Legislatura 18ª - Commissioni 3° e 4° riunite - Resoconto sommario n. 14 del 06/07/2021
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Il senatore VATTUONE (PD), relatore per le parti di competenza della Commissione difesa, nel rilevare criticamente il ritardo con cui le deliberazioni sono state presentate all'esame del Parlamento, evidenzia come esse, sottoposte all'esame delle Commissioni riunite - ai sensi della legge 145 del 2016 - autorizzino la partecipazione italiana alle missioni militari e agli interventi a sostegno della cooperazione e lo sviluppo, per il periodo dal 1° gennaio al 31 dicembre dell'anno in corso.
Si tratta nel dettaglio di due diversi atti:
- il primo (documento XXVI, n. 4) dispone la proroga delle missioni già in corso;
- il secondo (documento XXV, n. 4) dispone invece l'avvio delle nuove missioni.
Specifica come concentri la sua disamina sulle missioni militari, lasciando al collega della Commissione affari esteri l'analisi della parte relativa agli interventi di cooperazione e sviluppo.
Evidenzia come prima di esporre le diverse missioni di cui si chiede l'autorizzazione, il Governo, nella Relazione analitica, presenti un quadro degli scenari geopolitici generali.
La premessa è che l'Italia intende mantenere una adeguata presenza internazionale, nei diversi formati fin qui condotti, e cioè
a) le missioni in ambito ONU;
b) le missioni Nato;
c) le missioni e operazioni dell'Unione europea (sia militari che civili);
d) le missioni condotte da coalizioni di Paesi;
e) e, infine, le missioni bilaterali.
Il contesto internazionale, segnato da crescenti tensioni su scala globale e regionale e che ha subito anche l'impatto drammatico della crisi pandemica globale da Covid-19, resta caratterizzato da politiche di potenza piuttosto che dalla ricerca di equilibri geopolitici e da una crescente sfiducia nei confronti degli organismi multilaterali, inclusi quelli preposti ad affrontare l’emergenza sanitaria.
In questo contesto, i due pilastri della politica di sicurezza e difesa dell’Italia, UE e NATO, sono impegnati da tempo in un processo di revisione strategica; l’Unione Europea che sta elaborando la sua "bussola strategica" (su cui la Commissione Difesa sta svolgendo un Affare assegnato) e l'Alleanza Atlantica sta revisionando il proprio concetto strategico, da ultimo nel Vertice dello scorso 14 giugno (anche di questo aspetto la Commissione difesa si è di recente occupata, con l’audizione di Marta Dassù, che ha fatto parte del Gruppo di esperti incaricato di elaborare il documento NATO 2030).
Il provvedimento fa riferimento – come ambito prioritario di intervento del nostro Paese – all’area etto di "Mediterraneo Allargato" nella sua accezione di spazio geopolitico che comprende culture e società differenti ma sempre più interconnesse, e caratterizzate – come sappiamo - da crisi e problematiche i cui effetti si riverberano sull’Europa.
La faglia identitaria e confessionale che sta attraversando la Penisola Arabica favorisce dinamiche di riposizionamento dei principali attori regionali e globali, con possibili ricadute sugli interessi industriali ed energetici nazionali.
La rimodulazione dell’impegno statunitense (in Afghanistan, in Iraq e in Siria) e l’attivismo di Turchia e Russia (in particolar modo in relazione alla Siria e al Nagorno-Karabakh) hanno determinato nuovi squilibri che potrebbero essere origine di ulteriori crisi. Nel Sahel e nel Corno d’Africa, l’instabilità politica e la fragilità delle istituzioni statuali costituiscono una fonte di criticità per l’Italia in termini di sicurezza e di possibile avvio di nuovi flussi migratori.
Nei Balcani – infine – si assiste a una crescente presenza di diversi attori extra-europei, con pesanti ricadute in termini di influenza politica ma anche di flussi migratori.
