Legislatura 17ª - Dossier n. 28
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Il lavoro agile(3)
La promozione dell’empowerment economico delle donne è uno degli obiettivi principali delle società moderne e dovrebbe essere rafforzato attraverso la promozione di cambiamenti culturali profondi e una organizzazione flessibile del lavoro nuova e flessibile, più coerente con l’organizzazione della vita privata, che consenta a un numero crescente di donne di assumere posizioni di rilievo e di entrare nel mercato del lavoro senza dover scegliere tra utilizzare il proprio talento nella vita lavorativa o dedicarsi alla famiglia.
Inoltre, l’introduzione di nuove tecnologie digitali sta subendo profondi cambiamenti nel mondo degli affari, generando nuove esigenze e opportunità sia per i lavoratori dipendenti, uomini e donne, che per le imprese.
In questo contesto, la flessibilità nell’organizzazione del lavoro è diventata sempre più rilevante sia per i dipendenti - e la loro capacità di conciliare lavoro e famiglia - che per i datori di lavoro, che sono alla ricerca di nuovi modi per aumentare la produttività, adattarsi alle nuove tecnologie e rafforzare la loro capacità di trattenere i talenti. Il lavoro "agile" rappresenta una sfida, una nuova frontiera del lavoro: "piccolo", più flessibile e più efficiente in termini di costi e produttività.
Ciò comporta un nuovo approccio, basato sull’utilizzo delle nuove tecnologie per ridefinire l’organizzazione del lavoro, eliminando i vincoli tradizionali legati allo spazio fisico, all’orario e agli strumenti di lavoro. L’obiettivo è quello di stabilire un nuovo equilibrio basato su una maggiore libertà e responsabilità dei lavoratori, sul rispetto e la considerazione degli obiettivi e dei risultati attesi.
Il governo italiano ha già proposto di adottare nuove azioni per ridisegnare l’organizzazione del lavoro e di sperimentare forme di lavoro flessibile (smart working), senza penalizzare lo sviluppo professionale delle donne e sostenendo l’ equilibrio tra lavoro e vita familiare.
In particolare, con l’adozione di misure organizzative per l’attuazione del telelavoro e per la sperimentazione di modalità innovative di organizzazione del lavoro e del tempo all’interno delle amministrazioni pubbliche (art.14 della legge n 124/2015), e anche con una approvazione preliminare di un progetto di legge che introduca nuove modalità di lavoro flessibile per i dipendenti del settore pubblico e privato (legge attualmente all’esame della Camera dei deputati).
È importante sottolineare che le formule di lavoro flessibile sono rivolte non solo ai dipendenti di sesso femminile. In realtà, incoraggiare gli uomini ad una maggiore condivisione delle responsabilità familiari facendo un maggior uso di misure di conciliazione tra vita lavorativa e vita privata alleggerisce le donne di una parte delle loro responsabilità di cura, aiutandole ad avere successo e a raggiungere pari opportunità di lavoro rispetto ai loro colleghi maschi.
Secondo dati recenti, in Italia circa 250.000 lavoratori dipendenti utilizzano modalità di lavoro flessibile all’interno di aziende con più di 10 dipendenti. Inoltre, la percentuale di grandi aziende che adottano progetti di Smart Working strutturati è cresciuta dall’8% nel 2014 al 30%. (Osservatorio dello Smart Working della School of Management del Politecnico di Milano).
All’interno della 61ª sessione della CSW, l’Italia sta organizzando un evento collaterale sulla "modalità di lavoro flessibile" al fine di sviluppare un dibattito internazionale sul tema, che preveda la partecipazione e il coinvolgimento dei soggetti interessati e di partner internazionali, come Stati Uniti e Giappone (da confermare).
Promuovere le discipline STEM come ambito fondamentale per l’inclusione delle donne nel mondo del lavoro(4) )
Uno degli stereotipi di genere esistenti nel sistema scolastico italiano è una supposta scarsa capacità degli studenti nelle discipline STEM (scienza, tecnologia, ingegneria, matematica) che causa un divario di genere in questi ambiti sia interno al percorso di studi che nelle scelte di orientamento prima e professionali poi. Tale divario provoca una perdita delle opportunità imprenditoriali offerte da questo genere di aree produttive legate alle nuove tecnologie.
Dati recenti mostrano una scarsa presenza di donne e ragazze nelle scuole e nelle università a indirizzo tecnico e scientifico. Questo dato evidenzia le difficoltà di accesso delle donne a questo tipo di carriera che rappresenta le maggiori opportunità di lavoro per il futuro.
Nel 2016, il Dipartimento per le Pari Opportunità ha avviato iniziative specifiche dedicate agli studenti delle scuole primarie e secondarie, con l’obiettivo di:
- aumentare il loro interesse nelle STEM e combattere gli stereotipi di genere nell’istruzione;
- agevolare l’accesso delle donne alle carriere e alle professioni scientifiche e tecniche con livelli più elevati di pagamento;
- sfruttare il potenziale delle capacità specifiche delle donne in questi ambiti.
Con l’iniziativa “Il mese delle STEM. Le studentesse vogliono contare! ", lanciata in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, il Dipartimento per le Pari Opportunità ha coinvolto scuole italiane nel promuovere un mese di eventi e iniziative di dibattito sul tema, per incoraggiare gli studenti a partecipare ed elaborare i contenuti delle discipline STEM, anche attraverso il supporto delle ONG e di altre parti interessate.
Dopo il successo dell’iniziativa nel mondo delle imprese, il Dipartimento ha istituito un elenco delle parti interessate (che comprende le università e gli istituti di ricerca, associazioni, aziende, fondazioni e altri soggetti pubblici e privati con competenze nelle discipline della matematica, della scienza e della tecnologia, dell’ informatica e della programmazione) disposte a lavorare in collaborazione con il Dipartimento sulle iniziative promosse dal Dipartimento nelle aree relative alle STEM, come ad esempio l’imminente realizzazione di campi estivi centrati su materie come le scienze, la matematica, l’informatica e la programmazione.
Considerando che la riduzione delle disuguaglianze nell’accesso alle professioni del settore della tecnologia e della ricerca è in linea con gli obiettivi di sviluppo sostenibile e che "l’Empowerment economico delle donne nel mondo del lavoro che cambia" sarà il tema prioritario della LXI sessione della CSW alle Nazioni Unite, il Dipartimento per le pari Opportunità sta organizzando un evento collaterale ad hoc durante la quale le "buone pratiche" del Dipartimento saranno condivise con altri paesi, anche con la partecipazione e il coinvolgimento di importanti partner internazionali, come la Cina, l’India e Russia (da confermare) e di rappresentanti dell’EIGE (European Institute for gender Equality).
3) A cura del Dipartimento delle Pari opportunità della Presidenza del Consiglio
4) A cura del Dipartimento Pari opportunità della Presidenza del Consiglio dei ministri.