Legislatura 18ª - 1ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 41 del 31/10/2018

IN SEDE REFERENTE 

 

(840) Conversione in legge del decreto-legge 4 ottobre 2018, n. 113, recante disposizioni urgenti in materia di protezione internazionale e immigrazione, sicurezza pubblica, nonché misure per la funzionalità del Ministero dell'interno e l'organizzazione e il funzionamento dell'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata

(Seguito dell'esame e rinvio)  

 

Prosegue l'esame, sospeso nella seduta antimeridiana di ieri e rinviato nella seduta pomeridiana di ieri.

 

     Il PRESIDENTE, in qualità di relatore, comunica di aver presentato le riformulazioni 21.600 (testo corretto), 23.0.600 (testo corretto) e 38.0.600 (testo corretto), pubblicate in allegato.

 

Il PRESIDENTE dà conto delle motivazioni che hanno portato all'ammissibilità dell'emendamento x1.600, che introduce, nell'articolo unico del disegno di legge di conversione, alcuni commi che prevedono una delega al Governo per l'adozione di uno o più decreti legislativi recanti disposizioni integrative e correttive in materia di riordino dei ruoli e delle carriere del personale delle Forze armate e delle Forze di polizia. Pur consapevole dei profili di criticità che, sotto l'aspetto del corretto rapporto tra fonti del diritto, potrebbero indurre a evitare che disposizioni di delega legislativa siano approvate all'interno dell'iter di conversione di un decreto-legge, anche in considerazione della peculiare natura di questo tipo di procedimento, nota tuttavia che tali riserve non rilevano, a suo avviso, sotto il profilo della proponibilità dell'emendamento, anche considerando la giurisprudenza costituzionale in materia. In particolare, la sentenza n. 237 del 2013, nel ribadire gli orientamenti già espressi nella precedente sentenza n. 22 del 2012, afferma che l'omogeneità del decreto-legge deve essere osservata anche dalla legge di conversione e che il Parlamento può esercitare la propria potestà legislativa introducendo disposizioni aggiuntive, ma con il limite dell'omogeneità complessiva dell'atto normativo, rispetto all'oggetto o allo scopo. Con riguardo alla specifica questione della delegazione legislativa, la sentenza n. 237 espressamente afferma che anche l'introduzione, nella legge di conversione, di una disposizione di delega deve essere coerente con la necessaria omogeneità della normativa di urgenza. Pertanto, un emendamento recante una delega legislativa può considerarsi proponibile, purché il suo contenuto sia omogeneo rispetto al contenuto del decreto-legge da convertire e tale requisito appare rispettato dall'emendamento x1.600. Infatti, conclude, nel decreto-legge all'esame è contenuta una disposizione, l'articolo 35, la quale reca ulteriori disposizioni in materia di riordino dei ruoli e delle carriere del personale delle Forze di polizia e delle Forze armate.

 

Si apre un dibattito.

 

Il senatore MALAN (FI-BP), in considerazione della decisione di ammettere all'esame l'emendamento x1.600, che introduce un nuovo argomento nella discussione, chiede che la Presidenza riesamini la proponibilità degli emendamenti presentati in materia dal proprio Gruppo.

 

Il PRESIDENTE conferma le proprie determinazioni. In proposito, rileva che risultano diversi emendamenti presentati dal Gruppo del senatore Malan riferiti all'articolo 35 e dichiarati proponibili.

 

La senatrice DE PETRIS (Misto-LeU) evidenzia come l'emendamento x1.600, seppur supportato dai precedenti citati, costituisca in ogni caso una forzatura, adottata per aggirare l'improprietà di approvare deleghe legislative nell'iter di conversione di un decreto-legge. Auspica perciò che per il futuro non vi si faccia ricorso. Nota poi che, se il tema è quello di rimuovere l'attuale tetto all'organico delle forze di polizia, si potrebbe ricorrere ad una modifica puntuale.

 

Il senatore MIRABELLI (PD), pur ringraziando il Presidente per le ragioni addotte a supporto della sua decisione, ritiene che si tratti di una forzatura. Il riordino delle forze di polizia richiederebbe almeno una discussione più approfondita rispetto a quella consentita dall'esame di un singolo emendamento.

