Legislatura 18ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 340 del 23/06/2021
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ZAFFINI (FdI). Signor Presidente, signor presidente Draghi, il primo punto all'ordine del giorno del Consiglio europeo del 24 e 25 giugno reca proprio l'aggiornamento delle valutazioni concernenti la situazione epidemiologica e vaccinale e gli sforzi di coordinamento in risposta alla pandemia da Covid-19.
Lei, Presidente, secondo me, nel suo intervento si è espresso con un eccesso di ottimismo rispetto a ciò che sta accadendo in Italia (glielo dico con la preoccupazione dovuta) e spero che sia ottimismo che si tramuta in azione.
Il quadro, signor Presidente, è un po' diverso da quello che probabilmente le viene relazionato. Noi abbiamo una squadra di governo della pandemia che, rispetto a quello che è accaduto dai primi mesi del 2020, ha collezionato una serie di dati negativi e record negativi, un palmarès di difetti che avrebbe suggerito ben altra prudenza nei giudizi. In particolare, fin dal primo momento, nella non disponibilità dei vaccini, l'OMS raccomandava tre azioni, che sono rimaste alla storia: la necessità di testare la presenza del virus nella popolazione (il testing); la necessità di tracciare i positivi in modo da isolare i focolai; la necessità di trattare il virus con adeguate terapie, prime fra tutte quelle domiciliari.
Ebbene, signor Presidente, rispetto a tali macrocolonne per affrontare la pandemia, la nostra Nazione ha fallito miseramente su tutte e tre. Innanzitutto, i tamponi ancora oggi non li stiamo facendo e questo lo stiamo gridando da tanto tempo in quest'Aula. Ieri, in sede di audizione in 12a Commissione, il professor Rezza si è svegliato come Biancaneve dopo un lungo letargo e ha detto che l'errore nella primavera del 2020 è stato quello di non aver effettuato i tamponi; e poi ci siamo trovati nella seconda ondata. Quindi, la parte che riguardava la ricerca del virus nei non sintomatici è ancora oggi fallita e non la stiamo facendo. Signor Presidente, le assicuro che non la stiamo facendo, in modo assolutamente colpevole: se non andiamo a cercare i non sintomatici e non sequenziamo le famose varianti, ci ritroveremo nella stessa difficoltà che abbiamo dovuto sopportare nei mesi scorsi.
Anche questo l'hanno detto con grande solarità il professor Rezza e il professor Brusaferro ieri in audizione presso la 12a Commissione, affermando testualmente: è inutile che ce lo neghiamo, l'Italia non sequenzia. Allora chiedo a lei, signor Presidente: chi deve sequenziare in questo nostro Paese? Chi deve venire a fare il sequenziamento dei nostri positivi e dei nostri ipotetici focolai di varianti? È questo il vero grande pericolo rispetto alla vaccinazione di massa che stiamo facendo.
L'altro grande fallimento della sua squadra - perché la squadra di questo Governo è la stessa del precedente - è il tracciamento. Ci è stato raccontato che, a causa dei grandi numeri che hanno superato ampiamente le dimensioni previste del fenomeno, il tracciamento si è perso. Se si è perso il tracciamento con i grandi numeri, oggi che i numeri sono assolutamente inferiori riprendiamo quel tracciamento o pretendiamo di rifare il tracciamento con la app di Conte e di Arcuri? Lo dico al collega che è intervenuto poco fa: abbiamo visto tranquillamente quello che è accaduto. Rifacciamo un altro strumento di tracciamento? E soprattutto, aumentiamo le strutture di farmaco-vigilanza e di vaccino-vigilanza per avere contezza e analisi precise degli eventi avversi? Gli eventi avversi ci sono e vanno valutati, tracciati e affrontati.
Il terzo problema è quello che ha perfettamente illustrato il collega Bagnai nel suo intervento, ossia quello del trattamento. Il vaccino, infatti, non è il trattamento della pandemia ma la profilassi e fino a prova contraria sarà una profilassi efficace. Tuttavia ancora non si conosce il trattamento, né le terapie domiciliari, cioè quello che devono fare i medici di medicina generale e la sanità del territorio, perché non ci sono protocolli diffusi dal Ministero e condivisi nella comunità scientifica.
Pertanto, signor Presidente del Consiglio, la sua squadra non le consente - mi perdoni, con tutta la solidarietà del caso - di essere ottimista. Le faccio un ulteriore esempio: la sua squadra le dice che bisogna vaccinare i minori, perché bisogna raggiungere quella famigerata, ipotetica, immunità di gregge. Ormai la comunità scientifica ci dice unanimemente - se vuole le fornisco i dati, ma li chieda al qui presente collega Sileri, che ne è assolutamente al corrente - che il vaccino a RNA messaggero non copre dalla possibilità di infettare. Quindi noi ci accingiamo a vaccinare i minori, che non hanno necessità di essere coperti (perché i minori non ne hanno necessità), con un vaccino del quale non conosciamo gli effetti tra dieci, quindici o vent'anni; in più non hanno necessità di essere vaccinati, perché il vaccino Pfizer, quello individuato, non copre circa la possibilità di trasmettere l'infezione. Pertanto facciamo un danno probabile e una inutile cura certa. Inoltre, signor Presidente del Consiglio, dal punto di vista etico io un problema me lo farei, perché vaccinare i minori per proteggere gli adulti è un qualcosa che non si è mai visto, né fatto, quindi quantomeno una risposta etica a questo quesito è dovuta.
Proseguendo il mio intervento, signor Presidente del Consiglio, vorrei raccomandare due azioni. Lei ha parlato di numerosi rischi, di grandi problemi che affliggono la nostra Nazione, primo fra tutti quello economico, ci mancherebbe; però abbiamo a disposizione gli ultimi dati sulla denatalità, il vero grande dramma che il suo Governo deve affrontare se vuole veramente metter mano ai grandi rischi dell'Italia. Il numero medio di figli delle donne di cittadinanza italiana è il più basso di sempre ed è pari a 1,18; l'età media in cui si diventa madri in Italia è 31,3 anni, sono tre anni in più rispetto al 1995; la percentuale di nati da genitori coniugati è del 33,4 per cento, era al 38,1 per cento nel 1995. Il calo della popolazione residente in Italia nel 2020 è stato dello 0,6 per cento; si registrano quasi 16.000 nascite in meno rispetto al 2019, con un calo del 3,8 per cento; l'aumento dei decessi (e non solo per il Covid) è del 17,6 per cento. Signor Presidente del Consiglio, noi siamo di fronte ad un baratro demografico che non può esser colmato dall'immigrazione, anche se nei primi sei mesi del 2021 abbiamo avuto quasi 20.000 immigrati clandestini e arriveremo a fine anno con 40.000 immigrati clandestini in più: sono triplicati rispetto al 2020 e decuplicati rispetto al 2019. Signor Presidente del Consiglio, lei ha vicino il suo Ministro dell'interno, ci sa dire in sede di replica perché in due anni il numero dei migranti clandestini in Italia è decuplicato? (Applausi).
PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Boldrini. Ne ha facoltà.