Legislatura 18ª - Dossier n. 242

Senato della RepubblicaXVIII LEGISLATURA
N. 242
Nota Breve

Servizio studi

Strategia sull'idrogeno e obiettivi ambientali

  1. Il ruolo dell'idrogeno: Piano per la ripresa e transizione verde

L'importanza degli investimenti per l'idrogeno è stata riconosciuta come un elemento centrale per la ripresa economica, nell'ottica della transizione verde cui orientare gli investimenti di Next Generation EU e per favorire la decarbonizzazione nel quadro degli obiettivi climatici europei e del Green Deal europeo. “Potremmo utilizzare parte delle risorse disponibili nel post-Covid per andare verso un’economia dell’idrogeno, avviando una conversione più veloce di quanto ci si aspettasse prima della pandemia”, ha affermato Diederik Samsom, responsabile per il clima per la Commissione Europea. Fatih Birol, direttore dell’Agenzia internazionale per l’energia (IEA), ha dichiarato poi che l’idrogeno verde è “pronto per il suo grande momento”, invitando i governi a incanalare i loro investimenti per la ripresa post-Covid in quella che è considerata l’alternativa pulita più efficace rispetto ai combustibili fossili.

A livello europeo, la Commissione europea ha presentato la strategia sull'idrogeno, quale contributo alla realizzazione di una Europa climaticamente neutra per il 2050, delineando l'idrogeno pulito come soluzione praticabile per decarbonizzare diversi settori energetici nel tempo, quali industria, trasporti, produzione di energia elettrica ed edilizia, consentendo all'Unione europea di svolgere un ruolo pionieristico globale in questo campo.

A livello nazionale, è attualmente in corso di predisposizione da parte del Ministero per lo sviluppo economico la Strategia nazionale sull'idrogeno. E' stato al riguardo di recente presentato dal Mise, in tale prospettiva, il documento recante le Linee guida preliminari per la strategia ed avviata una consultazione pubblica con i portatori di interesse, con l’obiettivo di consolidare una versione definitiva della Strategia per l'inizio dell'anno 2021. Il documento preliminare intende esprimere la visione di alto livello del Governo italiano sul ruolo che l’idrogeno può occupare nel percorso nazionale per la decarbonizzazione, in conformità al Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (PNIEC), e nell'ambito della più ampia agenda ambientale dell’Unione Europea e della Strategia europea per l’idrogeno; esso fa riferimento ad investimenti per circa 10 miliardi di euro, in un arco temporale sino al 2030, e, di questi, 1 miliardo è previsto in Ricerca e Sviluppo.

Il ruolo dell’idrogeno nel processo di transizione energetica ed il possibile contributo dell’idrogeno a sistemi energetici più innovativi è stato evidenziato da decenni: Jeremy Rifkin delineava già a inizio secolo una nuova rivoluzione industriale basata sull’idrogeno in sostituzione dei combustibili fossili per contribuire alla decarbonizzazione dell’economia globale e l’idea dell’idrogeno come combustibile sostenibile per i veicoli e gli impianti energetici è oggetto di discussione da molti anni, risultando tuttavia in passato un limite il costo della sua produzione.

Va evidenziato che attualmente esistono diverse tipologie di idrogeno: in particolare, l’idrogeno verde, in grado di realizzare emissioni zero, viene prodotto con energia da fonti rinnovabili attraverso un processo di elettrolisi dell’acqua; vi è poi l’idrogeno blu, invece prodotto a partire da fonti fossili come carbone, gas e petrolio, ma con il recupero della CO2 emessa attraverso tecnologie di cattura e stoccaggio del carbonio. Come ricordato dai più recenti rapporti in materia, la maggioranza dell'idrogeno prodotto oggi (circa il 95%) è costituito da c.d. idrogeno grigio, prodotto attraverso una varietà di processi che utilizzano combustibili fossili come materia prima, producendo emissioni di CO2 di processo.

Il PNIEC italiano prevede che dall’idrogeno si otterrà circa l’1% del target di fonti da energie rinnovabili per i trasporti (circa 21.132 tonnellate di idrogeno verde); il recente Position paper elaborato da Confindustria ("Piano d’azione per l’idrogeno"(1) ) indica che le aziende italiane sono già oggi altamente competitive nella produzione di tecnologie per l'idrogeno pulito e sono ben posizionate per beneficiare di uno sviluppo globale dell'idrogeno pulito come vettore energetico.