A fronte di tali scenari, l’Italia continua a sostenere con convinzione il processo di stabilizzazione in atto in Libia (da ultimo con la seconda Conferenza di Berlino della scorsa settimana) che ha condotto all’insediamento di nuove autorità transitorie che dovranno condurre il Paese alle elezioni nazionali previste il prossimo dicembre, e gli sforzi dell'Unione europea e delle Nazioni Unite, in particolare tramite la Missione UNSMIL, per promuovere il dialogo intra-libico. L'Italia ha tra l'altro favorito l’avvio e la continuazione dell’Operazione EUNAVFOR MED Irini, di cui ospita il Quartier Generale e fornisce il Comando Operativo, e contribuisce fattivamente alla Missione UE denominata EUBAM Libia.
Permane inoltre l’impegno del nostro Paese a supportare, in Tunisia, lo sviluppo di capacità legate alla pianificazione e condotta di attività militari nel settore della sicurezza.
In Medio Oriente, sottolinea la Relazione, l’azione italiana rimane finalizzata a contribuire a una de-escalation delle molti crisi a livello regionale: il teatro siriano, la questione palestinese; le tensioni tra Iran e Israele; il conflitto tra la Turchia e le entità curde. Si garantisce al contempo la continuazione degli impegni nell'ambito della Coalizione anti-Daesh a guida statunitense, su cui – come sapete – proprio lunedì scorso si è svolta a Roma un importante vertice. Viene inoltre confermato e – anzi – rafforzato l'impegno italiano in Iraq al fianco delle istituzioni di sicurezza locali, anche in virtù di ruoli di maggiore responsabilità nella missione di addestramento NATO.
Altro Paese a cui l'Italia continua a garantire sostegno è il Libano, dove peraltro permane un preoccupante stallo istituzionale e si registra un progressivo degrado della situazione economica. Lo storico impegno del nostro Paese nella missione UNIFIL – di cui l'Italia è tornata ad avere il comando - è stato ulteriormente confermato durante il 2020 con l’operazione "Emergenza Cedri", in seguito all’incendio nel porto di Beirut).
Nello scenario del Golfo – in cui – come noto, ci sono alcune nuove tensioni bilaterali, c’è la novità della partecipazione alla missione multinazionale EMASOH.
Procede quindi a una breve disamina delle singole missioni di cui si chiede l'autorizzazione, iniziando dalle nuove missioni.
Nel 2021 il Governo intende avviare la partecipazione di personale delle Forze armate alle missioni e agli impegni operativi internazionali di seguito individuati:
- missione delle Nazioni Unite UNSOM in Somalia (scheda 31-bis/2021). La missione di assistenza, istituita nel 2013, è finalizzata a sostenere il processo di pace e riconciliazione guidato dal governo federale somalo, a coordinare il sostegno dei donatori internazionali e rafforzare le istituzioni giudiziarie somale. La partecipazione italiana è molto ridotta, prevede l'invio di una sola unità militare fino al 31 dicembre 2021, per un fabbisogno finanziario programmato di 156.391 euro;
- dispositivo aeronavale nazionale per attività di presenza, sorveglianza e sicurezza nello Stretto di Hormuz, nell’ambito dell’iniziativa EMASOH (scheda 35-bis/2021). Si ricorda che EMASOH non è una missione dell’Ue ma un’iniziativa di singoli Paesi Ue (attualmente Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Grecia, Paesi Bassi e Portogallo), intesa a salvaguardare la libertà di navigazione e la sicurezza delle navi che transitano nell’area dello Stretto di Hormuz. L'impegno italiano prevede l'invio di 193 unità di personale, di una unità navale e di 2 mezzi aerei, per un onere finanziario di poco più di 9 milioni (di cui 2 milioni per obbligazioni esigibili nel 2022);
