Legislatura 18ª - 1ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 34 del 18/10/2018

IN SEDE REFERENTE 

 

(214) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - QUAGLIARIELLO.  -  Modifiche alla Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari  

(515) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - CALDEROLI e PERILLI.  -  Modifiche agli articoli 56 e 57 della Costituzione, in materia di composizione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica  

(805) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - PATUANELLI e ROMEO.  -  Modifiche agli articoli 56 e 57 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei deputati e dei senatori

(Seguito dell'esame congiunto e rinvio)

 

Prosegue l'esame congiunto, sospeso nella seduta del 16 ottobre.

 

Il senatore VITALI (FI-BP), nel ribadire l'orientamento favorevole del Gruppo Forza Italia sulla riduzione del numero dei parlamentari, chiede che sia comunque nominato un relatore di minoranza, proponendo che l'incarico sia assegnato al senatore Pagano.

 

Il PRESIDENTE si riserva di comunicare le proprie valutazioni in merito.

 

Il seguito dell'esame congiunto è quindi rinviato.

 

 

(840) Conversione in legge del decreto-legge 4 ottobre 2018, n. 113, recante disposizioni urgenti in materia di protezione internazionale e immigrazione, sicurezza pubblica, nonché misure per la funzionalità del Ministero dell'interno e l'organizzazione e il funzionamento dell'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata

(Seguito dell'esame e rinvio)  

 

Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 9 ottobre.

 

Il PRESIDENTE comunica che nella giornata di ieri si è concluso il ciclo di audizioni informali sul disegno di legge in titolo.

 

Ha quindi inizio la discussione generale.

 

La senatrice DE PETRIS (Misto-LeU)  sottolinea che, nel corso delle audizioni, sono emerse rilevanti criticità, nonché evidenti profili di incostituzionalità. A suo avviso, il testo non solo è carente dei presupposti di necessità e urgenza e del requisito di omogeneità, ma risulta caratterizzato da una forte connotazione ideologica e da finalità propagandistiche.

Nello specifico, rileva innanzitutto che l'abrogazione del permesso di soggiorno per motivi umanitari, di cui all'articolo 1 del decreto-legge, appare in contrasto con l'articolo 10, terzo comma, della Costituzione, che tutela il diritto di asilo per lo straniero al quale sia impedito l'esercizio delle libertà democratiche. Infatti, il godimento di tale diritto è assicurato - come riconosciuto da un recente orientamento giurisprudenziale - attraverso la concessione non solo della protezione sussidiaria, ma anche della protezione umanitaria. Inoltre, nelle fattispecie che darebbero luogo a permessi di soggiorno speciali, non risultano comprese tutte le forme di tutela previste dall'articolo 8 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo.

Si sofferma, quindi, sugli articoli 2 e 3 del decreto, che - rispettivamente - prolungano il periodo massimo di trattenimento dello straniero nei centri di permanenza per il rimpatrio e precisano che tale trattenimento può essere motivato anche dalla necessità di determinare o verificare l’identità o la cittadinanza dello straniero richiedente protezione internazionale. Ritiene che tali disposizioni contrastino con gli articoli 3 e 13 della Costituzione, sia per l'ampia durata del trattenimento, sia perché esso non è più limitato al solo pericolo di fuga da parte dello straniero o al compimento di condotte che ne ostacolino il rimpatrio.

L'articolo 4 del decreto prevede la possibilità di trattenimento dello straniero in strutture diverse dai centri di permanenza per il rimpatrio. Osserva che tale norma, così come formulata, viola l'articolo 13 della Costituzione, in ragione della riserva di legge assoluta in materia di libertà personale e del principio di tassatività circa la determinazione dei luoghi in cui è limitata la libertà personale di tutte le persone presenti sul territorio italiano, a prescindere dalla loro cittadinanza. Peraltro, bisognerebbe valutare in modo approfondito l'ubicazione sul territorio nazionale di tali centri, per evitare che lo straniero sia impossibilitato a seguire il procedimento relativo al provvedimento di espulsione che lo riguarda, in violazione, quindi, dell'articolo 25 della Costituzione.

Formula considerazioni critiche anche con riferimento all'articolo 10 del decreto-legge, con cui si stabilisce che l'avvio di un procedimento penale nei confronti del richiedente protezione internazionale o anche la condanna con sentenza non definitiva diano luogo a un provvedimento immediato della commissione territoriale, che è tenuta ad audire immediatamente il richiedente e adottare contestuale decisione. Appare chiara, a suo giudizio, la violazione di principi cardine della Costituzione, quali quelli previsti dal secondo comma dell'articolo 24, dall'articolo 27 e dal terzo comma dell'articolo 111.

