Legislatura 18ª - Dossier n. 104 1
Azioni disponibili
Le iniziative nelle regioni che non hanno sottoscritto accordi preliminari con il Governo
Oltre alle tre regioni che hanno sottoscritto gli accordi preliminari, ve ne sono altre che hanno deliberato di avviare i negoziati con il Governo.
Più precisamente(38) :
- 7 regioni ordinarie hanno formalmente conferito al Presidente l'incarico di chiedere al Governo l'avvio delle trattative per ottenere ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia. Si tratta di Campania, Liguria, Lazio, Marche, Piemonte, Toscana e Umbria: con esse il Governo potrebbe avviare immediatamente i negoziati.
- 4 regioni hanno assunto iniziative preliminari (consistenti nell'approvazione di atti di indirizzo) senza tuttavia giungere ad una formale approvazione di un mandato. Si tratta di Basilicata, Calabria, Puglia e Molise.
- Soltanto la regione Abruzzo non risulta ad oggi aver intrapreso iniziative formali per l'avvio della procedura ex art.116, terzo comma, della Costituzione.
Le regioni(39) che hanno conferito mandato al Presidente ad avviare i negoziati con il Governo
Campania
Il Consiglio regionale ha approvato, in data 30 gennaio 2018, la mozione recante "Iniziativa, ai sensi dell'art. 116, comma 3 della Costituzione, per il riconoscimento di ulteriori forme di autonomia della regione Campania"(40) .
L'atto impegna il Presidente della regione e la Giunta a "intraprendere tutte le iniziative utili al fine di avviare il percorso volto al riconoscimento di ulteriori forme e condizioni di autonomia alla regione Campania, ai sensi dell'art. 116, terzo comma, della Costituzione" e individua le materie su cui attivare la trattativa con il Governo(41) .
In una successiva lettera indirizzata al Presidente del Consiglio dei ministri, il Presidente della regione ha asserito l'imminenza della formalizzazione di una proposta di accordo preliminare e di intesa sulla base dell'atto di indirizzo consiliare del 30 gennaio 2018(42) .
Nella medesima lettera, il Presidente campano ha chiesto di essere audito dal Governo nell'ambito del procedimento instaurato dalle regioni Veneto, Lombardia ed Emilia-Romagna ex art. 116, terzo comma, Cost.
In data 5 febbraio 2019, il Consiglio ha approvato un ordine del giorno sul "Regionalismo differenziato".
In esso(43) - nell’esprimere la propria preoccupazione per il fatto che il percorso avviato dalle regioni Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna possa tradursi in una iniqua redistribuzione di risorse tra le diverse aree territoriali - il Consiglio si impegna a rappresentare ai tavoli interregionali e nei momenti di confronto con il Governo nazionale le problematiche inerenti all’autonomia, affinché l’attuazione del regionalismo differenziato sia gestita con equilibrio ed equità.
I principi ispiratori del federalismo, nella loro attuazione concreta, non possono infatti prescindere - a giudizio del Consiglio campano - dalla salvaguardia della necessaria capacità di redistribuzione del reddito, tale da consentire l’esercizio dei diritti fondamentali (quali la salute e l’istruzione) di tutti i cittadini italiani.
Il Consiglio condivide e sostiene:
- l’impegno della Giunta regionale a sollecitare il Governo nazionale ad audire la regione Campania in via preventiva e, comunque, in tempo utile prima della conclusione del procedimento promosso da altre regioni ai sensi dell’articolo 116 della Costituzione;
- la promozione, nelle sedute tematiche, di un ampio confronto e coinvolgimento delle forze politiche, delle parti sociali e del mondo culturale, scientifico ed associativo(44) , anche in raccordo con le altre regioni del Mezzogiorno;
- l’impegno della Giunta e del Consiglio regionale a proporre un’apposita intesa con il Governo nazionale volta a garantire alla regione Campania ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia ai sensi dell’articolo 116 della Costituzione;
- l’azione della Giunta e del Consiglio regionale volta a tutelare, nelle more della definizione dell’intesa di cui all’articolo 116 della Costituzione, gli interessi della Campania e dei suoi cittadini in tutte le sedi, politiche e giurisdizionali, anche mediante l’impugnazione degli atti amministrativi e normativi adottati e in via di adozione, in materia di autonomia regionale, che siano in contrasto con i suddetti legittimi interessi;
- la richiesta al Governo nazionale, sempre nelle more della definizione dell’intesa di cui all’articolo 116 della Costituzione, di non assumere azioni volte alla riduzione delle risorse già assegnate alla regione Campania in attuazione di norme statali ed atti di programmazione pluriennale(45) .
