Legislatura 18ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 059 del 15/11/2018

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 909 (ore 10,23)

BIASOTTI (FI-BP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

BIASOTTI (FI-BP). Signor Presidente, signor Ministro, mi permetta una replica affettuosa al mio amico senatore Bruzzone: a noi interessa il presente ed il futuro non quello che è successo venti, trenta, quaranta o cento anni fa. (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD). Lui dice che non spara sulla Croce Rossa del PD. Io, signor Ministro, le ricordo che il suo capo, Grillo, ha detto due giorni fa che non spara sulla Croce Rossa, parlando di lei, perché è del tutto inutile. (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD).

Veniamo però alle questioni più importanti, signor Ministro. Il mio Gruppo alla Camera si è astenuto e la stessa cosa faremo oggi per amore della nostra città. Abbiamo avuto quindi tanta benevolenza.

Signor Ministro, non abbiamo fatto opposizione. Le ricordo che ieri abbiamo effettuato, in tre ore, 309 votazioni. So cosa significa fare opposizione: è una cosa totalmente diversa. Quindi tanta benevolenza, signor Ministro, ma non possiamo, per dovere e obbligo verso i genovesi, non rimarcare tutti gli sbagli, l'impreparazione, le bugie e l'incompetenza che il suo Governo, e lei in particolare, ha mostrato nella vicenda del decreto-legge per Genova. (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD).

Cari amici del MoVimento 5 Stelle, non so per quale motivo il senatore Toninelli sia stato nominato ministro, non certo per la sua passata esperienza lavorativa, perché ha fatto il carabiniere e l'assicuratore; questo però non ci scandalizza, abbiamo visto di peggio. Quello che ci scandalizza, signor Ministro, è che lei non studia, non approfondisce. (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD). Se lei, invece di fare dichiarazioni su tutto, avesse approfondito la questione, non avrebbe fatto questa serie di brutte figure di cui parlano i comici e sono pieni ormai i giornali e le televisioni.

Detto questo, affrontiamo il problema.

Lei ha dichiarato - e così tutto il Governo - che avrebbe fatto una legge speciale su Genova e a mia memoria l'opinione pubblica non ha mai assistito a una tragedia come quella di Genova. Sono tre mesi, signor Ministro, che tutti i TG e tutte le televisioni parlano tutti i giorni di Genova: questa è una vicenda che veramente ha colpito il sentimento degli italiani, quindi avevamo il diritto di avere una legge solo per Genova. (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD). Con tutto il rispetto per gli amici di Ischia e per il terremoto dell'Aquila, avevamo il diritto e voi avete il dovere di fare una legge solo per Genova e l'avremmo approvata tutti.(Applausi dai Gruppi FI-BP e PD).

Ebbene, la prima cosa che ha fatto è stata venire in Parlamento, nella Sala del Mappamondo, davanti alle due Camere riunite, e parlare per un'ora, di cui cinquantacinque minuti contro Autostrade, revocando tutte le concessioni di Autostrade. Signor Ministro, le ricordo che lei ha revocato 400 metri di autostrade dal punto del crollo del ponte a Genova Ovest e altri 400 metri di autostrade dal punto del crollo del ponte a Genova Cornigliano: in tutto 800 metri. Se non lo sa, la Società autostrade gestisce 2.858 chilometri. (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD).

MALLEGNI (FI-BP). Ma non lo sa!

BERNINI (FI-BP). Ci guardi!

BIASOTTI (FI-BP). Toninelli, scusi! Lei ha revocato 800 metri. Si vergogni, faccia questa revoca!

BELLANOVA (PD). Toninelli, esci dal tunnel!

BIASOTTI (FI-BP). E poi mi scusi, tornando alle cose serie, lei ha scritto nel decreto che la Società autostrade, essendo responsabile dell'infrastruttura, ha l'obbligo e il dovere di spendere e di ricostruire l'opera. Ma scusi, lei parla dell'obbligo di spendere per ricostruire il ponte e non glielo fa fare?

MALLEGNI (FI-BP). Ma non lo sa!

BIASOTTI (FI-BP). E poi prevede che chiaramente il commissario i soldi li prenda da un'altra parte, se non paga la Società autostrade. Ma perché non glielo avete fatto fare alla Società autostrade, che è l'unico soggetto ad aver fatto il progetto? In seguito lei, signor Ministro, avrebbe potuto revocare, condannare, fucilare, quello che voleva. Ma ci dia questo ponte!

VOCI DAL GRUPPO FI-BP. Dimissioni! Dimissioni! Dimissioni!

PRESIDENTE. No, i cori da stadio sono banditi in quest'Aula.

BIASOTTI (FI-BP). Signor Ministro, se lei avesse approfondito, non avrebbe potuto dare degli ignoranti ai genovesi che l'hanno criticata perché lei voleva fare un ponte vivibile, transitabile e percorribile. Il ponte di Genova non è quello di Istanbul, che è un ponte nella città, come anche il Ponte vecchio a Firenze. Il ponte Morandi è un viadotto autostradale a 50 metri sul Polcevera, che esonda un anno sì e l'altro anche. (Applausi della senatrice Bellanova). Come si fa a dire delle cavolate del genere?

Per quanto riguarda i commissari, lei ne ha nominati cinque e dopo una settimana ne ha revocati tre e due si sono dimessi per incompatibilità. (Commenti dal Gruppo M5S). Tutti abbiamo chiesto di nominare commissario il Presidente della Regione, che era già stato dal vostro Governo nominato...

VOCI DAL GRUPPO FI-BP. Ma signor Ministro! Signor Ministro, ci ascolti! Spenga il telefonino, vergogna!

VOCI DAL GRUPPO PD. Deve ascoltare!

PRESIDENTE. Scusate! Senatore Biasotti, ha ancora quattro minuti e mezzo. Vada avanti.

