Legislatura 14 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-07778

Atto n. 4-07778

Pubblicato il 30 novembre 2004
Seduta n. 706

FILIPPELLI. - Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca. -

Premesso che:

le scuole dell’autonomia non possono rimanere senza dirigenti e la situazione, che già si presenta drammatica per la mancanza di dirigenti scolastici in numero di 3000 all’inizio dell’anno scolastico 2004-2005, è destinata a peggiorare nel triennio, quando verranno a mancare 4300 unità e, in mancanza di reclutamento, il 50% delle scuole italiane sarà diretta da personale precario. A questo proposito si esprime forte contrarietà alla recente proposta della 7a Commissione permanente del Senato, espressa nell’ambito del parere reso sull’atto Senato n. 2978, "Conversione in legge del decreto-legge 28 maggio 2004, n. 136, recante disposizioni urgenti per garantire la funzionalità di taluni settori della pubblica amministrazione", di “porre rimedio alla forte scopertura di dirigenti scolastici rispetto agli organici ampliando la possibilità di attribuire incarichi dirigenziali ad esterni”;

non è stato messo a concorso il numero reale di posti corrispondente al fabbisogno delle scuole. I 1500 posti autorizzati per il concorso ordinario risultano largamente insufficienti e sono stati decisi in contrasto con l’art. 29 del decreto legislativo n. 165/2001, in base al quale il numero dei posti da mettere a concorso va calcolato sommando: i posti già vacanti e disponibili alla data dell’indizione, i posti che si libereranno nel triennio successivo per collocamento a riposo per limiti di età, i posti risultanti dalla percentuale media triennale di cessazioni dal servizio per altri motivi ed un’ulteriore percentuale del 25%, tenendo conto dei posti da riservare alla mobilità;

l'indizione di un concorso ordinario per il reclutamento dei dirigenti scolastici, in cui non si tiene in alcun conto la professionalità acquisita dai presidi incaricati, comporta conseguenze disastrose per la scuola e per la tutela dei diritti del personale interessato. Si avranno infatti presidi incaricati, triennalisti a pieno titolo, esclusi dalle assunzioni in ruolo nella regione e costretti a fare domanda fuori regione;

i due anni di tempo necessari per l’espletamento del concorso ordinario, uniti all’insufficienza dei posti complessivamente messi a concorso ed alla mancata previsione dei pensionamenti nel prossimo triennio, avranno un unico risultato, pesantemente negativo: migliaia di scuole continueranno ad essere prive della figura dirigenziale prevista dalla legge, mentre i presidi incaricati continueranno nel frattempo ad accumulare anni di servizio senza essere immessi in ruolo;

in questi anni i presidi incaricati hanno profuso un grande impegno professionale in coincidenza con una fase di innovazione, legata alla riforma del sistema scolastico densa di contenuti assolutamente innovativi che, oltretutto, si sono andati a fondere con alcune problematiche ancora irrisolte relativamente all'autonomia scolastica e alla dirigenza scolastica stessa,

l'interrogante chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo non ritenga necessario pervenire al più presto ad una soluzione complessiva per garantire la direzione stabile delle istituzioni scolastiche che corrisponda ai bisogni di certezza della scuola dell’autonomia;

se non ritenga indispensabile, da quanto sopra descritto, sostenere e tutelare le legittime aspettative dei presidi incaricati, garantendo a pieno titolo la loro assunzione in ruolo indicendo un concorso riservato, tale da consentire senza riserve e con precedenza assoluta la collocazione nella regione prescelta;

se non si giudichi essenziale procedere velocemente - applicando le norme del citato art. 29 - al calcolo dei posti vacanti e di quelli che si renderanno disponibili nel prossimo triennio, assegnando il 50% al concorso ordinario ed il rimanente 50% ad un nuovo concorso riservato a coloro che hanno espletato incarichi di presidenza;

se il Ministro non ritenga necessario garantire per il futuro la piena applicazione del decreto legislativo 165/2001, mettendo fine all’istituto dell’incarico e conseguentemente ai pasticci ed ai contenziosi determinati dalla relativa ordinanza, che continua a mantenere un filo di dubbia legittimità solo grazie ai ritardi ed alle inadempienze del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca.