale 2.850.000 euro),  - fra cui il Fondo INCE presso la Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo (per 2.000.000 euro) e la Presidenza italiana del Comitato dei Ministri del Consiglio d'Europea (per 500.000 euro).

Nello specifico, i contributi a fondi ed organizzazioni internazionali saranno destinati - fra gli altri - al sostegno del Fondo fiduciario della NATO sull'iniziativa "defence capacity building (DCB)" per programmi di rafforzamento istituzionale e degli enti di sicurezza e difesa dei Paesi partner dell'Alleanza di prioritario interesse per l'Italia (250.000 euro), al Fondo Fiduciario a sostegno del Dipartimento degli Affari Politici e per il Consolidamento della Pace delle Nazioni Unite (1 milione di euro), al Fondo ONU per il consolidamento della pace (1 milione di euro), a Fondi specifici delle Nazioni Unite per favorire la partecipazione di giovani e donne ai processi di pace (500.000 euro),  al Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo (UNDP) per il rafforzamento delle istituzioni libiche (2 milioni di euro), al Tribunale speciale delle Nazioni Unite per il Libano (400.000 euro) e al Meccanismo di Riesame della Convenzione ONU contro il Crimine Organizzato Transnazionale (500.000 euro).

La scheda 52 è inerente al contributo disposto dal nostro Paese a sostegno delle Forze di sicurezza e difesa afghane, incluse le forze di polizia, che è pari per l'intero 2021, come già per il 2020, a 120 milioni di euro.  Il contributo in parola è legato all’impegno a sostenere finanziariamente le Forze di difesa e sicurezza afghane (ANDSF), al fine di consentire alle autorità locali di assumere progressivamente la responsabilità di garantire la sicurezza del Paese.

Con riferimento agli interventi operativi di emergenza e di sicurezza in aree di crisi (scheda 53), lo stanziamento per il 2021 è pari a 48,5 milioni di euro, in considerevole aumento rispetto alle risorse disponibili per il 2020 che erano state pari a 33,5 milioni. La maggior parte di tali fondi - 41,75 milioni di euro, in considerevole aumento rispetto ai 28,5 milioni di euro resi disponibili lo scorso anno per il medesimo scopo - sono destinati, stante la perdurante gravità del contesto di sicurezza a livello globale, al potenziamento delle misure di sicurezza a tutela delle rappresentanze diplomatiche, degli uffici consolari, degli istituti italiani di cultura e delle istituzioni scolastiche all'estero, non solo nelle aree di crisi, ma anche nelle sedi europee e ovunque sia necessario garantire adeguatamente l'incolumità del personale e degli utenti. La relazione evidenzia inoltre come 5,35 milioni di euro siano destinati alla sicurezza dei connazionali all'estero, di cui in particolare 3,85 milioni di euro per il potenziamento del personale dell'Arma dei Carabinieri presso le sedi diplomatico-consolari, e 1,5 milioni di euro per fornire idonea copertura assicurativa al personale dell'Arma dei Carabinieri inviati in missioni di scorta e sicurezza in Paesi a rischio. Ulteriori fondi vengono infine previsti per l'invio in missione o in viaggio di servizio del personale del MAECI in aree di crisi, per un totale di 1,4 milioni di euro, di cui 60.000 euro per le missioni di personale del MAECI in aree di crisi, 430.000 euro per assicurare risorse agli inviati speciali e al consigliere per la cooperazione civile del Comandante della Missione NATO Kosovo Force (KFOR), 360.000 euro per viaggi di congedo e 550.000 euro per il rimborso spese di trasferimento.