BIASOTTI (FI-BP). Signor Presidente, vorrei recuperare il tempo perso. Le rimostranze erano circa il fatto che il Ministro giocava con il cellulare anziché stare un po' attento. (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD).

VOCI DAL GRUPPO FI-BP. Cafone!

PRESIDENTE. Adesso non c'è una conversazione o un dibattito fra il Ministro e il senatore Biasotti. Lei continui, senatore.

BIASOTTI (FI-BP). Io vorrei continuare, signor Presidente.

PRESIDENTE. Deve continuare.

BIASOTTI (FI-BP). Le associazioni tutte, dagli industriali ai commercianti, avevano individuato in Toti il commissario giusto. Però il presidente Toti, un giorno sì e l'altro anche, ha litigato con il ministro Toninelli; allora, per non mettere Toti, hanno deciso di mettere un commissario non ligure e hanno continuato a fare queste dichiarazioni. Poi si vede che o non l'hanno trovato o che questo fantomatico funzionario non ha accettato e allora sono tornati su un genovese, un tale Gemme (persona meravigliosa, che io conosco), per poi accorgersi che il dottor Gemme non era compatibile, perché lavorava in Fincantieri. Siamo tornati allora, per fortuna, su Bucci; quattro tentativi per arrivare al gioco dell'oca.

Ma veniamo al concreto. Signor Ministro, lei ha detto che ha fatto il decreto-legge con il cuore, un decreto inappuntabile sul piano giuridico. Signor Ministro, io non so se lei sa che la sua maggioranza (perché noi della minoranza non abbiamo battuto un chiodo) ha fatto 77 modifiche al suo decreto alla Camera dei deputati. Ora, se io attribuisco un compito a un mio manager e questo mi fa 77 sbagli, io credo che, se non lo mando via, se ne va lui. (Applausi dal Gruppo FI-BP. Commenti della senatrice Bellanova). Quindi, signor Ministro, 77 modifiche; per fortuna, e ringraziamo il vice ministro Rixi e il sottosegretario Siri; ringraziamo chi le ha fatte queste modifiche.

Ma andiamo al contenuto. Lei ha dichiarato sempre che avrebbe cercato di aiutare - perché questo era un caso talmente eclatante che avreste dovuto veramente dare una dimostrazione di efficienza voi dei 5 Stelle, nuovi al Governo - le imprese. Ora, si vede che voi proprio non ce la fate ad aiutare le imprese, perché per voi le imprese sono furto e malaffare. Signor Ministro, le imprese a Genova hanno fatto alla Camera di commercio... (Commenti dal Gruppo M5S).

CROATTI (M5S). Cosa stai dicendo?

BIASOTTI (FI-BP). Una Camera di commercio ha fatto fare un'autocertificazione dove 2.058 imprese hanno autodichiarato, sotto responsabilità penale, che hanno avuto 422 milioni di danni (le imprese della zona arancione). Questo decreto-legge ne prevede 10 e credo che non li daremo a una o a due imprese, ma li divideremo. Signor Presidente, parlo con lei che mi sta a sentire, perché il Ministro gioca con il cellulare. (Applausi dal Gruppo FI-BP. Commenti dal Gruppo PD).

LAUS (PD). Gioca con l'Italia!

BIASOTTI (FI-BP). Mi permetta, 10 milioni fanno 4.858 euro per ogni azienda. Signor Ministro, lasci perdere. Siamo avari, se li tenga quei 10 milioni. Lasci stare, non li vogliamo! (Applausi dal Gruppo FI-BP).

Per quanto riguarda la viabilità e le infrastrutture, signor Ministro, lei parla, ma io le ho consigliato ad agosto di venire a Genova. La Liguria è forse l'unica Regione, insieme alla Sicilia, che ha ancora le autostrade a due corsie e che ha ancora un binario unico; siamo ancora nell'Ottocento. Ha ancora la camionale. Da Genova per andare a Milano facciamo la camionale, signor Ministro, non so se lei l'ha mai fatta: due corsie. (Commenti dal Gruppo M5S).

PRESIDENTE. Fatelo parlare, ognuno ha il diritto di dire quello che vuole. Fatelo terminare.

BIASOTTI (FI-BP). È l'unica città, forse in Europa, ma certamente in Italia, in cui l'autostrada entra nella città, da nord a sud e da est a ovest, per transitarci. E il ponte Morandi è in mezzo a questa città.

Signor Ministro, io gliel'ho già detto al question time: la Gronda, cari amici, non è un pezzo di tetto spiovente dove ci piove l'acqua piovana. (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD. Applausi ironici del senatore Marco Pellegrino). È un'opera essenziale! E, quando lei dice che deve vedere i costi e i benefici, signor Ministro, i costi non ci sono, perché la Gronda è pagata dalla Società autostrade, che è già stata rimborsata con l'aumento dei biglietti e con l'allungamento della concessione. Quindi allo Stato (5 Stelle) costa zero; sono solo benefici. Studi, signor Ministro, per favore. (Applausi dal Gruppo FI-BP).

Andiamo avanti.

Signor Ministro, mi raccomando, quando lei parla della TAV, dice che starete a sentire l'opinione pubblica. Concludo allora con un po' di veleno: signor Ministro, lasci perdere l'opinione pubblica. Io mi sono fatto un po' gli affari suoi.

GASPARRI (FI-BP). Ascolta!

BIASOTTI (FI-BP). Lei si è candidato nel 2010 in Lombardia è ha preso 84 preferenze. Dico 84! (Applausi dal Gruppo FI-BP. Proteste dal Gruppo M5S).

CASTALDI (M5S). Tu zero!

PRESIDENTE. Concluda, senatore Biasotti!

BIASOTTI (FI-BP). Non mi fanno parlare. Poi, non contento, si è candidato al Comune di Crema e ha preso nove preferenze. Nove!

Signor Ministro, se lei ascolta il popolo, se ne vada a casa! (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD. Commenti dal Gruppo M5S).