- operazione "Emergenza Cedri" (scheda 9-bis). Si tratta in realtà di una missione avviata il 15 agosto 2020 e conclusa il 21 novembre 2020, per la quale il Governo chiede il riconoscimento quale operazione finalizzata ad eccezionali interventi umanitari - ai sensi della legge n. 146 del 2016 - con conseguente applicazione delle disposizioni in materia di trattamento economico. L’operazione – possiamo ricordarlo- ha consentito la rimozione di circa 13.000 tonnellate di macerie dal porto di Beirut, dopo l’esplosione - che tutti ricordiamo - del 4 agosto; il sostegno al ripristino della viabilità e la demolizione di fabbricati pericolanti;
- partecipazione di un magistrato alla missione civile europea EUBAM LIBYA (scheda 47-bis/2021). L’obiettivo della missione è prestare assistenza alle autorità libiche nella creazione di strutture statali di sicurezza, con particolare riguardo ai settori della gestione delle frontiere, dell’applicazione della legge e della giustizia penale, al fine di contribuire agli sforzi volti a smantellare organizzazioni criminali. Per la partecipazione di un magistrato italiano alla missione, il fabbisogno finanziario è pari a 82.344 euro per il periodo 1° gennaio - 31 dicembre 2021;
- partecipazione di un ufficiale della Guardia di finanza alla stessa missione EUBAM LIBYA (scheda 47-ter/2021). Per la partecipazione di un ufficiale del Corpo della guardia di finanza, il fabbisogno finanziario è pari a 115.285 euro per il periodo 1° gennaio - 31 dicembre 2021;
- partecipazione di un magistrato alla missione civile europea EUAM Ukraine) (scheda 43-bis/2021). L’obiettivo della missione è prestare assistenza alle autorità ucraine nella riforma del sistema giudiziario, per il rafforzamento dello Stato di diritto e delle forze di polizia. Il fabbisogno finanziario è pari a 43.835 euro.
Si passa quindi alle missioni già in corso, di cui si chiede la prosecuzione per il 2021.
Per ogni missione, la relazione analitica riporta due schede: la prima contiene un resoconto di quanto si è fatto nel 2020; la seconda (su cui concentra la sua disamina), dà invece conto delle risorse e degli assetti previsti per il 2021.
Ricorda anche che ciascuna scheda-missione riporta:
• l'area geografica di intervento e la sede del comando;
• il mandato internazionale e gli obiettivi;
• la base giuridica di riferimento:
• gli assetti e il personale impiegato;
• la durata programmata;
• e il fabbisogno finanziario.
Nel riferire i contenuti dei documenti, segue la ripartizione delle missioni contenuta nei documenti del Governo, che è divisa per aree geografiche.
In Europa si hanno le seguenti missioni:
- missione NATO nei Balcani (Joint Enterprise) (scheda 1/2021);
- EULEX Kosovo, missione europea per il rafforzamento dello stato di diritto (scheda 2/2021);
- EUFOR ALTHEA in Bosnia-Erzegovina (scheda 3/2021);
- missione Onu a Cipro per la sorveglianza della "linea verde", UNFICYP (scheda 4/2021);
- Operazione NATO Sea Guardian nel Mar Mediterraneo (scheda 5/2021);
- EUNAVFOR MED operazione Irini (scheda 6/2021);
- EULEX Kosovo (scheda 43/2021);
- missione ONU in Kosovo - UNMIK (scheda 44/2021);
- missione bilaterale di cooperazione delle Forze di polizia italiane in Albania e nei Paesi dell’area balcanica (scheda 45/2021);
Tra queste, l'impegno più rilevante è costituito, ancora una volta, dalla missione Nato nei Balcani, con un numero massimo di 638 unità di personale (in aumento di dieci unità rispetto allo scorso anno), cui si affiancano 230 mezzi terrestri e un mezzo aereo, per un fabbisogno finanziario programmato di 80,93 milioni di euro, dei quali 16 milioni per obbligazioni esigibili nell’anno 2022. Il nostro Paese, ricorda, guida il contingente di stanza in Kosovo.