38) Per approfondimenti si rinvia al Dossier n.45.
39) Le regioni sono prese in considerazione seguendo un ordine meramente alfabetico.
40) Testo disponibile nel Dossier n.45 (All. n. 1).
41) Sanità; beni culturali e paesaggistici; tutela dell'ambiente e dell'ecosistema; ulteriori materie "che verranno individuate nel corso del procedimento istruttorio".
42) http://www.regione.campania.it/assets/documents/lettera-de-luca-a-presidente-consiglio.pdf.
43) Come risulta dal resoconto della seduta del Consiglio regionale n.118 del 5 febbraio 2019. Si veda altresì il comunicato stampa pubblicato sul sito della Regione:
http://www.consiglio.regione.campania.it/portal/page?_pageid=33,10033&_dad=portal&_schema=PORTAL&i=2_1&com=21283
44) Al riguardo si ricorda che industriali di Napoli e accademici dell'Università Federico II hanno formulato una propria proposta di autonomia differenziata (inviata alle Camere e alla Presidenza del Consiglio), nella quale si chiede, tra l'altro: la preliminare definizione - per ciascuna delle competenze già assegnate o da trasferire agli enti locali - dei livelli essenziali delle prestazioni; la realizzazione di una completa perequazione; la previsione legislativa di un sistema di monitoraggio pubblico, che consenta al Governo di sostituirsi tempestivamente agli organi delle regioni e degli enti locali a tutela dei livelli essenziali delle prestazioni; un ruolo del Parlamento nel monitorare e correggere il sistema federale, qualora non sia assicurato il rispetto dei principi di uguaglianza sostanziale e di solidarietà (https://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2019-02-05/la-campania-si-mobilita-e-avanza-sua-proposta-autonomia--183826.shtml?uuid=AFccDeH).
45) Si chiede, nello specifico, il ripristino dell’assegnazione delle risorse già sottratte dalla legge nazionale di bilancio per il 2019 (tra l’altro, risorse destinate alla materia ambientale e quota parte del fondo nazionale per lo sviluppo e la coesione FSC 2014-2020).
Lazio
Nella seduta del 6 giugno 2018, il Consiglio regionale ha approvato l'ordine del giorno n. 2 su "Intesa Stato-Regione prevista dall'art. 116, terzo comma, della Costituzione italiana"(46) .
L'atto impegna il Presidente della Giunta regionale ad avviare il negoziato con il Governo.
In particolare, il Consiglio chiede che:
- siano attribuite alla regione competenze nelle seguenti materie: lavoro; istruzione; salute; tutela dell'ambiente e dell'ecosistema; governo del territorio; rapporti internazionali e con l'Unione europea, con particolare riferimento alle predette materie;
- sia istituita "un'apposita commissione paritetica Stato-Regione per determinare le risorse finanziarie, umane e strumentali necessarie all'esercizio di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, da trasferire o assegnare dallo Stato alla Regione";
- si tenga conto della finalità di assicurare "una programmazione certa dello sviluppo e degli investimenti, determinando congiuntamente modalità per assegnare risorse da fondi finalizzati allo sviluppo infrastrutturale del Paese".
In data 3 ottobre 2018, il Consiglio, in relazione alla proposta di legge "Disposizioni per la semplificazione e lo sviluppo regionale", ha approvato l'ordine del giorno n. 75(47) , che impegna la Giunta regionale a chiedere al Governo la sospensione di trasferimenti di poteri risorse alle regioni finché non siano definiti i livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale (LEP). In ogni caso, il trasferimento di risorse sulle materie assegnate alle regioni dovrà essere "ancorato esclusivamente a oggettivi fabbisogni dei territori, escludendo ogni riferimento a indicatori di ricchezza".
La Giunta regionale è altresì impegnata a sospendere qualsiasi attività propria e/o dei singoli assessori regionali per la negoziazione di materie in autonomia per conto della regione Lazio senza la preventiva discussione in Consiglio regionale e fin quando lo Stato non avrà definito i suddetti LEP.
Nella prospettiva di promuovere un percorso di regionalismo differenziato "non orientato alla ricerca di forme di autonomia competitive e tese all'accrescimento dei divari fiscali regionali", la Giunta regionale, in data 18 ottobre 2018, ha deliberato di presentare al Consiglio il "Documento di indirizzo ai fini dell'attivazione del percorso per il riconoscimento di ulteriori forme di autonomia ai sensi dell'articolo 116 comma 3 della Costituzione"(48) , al fine di consentirne la discussione e l'eventuale deliberazione.