PRESIDENTE. Senatore, il tempo è terminato, concluda.

CROATTI (M5S). Basta!

BIASOTTI (FI-BP). Concludo riconfermando il voto di astensione del mio Gruppo, certamente non per il ruolo del Governo ma soprattutto perché ci auguriamo, nell'interesse della Nazione, che si rinsavisca e che si faccia qualcosa per la mia Liguria. (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD. Molte congratulazioni. Vivaci proteste dal Gruppo M5S).

SANTILLO (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

SANTILLO (M5S). Signor Presidente, intervengo mentre i nostri colleghi di Forza Italia festeggiano come se avessero vinto il campionato del mondo. (Il senatore Mirabelli fa cenno di voler intervenire).

PRESIDENTE. Siamo in fase di dichiarazione di voto. Per l'ordine dei lavori se ne parla dopo.

SANTILLO (M5S). Per piacere silenzio e tempo, Presidente.

MARCUCCI (PD). Può richiamare il Ministro ad avere un atteggiamento consono?

PRESIDENTE. Ma non stiamo parlando noi due!

SANTILLO (M5S). Signor Presidente, parte da adesso il tempo, spero. Abbiamo appena assistito a dei comizi... (Vivaci proteste dai Gruppi FI-BP e PD).

Presidente, per cortesia, silenzio in Aula, se è possibile.

BELLANOVA (PD). Ascolta!

MIRABELLI (PD). Presidente, è qui a provocare!

PRESIDENTE. Se il Ministro non è interessato ad ascoltare, non possiamo fare nulla! (Vivaci proteste dai Gruppi FI-BP e PD).

SANTILLO (M5S). Presidente, per cortesia, si può chiedere silenzio in Aula? (I senatori dei Gruppi PD e FI-BP intonano il coro: «Fuori! Fuori! Fuori!»).

PRESIDENTE. Signor Ministro, la pregherei di fare attenzione alle dichiarazioni di voto. Molti senatori stanno dicendo che lei è sempre al telefono. La pregherei di ascoltare. Io non posso vedere da qui quello che fa il Ministro. (Proteste dal Gruppo M5S).

Proseguiamo con la dichiarazione di voto.

SANTILLO (M5S). Signor Presidente, il ministro Toninelli è di fronte a me e non è mai stato al telefono. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az).

PRESIDENTE. Vada avanti, prego.

SANTILLO (M5S). Abbiamo assistito a dei comizi elettorali piuttosto che a delle dichiarazioni di voto. Forza Italia, poco fa, si è permessa di offendere un Ministro della Repubblica dimenticando letteralmente di aver scambiato una ragazzina per la nipote di Mubarak. (Applausi dai Gruppi M5S. Commenti dai Gruppi FI-BP e PD).

Questo è stato detto. Il senatore Renzi ha ricordato il senatore Mario Monti, nominato senatore a vita nella scorsa legislatura e mai presente in Aula. Oggi lo vedete? Eppure si parla del decreto-legge su Genova. Ha poi parlato di povertà... (Commenti dal Gruppo PD).

PRESIDENTE. Per favore, ognuno si accomodi al proprio posto e lasciamo finire la dichiarazione di voto.

SANTILLO (M5S). Abbiamo sentito parlare di povertà. Qualcuno qui si dovrebbe chiedere, dato che amministrava precedentemente il Paese, come ha fatto a far scendere 1.700.000 famiglie e cinque milioni di italiani sotto la soglia di povertà. Menomale che il Governo del cambiamento propone il reddito di cittadinanza. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az).

PRESIDENTE. Vi pregherei di accomodarvi tutti!

SANTILLO (M5S). Infine c'è qualcuno che non sa leggere perché l'articolo 25 del decreto-legge, ed entro nel merito, si intitola: «Definizione delle procedure di condono». (Applausi dal Gruppo M5S. Applausi ironici e commenti del Gruppo PD).

MARCUCCI (PD). Bravo! È un condono!

SANTILLO (M5S). Si capisce chiaramente che riguarda case danneggiate dal sisma che hanno richieste di condono pendenti. Nessun nuovo condono! (Applausi dal Gruppo M5S).

Ci troviamo oggi a votare in Assemblea un decreto-legge che non avrebbe mai dovuto avere motivo di esistere. (Commenti dal Gruppo PD). Signor Presidente, si può parlare? (Proteste dal Gruppo M5S all'indirizzo del Gruppo PD).

PRESIDENTE. Nessuno di voi è stato interrotto. Fatelo finire! (Commenti della senatrice Moronese).

SANTILLO (M5S). Non dico questo, perché come ovvio nessuno di noi avrebbe mai voluto che si verificasse nel nostro Paese una tragedia... (Commenti della senatrice Bellanova)

Signor Presidente, non riesco a parlare. (Proteste dal Gruppo PD).

PRESIDENTE. Non è possibile. Mi costringete a sospendere la seduta. (Alcuni senatori del Gruppo M5S intonano il coro: «Fuori! Fuori!» all'indirizzo dei senatori del Gruppo PD. Commenti del Gruppo PD all'indirizzo del Ministro).

VOCI DAL GRUPPO PD. Condono! Condono!

PRESIDENTE. Ma basta! Guardate, questa mattina mi sembra un'Assemblea da asilo infantile. Per favore, finite!

Avanti, finisca la sua dichiarazione di voto, senatore Santillo.

SANTILLO (M5S). Signor Presidente, ho appena iniziato.

Nessuno di noi avrebbe mai voluto che si verificasse, nel nostro Paese, una tragedia come quella di Genova o gli eventi sismici del Centro Italia e dell'isola di Ischia. Se quelli che ci hanno preceduto, i competenti (Proteste dal Gruppo PD) avessero attuato dei programmi efficaci di prevenzione, controllo, monitoraggio delle infrastrutture (Applausi dal Gruppo M5S)e nel caso dei terremoti avessero messo in campo interventi efficaci e tempestivi di messa in sicurezza e di ricostruzione post-sisma, oggi non saremo qui a votare un provvedimento...

