Legislatura 18 Atto di Sindacato Ispettivo n° 3-02057

Atto n. 3-02057 (con carattere d'urgenza)

Pubblicato il 3 novembre 2020, nella seduta n. 272

DE FALCO , NUGNES , DE BONIS , FATTORI , DI MARZIO , MARTELLI , PACIFICO , BUCCARELLA , GIARRUSSO , GARAVINI - Al Ministro dell'interno. -

Premesso che:

il 28 ottobre 2020, il Ministro in indirizzo, assieme al capo della Polizia, prefetto Gabrielli, ha deciso la promozione a vice questori di due funzionari, già condannati in via definitiva in conseguenza delle gravissime violazioni dei diritti umani verificatesi a Genova nel 2001;

si tratta precisamente di Pietro Troiani e Salvatore Gava, che per i fatti di Genova furono condannati in via definitiva nel 2012 a 3 anni e 8 mesi più 5 anni di interdizione dai pubblici uffici, il primo per aver introdotto due bombe molotov all'interno della scuola "Diaz" (per tale reato venne tra gli altri condannato anche Spartaco Mortola, poi nominato dirigente superiore della Polizia di Stato), il secondo per avere falsamente attestato il rinvenimento di quelle molotov affinché tale scenario potesse costituire una giustificazione per la sanguinosa irruzione nell'edificio e una ricostruzione da fornire ai mezzi d'informazione;

non si trattò di una sentenza isolata. Infatti, il 14 giugno 2013, con la sentenza depositata il 10 settembre 2013, la quinta sezione penale della Corte di cassazione confermò in via definitiva le condanne per alcuni dei responsabili di quanto accaduto a Bolzaneto durante il G8 del 2001;

nelle motivazioni della sentenza si leggeva, tra l'altro, che "L'elenco delle condotte criminose poste in essere in danno delle persone arrestate o fermate e transitate nella caserma di Bolzaneto nel giorni compresi tra il 20 e il 22 luglio 2001 consente di concludere, senza alcun dubbio, come ci si trovi dinanzi a comportamenti che rivestono, a pieno titolo, i caratteri del trattamento inumano e degradante e che, quantunque commessi da un numero limitato di autori, che hanno tradito il giuramento di fedeltà alle leggi della Repubblica Italiana e (...) hanno, comunque, inferto un vulnus gravissimo, in via diretta sia a coloro che ne sono stati vittime, ma anche alla dignità stessa delle Forze della Polizia di Stato e della Polizia Penitenziaria, nonché alla fiducia della quale detti Corpi devono (giustamente) godere, in virtù della meritoria attività quotidiana svolta dalla stragrande maggioranza dei loro appartenenti, nella comunità dei cittadini";

inoltre, il 26 ottobre 2017 la Corte europea dei diritti dell'uomo ha stabilito che gli atti commessi dalle forze dell'ordine a Bolzaneto nei giorni del G8 del 2001 sono stati atti di tortura, e per questo ha condannato l'Italia per le azioni dei membri delle forze dell'ordine, e perché lo Stato non ha condotto un'indagine efficace;

considerato che:

concluso l'iter giudiziario dovevano entrare in scena l'ordine dei medici e i comandi delle forze dell'ordine per i provvedimenti disciplinari contro i condannati, cosa che non risulta essere mai avvenuta;

due funzionari condannati e ora promossi erano tra coloro che hanno compiuto atti che le sentenze italiane ed europee evidenziano come veri e propri crimini di tortura;

l'attuale Governo, anche sotto tale aspetto, non mostra alcuna discontinuità rispetto ai precedenti e risalenti Esecutivi, persino nel promuovere, anziché espellerli, quei funzionari che si sono macchiati di colpe gravissime,

si chiede di sapere:

quali siano state le motivazioni obiettive che avrebbero portato il Ministro in indirizzo a decidere le promozioni dei due funzionari già condannati per atti gravissimi;

per quale motivo i funzionari condannati in via definitiva non siano stati fatti oggetto di un provvedimento disciplinare;

se non intenda riesaminare la propria ingiusta decisione, a giudizio degli interroganti ingiusta, stanti le evidenze che il Ministro ben conosce.