Legislatura 17ª - Dossier n. 45

Potenziamento dei dispositivi NATO
(Schede 37-40)

Le schede da 37 a 40, allegate alla deliberazione del Consiglio dei ministri del 28 dicembre 2017, si riferiscono alla proroga della partecipazione, dal 1° gennaio al 30 settembre 2018, di personale militare al potenziamento di dispositivi NATO.

In particolare, la scheda n. 37 (2018) riguarda la proroga, dal 1° gennaio al 30 settembre 2018, della partecipazione di personale militare al potenziamento del dispositivo NATO denominato Active Fence, a difesa dei confini sud-orientali dell'Alleanza, di cui alla scheda n. 37 della deliberazione del Consiglio dei ministri n. 8 del 14 gennaio 2017.

L’Italia partecipa alla missione Active Fence con 130 unità di personale militare (la consistenza media, in funzione del periodo di impiego, è di 76 unità), nella base militare di Kahramanmaraş, in territorio turco.

Il fabbisogno finanziario della missione, è pari ad euro 8.438.295.

Al riguardo si osserva che la relazione tecnica relativa alla missione in esame riferisce tale importo al periodo 1° gennaio 31 luglio 2018. Viceversa, la scheda illustrativa della missione la scheda n. 37 (2018) imputa tale importo al fabbisogno finanziario per la durata programmata (1° gennaio al 30 settembre 2018).

In relazione al precedente anno 2017 la deliberazione del Consiglio dei ministri n. 8 del 14 gennaio 2017 stimava il fabbisogno finanziario annuo della missione in euro 11.794.944.

L’operazione è stata autorizzata dal Consiglio Atlantico (North Atlantic Council-NAC) il 4 dicembre 2012 su richiesta della Turchia, a seguito dell’abbattimento, nel giugno 2012, di un jet turco da parte di forze governative siriane e dell’uccisione, a ottobre dello stesso anno, di cinque civili turchi a causa di un bombardamento siriano sulla città turca di Akçakale. Il peggioramento delle condizioni di sicurezza dell’area a ridosso del confine turco con la Siria ha indotto la NATO ad accogliere la richiesta turca di incrementare il dispositivo di difesa aerea integrato lungo il confine turco-siriano presso le aree di Kahramanmaraş, Adana e Gaziantep.

L’operazione, autorizzata dal Consiglio Atlantico ex art.4 del Trattato di Washington, ha l’obiettivo di allentare la crisi lungo il confine sud orientale dell’Alleanza.

Gli assetti assegnati possono essere impiegati esclusivamente per azioni antimissilistiche difensive.

Gli Alleati che hanno contribuito fornendo ciascuno due batterie missilistiche Patriot (Phased Array Tracking Radar to Intercept on Target) sono stati fin dal gennaio 2013 USA, Germania, Olanda - dal gennaio 2015 avvicendata dalla Spagna, e Italia. Attualmente sono Spagna ed Italia a fornire, rispettivamente, una Patriot missile battery e una ASTER SAMP/T battery, sotto comando NATO ed inquadrate nel NATO’s air defence system (qui il link alla scheda sul sito web dell’Alleanza atlantica).

Il comando della missione è detenuto dall'Allied Air Command di Ramstein.

L’operazione non ha un termine predeterminato.

La partecipazione italiana è iniziata a giugno 2016, essendo stata autorizzata per il periodo 1° gennaio-31 dicembre 2016 dall’articolo 4, comma 8 del D. L. n. 67/2016. Tale norma ha autorizzato la partecipazione di un contingente di personale militare pari a 130 unità e l’impiego di una batteria SAMP-T (Surface-to-Air Missile Platform/Terrain - Piattaforma a terra per un missile terra-aria) dell’Esercito. Il SAMP/T è un sistema missilistico terra-aria di ultima generazione sviluppato dal consorzio europeo EUROSAM (costituto dalle società MBDA Italia, MBDA Francia e Thales) per l’Italia e la Francia allo scopo di sostituire il sistema missilistico HAWK. Il sistema d’arma è caratterizzato da un’elevata mobilità tattica e strategica (può essere facilmente rischierato per via aerea, navale e ferroviaria).

Per il 2018, precisa il Governo, si intende mantenere l’impegno nazionale in Active Fence con l’impiego di 130 unità di personale fino a fine luglio 2018, data di previsto ritiro completo del contributo nazionale al dispositivo.