 

Il PRESIDENTE informa che, in attesa della trasmissione dei pareri mancanti da parte della 5ª Commissione, che a sua volta sta aspettando le indicazioni della Ragioneria generale dello Stato, l'esame procederà con gli emendamenti sui quali è già stato espresso il parere.

 

Il senatore PERILLI (M5S) presenta una nuova formulazione dell'emendamento 32.0.1, pubblicato in allegato.

 

Previo parere favorevole del Governo, il PRESIDENTE, verificata la presenza del numero legale, pone in votazione l'emendamento 4.600, che è approvato dalla Commissione.

 

Si passa all'esame dell'emendamento del Relatore 6.0.600 (testo 2) e ai relativi subemendamenti.

 

Il PRESIDENTE, relatore, esprime parere contrario su entrambi i subemendamenti.

 

Il GOVERNO esprime parere favorevole sull'emendamento e contrario sui relativi subemendamenti.

 

Interviene in dichiarazione di voto favorevole sui subemendamenti la senatrice DE PETRIS (Misto-LeU), che chiede al rappresentante del Governo e al Relatore di dare conto delle motivazioni alla base della proposta emendativa, in particolare se vi siano stati casi di abuso a cui si intende fare fronte: questa incide infatti sulla delicata questione dello status dei familiari del personale diplomatico, con evidenti conseguenze in particolare nella città di Roma.

 

La Commissione respinge, con separate votazioni, i subemendamenti 6.0.600/1 e 6.0.600/2.

 

La Commissione approva l'emendamento 6.0.600 (testo 2).

 

Si passa all'esame dell'emendamento del Governo 7.0.500 e ai relativi subemendamenti.

 

Il PRESIDENTE, relatore, esprime favorevole sull'emendamento e contrario su tutti i subemendamenti.

 

Il sottosegretario MOLTENI esprime parere contrario su tutti i subemendamenti.

 

Interviene in dichiarazione di voto sul subemendamento 7.0.500/1 il senatore COLLINA (PD), notando come lo scopo dell'emendamento governativo sia l'abnorme espansione della fattispecie della manifesta improponibilità delle domande, attraverso la fissazione unilaterale e secondo criteri opinabili del carattere sicuro o meno del Paese d'origine del richiedente asilo.

 

La senatrice DE PETRIS (Misto-LeU), preannunciando il proprio voto favorevole sul subemendamento, nota come l'emendamento del Governo restringa ulteriormente la possibilità di accettare le domande di asilo, attraverso un ampliamento del concetto di Paese sicuro: a proprio avviso, occorrerebbero elementi più obiettivi di valutazione, scopo cui tendono le proposte del suo Gruppo. Rileva anche che il combinato disposto dei due articoli che vengono inseriti dall'emendamento nel decreto legislativo n. 25 del 2008 non sarebbe compatibile con la direttiva 2013/32/UE.

 

Il senatore BRESSA (Aut (SVP-PATT, UV)), nel preannunciare il proprio voto favorevole sul subemendamento, critica i criteri assolutamente arbitrari seguiti dal Governo con questa proposta emendativa.

 

Il sottosegretario MOLTENI dà conto delle ragioni che hanno portato il Governo a presentare l'emendamento in esame, ovvero semplificare e accelerare le procedure delle domande di asilo, senza nulla togliere ai richiedenti, sia dal punto di vista della protezione, sia da quello delle impugnative. Nota come la lista dei Paesi sicuri non verrà redatta da organi politici, ma da un organismo tecnico, la Commissione per il diritto di asilo, sulla base di indicazioni terze e imparziali: anche altri Stati dell'Unione europea hanno adottato una definizione in tal senso, come consentito dalla direttiva. Si stupisce del fatto che i precedenti Governi italiani non avessero inteso recepirla sotto questo specifico profilo.

 

Il senatore PARRINI (PD) interviene per rilevare la contraddizione tra quanto affermato dal Sottosegretario e il parere contrario da questi espresso sui subemendamenti presentati dal proprio Gruppo, che vanno proprio nella direzione di limitare l'arbitrio.