Nel corso di una audizione alla Camera il 9 settembre 2020 sul Recovery Fund, il Ministro Patuanelli, soffermandosi sul profilo delle progettualità del Piano di ripresa, ha fatto riferimento al tema dell'idrogeno, sottolineandone la centralità ed il possibile ruolo di svolta e di concreto cambio di paradigma sia nelle modalità con cui si trasporta e sia con riguardo allo stoccaggio di energia, nell'ottica della transizione verde e della sostenibilità, confermando l'attenzione al tema altresì nella recente audizione dinanzi alla Commissione ambiente del Senato, ove è stata evidenziata dal Ministro la centralità di investire sulla molecola dell'idrogeno.

  1. Il quadro europeo: la Strategia per l'idrogeno per un'Europa climaticamente neutra

La Strategia per l'idrogeno per un'Europa climaticamente neutra è parte del Green Deal europeo, la strategia di crescita volta a rendere l'Europa climaticamente neutra entro il 2050.

Lo scorso 8 luglio la Commissione europea ha presentato tre iniziative in materia di energia, quale contributo alla realizzazione di una Europa climaticamente neutra per il 2050:

  1. La strategia sull'idrogeno,
  2. La strategia per l'integrazione del sistema energetico
  3. L'alleanza per l'idrogeno pulito.

La strategia sull'idrogeno, in particolare, è volta a rendere l'idrogeno pulito una soluzione praticabile per decarbonizzare i diversi settori energetici nel tempo (industria, trasporti, produzione di energia elettrica, edilizia) in tutta Europa e contribuire così agli obiettivi del Green Deal europeo, consentendo all'Unione europea di svolgere un ruolo pionieristico globale in questo campo.

"La nuova economia dell'idrogeno può essere un motore di crescita. Nello sviluppo e nell'implementazione di una catena del valore dell'idrogeno pulita, l'Europa diventerà un punto di riferimento globale e manterrà la sua leadership nella tecnologia pulita”, ha affermato Frans Timmermans, vicepresidente esecutivo della Commissione, responsabile del Green Deal.

La strategia si prefigge di sfruttare questo potenziale attraverso investimenti, regolamentazione, creazione di un mercato, ricerca e innovazione. La priorità è sviluppare l'idrogeno rinnovabile, prodotto usando principalmente energia eolica e solare, ma nel breve e nel medio periodo saranno necessarie altre forme di idrogeno a basse emissioni di carbonio per ridurre rapidamente le emissioni e sostenere la creazione di un mercato redditizio.

La strategia prevede una tabella di marcia fino al 2050:

  • tra il 2020 e il 2024 si sosterrà l'installazione di almeno 6 gigawatt di elettrolizzatori per l'idrogeno rinnovabile nell'UE e la produzione fino a un milione di tonnellate di idrogeno rinnovabile.

Si mira così a decarbonizzare la produzione esistente (ad esempio nel settore chimico) e promuovere il ricorso all'idrogeno in nuove applicazioni d'uso finale, tra cui altri processi industriali e se possibile i trasporti pesanti;

  • tra il 2025 e il 2030 l'idrogeno dovrà entrare a pieno titolo del nostro sistema energetico integrato, con almeno 40 gigawatt di elettrolizzatori per l'idrogeno rinnovabile e la produzione fino a dieci milioni di tonnellate di idrogeno rinnovabile nell'UE.

In questa fase la competitività dell'idrogeno rinnovabile dovrebbe migliorare progressivamente fino a raggiungere quella di altre forme di produzione. Saranno comunque necessarie politiche specifiche sul fronte della domanda perché questa si estenda a nuove applicazioni industriali, come la siderurgia, gli autocarri, i trasporti ferroviari e alcune applicazioni di trasporto marittimo, nonché ad altri modi di trasporto. Si assisterà allo sviluppo di poli locali dell'idrogeno, ad esempio nelle zone isolate o nelle isole, o di ecosistemi regionali (le cosiddette "valli dell'idrogeno") che faranno affidamento sull'idrogeno prodotto localmente a partire da energia rinnovabile generata in modo decentralizzato e sulla domanda locale, con trasporto su brevi distanze.