La scheda n. 38 (2018) riguarda la proroga, dal 1° gennaio al 30 settembre 2018, della partecipazione di personale militare al potenziamento del dispositivo NATO per la sorveglianza dello spazio aereo dell'area sud-orientale dell'Alleanza, di cui alla scheda n. 38 della deliberazione del Consiglio dei ministri n. 8 del 14 gennaio 2017.

L’Italia partecipa al dispositivo con 1 mezzo aereo. Nella relazione tecnica che accompagna la deliberazione del Consiglio dei Ministri del 28 dicembre 2017 si precisa che non vengono quantificati oneri di personale in quanto l’equipaggio conduce l’attività partendo da e rientrando in territorio nazionale.

Il fabbisogno finanziario della missione, relativamente ai primi nove mesi del 2018, è di euro 1.496.058.

In relazione al precedente anno 2017 la deliberazione del Consiglio dei ministri n. 8 del 14 gennaio 2017 stimava il fabbisogno finanziario annuo della missione in euro 1.896.692.

Il potenziamento del dispositivo NATO mira a rafforzare l'attività di sorveglianza dello spazio aereo dell'area sud-orientale dell’Alleanza mediante l'impiego dei velivoli radar AWACS di proprietà comune della NATO.

Esso rientra nelle Assurance Measures (decisione del Consiglio Atlantico del 2014), progettate dalla NATO in risposta al mutato contesto di sicurezza ai suoi confini e che consistono in una serie dì attività terrestri, marittime e aeree svolte all'interno, sopra e intorno al territorio degli alleati nell'Europa centrale e orientale, intese rafforzare la loro difesa, rassicurare le loro popolazioni e scoraggiare le potenziali aggressioni.

Il potenziamento del dispositivo risponde, inoltre, all’esigenza di implementare una serie di misure di rassicurazione specifiche per la Turchia (c.d. Tailored Assurance Measures for Turkey, decisione del Consiglio Atlantico del 2015), nonché di sostenere la Coalizione internazionale anti Daesh (decisione del 2016) sulla base della richiesta e rimanendo all'interno dello spazio aereo alleato.

L'Italia supporta l'attività garantendo la capacità di Air to Air Refueling (rifornimento in volo) tramite un velivolo KC-767.

L'operazione non ha un termine di scadenza predeterminato.

La partecipazione italiana ha avuto inizio il 1° giugno 2016 in forza dell’autorizzazione, per il periodo 1° gennaio-31 dicembre 2016, contenuta dall’articolo 4, comma 9 del DL n. 67/2016; la relazione illustrativa specificava che a seguito della crisi in Ucraina e nell’area mediorientale, la NATO ha incrementato l’attività di sorveglianza dello spazio aereo dei Paesi membri dell’Europa orientale e dell’area sud-orientale dell’Alleanza mediante l’impiego dei velivoli radar AWACS di proprietà comune dell’Alleanza. Per il rifornimento in volo di tali velivoli è necessario il contributo degli Stati membri in quanto l’Alleanza non dispone di aerocisterne di proprietà comune.

La scheda n. 39 (2018) riguarda la proroga, dal 1° gennaio al 30 settembre 2018, della partecipazione di personale militare al potenziamento del dispositivo NATO per la sorveglianza navale dell'area sud dell'Alleanza, di cui alla scheda n. 39 della deliberazione del Consiglio dei ministri n. 8 del 14 gennaio 2017.

L’Italia partecipa al dispositivo con 44 unità di personale militare (con una consistenza media annuale di 13 unità) e un mezzo navale, cui si aggiunge un’unità navale a domanda che potrà essere resa disponibile attingendo ad assetti impiegati in operazioni nazionali.

Il fabbisogno finanziario, relativamente ai primi nove mesi del 2018, è stimato in euro 1.817.839.

In relazione al precedente anno 2017 la deliberazione del Consiglio dei ministri n. 8 del 14 gennaio 2017 stimava il fabbisogno finanziario annuo della missione in euro 1.816.033.