 

Il senatore VITALI (FI-BP), manifestando la propria stima nei confronti dell'attuale Ministro dell'interno, esprime tuttavia preoccupazione per le indicazioni, di senso nettamente contrario, che potrebbero provenire in futuro da un titolare della carica di altro segno politico: poiché è evidente che il prefetto posto a capo della Commissione per il diritto di asilo risponde al responsabile del Dicastero, sottolinea l'importanza che siano stabiliti criteri obiettivi e basati su fonti esterne.

 

Anche la senatrice DE PETRIS (Misto-LeU) dichiara incidentalmente la propria incomprensione per il parere contrario del Governo su subemendamenti che vanno nella direzione indicata dal sottosegretario Molteni.

 

Il PRESIDENTE pone in votazione i subemendamenti 7.0.500/1 e 7.0.500/2, di identico contenuto, che sono respinti dalla Commissione.

 

Il senatore MALAN (FI-BP) dichiara la propria disponibilità a ritirare il subemendamento 7.0.500/3 per trasformarlo in un ordine del giorno, con anche un termine più ampio rispetto a quello contenuto nel testo.

 

A seguito  dell'intervento del sottosegretario MOLTENI, che dichiara la disponibilità del Governo ad accogliere l'ordine del giorno ma solo ove questo non preveda alcun termine espresso, il senatore MALAN (FI-BP) insiste per la votazione.

 

Posto ai voti, il subemendamento 7.0.500/3 viene respinto.

 

La senatrice DE PETRIS (Misto-LeU) fa proprio il subemendamento 7.0.500/4 che, posto ai voti, è respinto.

 

Il senatore MALAN (FI-BP) dichiara il proprio voto favorevole sul subemendamento 7.0.500/5 che, posto in votazione, è respinto.

 

La Commissione, con separate votazioni, respinge i subemendamenti 7.0.500/6, 7.0.500/7, 7.0.500/8 e 7.0.500/9.

 

La Commissione respinge altresì con unica votazione i subemendamenti 7.0.500/10 e 7.0.500/11 di identico contenuto.

 

La senatrice DE PETRIS (Misto-LeU) dichiara il proprio voto favorevole sui subemendamenti 7.0.500/12 e 7.0.500/13, di identico contenuto, volti a tutelare quelle situazioni in cui, ad esempio, vi sono minoranze religiose perseguitate: cita, al riguardo, il caso di Asia Bibi, recentemente assolta in Pakistan dall'accusa di blasfemia.

 

La Commissione respinge, con separate votazioni, i subemendamenti 7.0.500/12 e 7.0.500/13, di identico contenuto, e 7.0.500/14.

 

Respinge poi, con separate votazioni, i subemendamenti 7.0.500/15 e 7.0.500/16, di identico contenuto, 7.0.500/17, 7.0.500/18, e gli identici 7.0.500/19 e 7.0.500/20.

 

Respinge, con separate votazioni, i subemendamenti 7.0.500/21, 7.0.500/22, 7.0.500/23, 7.0500/24 e gli identici 7.0.500/25 e 7.0.500/26.

 

Respinge, quindi, con separate votazioni i subemendamenti 7.0.500/27 e gli identici 7.0.500/28 e 7.0.500/29.

 

Sono poi respinti, con separate votazioni, i subemendamenti 7.0.500/30 e gli identici 7.0.500/31, 7.0.500/32 e 7.0.500/33.

 

Respinge infine, con separate votazioni, i subemendamenti 7.0.500/34, 7.0.500/35, 7.0.500/36, 7.0.500/37, 7.0.500/38 e 7.0.500/39.

 

Il PRESIDENTE pone in votazione l'emendamento 7.0.500, che è approvato dalla Commissione.

 

Si passa all'esame dell'emendamento del Relatore 9.600 e dei relativi subemendamenti, sui quali il PRESIDENTE, in qualità di relatore, esprime parere contrario.

 

Il sottosegretario MOLTENI esprime parere favorevole sull'emendamento e contrario sui due subemendamenti.

 

La Commissione respinge, con separate votazioni, i subemendamenti 9.600/1 e 9.600/2.