In esso sono individuati 5 ambiti di intervento per i quali avviare il negoziato con il Governo: sostenibilità della finanza pubblica territoriale e rilancio degli investimenti; qualificazione dei percorsi di accesso al mercato del lavoro, tutela e sicurezza del lavoro e sostegno previdenziale dei lavoratori svantaggiati; cinema e audiovisivo; ambiente; rapporti internazionali e con l'Unione europea delle regioni.
La delibera di Giunta risulta allo stato in corso di esame presso il Consiglio.
A seguito della deliberazione del Consiglio, il Presidente della Giunta regionale è autorizzato ad avviare il negoziato con il Governo ai fini dell'intesa prevista dall'art. 116, terzo comma, Cost.
46) Testo disponibile nel Dossier n.45 (All. n. 2).
47) http://atticrl.regione.lazio.it/allegati/ordinidelgiornoGR/TESTI_APPROVATI/75.pdf
48) http://atticrl.regione.lazio.it/allegati/schemideliberaGR/TESTI_PROPOSTI/SD%2026.pdf
Liguria
La Giunta regionale ha approvato, in data 28 dicembre 2017, la deliberazione n. 1175, sull’"Avvio del negoziato con il Governo per il riconoscimento alla Regione Liguria di forme e condizioni particolari di autonomia ai sensi dell'art. 116, terzo comma, della Costituzione"(49) .
La deliberazione impegna il Presidente della Giunta ad avviare il confronto con il Governo per definire i contenuti dell'intesa, individuando le materie oggetto della contrattazione(50) .
Nella stessa data, il Presidente della Giunta regionale ha inviato una nota al Presidente del Consiglio dei ministri, con cui ha richiesto di fissare "un incontro volto a stabilire il percorso per la definizione dell'intesa tra Stato e Regione prevista dallo stesso articolo 116, 3° comma, valutando l'opportunità di unirci al percorso già avviato con la Regione Lombardia e la Regione Emilia Romagna".
Sul tema del regionalismo differenziato è intervenuto anche il Consiglio regionale, approvando, nella seduta del 23 gennaio 2018, una risoluzione(51) che impegna il Presidente della regione a "proseguire il confronto con il Governo" per definire i contenuti di un'intesa, ex art. 116, terzo comma, assicurando il coinvolgimento del Consiglio regionale "tramite una diretta partecipazione, all'interno della delegazione che condurrà la negoziazione, dei rappresentanti di tutti i Gruppi politici presenti in Consiglio regionale che condividano le modalità e i contenuti del confronto aperto con il Governo, sui Tavoli tematici Ambiente, Salute, Scuola e Lavoro, Infrastrutture, Logistica, Portualità, Reti di Trasporto, Governo del territorio, Demanio marittimo e montagna, Beni culturali, con riserva di individuare ulteriori aspetti che potrebbero emergere, anche nel corso delle trattative, e una più precisa definizione delle richieste sui temi individuati".
L'11 gennaio 2018 si è tenuto un incontro tra il Sottosegretario agli Affari regionali pro tempore e il Governatore della regione Liguria per discutere dei temi del regionalismo differenziato, cui ha fatto seguito un secondo incontro in data 21 giugno 2018.
Con decisione n. 23 del 13 luglio 2018 la Giunta regionale ha confermato l’intenzione di proseguire la trattativa bilaterale con il Governo, individuando il Vice Presidente della Giunta quale ulteriore referente politico per la conduzione della medesima.
Con decreto del Presidente della Giunta regionale n. 475 del 26 luglio 2018 è stato istituito un Comitato tecnico scientifico con il compito di formulare contributi in relazione alla definizione dei contenuti delle proposte oggetto del negoziato.
In data 25 gennaio 2019, la Giunta regionale ha approvato il Documento di sintesi delle richieste di autonomia al Governo, predisposto dalle Strutture regionali interessate, confermando l'interesse della regione ad ottenere ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia in relazione alle materie ambiente, salute, scuola e lavoro, infrastrutture, logistica e portualità, con riserva di estendere il negoziato alle ulteriori materie individuate nella deliberazione della Giunta regionale e nella risoluzione del Consiglio regionale sopra menzionate.
La deliberazione di approvazione del Documento prevede altresì - al termine delle necessarie consultazioni con il CAL e con i rappresentanti delle realtà imprenditoriali, delle parti sociali e delle autonomie funzionali - l’approvazione di un documento finale per il negoziato con il Governo per il riconoscimento di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia ai sensi dell’art. 116 Cost.