Sottolinea che, con l'articolo 12 del decreto, risulta radicalmente ristrutturato il sistema di accoglienza dei migranti, con la previsione di un sistema esclusivamente emergenziale, incentrato principalmente sulle strutture di accoglienza temporanea, i cosiddetti CAS, che sono destinate a erogare soltanto i servizi essenziali. Ciò appare in contrasto con la direttiva dell'Unione europea n. 33 del 2013, secondo cui gli Stati membri devono assicurare ai richiedenti asilo un'adeguata qualità di vita.

Infine, ritiene particolarmente censurabile la norma di cui all'articolo 14, che dispone la revoca della cittadinanza in caso di condanna per reati molto gravi. Si introduce, infatti, una discriminazione a danno di coloro che hanno acquisito la cittadinanza iure soli, i quali - a seguito di tale provvedimento - potrebbero ricadere nella situazione di apolidia, in violazione delle convenzioni internazionali su questo tema.

           

Il senatore COLLINA (PD) si associa alle considerazioni della senatrice De Petris per quanto riguarda i rilievi costituzionali sul testo all'esame. Ritiene, tuttavia, che il provvedimento sia criticabile anche sotto il profilo della funzionalità e dell'efficacia. Vi è il rischio che, con il venir meno del programma di accoglienza diffusa e integrazione garantito dallo SPRAR, aumenti il numero di migranti irregolari sul territorio italiano, senza prospettive e quindi manovrabili dalla criminalità organizzata. Per evitare questa situazione, il Governo dovrebbe rafforzare i rimpatri, ma solo dopo aver concluso appositi accordi bilaterali con i Paesi di provenienza degli stranieri.

Inoltre, sarebbe opportuno stanziare risorse aggiuntive per la gestione dei CAS, nei quali è prevedibile un consistente aumento delle presenze di immigrati, a seguito della eliminazione dell'articolazione del sistema di accoglienza in due fasi.

A fronte di una pressione migratoria destinata ad aumentare nel tempo, anche a causa dei cambiamenti climatici, che rendono inospitali aree geografiche sempre più estese, ritiene del tutto insufficiente l'approccio scelto dal Governo, volto sostanzialmente a scoraggiare in ogni modo l'arrivo di immigrati sul territorio nazionale.

 

Il senatore LA RUSSA (FdI) ritiene condivisibili le finalità del provvedimento, pur ravvisando la necessità di apportare alcune modifiche e integrazioni, al fine di consentire l'attuazione concreta delle misure previste.

Innanzitutto, a suo avviso, la previsione di fattispecie tipiche per la concessione di permessi di soggiorno speciali finisce per depotenziare l'abrogazione dell'istituto della protezione umanitaria.

In secondo luogo, si dovrebbero realizzare centri di sorveglianza dei migranti, per evitare che si sottraggano ai procedimenti di identificazione, sul modello di quelli realizzati dalla Germania, in Baviera.

Annuncia, quindi, la presentazione di proposte di modifica al fine di prevedere misure destinate specificamente al contrasto del terrorismo islamico.

In considerazione dell'esigenza di manodopera, manifestata da alcuni settori produttivi, sarebbe preferibile attribuire un canale preferenziale ai cittadini di origine italiana residenti all'estero, soprattutto in Paesi che attraversano situazioni di grave crisi, come il Venezuela.

Ritiene indispensabile, inoltre, recuperare l'esperienza positiva - avviata dal Governo Berlusconi nel 2008 - dell'impiego di personale militare per svolgere servizi di vigilanza a siti e obiettivi sensibili, inclusa la vigilanza esterna ai centri di accoglienza, nonché attività di perlustrazione e pattugliamento congiuntamente alle Forze di polizia. Sottolinea che l'operazione cosiddetta "Strade sicure" ebbe un riscontro molto positivo da parte dei cittadini, per cui sarebbe opportuno replicarla attraverso un apposito emendamento al testo, al fine di aumentare il numero degli addetti militari, da impiegare eventualmente anche per la sorveglianza di locali sottoposti a ordinanza di sgombero e precedentemente occupati abusivamente.

Conclude, auspicando che il Governo e la maggioranza siano disponibili ad accogliere le proposte volte al miglioramento del testo.