Di assoluto rilievo è poi la missione EUNAVFOR MED Irini, su cui la Commissione difesa si è più volta soffermata, anche con l’audizione del suo Comandante, l’ammiraglio Agostini. La missione prevede l’impiego di un numero massimo di 596 unità di personale, 2 unità navali e 3 aerei, per un fabbisogno finanziario programmato di 39,72 milioni di euro (di cui 9 milioni per obbligazioni esigibili nell’anno 2022).
Significativi anche gli assetti (2 mezzi navali, 2 aeree ed un numero massimo di 240 unità di personale), impiegati nella operazione NATO Sea Guardian nel Mediterraneo, con cui si intende contribuire al mantenimento di un ambiente marittimo sicuro, per un fabbisogno finanziario programmato di 13,96 milioni di euro (di cui 4 milioni per obbligazioni esigibili nell’anno 2022).
In Asia, invece, si hanno le seguenti missioni:
- missione NATO in Afghanistan (Resolute Support) (scheda 7/2021);
- UNIFIL, missione Onu in Libano (scheda 8/2021);
- missione bilaterale di addestramento delle forze armate libanesi (MIBIL) (scheda 9/2021);
- missione bilaterale di addestramento delle forze di sicurezza palestinesi (scheda 10/2021);
- missione UE EUBAM Rafah, al confine tra Territori palestinesi ed Egitto (scheda 11/2021);
- coalizione internazionale di contrasto alla minaccia terroristica del Daesh (scheda 12/2021);
- missione NATO in Iraq (NM-I) (scheda 13/2021);
- missione di assistenza civile UE EUAM in Iraq) (scheda 14/2021);
- UNMOGIP, missione Onu di osservazione al confine tra India e Pakistan (scheda 15/2021);
- personale militare impiegato negli Emirati Arabi Uniti, in Bahrain, Qatar e a Tampa per le esigenze connesse con le missioni in Medio Oriente e Asia (scheda 16/2021).
- missione di assistenza alle forze di polizia nei Territori palestinesi, EUPOL COPPS (scheda 46/2021);
In Asia, ed in particolare in Medio Oriente, l'Italia ha molti impegni rilevanti. Alla missione Onu in Libano (UNIFIL) - dal 2018 nuovamente a guida italiana - l'Italia partecipa con un numero massimo di 1.301 unità di personale (in aumento rispetto alle 1.076 dello scorso anno), nonché con 368 mezzi terrestri, 1 mezzo navale e 6 mezzi aerei, per un fabbisogno finanziario di 181,38 milioni di euro, di cui euro 35.000.000 per obbligazioni esigibili nell’anno 2022.
Accenna solo alla missione Afghanistan (Resolute Support), di cui si è discusso in Aula la scorsa settimana in occasione dell’informativa del Ministro Guerini. Per i primi mesi del 2021 l'Italia ha impiegato 127 mezzi terrestri, 8 aerei ed un numero massimo di 1.000 unità di personale, per un fabbisogno finanziario di 154,32 milioni di euro, di cui euro 33.000.000 per obbligazioni esigibili nell’anno 2022. Ricorda come il ritiro sia in fase molto avanzata e dovrebbe concludersi entro il 30 settembre. Oltre tale data e fino al 31 dicembre 2021, è comunque prevista – oltre alla possibile permanenza di cellule tecnico-logistiche per la finalizzazione delle attività amministrative e di coordinamento dei trasporti strategici - l’impiego di nuclei di collegamento e supporto per il proseguimento e il rafforzamento delle iniziative di cooperazione con le istituzioni afgane, sia sotto l’egida della NATO, sia nell’ambito dei rapporti bilaterali.
Per quanto riguarda il contributo italiano per la Coalizione internazionale di contrasto al Daesh, che impiega 84 mezzi terrestri, 11 mezzi aerei e 900 unità di personale, con un onere di 230,93 milioni di euro (di cui 52 milioni nel 2022).