MALPEZZI (PD). A votare un condono!

SANTILLO (M5S). ...che appunto riguarda delle emergenze che potevano e dovevano essere evitate. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az).

Il 14 agosto scorso a Genova è crollato il ponte Morandi, mettendo in evidenza una delle più grandi falle del sistema delle concessioni autostradali: i controlli. Come stabilisce l'articolo14 del codice della strada, per le strade in concessione i poteri e i compiti dell'ente proprietario della strada sono esercitati dal concessionario. Questi poteri sono la manutenzione, la gestione e la sicurezza. Ebbene, Signor Presidente, il paradosso è che chi doveva essere controllato si controllava da solo. Così la Società autostrade per l'Italia sosteneva che il ponte Morandi era sicuro e nel frattempo i Governi precedenti, in un esercizio di imbarazzante superficialità, effettuavano i controlli soltanto leggendo le carte. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az). Ora, mentre cercheremo di porre rimedio anche a questa indecenza, Signor Presidente, abbiamo un'unica certezza: la Società autostrade per l'Italia non parteciperà alle ricostruzioni del ponte. (Applausi dal Gruppo M5S. Commenti delle senatrici Bellanova e Malpezzi), perché se a casa mia l'ascensore cade dall'ottavo piano con delle persone dentro, a rimontarlo non richiamerò mai la ditta che ha il contratto di manutenzione e sicurezza; quella, tutt'al più mi pagherà il risarcimento e i lavori per il ripristino. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az).

Insieme a quel ponte, Signor Presidente, sono crollati i sogni e le speranze, la quotidianità e le aspettative di tante persone, lavoratori e aziende. Ora i cittadini di Genova hanno bisogno di recuperare al più presto la normalità e il Governo ha trovato le risorse da mettere in campo. Per questo motivo sono stati affidati poteri speciali al commissario per la ricostruzione, sono state studiate misure fiscali che possano dare ossigeno a queste persone e misure di sostegno a favore delle imprese danneggiate come conseguenza del crollo e stanziate risorse straordinarie per fronteggiare le criticità dei trasporti e della viabilità e per l'ottimizzazione dei flussi veicolari e della logistica del porto: il vero punto nevralgico della città di Genova. È necessario, Signor Presidente, intervenire con urgenza per avere la certezza che tragedie come quella di Genova non si ripetano più. Chi ci ha preceduto, sempre quelli competenti, ci consegnano un'Italia che in ambito infrastrutturale ha bisogno di essere rivista da cima a fondo. I cittadini devono avere la certezza che le loro strade e autostrade, ponti, viadotti dighe e gallerie siano sicuri, perché loro le pagano e loro le utilizzano. (Commenti della senatrice Bellanova).

BITI (PD). Il Ministro è sempre al telefono! (Proteste dal Gruppo PD. Richiami del Presidente).

SANTILLO (M5S). È grazie a questo decreto-legge che verranno istituiti l'Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie e delle infrastrutture stradali e autostradali... (Commenti dal Gruppo PD).

PRESIDENTE. Non posso avere sempre gli occhi a... (Proteste della senatrice Biti). Continui, senatore Santillo.

SANTILLO (M5S). Con questo decreto-legge istituiamo dunque l'Agenzia per la sicurezza delle ferrovie e delle infrastrutture stradali e autostradali, l'archivio informatico nazionale delle opere pubbliche, nonché il sistema di monitoraggio dinamico per la sicurezza delle infrastrutture. Adesso sì che miglioreremo la sicurezza delle infrastrutture nel nostro Paese. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az).

Altri Paesi, Signor Presidente, vantano già da anni questo tipo di strumenti e risulta paradossale che un Paese come il nostro, leader mondiale nella costruzione di infrastrutture, non avesse il minimo controllo delle proprie infrastrutture. Completerà la nostra strategia l'assunzione di 300 ingegneri e tecnici, che lavoreranno per la nostra sicurezza.

Signor Presidente, quelli che ci hanno preceduto, sempre i famosi "competenti", sembrano aver scoperto solo ora la piaga dell'abusivismo edilizio. Se ne sono accorti adesso, con Ischia. (Commenti del Gruppo PD).

VOCE DAL GRUPPO PD. L'avete scoperto voi.

VOCE DAL GRUPPO PD. Condono!

SANTILLO (M5S). Il MoVimento 5 Stelle lo dice da sempre: non intervenire con decisione per contrastare il fenomeno dell'abusivismo edilizio provoca tragedie, deturpa il paesaggio... (Commenti della senatrice Bellanova che mostra il testo del provvedimento).

PRESIDENTE. Senatrice, metta giù il cartello. La smetta. Lo metta giù, ho detto, e si sieda. Basta. Senta, l'intolleranza è un brutto segnale della democrazia parlamentare (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az). Metta giù il cartello. (Ripetuti commenti della senatrice Bellanova).

Continui, senatore Santillo. (Commenti dal Gruppo PD. (Commenti della senatrice Malpezzi).

Smettetela, non abbiamo bisogno di dimostrazioni. Ognuno conosce benissimo il testo. Smettetela di interrompere. Senatrice Malpezzi, si sieda.

Continui, senatore Santillo.

SANTILLO (M5S). Il 27 agosto 2017 una scossa di terremoto di una magnitudo che in altri Paesi non avrebbe fatto grandi danni, metteva in ginocchio una delle più belle isole d'Italia, e precisamente i tre Comuni di Casamicciola Terme, Lacco Ameno e Forio d'Ischia. Un'isola che ha fatto dell'abusivismo edilizio il proprio marchio di fabbrica, ma i cui cittadini hanno bisogno di non essere abbandonati dallo Stato. (Proteste dai Gruppi PD e FI-BP).

