Legislatura 18 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-04423

Atto n. 4-04423

Pubblicato il 11 novembre 2020, nella seduta n. 274

LANNUTTI , GALLICCHIO , MORONESE , GAUDIANO , VANIN , PAVANELLI , PRESUTTO , TRENTACOSTE , ROMANO , LEONE , DI NICOLA , FERRARA , PESCO - Al Ministro della salute. -

Premesso che, per quanto risulta agli interroganti:

a termini di legge, ogni 3 anni andrebbe aggiornato il piano pandemico nazionale;

l'Europa dal 2013 chiede agli Stati membri di comunicare i loro aggiornamenti al piano pandemico;

l'ultimo aggiornamento del piano pandemico italiano risale al 2017, peccato che nessuno si sia accorto che si era trattato di un maldestro copia incolla di quello del 2006. Perché l'ultimo piano pandemico italiano è stato redatto nel 2006;

il piano pandemico avrebbe dovuto essere aggiornato dall'ex direttore generale del Ministero della salute Ranieri Guerra e dal suo successore, l'attuale direttore generale Claudio D'Amario;

ha dichiarato alla trasmissione RAI3 "Report" un componente del comitato tecnico scientifico che ha chiesto di restare anonimo: "Dopo la dichiarazione dello stato d'emergenza guardi i documenti a disposizione abbiamo deciso di partire dal piano pandemico. Invece, lo abbiamo aperto e poi richiuso, perché è del tutto inutile. Lo aprimmo e lo buttammo nel cestino dopo due minuti. Il Paese ha pagato un prezzo molto alto per questo. Quel piano non entra nei dettagli. Invece, quello che fai in quei momenti dipende proprio da queste cose. Insomma, ti prepari in base agli scenari: le terapie intensive, le mascherine. Quello del ministero della Salute era un piano che a livello operativo valeva zero";

ha dichiarato il generale Pierpaolo Lunelli, ex comandante della scuola per la difesa nucleare, batteriologica e chimica, che ha contribuito a scrivere i protocolli militari contro le pandemie per alcuni Paesi e che ha stilato un rapporto indipendente di 60 pagine depositato in Procura a Bergamo: "Se avessimo avuto il piano pandemico aggiornato noi avremmo avuto meno di settemila morti";

considerato che:

l'OMS ha messo a disposizione degli Stati un software in grado di calcolare il fabbisogno di scorte di dispositivi di protezione in caso di pandemia. Basta inserire dei dati. Simula l'andamento della pandemia in un Paese in funzione del tasso di contagiosità, del numero dei posti letto, della popolazione, del numero di operatori sanitari, del numero degli addetti al pronto soccorso, del numero delle terapie intensive e anche della distribuzione della popolazione per fasce d'età. Un software in grado di stabilire quanti sono i dispositivi di protezione individuale di cui un Paese o una regione ha bisogno per fronteggiare la pandemia;

secondo il presidente della sezione Safety Assosistema Confindustria, Claudio Galbiati, questo software non è stato mai utilizzato dal nostro Paese;

considerato, inoltre, che, a quanto risulta agli interroganti:

un gruppo di 10 ricercatori dell'OMS Europa ha lavorato durante la pandemia a un dossier di 100 pagine, dal titolo "Una sfida senza precedenti, la prima risposta dell'Italia al Covid". Uno studio coordinato da Francesco Zambon, firmato dal capo della divisione europea dell'OMS Hans Kluge e approvato dal capo scienziato dell'OMS Soumya Swaminathan, oltre che firmato da quasi tutti i dirigenti dell'OMS, tra cui l'assistente dell'ex direttore generale Ranieri Guerra;

nel rapporto si accusava l'Italia di avere un piano pandemico vecchio e inadeguato, risalente addirittura al 2006, accusando tra gli altri Ranieri Guerra;

il rapporto puntava l'indice sulla mancata capacità dell'Italia a contrastare la diffusione del virus. C'era scritto che medici e infermieri si contagiavano perché mancavano i dispositivi di protezione e che i test per scovare i positivi erano scarsi. Il dossier esprimeva un giudizio negativo anche sui tempi di reazione delle autorità sanitarie: "Ci è voluto del tempo prima che una guida formale fosse disponibile". Si accusava sia il Governo che le Regioni. I ricercatori sottolineavano che l'Italia aveva un protocollo che non aiutava ad individuare i malati di COVID-19. In sintesi, non si trovava il virus perché lo si cercava male;

secondo Zambon il rapporto dell'OMS Europa è stato approvato e subito dopo ritirato. Conferma della censura da parte dell'OMS arrivata a "Report" anche da altre fonti. Inoltre, ha dichiarato alla stessa trasmissione un ricercatore dell'OMS che ha richiesto l'anonimato: "Ranieri Guerra ha minacciato pesantemente l'autore del rapporto. 'O ritiri la pubblicazione o ti faccio cacciare dall'Oms'";

secondo "Report", il rapporto lo hanno letto anche all'Istituto superiore di sanità; anche il Ministro in indirizzo e D'Amario conoscerebbero la vicenda;

considerato infine che:

il Centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie (CCM) ha il compito di coordinare le autorità sanitarie nazionali con quelle regionali. Ogni Regione ha un suo rappresentante che avrebbe dovuto quantificare i fabbisogni, capire quali ospedali destinare alle pandemie, quali reparti, formare gli infermieri, fare scorte di mascherine e comunicare i dati allo Stato centrale;

prima Guerra era a capo del CCM e ora lo è D'Amario;

secondo "Report" dal 2006 al 2020 il CCM non ha fatto il suo dovere di controllo e nemmeno di sollecitazione alle Regioni inadempienti,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di questi eventi;

se voglia rendere pubblico il rapporto dell'OMS Europa;

se abbia intenzione di prendere provvedimenti di competenza nei confronti del suo direttore generale D'Amario;

se voglia aprire un'indagine interna sul perché e per decisione di chi non sarebbe stato redatto nessun piano pandemico dal 2006 a oggi;

se voglia aprire un'indagine interna sul perché e per impulso di chi il CCM non abbia esercitato i controlli dovuti dal 2006 a oggi.