 

Posto ai voti, l'emendamento 9.600 è approvato.

 

Si passa quindi all'esame dell'emendamento del Relatore 9.601 e dei relativi subemendamenti, sui quali il PRESIDENTE, in qualità relatore, esprime parere contrario.

 

Il sottosegretario MOLTENI esprime parere favorevole sull'emendamento e contrario su tutti i subemendamenti.

 

La Commissione respinge, con separate votazioni, i subemendamenti 9.601/4, 9.601/1, 9.601/2 e 9.601/3.

 

Il senatore COLLINA (PD) dichiara l'astensione del Gruppo del Partito Democratico nella votazione sull'emendamento 9.601.

 

La Commissione approva l'emendamento 9.601.

 

Si passa quindi all'esame dell'emendamento del Relatore 10.600 e dei relativi subemendamenti, sui quali il PRESIDENTE, in qualità di relatore, esprime parere contrario.

 

Il sottosegretario MOLTENI esprime parere favorevole sull'emendamento e contrario su tutti i subemendamenti.

 

La Commissione respinge, con separate votazioni, i subemendamenti 10.600/1, 10.600/2, 10.600/3 e 10.600/4.

 

Posto ai voti, l'emendamento 10.600 è approvato.

 

Si passa quindi all'esame dell'emendamento del Relatore 12.600 e dei subemendamenti a questo riferiti, sui quali il  PRESIDENTE, in qualità di relatore, esprime parere contrario.

 

Il sottosegretario MOLTENI esprime parere favorevole sull'emendamento e contrario su tutti i subemendamenti.

 

La Commissione respinge, con separate votazioni, i subemendamenti 12.600/1, 12.600/2, 12.600/3 e 12.600/4.

 

Interviene la senatrice DE PETRIS (Misto-LeU) per dichiarare il proprio voto favorevole sull'emendamento 12.600, poiché la proposta amplia gli strumenti di accoglienza per i minori non accompagnati richiedenti asilo. Nota tuttavia con rammarico che la propria parte politica avrebbe preferito l'estensione di tali progetti anche alle famiglie con minori: si tratta di un piccolo miglioramento ma tuttavia nel contesto dello smantellamento dell'attuale sistema SPRAR.

 

Il senatore COLLINA (PD) dichiara il voto favorevole del proprio Gruppo, pur notando con rammarico come tuttora l'articolo 12 del decreto avrà come effetto la distruzione del sistema di accoglienza e di integrazione SPRAR. Ancorché l'emendamento del Relatore introduca un miglioramento, avrebbe auspicato un intervento più ampio, come peraltro richiesto da molti sindaci, soprattutto con l'estensione alle famiglie con minori.

 

Posto ai voti, l'emendamento 12.600 è approvato dalla Commissione

 

Si procede con la votazione dell'emendamento 14.600 del relatore che, posto ai voti con il parere favorevole del rappresentante del Governo, è approvato.

 

Si procede all'esame del subemendamento 15.601/1.

 

La senatrice DE PETRIS (Misto-LeU) solleva perplessità sulla previsione normativa che non consente di comprendere perché l'Agente di Governo non debba essere nominato dal Presidente del Consiglio, considerata l'importanza strategica di tale ruolo.

 

Il senatore VITALI (FI-BP) chiede di sottoscrivere il subemendamento, sottolineando l'importanza rivestita dal ruolo dell'agente di Governo.

 

L'emendamento in questione, posto ai voti con il parere contrario del relatore e del rappresentante del Governo, è respinto.

 

Si procede all'esame del subemendamento 15.601/2 che, posto ai voti con il parere contrario del relatore e del rappresentante del Governo, è respinto.

 

L'emendamento 15.601 del relatore, posto ai voti con il parere favorevole del rappresentante del Governo, è approvato.

 

Il subemendamento 15.602/1, posto ai voti con il parere contrario del relatore e del rappresentante del Governo, è respinto.

 

L'emendamento 15.602 del relatore, posto ai voti con il parere favorevole del rappresentante del Governo, risulta approvato.

 

L'emendamento 15.603 del relatore, posto ai voti con il parere favorevole del rappresentante del Governo, risulta approvato.