  • tra il 2030 e il 2050 le tecnologie basate sull'idrogeno rinnovabile dovrebbero raggiungere la maturità e trovare applicazione su larga scala in tutti i settori difficili da decarbonizzare.

In questa fase la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili deve aumentare in modo sostanziale, poiché entro il 2050 circa un quarto potrebbe essere usato per produrre idrogeno rinnovabile.

La strategia quantifica anche gli investimenti necessari.

Di qui al 2030 gli investimenti a favore degli elettrolizzatori potrebbero variare tra 24 e 42 miliardi di euro. Nello stesso periodo servirebbero anche 220-340 miliardi di euro per incrementare la capacità di produzione di energia solare ed eolica fino a 80-120 GW e creare collegamenti diretti che portino l'energia elettrica agli elettrolizzatori. Le stime quantificano in circa 11 miliardi di euro gli investimenti necessari per dotare metà degli impianti esistenti di tecnologie di cattura e stoccaggio del carbonio. Il trasporto, la distribuzione e lo stoccaggio dell'idrogeno, insieme alle stazioni di rifornimento di idrogeno, richiederanno invece 65 miliardi di euro di investimenti. Gli investimenti nelle capacità di produzione di qui al 2050 si situerebbero nell'intervallo tra 180 e 470 miliardi di euro.

Infine, serviranno investimenti cospicui anche per preparare i settori d'uso finale al consumo di idrogeno e ai combustibili basati sull'idrogeno. A titolo di esempio, convertire all'idrogeno un tipico impianto siderurgico dell'UE prossimo al fine vita si stima con un costo pari a circa 160‑200 milioni di euro. Nel settore dei trasporti su strada, aprire altre 400 stazioni di rifornimento di idrogeno di piccole dimensioni (in aggiunta alle 100 odierne) potrebbe richiedere investimenti compresi tra 850 milioni di euro e 1 miliardo di euro.

La Strategia inoltre definisce il quadro delle infrastrutture e delle norme di mercato dell'idrogeno e illustra le iniziative volte a promuovere la ricerca e l'innovazione nelle tecnologie basate sull'idrogeno.

Va ricordato che l'industria a bassa emissione di carbonio e le tecnologie con sistemi ad idrogeno sono stati espressamente indicati tra gli ambiti di intervento dell'iniziativa IPCEI (Important Projects of Common European Interest) in materia di microelettronica ed in linea con gli obiettivi di della digitalizzazione. L'iniziativa, promossa e finanziata dall’Italia unitamente ad altri Stati membri della UE, è iniziata nel 2018 nella Commissione europea con lo Strategic Forum dell’IPCEI, che ha poi definito e selezionato sei catene strategiche di valore (CSV); esse sono: veicoli connessi verdi e autonomi; salute intelligente; industria a bassa emissione di carbonio; tecnologie e sistemi ad idrogeno; internet delle cose industriale; sicurezza informatica. Per maggiori informazioni sul processo avviato, si veda il sito del MiSE in relazione all'invito alle imprese a manifestazioni di interesse

  1. Integrazione del sistema energetico

La strategia dell'UE per l'integrazione del sistema energetico sarà il quadro di riferimento per la transizione all'energia verde. La Commissione afferma che il modello attuale – in cui ogni settore (trasporti, industria, gas, edilizia) costituisce un compartimento stagno di consumo energetico con catene del valore, norme, infrastrutture, pianificazione e operazioni proprie – non può traghettare l'Europa verso la neutralità climatica entro il 2050 con efficienza di costo; il modo in cui gestiamo il sistema energetico deve integrare l'evoluzione dei costi delle soluzioni innovative. Bisogna creare quindi nuovi "collegamenti intersettoriali" e poter sfruttare così i progressi tecnologici.

  1. Alleanza per l'idrogeno pulito

L'Alleanza europea per l'idrogeno pulito riunisce attori rilevanti del settore, esponenti della società civile, ministri nazionali e regionali e rappresentanti della Banca europea per gli investimenti. L'alleanza creerà un portafoglio di investimenti finalizzati a incrementare la produzione e sosterrà la domanda di idrogeno pulito nell'UE.