Ora, l'assurda strumentalizzazione di quanto contenuto in questo provvedimento riguardante l'isola di Ischia finalmente trovala parola «fine». Ad Ischia non c'è alcun nuovo condono edilizio! (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az. Commenti dai Gruppi PD e FI-BP).Il MoVimento da 5 Stelle è da sempre contro i condoni. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az).Ma il signor Giuseppe, che ha una pratica da venticinque anni di richieste ed ha un edificio danneggiato, ha il diritto di sapere se avrà il contributo della ricostruzione. Perché, se non ne avrà diritto, vedrà abbattuto l'abuso, cosa che i precedenti Governi non hanno fatto. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az).

MALPEZZI (PD). Condono!

SANTILLO (M5S). Ribadiamo ancora che l'erogazione dei contributi sarà subordinata all'accoglimento delle istanze e interesserà soltanto i volumi non condonati, cioè la parte già esistente ed assentita, e ovviamente nel rispetto dei vincoli paesaggistici, sismici e idrogeologici.

Pensiamo che questa sia una cosa giusta, onorevoli colleghi. Per il MoVimento 5 Stelle le problematiche dell'abusivismo edilizio e della mitigazione del rischio idrogeologico si risolvono con dispositivi ad hoc e non con emergenze. (Proteste dal Gruppo PD. Proteste dal Gruppo M5S verso il Gruppo PD).

PRESIDENTE. Smettetela di protestare. Smettetela. Ho detto che non è un bel segnale. Smettetela. La smetta, senatrice Malpezzi, si sieda e la smetta.

SANTILLO (M5S). Ad Ischia non c'è stato un terremoto di serie B, ricordiamolo a tutti. Quelli che ci hanno preceduto, signor Presidente, hanno lasciato i cittadini del Centro Italia, in attesa di poter ripartire dopo la distruzione causata dalle scosse del terremoto 2016 e 2017. Un'emergenza nell'emergenza e ancora una volta per un'approssimazione e una superficialità che un Paese come il nostro, ad altissimo rischio sismico, non si può permettere. (Commenti della senatrice Bellanova).

Interverremo con questo provvedimento per disciplinare le piccole difformità edilizie al fine di accelerare le attività di riparazione e ricostruzione degli edifici privati presenti nei Comuni colpiti dagli eventi sismici, così finalmente anche il Centro Italia potrà ripartire.

Gli esempi di come sono state gestite le emergenze in questo Paese da parte di chi ci ha preceduto, devono farci riflettere su quanto sia importante il lavoro di prevenzione, nonché la necessità di trovarsi sempre pronti ad affrontarle, con tutti gli strumenti che un Governo deve mettere in campo per dare risposte tempestive ed efficaci ai cittadini.

Il territorio italiano, per propria conformazione naturale, è molto vulnerabile sismicamente e fragile idrogeologicamente. Se fortunatamente possiamo contare su squadre di soccorso di eccellenza mondiale, sempre pronte a fare il proprio dovere in condizioni spesso non facili, non è secondario pensare di essere sempre pronti, come Stato, ad intervenire quando è necessario.

Con questo provvedimento implementiamo il concetto di cabina di regia presieduta dal Presidente del Consiglio dei ministri, con i Ministri dell'economia e delle finanze, delle infrastrutture e dei trasporti, dell'ambiente, nonché i più alti rappresentanti delle Regioni e dei Comuni.

Per quanto riguarda, infine, il controverso argomento dei fanghi di depurazione, i "competenti" che ci hanno preceduto sono stati addirittura in grado di trasformare in emergenza una vicenda del tutto ordinaria.

Bisogna fare i conti con la realtà. I fanghi di depurazione esistono; i fanghi di depurazione delle acque reflue ci sono e sono in un quantitativo enorme. Ovviamente, signor Presidente, stiamo parlando di fanghi di provenienza urbana, non industriale, quindi contenenti idrocarburi di origine naturale, oli e grassi vegetali ed animali derivanti dagli scarti di cucine e mense, ma anche dalla trasformazione di prodotti alimentari. Invece i limiti per le sostanze pericolose contenute nei fanghi diventeranno molto stringenti, a tutela dell'ambiente e della salute pubblica.

VERDUCCI (PD). Ci avvelenate per decreto! È un condono!

SANTILLO (M5S). Signor Presidente, concludo il mio intervento esprimendo il voto favorevole del Gruppo MoVimento 5 Stelle sul provvedimento in esame, il decreto-legge che non avrebbe mai dovuto venire alla luce in quest'Aula ma che in realtà, facendo i conti con i fatti, siamo stati costretti a redigere per trovare le risposte urgenti che uno Stato deve garantire ai propri cittadini, specialmente a quelli in difficoltà. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az. Congratulazioni).

VOCI DAL GRUPPO PD. Vergogna! Vergogna! Vergogna! Onestà! Onestà! Onestà!

PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale... (Alcuni senatori del Gruppo FI-BP fanno cenno di voler intervenire. Vivaci proteste dal Gruppo PD).

Basta! Prima votiamo, poi parliamo sull'ordine dei lavori. (Vivaci proteste dai Gruppi FI-BP e PD).

MARCUCCI (PD). Hai paura, Toninelli? (Il ministro Toninelli fa cenno di voler intervenire dopo la votazione).

PRESIDENTE. In replica a cosa, signor Ministro?

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo del disegno di legge, composto del solo articolo 1.

(Segue la votazione).

(Vivaci proteste dai Gruppi FI-BP e PD).

Proclamo il risultato della votazione nominale con scrutinio simultaneo:

Senatori presenti

270

Senatori votanti

269

Maggioranza

109

Favorevoli

167

Contrari

49

Astenuti

53

Il Senato approva. (v. Allegato B).

(Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az e dai banchi del Governo. Molte congratulazioni. Vivaci proteste dai Gruppi FI-BP e PD. Il ministro Toninelli esulta con il pugno alzato).

VOCI DAL GRUPPO PD. Vergogna! Vergogna! Vergogna!