Le misure adottate dalla NATO in proposito sono intese a colmare i “critical shortfalls” in seno alle Standing Naval Forces (SNFs), che costituiscono lo strumento navale a più alta prontezza operativa a disposizione dell’Alleanza. Le SNFs sono composte da due gruppi di reazione rapida: le Standing NATO Maritime Group (SNMG), composte dal SNMGI e dal SNMG2, e le Standing NATO MineCountermeasures Group (SNMCMG), anch’esse composte dai gruppi SNMCMGI ed SNMCMG2. All'interno di questi gruppi le navi sono poste sotto comando e controllo della NATO, per un periodo di sei mesi, e costituiscono la componente marittima della NATO Response Force (NRF).

La scheda n. 40 (2018) riguarda la proroga della partecipazione, dal 1° gennaio al 30 settembre 2018, di personale militare al potenziamento del dispositivo NATO in Lettonia (enhanced Forward Presence), di cui alla scheda n. 40 della deliberazione del Consiglio dei ministri n. 8 del 14 gennaio 2017 che ne aveva disposto l’avvio autorizzandola per il periodo 1° gennaio-31 dicembre 2017.

L'operazione avviene in esecuzione del Trattato NATO, nonché della risoluzione del Consiglio del Nord Atlantico del 10 giugno 2016 (PO2016/0391). In continuità con il Readiness Action Plan(26) adottato dal Vertice del Galles del 2014, la decisione del Vertice di Varsavia dell'8-9 luglio 2016 di dispiegare quattro battaglioni multinazionali a rotazione - più i relativi assetti abilitanti - in Estonia, Lettonia, Lituania e Polonia, nonché il rafforzamento del comando NATO in Romania irrobustisce la capacità di deterrenza e difesa sul fronte orientale.

La enhanced Forward Presence è costituita dallo schieramento di quattro Battlegroup multinazionali, ciascuno guidato da una Framework Nation - Canada in Lettonia, Germania in Lituania, Regno Unito in Estonia e USA in Polonia - complementari alle forze dei Paesi ospitanti. I sono sotto il comando della NATO, attraverso il Multinational Corps Northeast Headquarters a Szczecin, in Polonia.

Il contributo nazionale, inserito nell'ambito del Battlegroup a framework canadese, consta di 160 unità di personale militare e 50 mezzi terrestri.

Il fabbisogno finanziario della missione, relativamente ai primi nove mesi del 2018, è stimato in euro 14.626.024.

In relazione al precedente anno 2017, la deliberazione del Consiglio dei ministri n. 8 del 14 gennaio 2017 stimava il fabbisogno finanziario annuo della missione in euro 20.040.144.

Come precedentemente rilevato, la deliberazione del Consiglio dei ministri del 28 dicembre 2017 in esame non riporta le schede n. 41 e n. 42 rispettivamente riguardanti l’avvio della partecipazione, dal 1° gennaio al 31 dicembre 2017, di personale militare al potenziamento del dispositivo NATO Air Policing della NATO in Bulgaria (scheda n. 41) e l’avvio della partecipazione, (1° gennaio -31 dicembre 2017), di personale militare al potenziamento del dispositivo NATO Interim Air Policing in Islanda.

Come precisato dalla relazione illustrativa, il contributo italiano alle attività di Air Policing NATO nel 2018 è stato oggetti di una riarticolazione, svolta secondo un piano concordato con gli Alleati, che ha riguardato sia le modalità, sia gli spazi di intervento, al fine di consentire la necessaria flessibilità operativa, in particolare per le fasi di pianificazione e di rischieramento degli assetti. Tale contributo è l’oggetto della Scheda 6 (2018) alla quale si rinvia.



26) Al vertice di Newport del 4-5 settembre 2014, è stato approvato il Readiness Action Plan (RAP) come risposta dell’Alleanza Atlantica alle minacce di sicurezza provenienti dal fianco Est, individuando tuttavia uno strumento flessibile per far fronte a sfide originate da qualunque fianco. In termini operativi, oltre ad elencare le “misure di riassicurazione” adottate a favore degli Alleati dell’Est, il RAP prevede tra le "misure di adattamento" un aumento della capacità di pronta reazione della NATO Response Force (NRF), con la costituzione di forze prontamente disponibili (Very High Readiness Joint Task Force-VJTF), una brigata multinazionale capace di entrare in azione in sole 48 ore. Essa sarà composta da circa 4.000 uomini e non avrà una base fissa, ma si avvarrà di cinque basi situate in Romania, Polonia e paesi baltici.