Legislatura 18 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-04125

Atto n. 4-04125

Pubblicato il 5 ottobre 2020, nella seduta n. 260

TARICCO , CIRINNA' , FEDELI , D'ARIENZO , ASTORRE , BOLDRINI , ROJC , PITTELLA , VALENTE , IORI , FERRAZZI , D'ALFONSO , GIACOBBE , VERDUCCI , STEFANO - Al Ministro della salute. -

Premesso che:

il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 7 agosto 2020, dispone, all'art. 1, comma 6, lettera bb), che: "Allo scopo di contrastare e contenere il diffondersi del virus COVID-19 sull'intero territorio nazionale si applicano le seguenti misure: l'accesso di parenti e visitatori a strutture di ospitalità e lungo degenza, residenze sanitarie assistite (RSA), hospice, strutture riabilitative e strutture residenziali per anziani, autosufficienti e non, è limitata ai soli casi indicati dalla direzione sanitaria della struttura, che è tenuta ad adottare le misure necessarie a prevenire possibili trasmissioni di infezione";

il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 7 settembre 2020 sul tema ha prorogato la disposizione fino al 7 ottobre senza apportarvi modificazioni;

considerato che:

nonostante il decreto abbia reso possibile in alcune situazioni, pur con tutte le norme di sicurezza del caso inclusi pannelli di plexiglass e divieto di contatto fisico, riaprire in alcune realtà e casi alle visite dei parenti, risulta evidente l'insufficienza di tali modalità per gli ospiti delle RSA ed i loro parenti, soprattutto tenendo conto che le forti limitazioni alle visite perdurano ormai da moltissimi mesi;

soprattutto per le situazioni più compromesse e di maggiore fragilità anche emotiva vedere i propri parenti dietro il plexiglass o attraverso il tablet risulta chiaramente straziante per gli ospiti delle residenze, che patiscono lo stesso parlare a distanza perché in molti casi l'udito risulta compromesso e il fatto di non poter scambiare una carezza o un abbraccio con i propri cari, con ovvie conseguenze anche sulla salute complessiva degli stessi ospiti;

preso atto che:

nonostante il decorso non ancora tranquillizzante dell'emergenza da COVID-19 si è in questi mesi trovato un punto di equilibrio tra necessità di sicurezza e di tutela della salute e quella di una vita che recuperi gradualmente i canoni di una qualche normalità: così è avvenuto sul posto di lavoro, nei locali bar e di ristorazione, nelle spiagge e ora anche nelle scuole, per le quali giustamente si è recuperato un quadro, se non di normalità, almeno di vivibilità e un livello di attività accettabili;

per quanto concerne le RSA la situazione è ancora quanto mai bloccata e purtroppo molto differenziata tra regione e regione: in Piemonte, ad esempio, sono possibili solo visite su appuntamento in sale dedicate, e solo previo tampone nei giorni precedenti con esito negativo; in Veneto è stata di fatto lasciata autonomia alle singole strutture, pur avendo previsto linee guida che prevedono tamponi, misurazione della temperatura corporea, scaglionamenti all'entrata, spazi dedicati e anche distanziamento con plexiglass. Sostanzialmente ogni Regione ha individuato un suo percorso, ma la situazione è ben lontana da una parvenza di normalità;

rilevato che:

il personale di cura ed i responsabili delle residenze stanno svolgendo ogni giorno un lavoro eccezionale, anche appesantito dal venir meno dell'importantissimo ruolo di supporto che svolgevano i volontari che operavano nelle strutture, e del sostegno degli stessi parenti che in occasione delle visite collaboravano alla vita delle persone ospiti, e stanno nonostante tutto garantendo anche nella quotidianità la cura di un minimo di relazioni interpersonali e di conforto;

nonostante tutto questo impegno profuso la situazione in tantissime strutture, soprattutto per le situazioni più fragili, è ormai allo stremo e lo stesso modello delle RSA rende purtroppo, come tutti i modelli sotto stress, sempre più evidenti le debolezze della stessa risposta residenziale accorpata;

inoltre, dalle stesse famiglie e dagli ospiti ed anche dalle strutture arriva sempre più forte la richiesta di linee guida chiare ed univoche per garantire una graduale riapertura in sicurezza, ma che permetta nei fatti un graduale ritorno a possibilità di "cura" anche delle componenti emotiva e relazionale degli ospiti, ormai da troppo tempo di fatto in isolamento,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza nelle singole regioni e nelle RSA di quali siano le situazioni che ad oggi stanno gradualmente andando verso la normalità ed in quante di fatto sia invece ancora bloccata;

se non intenda sollecitamente predisporre, in accordo con Regioni e Province autonome, linee guida univoche per definire puntualmente modalità e mezzi per riaprire gli spazi di incontro, contatto umano e socializzazione tra ospiti delle strutture sanitarie assistenziali e loro cari, anche per garantire al meglio il loro benessere generale, nella consapevolezza della necessità di salvaguardare le misure di prevenzione, ma anche nella consapevolezza che la responsabilità non può essere lasciata sulle spalle dei soli direttori sanitari delle strutture.