Acquisito il parere favorevole del CAL, la Giunta - in data 8 marzo 2019 - ha approvato il Documento finale di sintesi delle richieste di autonomia al Governo, dando mandato al Presidente e al Vice Presidente della Giunta Regionale di proseguire il confronto con il Governo e alla Direzione Generale Affari Legali e Legislativi di predisporre una bozza di intesa avente ad oggetto l’attribuzione alla regione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia per le materie e con i contenuti riportati nel Documento medesimo.
49) Testo disponibile nel Dossier n.45 (All. n. 3A).
50) Tutela dell'ambiente; commercio con l'estero; ricerca scientifica e tecnologica e sostegno all'innovazione per i settori produttivi; tutela della salute; protezione civile; governo del territorio; porti e aeroporti civili; grandi reti di trasporto e di navigazione; ordinamento della comunicazione; previdenza complementare e integrativa; coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario.
51) Testo disponibile nel Dossier n.45 (All. n. 3B).
Marche
L'Assemblea legislativa ha approvato, il 29 maggio 2018, la deliberazione n. 72, d'iniziativa della Giunta regionale, recante "Indirizzi per l'avvio del negoziato con lo Stato finalizzato alla definizione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia ai sensi dell'articolo 116, terzo comma, della Costituzione"(52) .
Le materie indicate nella proposta sono le seguenti: internazionalizzazione delle imprese e commercio con l'estero; ricerca scientifica e tecnologica e sostegno all'innovazione per i sistemi produttivi; tutela e sicurezza del lavoro; istruzione tecnica e professionale, istruzione e formazione professionale, istruzione universitaria; governo del territorio e rigenerazione urbana; tutela dell'ambiente; tutela della salute; protezione civile; tutela paesaggistica e dei beni culturali; coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario; governance istituzionale; partecipazione alla formazione e all'attuazione del diritto dell'Unione europea.
Nel corso della trattazione della proposta, l'Assemblea ha altresì approvato l'ordine del giorno n.38 (53) che impegna la Giunta:
- a tenere informata l'Assemblea legislativa, attraverso le commissioni competenti, dell'avvio e degli esiti del negoziato;
- a portare a conoscenza dell'Assemblea lo schema di intesa con il Governo prima della sua formale sottoscrizione.
Unitamente alla regione Umbria, la regione Marche ha indirizzato una lettera (12 luglio 2018) al Presidente del Consiglio dei ministri nella quale è stato dato conto del parallelo avvio, nelle due regioni, del percorso previsto dal terzo comma dell’articolo 116 della Costituzione, chiedendo al Governo l'attivazione, anche congiunta, dello specifico tavolo di confronto istituzionale.
All'invio della lettera ha fatto seguito l'incontro dei Presidenti delle regioni Marche e Umbria con il Ministro per gli Affari regionali, volto a definire le modalità del percorso istituzionale che dovrà condurre alla definizione dell’intesa tra Stato e regioni per la concessione di una maggiore autonomia.
52) Testo disponibile nel Dossier n.45 (All. n. 4A).
53) Testo disponibile nel Dossier n.45 (All. n. 4B).
Piemonte
Con deliberazione n. 1 - 6323 del 10 gennaio 2018(54) , la Giunta regionale ha affidato al Presidente il mandato ad avviare il confronto con il Governo, sui contenuti del "Documento di primi indirizzi della Giunta regionale per l'avvio del confronto con il Governo finalizzato all'acquisizione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia ai sensi dell'articolo 116, comma terzo, della Costituzione"(55) .
Il documento fornisce un quadro del contesto economico, sociale e istituzionale della regione e individua le materie oggetto di trattativa con il Governo(56) .
Nel dispositivo viene attribuita al Presidente della regione la facoltà di "procedere ad eventuali integrazioni o modifiche" e si fa un esplicito rinvio agli indirizzi del Consiglio regionale su cui si baserà il negoziato con il Governo.
L'11 gennaio 2018, il Presidente della Giunta regionale del Piemonte ha incontrato il Sottosegretario agli Affari regionali pro tempore per discutere dei temi del regionalismo differenziato.
Il Consiglio regionale ha quindi approvato, in data 17 luglio 2018, l'ordine del giorno n. 1424, recante "Autonomia differenziata per il Piemonte", mentre il successivo 29 luglio ha approvato il documento di indirizzo per l’avvio del procedimento di individuazione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia per la Regione, ai sensi dell’articolo 116, comma terzo, della Costituzione(57) .
Con la deliberazione del 29 luglio viene affidato alla Presidente della Giunta regionale il mandato a negoziare con il Governo - in armonia con il principio di leale collaborazione - la definizione di un’intesa con riferimento alle seguenti materie: beni paesaggistici e culturali; infrastrutture; università e ricerca scientifica; ambiente; organizzazione sanitaria; previdenza complementare e integrativa limitatamente agli interventi relativi alle non autosufficienze.