PRESIDENTE. La seduta è sospesa.

(La seduta, sospesa alle ore 10,52, è ripresa alle ore 10,55).

Riprendiamo i lavori. (Ripetuti commenti dai Gruppi FI-BP e PD).

FARAONE (PD). Deve andare via!

PRESIDENTE. Ministro Toninelli, dal mio scranno non riesco a vedere l'atteggiamento che lei ha, perché c'è un banco alto che mi impedisce di farlo. Mi risulta che lei abbia gesticolato in maniera non troppo commendevole per un Ministro. (Commenti dai Gruppi FI-BP e PD. Vivaci proteste dal Gruppo M5S).

Devo necessariamente riprendere alcuni atteggiamenti che non sono commendevoli e non possono essere riprodotti in quest'Aula. Quindi, invito tutti a un atteggiamento corretto, nel rispetto delle istituzioni. In questa sede deve essere permesso a tutti dire esattamente quello che si vuole, ma non è permesso a nessuno - ripeto, a nessuno - avere atteggiamenti poco commendevoli e irrispettosi della dignità di quest'Assemblea. (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD).

Aveva chiesto di parlare la senatrice Bernini. Ne ha facoltà.

BERNINI (FI-BP). Signor Presidente, condivido in pieno la sua affermazione secondo cui tutti debbono parlare quando hanno qualcosa da dire. (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD).

Ancora non ho compreso per quale motivo non mi sia stata data la parola quando l'ho chiesta e sia stata fatta una vergognosa manifestazione di inciviltà da parte del ministro Toninelli, che ha alzato il pugno durante la votazione. (Applausi dai Gruppi FI-BP, PD e FdI). Il Ministro ha avuto un comportamento che quest'Assemblea non merita di vedere. (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD).

Signor Presidente, mi perdoni, ma noi abbiamo chiesto ripetutamente, durante le nostre dichiarazioni di voto, libera manifestazione democratica di un pensiero politico proprio della minoranza, che il Governo ci ascoltasse, ma ciò non è avvenuto. (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD).

VOCI DAI GRUPPI FI-BP E PD. Dimissioni, dimissioni, dimissioni!

PRESIDENTE. Colleghi, così facendo mi costringete a sospendere la seduta. Questa prova di indisciplina non vi fa onore.

BERNINI (FI-BP). L'indisciplina è lì!

PRESIDENTE. Colleghi, la dovete smettere con queste manifestazioni. Non vi fanno onore. Ognuno ha diritto di parlare e non è giusto che gli altri interrompano. Lo trovo francamente intollerabile. Senatrice Bernini, concluda il suo intervento.

BERNINI (FI-BP). Signor Presidente, mentre si parlava di morti, disperazione e ricostruzione, il ministro Toninelli digitava sul suo telefonino! (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD). Abbiamo chiesto più volte la sua attenzione, ma non l'abbiamo ottenuta. L'abbiamo visto masticare gomma americana e sbeffeggiarci! (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD). Non gli chiediamo di condividere o comprendere quello che stiamo dicendo; gli chiediamo di ascoltare e dare un esempio al Paese e alle scolaresche che stavano assistendo ai nostri lavori dalle tribune. (Brusio). Presidente, mi ascolti almeno lei.

PRESIDENTE. Io sto cercando di ascoltare, se lo permettete, tenendo un'Assemblea disciplinata. Senatrice Bernini, c'è chi urla da una parte e chi dall'altra e così anche le sue parole si perdono nel vento, perché non si sente assolutamente niente da qui.

Prego, senatrice Bernini, prosegua il suo intervento.

BERNINI (FI-BP). Non accettiamo che il MoVimento 5 Stelle impartisca lezioni al Gruppo Forza Italia, che ha sempre manifestato tolleranza e correttezza nei confronti delle argomentazioni altrui. (Commenti dal Gruppo M5S).

Ministro Toninelli, non venga mai più in quest'Aula ad alzare i pugni. Non glielo permetteremo! (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD). (Il ministro Lezzi fa cenni di fare silenzio e di andare a casa all'indirizzo del Gruppo FI-BP. Vivaci proteste dai Gruppi FI-BP e PD all'indirizzo del Governo).

PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia, non sento niente. C'è talmente tanta confusione che, anche qualora ci fosse la possibilità di accogliere le vostre istanze, non potrei farlo perché fate talmente tanto chiasso che non capisco.

TAVERNA (M5S). Sospenda la seduta, Presidente.

MOLES (FI-BP). Di' al Ministro di stare zitta. (Vivaci proteste del senatore Battistoni).

MIRABELLI (PD). Presidente, guardi cosa fa.

MARCUCCI (PD). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MARCUCCI (PD). Signor Presidente, ormai è da qualche mese... (Forte brusio in Aula).

PRESIDENTE. Colleghi, se continuate così sospendo la seduta. (Applausi dal Gruppo M5S).

LUPO (M5S). Sarebbe ora!

PRESIDENTE. Ognuno torni al proprio posto.

Abbia pazienza, senatore Marcucci. Vorrei vedere ognuno al proprio posto. Prego.

MARCUCCI (PD). Signor Presidente, sono mesi ormai che le chiediamo con molta forza di gestire - mi permetta - in modo diverso questa Assemblea. Continuamente, soprattutto quando vi è la presenza del Governo, e in particolare dei Ministri, assistiamo ad atti provocatori e offensivi nei confronti del Parlamento. (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD). Si sono manifestati con il ministro Di Maio; furono molto palesi ed espressivi con il ministro Salvini, che chiaramente sfidò e prese in giro il Senato della Repubblica. (Applausi dal Gruppo PD).

Questi atti offensivi ci sono stati oggi, da parte del ministro Toninelli, prima, e da parte del ministro Lezzi qualche secondo fa, sotto di lei, nonostante i suoi richiami.

