Legislatura 18ª - Disegno di legge n. 1840
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Onorevoli Senatori. – Sul modello di quanto è già presente da molti anni in Inghilterra, anche in Italia, dove recentemente si è separato il Ministero dell'università e della ricerca dal Ministero dell'istruzione, è arrivato il momento di pensare ad una organizzazione pubblico-privata sul modello di quella inglese, nota come « Student loans Company », che eroga prestiti agli studenti che non hanno sufficienti disponibilità economiche per poter frequentare, sempre più spesso, lontani da casa, corsi universitari. Se si osserva il venture capital in Italia, non si può non riscontrare l'arretratezza, ma al tempo stesso la volontà di riscattarsi a passo spedito.
Nel corso del 2019 si sono visti risultati positivi nel mondo del venture capital, grazie anche ai risultati delle attività svolte dal Fondo italiano di investimento e alle imminenti attività che, a breve, avvierà CDP Venture Capital SGR, che potranno dare un impulso allo sviluppo di un ecosistema finanziario a favore delle nuove iniziative legate all'innovazione, tra le quali il digitale riveste un ruolo significativo.
Il digitale rappresenta il nuovo paradigma del XXI secolo e richiederà una formazione continua anche dopo i corsi universitari, con la conseguenza che si dovrà investire in formazione in maniera ininterrotta per tutto il corso della vita professionale, con conseguenti spese di formazione, sostenute durante il periodo universitario dallo studente e durante il percorso lavorativo anche dalle aziende.
In Italia, inoltre, non possono essere sottovalutati da un lato l'elevato tasso degli abbandoni universitari, che in parte significativa è conseguenza dei costi elevati da sostenere e, dall'altro, lo storico « mismatch » tra formazione e mercato del lavoro, da cui consegue un tasso di disoccupazione tra i più alti, se paragonato a quello dei diretti competitor, con percentuali allarmanti nella fascia più giovane della popolazione, proprio quella che non è in linea con le competenze richieste dal mercato, alla quale si aggiunge anche una quota importante di forza lavoro che, senza una strategia sul reskilling, evidenzierà un gap di competenze incolmabili.
La nascente organizzazione gestirà fondi privati e pubblici, con l'obiettivo di erogare prestiti universitari necessari al pagamento delle rette delle università convenzionate, così come al sostenimento dei costi di vitto e alloggio all'interno di residenze universitarie convenzionate.
Le università definiranno lo strumento utile a introdurre lo studente nelle aziende convenzionate, affinché attraverso un tirocinio formativo remunerato dalle imprese, si possa fin dal periodo universitario instaurare uno stretto rapporto tra mondo della formazione e mondo del lavoro giovando, da un lato, lo studente di una retribuzione e, dall'altro, l'azienda di un beneficio fiscale, quantificabile in termini di deduzione di oneri per un importo pari al 65 per cento del costo sostenuto fino ad un massimo di 9.000 euro lordi annui in quote costanti nell'esercizio in cui sono state sostenute.