Legislatura 17ª - Giunta delle elezioni e delle immunita' parlamentari - Resoconto sommario n. 128 del 13/09/2017

VERIFICA DEI POTERI 

 

Comunicazioni della Vice Presidente Pezzopane in ordine a cariche rivestite da senatori   

 

     La Vice Presidente PEZZOPANE (PD), in qualità di coordinatrice del Comitato per l’esame delle cariche rivestite da senatori, fa presente che il Comitato, riunitosi ieri, ha esaminato la posizione del senatore Cuomo.

In data 31 agosto 2017 è pervenuta al Presidente della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari una comunicazione a firma del senatore Vincenzo Cuomo della quale dà lettura.

            Il decreto legge 13 agosto 2011, n. 138, all'articolo 13, comma 3 dispone che: «Fermo restando quanto previsto dalla legge 20 luglio 2004, n. 215, e successive modificazioni, le cariche di deputato e di senatore, nonché le cariche di governo di cui all'articolo 1, comma 2, della citata legge n. 215 del 2004, sono incompatibili con qualsiasi altra carica pubblica elettiva di natura monocratica relativa ad organi di governo di enti pubblici territoriali aventi, alla data di indizione delle elezioni o della nomina, popolazione superiore a 15.000 abitanti, fermo restando quanto previsto dall’articolo 62 del testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267. ...».

Sulla base dell'ultimo censimento della popolazione il comune di Portici ha una popolazione di 55.765 abitanti.

Per le considerazioni sopra esposte, il Comitato ha quindi accolto la proposta, formulata in qualità di Coordinatrice dello stesso organo, di dichiarare l'incompatibilità della carica rivestita dal senatore Vincenzo Cuomo, sindaco del comune di Portici.

 

Il PRESIDENTE avverte quindi che nel caso in cui la Giunta approvasse la proposta appena formulata dalla Vice Presidente Pezzopane, al fine di rimuovere la situazione di cumulo di cariche incompatibili, si dovrà procedere alla fissazione di un termine per l'esercizio per il diritto di opzione da parte del senatore Cuomo, termine che, secondo la prassi più recente, è stato fissato in tre giorni dalla data di ricevimento della raccomandata indirizzata allo stesso senatore.

 

Il senatore CRIMI (M5S) osserva che, al di là della prassi ricordata dal Presidente, nel momento in cui viene riscontrata una evidente situazione di incompatibilità tra le cariche, il termine per l'esercizio dell'opzione, concesso al parlamentare, ha l'obiettivo di definire la scelta che lo stesso intende effettuare, nel senso di rinunciare alla carica ritenuta incompatibile o, al contrario, di rinunciare al seggio senatoriale.

Tuttavia, nella vicenda in esame, il senatore Cuomo, attraverso la missiva da lui trasmessa, ha chiaramente ed inequivocabilmente già esercitato di fatto la richiamata opzione, dichiarando espressamente di cessare dalle funzioni e dalla carica di senatore. Alla luce di questa evidente affermazione da parte dello stesso senatore Cuomo, non c'è alcuna necessità di interrogarlo ulteriormente sulla scelta che intende operare, dal momento che essa è stata già chiaramente esercitata nella lettera cui si è fatto riferimento.

 

Il senatore BUEMI (Aut (SVP, UV, PATT, UPT)-PSI-MAIE), nel dichiararsi d'accordo con la prassi, ricordata dal Presidente, di fissazione di un termine per l'opzione di tre giorni, osserva che, soprattutto nella fase nascente, le amministrazioni comunali, appena insediatesi dopo lo svolgimento delle elezioni, possono incontrare alcune oggettive difficoltà di funzionamento, tali da poter indurre nel caso specifico il senatore Cuomo a dover revocare la scelta indicata nella lettera da lui trasmessa. Infatti, in tale lasso di tempo possono intervenire delle ragioni che giustificano una valutazione differente. Anche alla luce di tale circostanza, pertanto, appare necessario rispettare scrupolosamente tutte le fasi previste nel procedimento per accertare l'incompatibilità con il mandato parlamentare. Del resto, l'istituto dell'autosospensione dalla carica non trova alcun fondamento, in quanto ogni manifestazione di volontà di rinunciare alla carica parlamentare deve essere oggetto di una presa d'atto da parte dell'organo di appartenenza.