Questo è il modo con il quale il Governo di Lega e MoVimento 5 Stelle considera il Senato della Repubblica. (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD). Lei, signor Presidente, non lo ha mai richiamato, neanche una volta, nonostante questi comportamenti.

Non è accettabile che il primo a delegittimare il Parlamento sia l'Esecutivo di questo Paese, un Esecutivo pericoloso.

RENZI (PD). Smettila con quel telefonino. (All'indirizzo del ministro Lezzi).

MARCUCCI (PD). Signor Presidente, le chiedo: chiudiamo con dignità la seduta di oggi. (Ilarità dal Gruppo M5S). Certo, voi ridete perché il vostro atteggiamento è stato questo.

Purtroppo, un decreto che avrebbe dovuto sanare, per ciò che è possibile, una enorme...

MALPEZZI (PD). Ministro, lasci quel telefonino e ascolti. (Proteste dal Gruppo PD).

MARCUCCI (PD). Signor Presidente, le chiedo di chiudere con dignità questa seduta.

Questo decreto, su un tema così delicato, su una ferita umana così profonda...

RIPAMONTI (L-SP-PSd'Az). Avete votato contro!

MARCUCCI (PD). …ha trasformato sotto il nome della vicenda di Genova molte vergogne di questo Paese.

Le chiedo di concludere con dignità, Presidente. Chiuda la seduta, per favore, con un minuto di silenzio per i morti di Genova. Riacquistiamo la dignità del Parlamento. (Applausi dai Gruppi PD e FI-BP).

RIPAMONTI (L-SP-PSd'Az). Lo abbiamo già fatto, fenomeno! Lo abbiamo fatto il giorno dopo. Piantala.

PATUANELLI (M5S). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PATUANELLI (M5S). Signor Presidente, mi sembra evidente che i Gruppi di maggioranza, sia il MoVimento 5 Stelle che la Lega, oggi hanno dimostrato grande responsabilità ascoltando in silenzio tutti interventi delle forze di opposizione, senza interrompere mai una volta, compresi gli interventi che contestiamo nel merito. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az).

Questo è il senso di appartenenza a quest'Assemblea che le forze di maggioranza stanno dimostrando: ascoltare le cose che dicono le opposizioni, anche quando non si comprendono o si contestano. (Commenti dal Gruppo FI-BP). Perché il sale della democrazia è proprio questo.

GIRO (FI-BP). Non c'entra un tubo.

PATUANELLI (M5S). Questa è la dimostrazione che evidentemente non per tutti è così. (Commenti dai Gruppi PD e FI-BP. Richiami del Presidente).

Oggi il Governo è stato presente in quest'Aula ad ascoltare il contributo di tutti, perché si ascolta con le orecchie e non si ascolta con le mani, né con gli occhi. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az. Proteste dai Gruppi FI-BP e PD).

MALPEZZI (PD). Stando al cellulare, ascoltava.

PATUANELLI (M5S). Credo che un piccolo gesto di giubilo da parte di un Ministro che ha impegnato tanta parte della sua estate per i problemi del crollo del ponte Morandi... (Commenti della senatrice Gallone).

PRESIDENTE. Senatrice Gallone, la smetta. La richiamo!

PATUANELLI (M5S). Un piccolo gesto di giubilo, dopo l'approvazione di un decreto‑legge così importante, questo sì dà dignità alla città di Genova. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az. Proteste dai Gruppi FI-BP e PD).

FERRARI (PD). Sì, tre mesi dopo.

PATUANELLI (M5S). un gesto da parte del Ministro, che ci ha messo grande impegno per un lungo periodo dell'estate, per portare in quest'Aula un provvedimento che dà 800 milioni di euro alle zone che in questo Paese sono colpite da emergenza, credo che sia più che tollerabile. Non ha fatto gesti volgari o inopportuni. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az. Commenti dal Gruppo PD).

MARCUCCI (PD). Signor Presidente!

PRESIDENTE. Lei ha parlato e nessuno l'ha interrotta. (Commenti del senatore Marcucci). La smetta, perché non si può chiedere rispetto e non darlo. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az).

Continui, senatore Patuanelli.

PATUANELLI (M5S). Grazie, Presidente. Credo che oggi si sia forse manifestata una delle pagine più brutte da quando è iniziata la XVIII legislatura. (Applausi ironici dal Gruppo FI-BP. Commenti dal Gruppo PD).

Non è certamente per colpa dell'atteggiamento delle forze di maggioranza o del ministro Toninelli. (Commenti dai Gruppi FI-BP e PD).

Io credo che il presidente Marcucci abbia ragione su una cosa: cerchiamo di chiudere con dignità questa seduta. Posso anche associarmi alla richiesta di un minuto di silenzio per le vittime del crollo del ponte Morandi, con la consapevolezza...

GIRO (FI-BP). Non si fa con il pugno chiuso! (Richiami del Presidente).

PRESIDENTE. I commenti oggi sono davvero inopportuni. Avrei immaginato che oggi fosse davvero una giornata diversa, perché pesano su tutti i 43 morti, su tutte le nostre coscienze. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az e dai banchi del Governo. Applausi ironici del senatore Giro).

Avrei immaginato davvero un'Assemblea diversa. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az e dai banchi del Governo. Commenti dal Gruppo PD).

PATUANELLI (M5S). Concludo, signor Presidente, dicendo semplicemente che oggi certamente non si restituiranno i morti di Genova alle loro famiglie, ma l'impegno del Governo dimostra che si può stare vicino a quelle famiglie, al tessuto produttivo e industriale e ai cittadini. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il ministro Toninelli. (Commenti dal Gruppo PD. Alcuni senatori del Gruppo FI-BP mostrano i telefoni cellulari).

Adesso il Ministro parla nel silenzio dell'Assemblea.

MARCUCCI (PD). E noi telefoniamo.

MALPEZZI (PD). A che titolo parla?

PRESIDENTE. Lo avete contestato? Ora parla il ministro Toninelli. Fatelo parlare. (Commenti dal Gruppo PD).