 

Il subemendamento 15.603/1, posto ai voti con il parere contrario del relatore e del rappresentante del Governo, è respinto.

 

L'emendamento 17.0.600 è ritirato e quindi decadono i relativi subemendamenti.

 

Gli emendamenti 19.600 del relatore, posto ai voti con il parere favorevole del rappresentante del Governo, è approvato.

 

I subemendamenti 21.600/1 e 21.600/2, posti separatamente ai voti con il parere contrario del relatore e del rappresentante del Governo, sono respinti.

 

L'emendamento 21.600 (testo corretto) del relatore, posto ai voti con il parere favorevole del rappresentante del Governo, è approvato.

 

I subemendamenti 21.0.600/1, 21.0.600/2, 21.0.600/3 e 21.0.600/4, posti separatamente ai voti con il parere contrario del relatore e del rappresentante del Governo, sono respinti.

 

L'emendamento 21.0.600 del relatore, posto ai voti con il parere favorevole del rappresentante del Governo, è approvato.

 

I subemendamenti 21.0.601/1, 21.0.601/2, 21.0.601/3 e 21.0.601/4, posti separatamente ai voti con il parere contrario del relatore e del rappresentante del Governo, sono respinti.

 

L'emendamento 21.0.601 del relatore, posto ai voti con il parere favorevole del rappresentante del Governo, è approvato.

 

         Il senatore PARRINI (PD) riformula l'emendamento 28.5 in un testo 2, pubblicato in allegato.

 

Si procede con l'esame del subemendamento  28.500/1.

 

         Interviene il senatore MALAN (FI-BP), ricordando che il provvedimento di scioglimento dei consigli comunali non necessita di una preventiva sentenza passata in giudicato che accerti la sussistenza di fatti di criminalità organizzata, essendo giustificata da una logica di anticipazione della tutela dell'ordine pubblico contro le infiltrazioni della criminalità organizzata.

Tuttavia critica l'articolato in questione, poiché prevede un sistema che finisce per colpire eccessivamente diritti politici ed elettivi dei candidati per un periodo di tempo eccessivamente lungo, in mancanza di un riscontro adeguato attraverso l'accertamento giudiziario.

 

Il subemendamento 28.500/1, posto ai voti con il parere contrario del relatore e del rappresentante del Governo, risulta respinto.

 

I senatori DE PETRIS (Misto-LeU) e BRESSA (Aut (SVP-PATT, UV)) aggiungono la propria firma all'emendamento 28.5 (testo 2).

 

Gli identici emendamenti 28.5 (testo 2) e 28.500, posti ai voti con il parere favorevole del relatore e del rappresentante del Governo, sono approvati.

 

L'emendamento 32.0.500 del Governo, posto ai voti con il parere favorevole del relatore, è approvato.

 

Si procede con l'esame dei subemendamenti 35.0.604/1, 35.0.604/2 e 35.0.604/3.

 

La senatrice DE PETRIS (Misto-LeU) illustra brevemente il subemendamento 35.0.604/3.

 

Il senatore MIRABELLI (PD) illustra brevemente il subemendamento a sua firma, chiarendo come questo sia volto ad implementare i poteri di ordinanza del sindaco.

 

I subemendamenti 35.0.604/1, 35.0.604/2 e 35.0.604/3, posti separatamente ai voti con il parere contrario del relatore e del rappresentante del Governo, sono respinti.

 

Si procede con l'esame dell'emendamento 35.0.604.

 

Il senatore MALAN (FI-BP), nel dichiarare a nome del suo Gruppo un voto contrario, sottolinea le perplessità che può suscitare l'accostamento della materia della tutela della pubblica sicurezza alla disciplina dell'attività di gastronomia.

 

L'emendamento 35.0.604 del relatore, posto ai voti con il parere favorevole del rappresentante del Governo, è approvato.

 

I subemendamenti 36.500/1 e 36.500/2, posti separatamente ai voti con il parere contrario del relatore e del rappresentante del Governo, sono respinti.

 

Gli emendamenti 36.500 e 36.504 del Governo, posti separatamente ai voti con il parere favorevole del relatore, sono approvati.

