Legislatura 18ª - Relazione n. 1686 e 1699-A
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Onorevoli Senatori. – Il disegno di legge all'esame dell'Assemblea deriva dal disegno di legge n. 1686, d'iniziativa dei senatori Ostellari e altri, e dal disegno di legge n. 1699, d'iniziativa dei senatori Faraone e altri, di contenuto pressoché identico, prevedendo entrambi l'istituzione della Giornata nazionale in memoria delle vittime di errori giudiziari, individuandola nella giornata del 17 giugno di ogni anno.
Ma quanti sono gli errori giudiziari in Italia? Quante persone ogni anno subiscono la custodia cautelare, salvo poi rivelarsi innocenti? E qual è la spesa che lo Stato affronta per risarcirle? Quante di queste ottengono un indennizzo? Sulla base dei dati aggiornati al 31 dicembre 2019, tratti dal sito www.errorigiudiziari.com, per avere una prima idea di quanti sono gli errori giudiziari in Italia vale la pena di mettere insieme sia le vittime di ingiusta detenzione sia quelle di errori giudiziari in senso stretto. Ebbene, dal 1991 al 31 dicembre 2019 i casi totali sono stati 28.893. In media, poco più di 996 all'anno. Il tutto per una spesa complessiva dello Stato gigantesca, tra indennizzi e risarcimenti veri e propri: 823.691.326,45 euro, per una media di circa 28.400.000 euro all'anno. Ma è il numero dei casi di ingiusta detenzione che consente di capire meglio le dimensioni da emergenza del fenomeno e di cogliere con precisione quanti sono gli errori giudiziari in Italia. Sono proprio coloro che sono finiti in custodia cautelare da innocenti, infatti, a rappresentare la stragrande maggioranza. Dal 1992 (anno da cui parte la contabilità ufficiale delle riparazioni per ingiusta detenzione nei registri conservati presso il Ministero dell'economia e delle finanze) al 31 dicembre 2019, si sono registrati 28.702 casi: in media, 1.025 innocenti in custodia cautelare ogni anno. Il tutto per una spesa che supera i 757 milioni di euro in indennizzi, per una media di poco superiore ai 27 milioni di euro all'anno. Nel 2019 i casi di ingiusta detenzione sono stati 1.000, per una spesa complessiva in indennizzi di cui è stata disposta la liquidazione pari a 44.894.510,30 euro. Rispetto all'anno precedente, sono in deciso aumento il numero di casi (+105) e soprattutto la spesa (+33 per cento). Per quanto riguarda le statistiche sugli errori giudiziari veri e propri, va chiarito anzitutto che la contabilità degli errori giudiziari parte in Italia dal 1991 e arriva anch'essa fino al 31 dicembre 2019: il totale è di 191, con una media superiore a 6 all'anno. La spesa in risarcimenti è di 65.878.424,57 euro (pari a una media di poco superiore ai 2.271.000 euro all'anno). Quanto invece al 2019, da gennaio a dicembre gli errori giudiziari sono stati in tutto 20: +2 rispetto all'anno precedente, a conferma di una tendenza in continuo aumento negli ultimi quattro anni. Da notare come dal 2010 a oggi la somma annuale degli errori giudiziari abbia spesso e volentieri superato la « soglia psicologica » fissata a 15 casi. Partendo da questi dati allarmanti, nel tentativo di svegliare la coscienza sociale delle future generazioni sui rischi connessi all'abnorme esercizio della funzione giudiziaria, si propone il seguente disegno di legge che ha come obiettivo l'istituzione della Giornata nazionale in memoria delle vittime di errori giudiziari.
Il disegno di legge si compone di un unico articolo recante l'istituzione del giorno 17 giugno quale « Giornata nazionale in memoria delle vittime di errori giudiziari », in ricordo del giorno in cui, nel 1983, fu arrestato Enzo Tortora, ingiustamente accusato di reati ai quali, successivamente, risultò del tutto estraneo.
Tale Giornata non determina gli effetti civili di cui alla legge 27 maggio 1949, n. 260. Si prevede inoltre che in occasione della Giornata nazionale gli istituti scolastici di ogni ordine e grado promuovano, nell'ambito della propria autonomia e competenza nonché delle risorse disponibili a legislazione vigente, iniziative volte alla sensibilizzazione:
a) sul valore della libertà, della dignità personale, della presunzione di non colpevolezza, quale regola di giudizio, oltreché quale regola di trattamento, di coloro che sono ristretti in custodia cautelare prima e durante lo svolgimento del processo;
b) sul giusto processo quale unico strumento volto a garantire, entro tempi ragionevoli, l'accertamento della responsabilità penale in contraddittorio tra le parti e davanti a un giudice terzo ed equidistante tra accusa e difesa.
Si propone infine che, con l'obiettivo di conservare, rinnovare e costruire una memoria storica condivisa in difesa delle istituzioni democratiche, impegnate a garantire la riduzione al minimo degli errori giudiziari, possano essere altresì organizzati manifestazioni pubbliche, cerimonie, incontri, momenti comuni di ricordo dei fatti e di riflessione, nonché iniziative finalizzate alla costruzione, nell'opinione pubblica e nelle giovani generazioni, di una memoria delle vittime degli errori giudiziari.
Dal Mas, relatore