In data 6 novembre 2018 il Consiglio regionale ha approvato una deliberazione sui temi da portare al confronto con il Governo per la definizione di nuovi spazi di autonomia regionale sulla base dell’articolo 116 della Costituzione.
Otto le aree tematiche inserite: governo del territorio, beni paesaggistici e culturali; protezione civile e infrastrutture; tutela e sicurezza del lavoro, istruzione tecnica e professionale, istruzione e formazione professionale e istruzione universitaria; politiche sanitarie; coordinamento della finanza pubblica e governance istituzionale; ambiente; fondi sanitari integrativi; rapporti internazionali e con l’Unione europea.
La deliberazione è stata illustrata al Ministro Stefani nel corso di un incontro tenutosi a Roma il 7 novembre.
54) Testo disponibile nel Dossier n.45 (All. n. 5).
55) Il tema del regionalismo differenziato invero era stato già affrontato nello scorso decennio dalla regione Piemonte. Il Consiglio regionale aveva infatti approvato, con deliberazione n. 209 - 34545 del 29 luglio 2008, il testo unificato delle proposte di deliberazione 341, 208 e 273 recante "Attuazione dell’articolo 116, terzo comma, della Costituzione per il riconoscimento di un’autonomia differenziata della Regione Piemonte". La deliberazione affidava al Presidente della Giunta regionale il mandato a negoziare con il Governo e impegnava la Giunta ad assicurare forme e modalità adeguate di coinvolgimento degli enti locali, nonché a riferire ogni due mesi alla VIII Commissione consiliare permanente lo stato della negoziazione con il Governo. Il "Documento per l'avvio del procedimento di individuazione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia ai sensi dell'art. 116, comma terzo, costituzione", approvato con la deliberazione, individuava le seguenti materie oggetto di trattativa con il Governo: beni paesaggistici e culturali; infrastrutture; università e ricerca scientifica; ambiente; organizzazione sanitaria; previdenza complementare e integrativa limitatamente agli interventi relativi alle non autosufficienze; tutela dell'ambiente. Il documento stabiliva anche l'iter procedurale che deve seguire l'amministrazione regionale: 1) fase di iniziativa (spettante alla regione attraverso la predisposizione di una delibera di Giunta, da adottare sulla base degli indirizzi espressi dal Consiglio regionale); 2) consultazione da parte degli enti locali, da effettuare in sede di Conferenza Regione-autonomie locali, di cui alla legge regionale 20 novembre 1998, n. 34, ovvero tramite il Consiglio delle autonomie locali, istituito con legge regionale 7 agosto 2006, n. 30, a suo tempo non ancora operativo; 3) negoziazione e definizione dell'intesa; 4) approvazione della legge statale.
56) Governo del territorio; beni paesaggistici e culturali; tutela e sicurezza del lavoro; istruzione tecnica e professionale, istruzione e formazione professionale, istruzione universitaria; politiche sanitarie; politiche per la montagna; coordinamento della finanza pubblica; governance istituzionale; ambiente; previdenza complementare finalizzata alla non autosufficienza; rapporti internazionali, rapporti con l'Unione europea e commercio con l'estero.
57) http://www.consiglioregionale.piemonte.it/delibint/servlet/documentExtractor?numAtto=80341
Toscana
Con risoluzione n. 163 del 13 settembre 2017 di "avvio delle procedure finalizzate all’attribuzione di condizioni particolari di autonomia ai sensi dell’articolo 116, comma terzo, della Costituzione"(58) , il Consiglio regionale della Toscana ha impegnato la Giunta ad attivare l'iter necessario per dare impulso alla procedura di cui all’articolo 116, comma terzo, della Costituzione(59) .
La risoluzione individua le seguenti materie su cui attivare la trattativa con il Governo: beni culturali e paesaggistici; tutela dell’ambiente e dell’ecosistema. A queste, si potranno aggiungere ulteriori materie "che verranno eventualmente individuate nel corso del procedimento istruttorio".
Nel mese di maggio del 2018, la Giunta ha adottato il documento recante "Proposte di regionalismo differenziato per la regione Toscana"(60) , da sottoporre al Consiglio regionale.
Nell'atto, la Giunta arricchisce il quadro delle materie delineato dal Consiglio, che risulta così definito: governo del territorio; ambiente; beni culturali; istruzione e formazione; politiche del lavoro; autonomie locali; coordinamento della finanza pubblica; porti; salute; accoglienza dei richiedenti asilo e rifugiati.