In Africa, invece, l'Italia partecipa alle seguenti missioni:
- UNSMIL, missione ONU di supporto in Libia (scheda 17/2021);
- missione bilaterale di assistenza e supporto in Libia (scheda 18/2021);
- missione bilaterale di cooperazione in Tunisia (scheda 19/2021);
- missione ONU di stabilizzazione in Mali (MINUSMA) (scheda 20/2021);
- EUTM Mali, missione europea di addestramento delle forze armate locali (scheda 21/2021);
- EUCAP Sahel Mali, missione europea di addestramento e sostegno alle forze di polizia (scheda 22/2021);
- EUCAP Sahel Niger (scheda 23/2021);
- missione bilaterale di supporto in Niger (scheda 24/2021);
- forza multinazionale – a guida francese - di contrasto al terrorismo nel Sahel, Task Force TAKUBA (scheda 25/2021);
- missione ONU nel Sahara occidentale MINURSO (scheda 26/2021):
- MFO, Missione multinazionale di osservazione in Egitto (scheda 27/2021);
- missione europea di addestramento militare EUTM nella Repubblica Centroafricana (scheda 28/2021);
- operazione UE Atalanta, per il contrasto alla pirateria al largo della Somalia (scheda 29/2021);
- missione UE denominata EUTM Somalia, per addestramento delle forze armate locali (scheda 30/2021);
- missione UE denominata EUCAP Somalia, per la formazione delle locali forze di polizia (scheda 31/2021);
- missione bilaterale di addestramento delle forze di polizia somale e gibutiane e dei funzionari yemeniti (scheda 32/2021);
- impiego di personale militare presso la base militare nazionale nella Repubblica di Gibuti per le esigenze connesse con le missioni internazionali nell’area del Corno d’Africa e zone limitrofe (scheda 33/2021);
- missione bilaterale di assistenza alla Guardia costiera e alla Marina militare libiche (scheda 48/2021).
Per quanto riguarda gli impegni più rilevanti, segnala innanzitutto la missione bilaterale di assistenza e supporto in Libia, che impiega 69 mezzi terrestri, 2 mezzi aerei ed un numero massimo di 400 unità di personale, per un fabbisogno finanziario di 46,75 milioni di euro, di cui 12 milioni per obbligazioni esigibili nell'anno 2022.
Di rilievo è inoltre la missione bilaterale in Niger, che impiega 100 mezzi terrestri, 6 mezzi aerei e un numero massimo di 295 unità di personale, per un fabbisogno finanziario di 44,51 milioni di euro, di cui 10 milioni per obbligazioni esigibili nell'anno 2022.
L'impegno più gravoso (con un fabbisogno finanziario pari a 48,93 milioni di euro, di cui 10 milioni per obbligazioni esigibili nell'anno 2022) è la partecipazione alla Task Force TAKUBA, nel Sahel, che impiega 44 mezzi terrestri, 8 mezzi aerei e un numero massimo di 250 unità di personale.
Menziona infine anche il contributo all'operazione UE Atalanta, per il contrasto alla pirateria nel Mar Mediterraneo, nel Mar Rosso, nel Golfo di Aden, nel Mar Arabico, nel bacino somalo e nell'Oceano Indiano, che impiega 2 navi, 2 aerei e un numero massimo di 388 unità di personale (in lieve diminuzione rispetto alle 407 unità dello scorso anno), per un fabbisogno finanziario pari a 26,56 milioni (di cui 6 esigibili nel 2022).
Per quanto attiene al potenziamento dei dispositivi nazionali, la proroga investe innanzitutto la missione "Mare Sicuro", dispositivo nazionale nel Mediterraneo, nel cui ambito è inserita la missione bilaterale in supporto alla Marina libica richiesta dal Consiglio presidenziale-Governo di accordo nazionale libico (scheda 34/2021). La missione impiega 6 mezzi navali (di cui uno dedicato all'assistenza tecnica alla Marina libica), 8 mezzi aerei ed un numero massimo di 754 unità di personale, per un fabbisogno finanziario di poco meno di 96 milioni di euro (di cui 25 esigibili nel 2022).