La Commissione si adopererà per introdurre norme tecniche, una terminologia e un sistema di certificazione comuni basati sulle emissioni di carbonio nel ciclo di vita, ancorati nella legislazione vigente in materia di clima ed energia e in linea con la tassonomia dell'UE per gli investimenti sostenibili. Proporrà misure politiche e di regolamentazione volte a fornire certezze agli investitori, agevolare la diffusione dell'idrogeno, promuovere le infrastrutture e le reti logistiche necessarie, adeguare gli strumenti di pianificazione infrastrutturale e favorire gli investimenti, in particolare attraverso Next Generation EU.

  1. Discorso stato dell'Unione - clima

Nel suo discorso sullo stato dell'Unione del 16 settembre scorso la presidente della Commissione europea Von der Leyen, ha tenuto a specificare il ruolo strategico che rivestiranno sia l’idrogeno sia le ristrutturazioni edilizie nel perseguimento dei nuovi obiettivi in materia di clima. In questo contesto, con Next Generation Eu sarà incentivata la costituzione delle "valli dell'idrogeno" per le aree rurali e sarà data nuova linfa al settore delle ristrutturazioni, considerato che, al momento, gli edifici sono responsabili per il 40% delle emissioni di Co2.

Nel Piano per gli obiettivi climatici al 2030, presentato il 17 settembre, la Commissione europea fa quindi ampio riferimento all'idrogeno per il raggiungimento dei target fissati. Sottolinea, ad esempio, che oltre all'uso diretto delle energie rinnovabili e dell'elettrificazione, sarà necessario ricorrere anche all'idrogeno rinnovabile per sostituire i combustibili fossili in alcuni processi industriali ad alta intensità di carbonio, per esempio come materia prima per alcuni processi chimici e per fornire calore ad alte temperature. Inoltre l'idrogeno pulito sarà fondamentale per la decarbonizzazione del settore dei trasporti pesanti e, attraverso i suoi derivati, dei settori aereo e marittimo. Sostiene inoltre che L'UE perseguirà alleanze reciprocamente vantaggiose e garantirà condizioni concorrenziali di parità su scala internazionale nel campo delle nuove tecnologie sostenibili, quali l'idrogeno rinnovabile.

  1. Le azioni in ambito del Consiglio dell'UE

La presidenza tedesca nel suo programma ha illustrato la sua ambiziosa politica climatica e ambientale quale motore per la transizione verso un'economia sostenibile. Per quanto riguarda il settore dell'energia sottolinea quale interesse vitale per l'Europa una fornitura sicura e sostenibile di gas a emissioni zero e preferibilmente privi di carbonio, come l'idrogeno derivato da energie rinnovabili, che ha anche il potenziale per portare avanti la decarbonizzazione. La Presidenza ha quindi annunciato di avviare discussioni pertinenti sulla necessaria struttura del mercato con l'obiettivo di promuovere lo sviluppo dei mercati e delle infrastrutture rilevanti all'interno dell'UE. Attualmente, il Gruppo di lavoro sull'energia, che riunisce esperti delle delegazioni nazionali per l'energia, sta lavorando ad un progetto di conclusioni della Presidenza tedesca del Consiglio dell'UE sulla creazione di un mercato dell'idrogeno in Europa (Doc. 12075/20 rev1 limité del 6 novembre 2020).(2)

La presidenza tedesca avrebbe avviato una discussione sulla strategia della Commissione sull'idrogeno, invitando gli Stati membri a inviare loro contributi. Lo scorso 9 novembre, l'Austria, la Danimarca, la Spagna, l'Irlanda, il Lussemburgo e il Portogallo hanno inviato un contributo congiunto, nel quale hanno chiesto l'istituzione di un solido sistema di certificazione e monitoraggio per l'idrogeno rinnovabile nell'UE per stimolare l'installazione della capacità di generazione di elettricità rinnovabile necessaria per produrre questo idrogeno (attraverso il processo di elettrolisi dell'acqua).