 

Il senatore MOSCARDELLI (PD), nel condividere la prassi più recente che ha visto la fissazione di un termine di tre giorni per l'esercizio dell'opzione, sottolinea come il senatore Cuomo, nella lettera inviata, abbia fatto espresso riferimento alla normativa vigente attendendo le determinazioni della Giunta. Se, quindi, vi fosse stata da parte dello stesso senatore una evidente dichiarazione di volontà di dimettersi dalla carica parlamentare si sarebbe rivolto direttamente al Presidente del Senato. Alla luce di tale ricostruzione, pertanto, ritiene che qualsiasi altra interpretazione sul contenuto della lettera richiamata sia del tutto fuorviante.

 

Il senatore CALIENDO (FI-PdL XVII) coglie l'occasione per evidenziare la necessità di osservare il procedimento formale previsto per l'accertamento delle incompatibilità con il mandato parlamentare, accertamento al quale sovraintende la Giunta nel rispetto del diritto e della prassi parlamentare che prevede in particolare la fissazione di un termine pari a tre giorni per l'esercizio dell'opzione da parte del senatore interessato.

Reputa pertanto che tale prassi debba essere osservata anche nel caso in esame.

 

Il senatore BUCCARELLA (M5S) esprime la propria sorpresa per l'incomprensibilità e l'ipocrisia di alcune posizioni espresse dai senatori intervenuti poiché esse sembrano trascurare il dato sostanziale della vicenda che si sta esaminando. Infatti, a suo avviso, non ha alcun senso procedere ad una verifica dell'attuale volontà del senatore Cuomo il quale, proprio a causa di coloro che intendono in qualche modo proteggerlo, rischia di trovarsi in una posizione critica di fronte ad una opinione pubblica che non comprenderebbe l'ennesimo arroccamento della classe politica a difesa delle proprie prerogative. In sostanza ritiene che il senatore Cuomo abbia in maniera inequivocabile espresso la propria dichiarazione di volontà, nel senso di cessare dalle funzioni e dalla carica di senatore, essendo stato eletto sindaco.

Infine osserva che ribadire in modo granitico la prassi più recente circa la fissazione del termine in tre giorni non appare pienamente condivisibile, poiché sulla base dei precedenti, bisognerebbe verificare se in passato ci si è trovati di fronte ad una fattispecie identica a quella di cui si sta discutendo, ossia in presenza di una lettera inviata dal senatore interessato sul tenore di quella trasmessa dal senatore Cuomo.

 

Il senatore D'ASCOLA (AP-CpE-NCD) evidenzia che in ogni sequenza procedimentalizzata si susseguono una serie di passaggi e di fasi che non può essere semplificata o del tutto azzerata. In tale senso, ricorda che il procedimento per accertare l'eventuale incompatibilità con il mandato parlamentare è dettato dall'articolo 18 del Regolamento per la verifica dei poteri. In tale procedimento - che rientra nella competenza della Giunta - si prevede un termine affinché il senatore interessato eserciti la propria opzione. In particolare, reputa che la prassi più recente volta a fissare un termine pari a tre giorni sia funzionale ad operare una congrua riflessione, fermo restando che spetta solo alla Giunta - e non certo al senatore interessato - accertare la sussistenza della incompatibilità tra cariche. Alla luce di tali argomentazioni, richiama l'esigenza di osservare in modo scrupoloso ed integrale il procedimento richiamato.

 

Ad avviso del senatore CUCCA (PD) risulta pacifico che il senatore Cuomo abbia inteso attivare il procedimento volto ad accertare l'incompatibilità tra cariche poiché egli, nella lettera inviata, afferma chiaramente di attendere le determinazioni della Giunta. Pertanto ogni altro argomento è del tutto pretestuoso e strumentale e si dispiace delle considerazioni espresse dal senatore Buccarella che appaiono ingenerose nei confronti della Giunta che ha sempre svolto il proprio lavoro nel pieno rispetto delle norme regolamentari. Per effetto di queste considerazioni ritiene che sia da mantenere la prassi che prevede un termine per l'opzione pari a tre giorni.

 

Il senatore PAGLIARI (PD) evidenzia che l'incipit della lettera trasmessa dal senatore Cuomo rende evidente, sul piano interpretativo, che la stessa va inquadrata nell'ambito del contesto normativo costituito dall'articolo 18, comma 1, del Regolamento per la verifica dei poteri, richiamato espressamente in tale missiva. Il  comma 5 del predetto articolo 18 contempla un iter procedimentale inderogabile, che si sostanzia nella fissazione di un termine al senatore interessato entro il quale lo stesso potrà esercitare il proprio diritto di opzione.

