Legislatura 18 Atto di Sindacato Ispettivo n° 3-02354

Atto n. 3-02354

Pubblicato il 24 marzo 2021, nella seduta n. 307

CUCCA - Al Ministro della salute. -

Premesso che:

i recenti provvedimenti predisposti dal Governo per fronteggiare la nuova ondata di contagi da COVID-19, causata anche dalla diffusione delle nuove "varianti" del virus, hanno determinato l'inclusione in zona rossa ed in zona arancione della maggior parte delle regioni italiane;

in particolare, l'adozione dapprima del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 2 marzo 2021, e successivamente del decreto-legge 13 marzo 2021, n. 30, ha modificato e ristretto il quadro normativo rispetto a quanto precedentemente disposto, prevedendo misure di contenimento del virus fino al 6 aprile 2021;

tuttavia, la regione Sardegna, in ragione di una situazione epidemiologica meno grave, è stata confermata area "bianca", zona ossia soggetta a forme di minore limitazione riguardo agli spostamenti interni e agli orari di circolazione, nonché sottoposta a minori limitazioni per quanto attiene allo svolgimento delle attività economiche, pur rimanendo tuttavia il divieto di assembramento e l'obbligo di indossare la mascherina e mantenere il distanziamento interpersonale;

nondimeno, le misure attualmente in vigore non hanno previsto il divieto di spostamenti per raggiungere le seconde case, anche per quelle ubicate in un'altra regione, essendo di conseguenza non proibiti gli spostamenti tra le regioni, anche tra regioni rosse e regioni bianche;

tale circostanza ha determinato, nei giorni successivi all'emanazione del suddetto decreto, la crescente preoccupazione in seno alla popolazione locale in riferimento in particolare ai timori di trasferimenti di persone dirette dalle zone ad alto rischio epidemiologico proprio verso la Sardegna, con il conseguente acuirsi del rischio sanitario anche all'interno della regione, il quale sarebbe suscettibile di rendere vani gli sforzi sinora portati avanti per mantenere basso il tasso di diffusione dei contagi;

come riportato negli ultimi giorni dalle fonti stampa nazionale, gli sbarchi di viaggiatori e proprietari di seconde case nell'isola si sono intensificati enormemente: alcune testate parlerebbero, a titolo esemplificativo, di ben 997 passeggeri giunti al porto di Olbia lunedì 15 marzo;

i controlli fino ad oggi effettuati nei punti di ingresso dell'isola, tuttavia, si sono dimostrati molto lacunosi ed approssimativi: le testate giornalistiche riferiscono infatti non solo di estrema carenza degli accertamenti, ma anche di notevole semplicità con la quale i medesimi possono essere "aggirati" da chi proviene da fuori;

a tal proposito, nelle ultime ore stanno circolando numerose indiscrezioni che descrivono con evidenza l'inadeguatezza gestionale fino ad oggi riscontrata nella predisposizione dei tamponi e nel successivo monitoraggio: per fare un esempio, si può citare il caso di una coppia di persone che, da quanto segnalato all'interrogante, sarebbe stata sottoposta a tampone non appena giunta sul territorio sardo e che tuttavia, dopo essere stata congedata, ha accusato sintomi dell'infezione nei successivi due giorni, ripetendo altresì il tampone e ricevendo il risultato positivo e la comunicazione di positività anche del tampone effettuato all'ingresso;

considerato che:

appare evidente che l'esposizione al rischio della popolazione residente nella regione stia precipitosamente aumentando: risulta inconcepibile continuare a consentire l'ingresso in Sardegna di persone prive di certificato di negatività al COVID-19, nonché totalmente inappropriata la gestione sino a qui portata avanti per effettuare controlli e monitorare le persone sottoposte ai test;

recentemente, diversi rappresentanti delle istituzioni, locali e nazionali, hanno manifestato il disappunto ed il timore di un prossimo aggravamento del quadro sanitario dell'isola, rivolgendo altresì ai vertici della Regione appelli affinché possano essere presi nel più breve tempo possibile provvedimenti stringenti e puntuali atti ad arginare le disfunzioni in fase di accertamento e monitoraggio epidemiologico;

il presidente Solinas, infatti, non ha ancora emanato un'ordinanza ad hoc per frenare gli arrivi ed organizzare un efficace sistema di accertamenti sanitari,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti e quali siano i suoi orientamenti in merito;

se non ritenga opportuno adottare le più urgenti iniziative volte ad intensificare i controlli sanitari a tutti coloro che intendano recarsi in Sardegna, inclusa la somministrazione dei tamponi ed il puntuale monitoraggio epidemiologico, al fine di evitare un repentino e preoccupante aumento dei contagi nella regione come verificato negli ultimi giorni.