Ulteriore misura riguarda la proroga del potenziamento del dispositivo aeronavale nazionale per attività di presenza, sorveglianza e sicurezza nel Golfo di Guinea (scheda 35/2021), che impiega 2 mezzi navali, 4 mezzi aerei ed un massimo di 394 unità di personale, per un fabbisogno finanziario di 23,31 milioni di euro, di cui 6 milioni per obbligazioni esigibili nel 2022.
Per quanto attiene al sostegno alle iniziative NATO entro i suoi confini sono invece prorogate le seguenti missioni:
- potenziamenti dei dispositivi per la sorveglianza dello spazio aereo dell’Alleanza (schede 36 e 40 del 2021);
- potenziamento della sorveglianza navale nell’area sud dell’Alleanza (scheda 37/2021);
- potenziamento della presenza della NATO in Lettonia (scheda 38/2021);
- iniziativa per il rafforzamento della presenza nel quadrante meridionale (scheda 39/2021);
- partecipazione di personale militare al potenziamento dell’Air Policing della NATO per la sorveglianza dello spazio aereo dell’Alleanza (scheda 40/2021).
La sorveglianza dello spazio aereo impegna 12 mezzi aerei ed un numero massimo di 260 unità di personale, per un fabbisogno finanziario di 33,1 milioni di euro (di cui 7 milioni per obbligazioni esigibili nell'anno 2022).
La presenza italiana in Lettonia impegna 135 mezzi terresti ed un numero massimo di 238 unità di personale, per un fabbisogno finanziario di 27,2 milioni di euro (di cui 7 nel 2022).
Una scheda specifica prende poi in considerazione le esigenze comuni a più teatri operativi delle Forze armate (assicurazione del personale, trasporti, realizzazione di infrastrutture, esigenze organizzative e di sicurezza, ecc.) (scheda 41/2021), per un fabbisogno finanziario di 78,1 milioni di euro, di cui 18 milioni per obbligazioni esigibili nell'anno 2022.
Sono inoltre confermate le esigenze di mantenimento del dispositivo info-operativo dell'AISE a protezione del personale impiegato nelle missioni e le attività di cooperazione con le forze di sicurezza locali (scheda 42/2020).
Complessivamente – quindi – il personale militare impiegato nelle missioni internazionali avrà una consistenza massima di 9.255 unità, con una presenza media prevista a 6.461 unità.
Per quanto attiene, quindi, agli oneri finanziari, il fabbisogno complessivo è individuato in circa 1 miliardo e 631 milioni di euro, in aumento rispetto al fabbisogno previsto lo scorso anno che era stato pari a 1 miliardo e 409 milioni di euro. Questa somma, in linea con quanto dispone la riforma della contabilità pubblica, è in parte relativa a spese esigibili nel 2022.
Conclude con la ripartizione delle spese tra i vari dicasteri:
- le missioni a carico del Ministero della difesa hanno un onere di 1 miliardo e 245 milioni di euro (in aumento rispetto all'onere dello scorso anno, che era pari a 1 miliardo e 82 milioni), di cui circa 268 milioni per obbligazioni esigibili nell'anno 2022;
- la missione a carico della Presidenza del Consiglio (AISE) presenta oneri per 26 milioni di euro (in aumento rispetto ai 15 milioni dello scorso anno);
- le missioni a carico del Ministero dell’Interno hanno un onere di 3 milioni e 608 mila euro (in netto calo rispetto ai 6 milioni e 871 mila euro dello scorso anno);
- le missioni a carico del MEF hanno un onere di 11,81 milioni di euro (in aumento rispetto ai 10 milioni dello scorso anno);
- le missioni a carico del Ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale (cui qui accenno soltanto) presentano oneri per 343,8 milioni di euro.
Il fabbisogno finanziario complessivo risulta, pertanto, così distribuito:
- obbligazioni esigibili nel 2021: 1.352.641.214 euro;
- obbligazioni esigibili nel 2022: 278.000.000 euro.