Questi paesi criticano in particolare il sistema delle garanzie di origine istituito per fornire al consumatore finale informazioni utili sull'origine dell'elettricità consumata. Ritengono che queste garanzie non solo "non abbiano innescato investimenti sostanziali nell'installazione di capacità rinnovabile aggiuntiva" in molti casi, ma anche "rischiano di creare una distorsione significativa sul mercato interno dell'idrogeno" tra l'idrogeno prodotto dall'elettricità da nuova capacità rinnovabile e quello prodotta da un elettrolizzatore fornito da un mix di elettricità locale che potrebbe essere fortemente dipendente da combustibili non rinnovabili.

Chiedono pertanto l'introduzione di criteri che garantiscano l'addizionalità, ovvero che gli elettrolizzatori utilizzino elettricità rinnovabile dalla rete che, se l'elettrolizzatore non esistesse, non verrebbe prodotta, sarebbe sprecata, sarebbe limitata o costituirebbe un surplus stagionale o periodico.

A loro avviso, lo sviluppo di tali criteri da parte della Commissione Europea potrebbe seguire uno dei due principi: (1) i produttori di idrogeno rinnovabile possono utilizzare solo elettricità proveniente da impianti recenti che altrimenti non sarebbero stati costruiti; (2) l'idrogeno rinnovabile viene prodotto quando la media dell'elettricità rinnovabile sulla rete nazionale è superiore a una linea di base o quando la produzione di elettricità rinnovabile supera la domanda, sarebbe persa o ridotta e potrebbe essere convertita in idrogeno per motivi di stoccaggio o di efficienza del sistema.

Inoltre, il Gruppo di lavoro sui trasporti sta lavorando ad un progetto di Conclusioni su un nuovo approccio alla mobilità, che rappresenta un “supporto strategico” per la strategia per una mobilità sostenibile e intelligente che la Commissione presenterà all'inizio di dicembre. Nel progetto di conclusioni si chiede in primo luogo, lo sviluppo di un'infrastruttura di ricarica a livello dell'UE e di iniziative relative ai combustibili sostenibili per il trasporto aereo e marittimo. Si incoraggia inoltre la Commissione ad aprire la strada a un mercato unico dell'idrogeno verde e a rafforzare i corridoi ferroviari per le merci(3) .

Si fa presente che non mancano, con riferimento alle diverse tipologie di idrogeno(4) e al c.d. idrogeno 'verde', talune ambiguità classificatorie: è stato notato, ad esempio, che il metano ottenuto da fermentazione biologica (il c.d. biometano) ha un impatto neutrale sulla CO2, per cui può discutersi se l'estrazione di idrogeno dal metano in questione sia classificabile come verde o grigio; d'altro canto, per l’idrolisi dell’idrogeno dall’acqua, è stato osservato che se la corrente elettrica per tale produzione è ottenuta con una centrale termoelettrica fondata sull'utilizzo di biomasse, la relativa tecnologia attiene alle fonti rinnovabili, potendo profilarsi una classificazione verde.

A tale riguardo, si rammenta peraltro che, nel corso della già citata audizione del Ministro Patuanelli il 9 settembre 2020 presso la Camera dei deputati, si è rilevata la necessità di favorire l’idrogeno da fotovoltaico, piuttosto che da altre fonti energetiche, quali l'eolico, in quanto elemento di natura climaticamente neutra, atteso che l’idrogeno derivante dall'uso del solare risulterebbe più 'verde' di quello ottenuto con energia eolica, sottolineandosi poi in tale audizione come l'Italia possa rappresentare un punto di partenza della distribuzione di tale fonte di energia in Europa con caratteristiche di rispetto dell'ambiente.

  1. Il quadro nazionale: il PNIEC italiano e l'idrogeno

La strategia europea attribuisce un ruolo primario all’idrogeno, prevedendo una sua crescita nel mix energetico dall’attuale quota inferiore al 2 per cento, ad un valore che si assesti al 13- 14 per cento entro il 2050, con una capacità sottostante di elettrolisi di 500 GW. I diversi Paesi membri stanno adottando la propria visione strategica e, come ricorda anche il documento preliminare pubblicato dal Governo italiano, alcuni di loro come Francia, Germania, Portogallo, Spagna e Paesi Bassi hanno già stabilito degli obiettivi per il 2030 o il 2050, talvolta superiori agli obiettivi UE.