 

Si passa all'esame del subemendamento 36.501/1.

 

Il senatore MIRABELLI (PD) invita il Governo a riflettere sulla previsione contenuta in tale subemendamento, sottolineando l'adeguatezza la delicatezza della materia della continuità aziendale, nonché la necessità che sia mantenuta la funzionalità dell'apposito tavolo permanente istituito presso le prefetture.

 

            Il subemendamento 36.501/1, posto ai voti con il parere contrario del relatore e del rappresentante del Governo, è respinto.

 

         Sul subemendamento 36.501/2 interviene la senatrice DE PETRIS (Misto-LeU), la quale si associa alle  considerazioni espresse dal senatore Mirabelli sul subemendamento 36.501/1.

 

            Il subemendamento 36.501/2, posto ai voti con il parere contrario del relatore e del rappresentante del Governo, è respinto.

 

L'emendamento 36.501 del Governo, posto ai voti con il parere favorevole del relatore, risulta approvato.

 

Il senatore MIRABELLI (PD) dichiara il voto favorevole sul subemendamento 36.502/1, sottolineando l'importanza del ruolo del giudice delegato in questa fase della procedura.

 

Il subemendamento 36.502/1, posto ai voti con il parere contrario del relatore e del rappresentante del Governo, è respinto.

 

L'emendamento 36.502 del Governo, posto ai voti con il parere favorevole del relatore, risulta approvato.

 

Si procede all'esame dell'emendamento 36.600.

 

Il senatore PARRINI (PD) annuncia, anche a nome del proprio Gruppo, un voto di astensione.

 

L'emendamento 36.600 del relatore, posto ai voti con il parere favorevole del rappresentante del Governo, è approvato.

 

I subemendamenti 36.503/1 e 36.503/2, posti separatamente ai voti con il parere contrario del relatore e del rappresentante del Governo, sono respinti.

 

Gli emendamenti 36.503 e 36.0.100 del Governo, posti separatamente ai voti con il parere favorevole del relatore, sono accolti.

 

Il subemendamento 37.0.500/1, posto ai voti con il parere contrario del relatore e del rappresentante del Governo, è respinto.

 

L'emendamento 37.0.500 del Governo, posto ai voti con il parere favorevole del relatore, è accolto.

 

Si procede all'esame dell'emendamento 2.11 (testo 2).

 

Il senatore MIRABELLI (PD) evidenzia le criticità della proposta nella parte in cui prevede, tra l'altro, la possibilità di deroghe urbanistiche oltre al principio di deroga della gara pubblica, anticipando il proprio voto contrario.

 

Il senatore VITALI (FI-BP) critica l'emendamento, che rinvia al controllo dell'ANAC un'attività che, a risorse finanziarie invariate, non potrà essere debitamente svolta. Annuncia pertanto, anche a nome del proprio Gruppo, il voto contrario.

 

La senatrice DE PETRIS (Misto-LeU) si associa alle criticità espresse dai colleghi che l'hanno preceduta, preannunciando un voto contrario.

 

Il senatore PARRINI (PD) condivide le criticità espressa dal senatore Mirabelli.

 

Il senatore PERILLI (M5S) difende il proprio emendamento, concepito a garanzia di tutti. Ritiene peraltro che esso riproduca quanto già previsto nel codice degli appalti. Appaiono pertanto a suo avviso false le affermazioni del senatore Mirabelli.

 

L'emendamento 2.11 (testo 2), posto ai voti con il parere favorevole del relatore e del rappresentante del Governo, è approvato.

 

Il senatore MIRABELLI (PD) interviene per fatto personale, contestando quanto affermando dal senatore Perilli e rivendicando la veridicità delle proprie valutazioni.

 

Interviene il senatore GRASSI (M5S) allo scopo di chiarire la questione sotto il profilo tecnico, richiamando le previsioni contenute all'articolo 63 del codice degli appalti pubblici, che non prevedono affatto alcuna deroga alla disciplina urbanistica vigente.

 

            Il seguito dell'esame è quindi rinviato.

 

 

La seduta termina alle ore 11,30.