Legislatura 18 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-03218

Atto n. 4-03218

Pubblicato il 21 aprile 2020, nella seduta n. 208

AIMI , MALAN , MALLEGNI , SICLARI , CANGINI , RIZZOTTI , FLORIS , CALIENDO , GIAMMANCO , PAGANO , LONARDO , GIRO , MESSINA Alfredo , VITALI , DE SIANO , PAPATHEU - Ai Ministri della salute e degli affari esteri e della cooperazione internazionale. -

Premesso che:

il 16 novembre 2015 la trasmissione del telegiornale regionale Rai "Leonardo" mandava in onda un servizio video molto dettagliato relativo a esperimenti condotti su un supervirus creato, per motivi di studio, in laboratori cinesi. Il "supervirus" era stato prodotto, nello specifico, innestando una proteina ricavata dai pipistrelli sul virus della Sars;

tali studi fanno parte di un settore specifico della ricerca scientifica, chiamata "gain of function", che si occupa di studiare in laboratorio i genomi di virus presenti negli animali cercando di prevederne le future mutazioni ed eventuali passaggi all'uomo;

del "supervirus" si occupò una ricerca scientifica pubblicata sulla rivista internazionale "Nature Medicine" che riportava i risultati di un esperimento relativo alla creazione di un chimera virus, ossia una versione ibrida tra un ceppo di coronavirus, originariamente del pipistrello (SHC014) e uno simile a quello che causa la Sars nell'uomo: tale virus era in grado di attaccare le vie respiratorie umane. Tra gli autori dello studio, oltre a scienziati statunitensi, c'erano anche degli studiosi cinesi di un laboratorio situato proprio a Wuhan (zona da cui, notoriamente, è partita nel 2019 la diffusione del coronavirus);

all'epoca la comunità scientifica si divise sulla necessità di effettuare tali esperimenti, in particolare su quelli relativi al potenziamento della contagiosità di virus in grado di attaccare gli essere umani. Il virologo Simon Wain-Hobson, dell'istituto Pasteur di Parigi commentò al riguardo: "Se il virus fuoriuscisse dal laboratorio nessuno potrebbe prevederne la traiettoria";

alla luce di tali fatti è assolutamente necessario che si faccia chiarezza su eventuali e possibili connessioni tra quegli esperimenti e l'odierna e incontrollata diffusione del coronavirus in Italia e nel mondo;

una recente ricerca sul COVID-19 parrebbe indicare la non sussistenza di una chiara relazione genetica tra le due tipologie di virus sebbene, tuttavia, non se ne escluda del tutto la possibilità;

in un servizio andato in onda il 17 febbraio 2020 su Leonardo, è stato spiegato come "quella ritenuta una teoria fantascientifica, sarebbe sempre più attendibile: il nuovo coronavirus è stato ottenuto in laboratorio". A sostegno dell'ipotesi è stato citato un rapporto di due biologi della South Cina University nel quale emerge come accanto al mercato del pesce c'è un laboratorio di Wuhan. Gli esperti spiegano che in tale laboratorio si sono tenuti esperimenti sui pipistrelli e che un ricercatore ha persino avuto un contatto con sangue e urina dell'animale, si parla anche di una zecca viva trovata sui pipistrelli che avrebbe potuto diffondere l'infezione;

in una recente intervista di un podcast francese specializzato in medicina e salute, il professore Luc Montagnier, premio Nobel per la medicina nel 2008, ha affermato che il coronavirus è frutto di una manipolazione e sarebbe uscito accidentalmente da un laboratorio cinese a Wuhan dove si studiava il vaccino per l'AIDS;

su tale teoria starebbero indagando anche funzionari dell'intelligence e della sicurezza nazionale degli USA, sostenitori della teoria che il coronavirus sia nato in un laboratorio cinese a Wuhan e sia poi sfuggito al controllo, contagiando il resto del mondo;

al di là delle tesi complottistiche, sarebbe dunque opportuno capire se si siano verificati incidenti di sorta nel laboratorio di Wuhan, tali da provocare la diffusione del virus stesso. Si ricorda infatti che nel 2014 un incidente avvenuto nel laboratorio del centre for desease americano provocò l'esposizione all'antrace di almeno 86 impiegati,

si chiede di sapere quali urgenti iniziative di competenza si intenda adottare per verificare la reale origine del COVID-19 ed eventualmente escludere, o confermare, possibili connessioni con gli esperimenti condotti nel 2015 in laboratori cinesi.