Nel luglio 2018 l'Assessore alla Presidenza V. Bugli ha reso una comunicazione al Consiglio recante "Proposte di regionalismo differenziato per la Regione Toscana".
Al termine del dibattito l'Assemblea ha votato una risoluzione (n. 217 del 17 luglio 2018)(61) (oltre che una mozione) che approva il contenuto della comunicazione della Giunta, con particolare riferimento alle materie individuate per l'attribuzione di maggiori forme di autonomia (salute, governo del territorio, ambiente, beni culturali, lavoro, autonomie locali, accoglienza dei richiedenti asilo e rifugiati, istruzione, formazione, coordinamento della finanza pubblica e porti).
L'atto impegna l'esecutivo toscano a portare avanti i passaggi procedurali per l'intesa con il Governo (rendendo periodiche comunicazioni al Consiglio sull'andamento del procedimento) nonché ad attivare il coinvolgimento degli enti locali, delle parti sociali e della società civile.
58) Pubblicata sul Bollettino Ufficiale della regione Toscana n. 39 del 27 settembre 2017 e allegata al Dossier n.45 (All. n. 6A).
59) Il Consiglio regionale aveva in passato già dato avvio al procedimento con le proposte di deliberazione n. 1113 (in materia di tutela dell'ambiente e dell'ecosistema) e n.1237 (nel settore dei beni culturali e paesaggistici) del 2004, sulle quali erano stati acquisiti i pareri favorevoli (con condizioni il primo, con una raccomandazione il secondo) del CAL Toscana. In tali occasioni non si arrivò tuttavia all'avvio del negoziato con il Governo.
60) Testo disponibile nel Dossier n.45 (All. n. 6B).
Umbria
Nella seduta del 19 giugno l'Assemblea legislativa ha approvato la risoluzione n.1603, facendo propria la proposta di risoluzione presentata dalla Giunta(62) su "Attivazione procedure per l'attribuzione alla Regione Umbria di ulteriori forme e condizioni di autonomia ex art. 116, terzo comma della Costituzione".
Costituiscono parti integranti della proposta un documento istruttorio e il documento "Attribuzione alla Regione Umbria di ulteriori forme e condizioni di autonomia ex art. 116, terzo comma della Costituzione".
Quanto alle materie su cui si intende attivare il procedimento, vengono individuate le seguenti: valorizzazione dei beni culturali e ambientali e promozione e organizzazione di attività culturali; formazione e istruzione; salute; protezione civile e prevenzione sismica; tutela dell'ambiente; rigenerazione urbana e infrastrutture; coordinamento della finanza pubblica e sistema di acquisizione delle entrate; governance istituzionale; partecipazione alla formazione e all'attuazione del diritto dell'Unione europea.
Il Consiglio delle autonomie locali(63) ha espresso parere favorevole, rilevando l'opportunità che il processo di attribuzione di maggiore autonomia possa svolgersi in sinergia con le analoghe iniziative promosse dalle regioni Lazio e Toscana, oltre che Marche(64) .
In seguito, unitamente alla regione Marche, l'Umbria ha indirizzato una lettera (12 luglio 2018) al Presidente del Consiglio dei ministri nella quale è stato dato conto del parallelo avvio, nelle due regioni, del percorso previsto dal terzo comma dell’articolo 116 della Costituzione, chiedendo al Governo l'attivazione, anche congiunta, dello specifico tavolo di confronto istituzionale.
All'invio della lettera ha fatto seguito l'incontro dei Presidenti delle regioni Marche e Umbria con il Ministro per gli Affari regionali, volto a definire le modalità del percorso istituzionale che dovrà condurre alla definizione dell’intesa tra Stato e Regioni per la concessione di una maggiore autonomia, ai sensi dell’articolo 116 della Costituzione.
62) Il testo della proposta (di cui alla deliberazione n. 372) è allegato al Dossier n.45 (All. n. 7A). Nel corso dell'esame presso la I Commissione dell'Assemblea legislativa in sede referente, tale testo è stato integrato con la previsione, risultante dall'approvazione di un emendamento, che della delegazione chiamata a negoziare con il Governo facciano parte la presidente della regione, la presidente dell’Assemblea legislativa, nonché il presidente e il vicepresidente della I Commissione.
63) Di cui alla deliberazione n.32 del 22 marzo 2018, allegata al Dossier n.45 (All. n. 7B).
64) La sinergia con la regione Marche era già prevista nel documento di Giunta.