 

Il senatore VITALI (FI-BP), pur concordando sulle finalità del provvedimento in esame, esprime un giudizio negativo sulle misure adottate dal Governo, che presentano gravi profili di incostituzionalità.

A suo avviso, l'aumento di immigrati clandestini sul territorio nazionale è stato causato dalle carenze delle politiche migratorie dell'Unione europea e dalla mancanza di efficaci accordi bilaterali di riammissione degli stranieri nei Paesi di provenienza.

Il provvedimento del Governo, invece, non sembra risolutivo, perché - venendo meno la rete di integrazione prevista dal sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati, che finora ha dato risultati positivi - si rischia che i migranti si disperdano sul territorio e siano impiegati come manodopera dalla criminalità organizzata, soprattutto nelle Regioni del Sud, dove arrivano prevalentemente i flussi migratori.

Ritiene assolutamente inaccettabile la previsione della revoca della cittadinanza per gli immigrati che abbiano commesso gravi reati, in ragione della disparità di trattamento che si determina rispetto agli altri cittadini italiani. Sarebbe preferibile rendere più consapevole il processo di acquisizione della cittadinanza, magari con la verifica della conoscenza della lingua e della storia italiana, nonché l'accettazione e condivisione delle regole della società, piuttosto che violare l'articolo 3 della Costituzione.

Evidenzia, infine, che l'ampliamento dei termini per l'accoglimento delle domande di asilo risulta in contrasto con il principio della ragionevole durata del processo, anch'esso previsto dalla Carta costituzionale.

Auspica, quindi, che sia possibile superare le criticità del testo, prevedendo altresì misure più efficaci. A tal fine, si potrebbero incrementare gli organici delle forze dell'ordine, riconoscendo altresì un'integrazione economica. Sottolinea, tuttavia, che il piano di assunzioni straordinarie in via di attuazione, recentemente annunciato dal Ministro dell'interno, è stato in realtà previsto dal precedente Governo.

 

La senatrice PIROVANO (L-SP-PSd'Az) sottolinea che, in sede emendativa, sarà possibile migliorare il testo, soprattutto con riferimento alle disposizioni in tema di immigrazione. A tale riguardo, osserva che l'obiettivo del provvedimento è superare la confusione finora determinata dalle situazioni di emergenza ma anche da una impropria gestione del fenomeno. In sostanza, si intende contrastare l'immigrazione clandestina, destinando tutte le risorse alla effettiva tutela di coloro che hanno realmente diritto all'assistenza e all'integrazione.

A tal fine, appare indispensabile chiarire i criteri per il riconoscimento della protezione umanitaria, che in Italia risulta sproporzionato rispetto agli altri Paesi europei, dove al contrario si privilegia l'istituto della protezione sussidiaria.

Replicando al senatore Collina, ricorda che, pur essendo stato abrogato il permesso di soggiorno per motivi umanitari, sono state tipizzate alcune fattispecie di permessi di soggiorno speciali, tra cui è prevista anche quella per situazioni contingenti di calamità naturale nel Paese di origine che impediscono temporaneamente il rientro dello straniero in condizioni di sicurezza. È evidentemente impossibile, invece, estendere tale previsione a tutti i migranti provenienti da zone del mondo dove ci sono situazioni climatiche particolarmente difficili.

Ritiene importante, quindi, stabilire linee guida precise per le commissioni territoriali, da applicare per il riconoscimento della protezione internazionale, anche al fine di garantire una maggiore uniformità di rilascio del permesso di soggiorno sul territorio italiano.

 

Il PRESIDENTE dichiara chiusa la discussione generale.

 

Il sottosegretario di Stato VALENTE assicura la disponibilità del Governo ad accogliere proposte di modifica condivise, volte a migliorare il testo pur senza snaturarne l'impianto complessivo.

 

Il seguito dell'esame è quindi rinviato.

 

  (846) Conversione in legge del decreto-legge 5 ottobre 2018, n. 115, recante disposizioni urgenti in materia di giustizia amministrativa, di difesa erariale e per il regolare svolgimento delle competizioni sportive

(Seguito dell'esame e rinvio) 

 

Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 10 ottobre.

 

Il PRESIDENTE ricorda che, nel corso dell'Ufficio di Presidenza integrato dai rappresentanti dei Gruppi parlamentari, si è deciso di fissare per le ore 13 di lunedì 22 ottobre il termine entro il quale segnalare eventuali soggetti da audire.

 

La Commissione prende atto.

 

            Il seguito dell'esame è quindi rinviato.

 

 

La seduta termina alle ore 11,20.