Rileva peraltro il senatore Pagliari che anche nel caso, meramente ipotetico, in cui la missiva del senatore Cuomo fosse configurabile come una lettera di dimissioni - tesi ermeneutica erronea a giudizio dell'oratore, per i motivi precedentemente evidenziati - in ogni caso la Giunta non sarebbe competente, rientrando tale atto nell'esclusiva attribuzione dell'Assemblea.

 

La senatrice STEFANI (LN-Aut) si sofferma sul comma 6 dell'articolo 18, evidenziando che lo stesso prevede due presupposti per l'esercizio dell'opzione, ossia il riconoscimento della incompatibilità della carica oggetto della dichiarazione di dimissioni, nonché l'effettiva astensione dal compimento di qualsiasi atto inerente alla carica stessa.

Alla luce di tale quadro complessivo, l'oratrice propone di fissare un termine di un solo giorno al senatore Cuomo, al fine di consentirgli l'esercizio del diritto di opzione in tale lasso temporale.

 

Il senatore GIOVANARDI (FL (Id-PL, PLI)) non esita a definire "una mascalzonata" l'eventuale scelta di far decadere strumentalmente dalla carica il senatore Cuomo prima del termine di tre giorni per l'esercizio dell'opzione - delineato dalla prassi regolamentare - al solo fine di impedire allo stesso la maturazione dei propri diritti previdenziali.

 

Il senatore ALICATA (FI-PdL XVII) svolge alcune osservazioni in merito al rispetto del procedimento dettato dall'articolo 18 del Regolamento per la verifica dei poteri riguardante l'accertamento dell'incompatibilità tra le cariche.

 

Il senatore CRIMI (M5S) interviene incidentalmente per precisare che non ha fatto mai riferimento ad una volontà del senatore Cuomo di dimettersi o di autosospendersi dalla carica di senatore. Ha invece inteso precisare che lo stesso senatore Cuomo ha già anticipatamente esercitato l'opzione rispetto alle cariche in questione senza che ci sia pertanto bisogno di invitare lo stesso senatore ad effettuare la scelta in un dato termine.

 

Il PRESIDENTE ribadisce che il termine per l'esercizio per il diritto di opzione da parte di un senatore è stato fissato, secondo la prassi più recente, in tre giorni dalla data di ricevimento della raccomandata indirizzata allo stesso senatore. Tiene inoltre a precisare che le dimissioni di un senatore debbono essere presentate al Presidente del Senato. Inoltre la Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari - e non certo il Presidente dello stesso organo - non possono esercitare funzioni diverse da quelle istruttorie; del resto la lettera inviata dal senatore Cuomo - che invita la Giunta ad applicare l'articolo 18 del Regolamento per la verifica dei poteri - è stata già trasmessa al Presidente del Senato per opportuna conoscenza. Inoltre, il rispetto del procedimento previsto per l'accertamento dell'incompatibilità con il mandato parlamentare - procedimento al quale la Giunta deve unicamente attenersi secondo la ricordata norma regolamentare - si svolge attraverso una prima istruttoria dei fatti che ha avuto luogo presso il Comitato per l'esame delle cariche rivestite dai senatori.

 

Si procede quindi alle votazioni.

 

Previa verifica del numero legale, il PRESIDENTE pone ai voti la proposta, avanzata dalla Vice Presidente Pezzopane, coordinatrice del Comitato per l'esame delle cariche rivestite dai senatori, di dichiarare l'incompatibilità della carica rivestita dal senatore Vincenzo Cuomo, sindaco del comune di Portici.

 

La Giunta approva all'unanimità.

 

Stante la necessità di rimuovere la situazione di cumulo di cariche incompatibili, la Giunta approva, altresì, a maggioranza, la fissazione di un termine per l’esercizio del diritto di opzione da parte del senatore Cuomo. Tale termine, secondo la prassi più recente, è fissato in tre giorni dalla data di ricevimento della raccomandata indirizzata allo stesso senatore.

 

Il PRESIDENTE avverte quindi che darà comunicazione al senatore Cuomo dell’incompatibilità dichiarata dalla Giunta, invitandolo ad optare nel termine perentorio suindicato.

Fa presente che, ai fini della decadenza dal mandato parlamentare, sarebbe stato comunque necessario dar corso alle prescritte procedure, che comportano ulteriori adempimenti da parte della Giunta e la decisione finale da parte dell'Assemblea; procedure che evidentemente avrebbero richiesto tempi non brevissimi.

 

La seduta termina alle ore 14,45.