Le regioni che non hanno ad oggi formalizzato la richiesta di avvio dei negoziati
Basilicata
Il Consiglio regionale ha approvato, in data 20 marzo 2018, la risoluzione recante "Autonomia Basilicata"(65) .
L'atto di indirizzo impegna:
- il Presidente della Giunta a predisporre un documento in merito "alle potenzialità/opportunità del regionalismo differenziato", da inviare alle competenti Commissioni consiliari;
- il Presidente del Consiglio regionale:
- a predisporre "un calendario delle attività delle Commissioni al fine di avviare un percorso di largo confronto e approfondimento con UPI, ANCI, parti sociali, associazioni e rappresentanze del modo del lavoro e delle imprese";
- "ad avviare un'attività di confronto e supporto sul documento di indirizzo in sede di Conferenza dei Presidenti delle Assemblee legislative delle Regioni".
La Commissione consiliare permanente Affari istituzionali ha avviato un approfondimento sul tema del regionalismo differenziato con una serie di audizioni che hanno preso avvio con la seduta del 17 maggio 2018.
65) Il testo della risoluzione è allegato al Dossier n.45 (All. n. 8).
Calabria
Non risultano provvedimenti che conferiscano mandato al Presidente della regione ad avviare i negoziati con il Governo.
E’ stata tuttavia presentata, in data 31 maggio 2018, la mozione recante "Avvio negoziato con il Governo per la sottoscrizione intesa ex articolo 116, comma terzo, della Costituzione - Autonomia differenziata", di cui il Consiglio regionale ha deliberato, in data 4 giugno, l'inserimento all'ordine dei lavori. Ad oggi, non risulta tuttavia che la mozione sia stata discussa dal Consiglio regionale.
Il Consiglio regionale, riunitosi in data 30 gennaio 2019, ha preso ufficialmente posizione sul regionalismo differenziato, diffidando il Governo a "predisporre atti che prevedano il trasferimento di poteri e risorse ad altre regioni sino alla definizione dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale".
Nella risoluzione approvata in tale data(66) il Consiglio ha espresso preoccupazione per i rischi connessi all'applicazione, sic et simpliciter, delle forme di autonomia previste dall'art. 116 Cost. nelle 23 materie oggetto della richiesta delle regioni Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto, dalla quale - a giudizio del Consiglio calabrese - deriverebbero nel medio periodo conseguenze gravi in termini di mancata garanzia dei livelli essenziali delle prestazioni a favore dei cittadini delle altre regioni italiane, con particolare riferimento all'Italia del Mezzogiorno e alla Calabria.
Al riguardo, viene chiesta al Governo una "moratoria immediata dell'iter procedimentale in corso" e la contestuale attivazione di una ridiscussione complessiva del regionalismo vigente.
Il Consiglio si impegna pertanto:
- a dare impulso a una iniziativa legislativa costituzionale da presentare alle Camere per l’istituzione di un "regionalismo solidale";
- a presentare richiesta per ottenere forme e condizioni di autonomia ex art. 116, terzo comma, Cost.;
- a promuovere una Conferenza degli Uffici di presidenza dei consigli regionali di Campania, Basilicata, Abruzzo, Molise e Puglia al fine di perseguire eventuali convergenze tra le regioni del Meridione.
66) http://www.nicoirto.it/attachments/article/870/RISOLUZIONE%20n.%201%20del%2030%20gennaio%202019.pdf
Puglia
Non risultano atti della Giunta o del Consiglio regionale per l'avvio di trattative con il Governo ai sensi dell'art. 116, terzo comma, Cost..
Tuttavia, il 24 luglio 2018, la Giunta si è espressa positivamente in ordine alla predisposizione di una proposta volta ad individuare forme e condizioni di autonomia, sulla base dell’art. 116, terzo comma, della Costituzione.
Da ultimo (19 marzo 2019), il Consiglio regionale ha approvato due mozioni in ordine all'autonomia differenziata delle regioni del Nord.
Una delle mozioni conferisce mandato al Presidente della Giunta per intraprendere un'iniziativa politica per la costruzione di un fronte unitario con le regioni del Mezzogiorno e per l'istituzione di un Coordinamento permanente dei Presidenti delle regioni meridionali. Oltre a sostenere l'approvazione di una legge di attuazione del regionalismo differenziato, la mozione propone poi di introdurre, nei meccanismi previsti per la definizione del costo standard e del fabbisogno standard, il tasso di disoccupazione della popolazione attiva e l'indice di invecchiamento della popolazione; sostiene, infine, l'incremento della dotazione finanziaria del fondo perequativo.
La seconda mozione impegna gli organi regionali ad intraprendere ogni iniziativa per contrastare il procedimento di autonomia differenziata avviato da alcune regioni italiane.