Da notare come, anche a livello internazionale, molti Paesi risultano impegnati nello sviluppo di tale forma energetica. L’Australia, tra i paesi con investimenti più significativi, ha stanziato 191 milioni di dollari. Per una overview delle esperienze internazionali, si veda lo speciale report Sustainable Recovery, elaborato dall’Agenzia internazionale per l’energia (IEA),in particolare la sezione 'Strategic opportunities in technology innovation' del documento, dove si fa specifico riferimento alle tecnologie per l'idrogeno e alle relative potenzialità per contribuire alla sostenibilità della ripresa.

In tale quadro, l’Italia ha definito la propria strategia per il clima attraverso il Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (PNIEC), adottato conformemente al Pacchetto Energia Pulita dell’UE e al Green Deal Europeo, considerando la visione strategica sull'idrogeno.

Il PNIEC delinea infatti il ruolo dell’idrogeno nel raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione, e identifica il potenziale impiego dell’idrogeno in diversi settori energetici, mediante carburanti rinnovabili nei trasporti e la gestione della c.d. overgeneration elettrica - vale a dire quel fenomeno per cui, per talune fonti rinnovabili, come ad esempio il settore del solare, in alcuni momenti la produzione energetica supera la domanda ma ciò non può accadere in tutti i momenti, e dunque la produzione energetica da fonti rinnovabili viene ancora coperta da altre fonti quali centrali a gas - profilando a tal fine applicazioni di stoccaggio basate sull’idrogeno (ad esempio grazie ai sistemi c.d. power-to-gas).

Nel dettaglio, si evidenzia come l'idrogeno, ottenibile da tecnologie attualmente disponibili sul mercato, permetta lo sviluppo di soluzioni di accumulo innovative quali il power to gas, con processi di accumulo di energia mediante tecniche volte all’efficienza e a minimizzare le perdite di energia. Inoltre, l’immissione in rete di idrogeno senza destinazione specifica di uso rappresenta una possibile soluzione per rendere più sostenibili le reti esistenti e sfruttare l’infrastruttura del gas naturale. Si potrà infatti ottenere così incrementi della diversificazione delle fonti di approvvigionamento energetico con un conseguente incremento della sicurezza energetica; a tal fine, si sottolinea il profilo della ottimizzazione dell’uso delle infrastrutture gas esistenti e dell’incremento in rete di quote crescenti dei gas rinnovabili.

In un'ottica di decarbonizzazione, è stato peraltro evidenziato(5) come, grazie ad una filiera nazionale dell’idrogeno, nel 2050 l’idrogeno sarà in grado di soddisfare un quarto della domanda finale di energia; tale previsione è in linea con le stime della Commissione europea, che indica tale percentuale di previsione tra il 18% e il 24%. Tra i punti salienti, si evidenzia che l'Italia ha una rilevante rete di trasporto nazionale e di interconnessione con altri Paesi, potendosi candidare a diventare un hub europeo dell’idrogeno agendo come “ponte” tra l’Europa e il continente africano. Si osserva inoltre che lo sviluppo della filiera dell’idrogeno riguarda un ampio spettro di tecnologie, con diversi livelli di maturità industriale, rispetto ai quali l’Italia può contare su competenze manifatturiere, tecnologiche e scientifiche, eventualmente adattandole e riconvertendole, per lo sviluppo della filiera idrogeno.

Il PNIEC italiano prevede che dall’idrogeno si otterrà circa l’1% del target di fonti da energie rinnovabili per i trasporti (circa 21.132 tonnellate di idrogeno verde), indicando la proposta che all’interno di questo per l'1% vi sia una indicazione volta ad un uso differenziato pari a uno 0,8% di immissione in rete di gas tal quale o ritrasformato in metano, e uno 0,2% per uso diretto, come da parte di auto, bus e treni.

Tra i settori di possibile applicazione, il settore dei trasporti, in particolare i trasporti pesanti, quali camion a lungo raggio, l’industria (con specifico riferimento a quei segmenti in cui l’idrogeno è già impiegato come materia prima, ad esempio nel settore della chimica e nella raffinazione petrolifera) ma anche la miscelazione dell’idrogeno nella rete per stimolare la crescita del mercato dell’idrogeno, nonché settori più legati al territorio quali il trasporto pubblico locale, la metanazione biologica o i siti di siderurgia secondaria.