TONINELLI, ministro delle infrastrutture e dei trasporti. Signor Presidente, vorrei ringraziare tutti i deputati, i senatori e i membri del Governo per aver lavorato giorno e notte in queste settimane... (Proteste dal Gruppo PD).

VOCI DAL GRUPPO PD. Non lo può fare!

PRESIDENTE. Non sento niente. Ministro Toninelli, continui.

TONINELLI, ministro delle infrastrutture e dei trasporti. Il mio intervento è per portare il ringraziamento del sottoscritto a tutti i deputati e i senatori che in queste settimane, lavorando giorno e notte, hanno permesso a questa Assemblea di approvare un provvedimento che stanzia circa 300 milioni di euro per Genova e per i genovesi. (Proteste dal Gruppo PD).

Chi oggi ha gioito, ha gioito per i cittadini di Genova.

MARCUCCI (PD). Presidente, non può farlo adesso, perché è già stato approvato!

TONINELLI, ministro delle infrastrutture e dei trasporti. Per le 266 famiglie che hanno perso la casa e che nei prossimi giorni avranno, grazie a questa approvazione, soldi stanziati per comprare finalmente una nuova abitazione. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az. Proteste dei senatori Malpezzi, Marcucci e Verducci).

PRESIDENTE. Ministro, è meglio che termini.

FERRARI (PD). Deve parlare sull'ordine dei lavori. Doveva parlare prima dell'approvazione: non può parlare sul provvedimento, il provvedimento è chiuso.

PRESIDENTE. Il Ministro ha diritto, secondo il Regolamento, d'intervenire quando vuole; voi, che siete senatori di lunga data, questa regola la conoscete bene, e quindi non ve la devo ricordare. (Ripetuti commenti dei senatori Bellanova, Ferrari, Malpezzi e Marcucci).

VERDUCCI (PD). Non lo può fare, Presidente. Lo doveva fare prima!

MALPEZZI (PD). Vergogna!

TONINELLI,ministro delle infrastrutture e dei trasporti. Signor Presidente, non voglio neanche concludere un discorso, dico solo una cosa: ricordiamo nelle tante tragedie capitate in Italia, ovviamente diverse, quanti anni hanno aspettato per avere una nuova casa quei cittadini che avevano perso un'abitazione; ebbene, grazie all'approvazione di questo decreto-legge, domani 266 famiglie, per la prima volta nella storia, dopo un evento tragico e unico, come quello di Genova, a soli quarantasette o quarantotto giorni dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e a novanta giorni da tale accadimento, avranno una casa e i soldi. (Ripetuti commenti dal Gruppo PD).

D'ARIENZO (PD). Buffone!

TONINELLI, ministro delle infrastrutture e dei trasporti. Questa è una gioia straordinaria, che penso nessuno di voi, neanche quelli che oggi stanno alzando la voce... (Vivaci, reiterate proteste dei senatori Bellanova, Verducci, e Malpezzi. Il senatore D'Arienzo emette un fischio).

PRESIDENTE. Devo leggere il Regolamento? Ve lo deve rileggere? «I Ministri hanno diritto di intervenire quando vogliono e quando lo richiedono».

MARCUCCI (PD). No, Presidente, no non può finire, non lo può dire!

PRESIDENTE. (All'indirizzo del senatore Marcucci). Si rilegga la Costituzione, oltre che il Regolamento, mi faccia il piacere. Prego, signor Ministro, continui. (Prolungate proteste dei senatori Malpezzi, Valente e Verducci).

MARCUCCI (PD). La devono leggere loro, la Costituzione!

MALPEZZI (PD). Lo rileggano loro, il Regolamento!

TONINELLI, ministro delle infrastrutture e dei trasporti. Signor Presidente, considerata l'impossibilità di parlare a quest'Assemblea e, soprattutto, ai cittadini genovesi e ai tutti gli italiani fuori, concludo dicendo non solo che questo Governo è stato vicino, fin dal primo istante, a Genova, a tutta la città e a tutti i genovesi, con questo decreto-legge che abbiamo approvato velocemente, ma che, come sapete, nella manovra di bilancio Genova avrà destinati altri 500 milioni. (Generali proteste dal Gruppo PD).

La gioia e l'esultanza - perché di questo parliamo - sono dovute al fatto che la meravigliosa città di Genova si rialzerà, perché è stata in ginocchio per un evento che avrebbe dovuto e potuto essere evitato e del quale magari c'è qualche responsabile in quest'Aula (Applausi dal Gruppo M5S), che ha permesso a società autostradali di ingrassare enormemente le proprie finanze con regole a vantaggio esclusivo dei privati. (Vivissime proteste dei senatori Marcucci, Valente e Verducci).

PRESIDENTE. Basta, signor Ministro, grazie; va bene così.

BELLANOVA (PD). Presidente, ci faccia ascoltare, non alzi la voce solo con noi!

TONINELLI, ministro delle infrastrutture e dei trasporti. Mi permetta di concludere, per favore, signor Presidente.

PRESIDENTE. Prego, signor Ministro.

TONINELLI, ministro delle infrastrutture e dei trasporti. Ringrazio ancora quest'Assemblea, perché qui c'è gente che ha messo veramente grande impegno e non replicherò a coloro che mi hanno attaccato personalmente, perché uno è già stato mandato a casa dagli italiani e l'altro in Liguria ha lasciato semplicemente un rinvio a giudizio per spese pazze e peculato. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az. Vibrate proteste dal Gruppo PD).

PRESIDENTE. Visto che Genova costituisce per tutti noi una ferita ancora aperta, vorrei accogliere l'invito del senatore Marcucci a rispettare un minuto di silenzio in onore delle vittime del crollo del Ponte Morandi. (Il Presidente e l'Assemblea si levano in piedi e osservano un minuto di raccoglimento, cui seguono generali applausi).