Inoltre la Presidenza della regione ha attivato l'Istituto pugliese di ricerche economiche e sociali (IPRES)(67) al fine di ottenere un supporto per l'approfondi-
mento dei temi riferibili al regionalismo differenziato(68) .
67) Ai sensi dell'art. 57 della legge regionale n.1 del 2005, la "Regione Puglia si avvale dell'Istituto [...] per la promozione e la realizzazione di attività di studio, ricerca, programmazione e accrescimento professionale della pubblica amministrazione in materia di sviluppo sociale ed economico". L'IPRES è un'associazione a cui partecipano, ad oggi, oltre alla Regione, l'Università degli Studi di Bari "Aldo Moro"; la Camera di Commercio di Taranto, la Camera di Commercio di Bari, l'ISPE, nonché i comuni di Bari, di Brindisi e di Taranto (si veda: www.ipres.it).
68) Tale coinvolgimento risulta a pag. 8 del programma triennale 2018-2020 dell'IPRES, in cui si richiama una nota del Capo di Gabinetto del Presidente dalla Giunta regionale (prot. N. 0006018 del 1° dicembre 2017). Nell'avviso "per la costituzione di una short list di esperti in materie afferenti al diritto costituzionale e al diritto pubblico" – pubblicato sul Bollettino Ufficiale della regione Puglia n. 51 del 12 aprile 2018 -, l'IPRES ha precisato, nelle premesse, di aver "avviato una specifica attività di studio e ricerca, a favore della regione Puglia, sui temi istituzionali connessi al “regionalismo differenziato”, al fine di delineare possibili percorsi e scenari di autonomia sulla base dell’articolo 116 comma 3 della Costituzione". L’obiettivo è quello di acquisire la disponibilità di esponenti del mondo accademico ed esperti della materia a partecipare a uno specifico tavolo tecnico incaricato di predisporre "uno o più “policy paper” aventi ad oggetto la ricognizione e l’analisi delle possibili prospettive, per la regione Puglia, di attuazione delle “ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia” ex art. 116 comma 3 Cost." (si veda il quarto capoverso delle premesse del bando).
Molise
Il Presidente della regione ha incontrato il Ministro per gli Affari regionali (luglio 2018) per un confronto sul ruolo strategico che le regioni hanno nel processo di definizione dei nuovi assetti istituzionali e, in particolare, sulle forme di autonomia differenziata da attuare sulla base dell'art.116, terzo comma, della Costituzione.
In particolare, il Presidente ha rappresentato "la necessità, per una piccola regione come il Molise, che vengano assicurate azioni improntate alla adeguatezza e alla sussidiarietà, in ossequio ai principi costituzionali di solidarietà economica e sociale, dignità e uguaglianza".
L'incontro ha fatto seguito alla condivisione con i Presidenti delle regioni meridionali dell'"imprescindibilità del finanziamento dei livelli essenziali delle prestazioni nelle regioni con minore capacità fiscale. Ciò al fine di assicurare un corretto funzionamento del sistema di redistribuzione interregionale delle risorse ed evitare un decentramento che vada ulteriormente ad accentuare il divario tra Regioni"(69) .
Più recentemente - in data 19 febbraio 2019 - il Consiglio regionale ha approvato una mozione che impegna il Presidente della Giunta:
- a rivolgersi al Governo al fine di ottenere determinate garanzie nei procedimenti in corso per la concessione dell'autonomia differenziata ad alcune regioni (fissazione e tutela dei livelli essenziali delle prestazioni ex art. 117, secondo comma, lett. m), Cost., con particolare riguardo alle infrastrutture fisiche e digitali; trasferimento di risorse "ancorato esclusivamente a oggettivi fabbisogni territoriali"; salvaguardia dei trasferimenti finanziari a fini perequativi);
- a promuovere presso il Governo una ripresa e rivisitazione della legge n. 42 del 2009 e del complessivo sistema di finanza decentrata;
- a promuovere presso la Conferenza delle Regioni un accordo con il Governo volto a favorire un sistema per la gestione delle forme di autonomia regionale, ai sensi dell’articolo 116, terzo comma, Cost..
L'Assemblea consiliare impegna inoltre il proprio Presidente ad assicurare il necessario coinvolgimento delle autonomie locali, nonché a promuovere una Conferenza degli Uffici di Presidenza dei Consigli regionali di Campania, Basilicata, Abruzzo, Calabria e Puglia al fine di perseguire eventuali convergenze tra le regioni del Meridione.
69) http://www3.regione.molise.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/15839.