E' utile ricordare che la legge di bilancio per il 2021, attualmente all'esame della Camera (A.C. 2790-bis), all'articolo 135 reca norme in materia ambientale con particolare riguardo alla certificazione ambientale per la finanza sostenibile (commi da 2 a 5): si prevede l'istituzione presso il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare del "Sistema volontario di certificazione ambientale per la finanza sostenibile", cui ciascun soggetto, pubblico o privato, può accedere su base volontaria, nel fine di valutare la natura ecosostenibile dei progetti di investimento pubblici o privati, in coerenza con il regolamento (UE) 2020/852 del Parlamento europeo e del Consiglio del 18 giugno 2020 relativo all’istituzione di un quadro che favorisce gli investimenti sostenibili. Una delibera del CIPE provvederà alla definizione - in via sperimentale - di indicatori volti a misurare il grado di sostenibilità ambientale e la natura ecosostenibile dei progetti di investimenti, prevedendo l'istituzione, presso il Ministero dell’ambiente, del Comitato per la finanza ecosostenibile per la certificazione ambientale dei progetti.

In tale quadro, inoltre, con le "valli dell'idrogeno", quali ecosistemi che includono sia la produzione che il consumo di idrogeno, si intendono costituire aree per la diffusione dell’idrogeno entro il 2030 portando a una possibile applicazione dell’idrogeno in ecosistemi regionali e nei territori.

Sul piano delle energie rinnovabili, è opportuno ricordare che l'Agenzia internazionale per le energie rinnovabili (IRENA) stima che per raggiungere gli obiettivi dell'accordo di Parigi l'8% circa dell'energia consumata a livello mondiale dovrà provenire dall'idrogeno(6) .

  1. Ricerca e innovazione

In Italia sono state varate le prime linee guida della Strategia Italiana Ricerca Idrogeno (SIRI), da parte del ministero dell'Università e della Ricerca con il contributo di esperti del settore ed enti pubblici di ricerca nazionali.

Il documento evidenzia gli aspetti di medio termine legati alla transizione energetica e quelli di più lungo termine di produzione, stoccaggio, distribuzione e utilizzo di idrogeno verde, senza emissioni di anidride carbonica, evidenziando la necessità di lavorare su tutta la filiera dell'idrogeno per poter contribuire in modo efficace al processo di decarbonizzazione.

Tra i temi trattati, oltre alla centralità di una maggiore educazione e investimenti focalizzati sulle tecnologie, il documento si sofferma sugli usi finali dell’idrogeno con impatto concreto sulla società, quali applicazioni nell’industria e nell’edilizia, nella mobilità sostenibile, nello sfruttamento ottimale delle risorse rinnovabili, in un'ottica di necessaria interconnessione per un “sistema idrogeno”.

E' utile ricordare che la citata Strategia europea - nel considerare l'idrogeno rinnovabile e a basse emissioni di carbonio un elemento che può contribuire alla riduzione delle emissioni di gas a effetto serra entro il 2030 e alla ripresa economica dell'UE, nonché un elemento fondamentale dell'economia climaticamente neutra e a impatto zero del 2050 - afferma che in particolare l'idrogeno rinnovabile offre anche "un'occasione unica per la ricerca e l'innovazione, per mantenere e ampliare la leadership tecnologica dell'Europa", sviluppando una crescita economica nel segno dell'innovazione.

Fonte: Mise, Strategia Nazionale Idrogeno - Linee guida preliminari

a cura di Luana Iannetti

ha collaborato Patrizia Borgna

Ufficio Ricerche nei settori ambiente e territorio


1) Si veda il Position paper di Confindustria: "Piano d’azione per l’idrogeno", settembre 2020; con particolare riferimento alla sezione 1.2.1 'Le attuali politiche italiane nel campo dell'idrogeno', p. 15.

2) Fonte: Agence europe n. 12589

3) Fonte: Agence europea n. 12593

4) Per approfondimenti, si veda 'Verde, blu, grigio: tutte le sfumature dell’idrogeno', Sole 24 Ore, 26 novembre 2020.

5) Si veda il contributo 'H2 ITALY 2050 Una filiera nazionale dell’idrogeno per la crescita e la decarbonizzazione dell’Italia',. SNAM e The European House – Ambrosetti.

6) IRENA, Global Renewables Outlook, 2020.