Legislatura 17ª - Dossier n. 28

Tema di revisione: sfide e successi nella realizzazione degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio per le donne e le ragazze

Il rapporto del Segretario generale delle Nazioni Unite sul tema di revisione valuta la misura in cui gli Stati membri hanno dato seguito alle "Conclusioni concordate" della 58a sessione della Commissione sulla condizione della donna sulle sfide e i risultati conseguiti nell’attuazione degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio per le donne e le ragazze. L’adozione dell’Agenda 2030 e gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile sono nelle prime fasi di attuazione, di conseguenza, il focus del riesame è sulle azioni già intraprese per la transizione ai nuovi obiettivi.

Il rapporto del Segretario generale riferisce che le Conclusioni concordate adottate dalla LVIII Sessione hanno avuto un notevole impatto sul quadro normativo internazionale successivo, e in particolare sull’Agenda 2030 e gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, anche se il contesto d’ attuazione si è complicato a causa di nuovi fattori critici quali la crisi economica, il cambiamento climatico e i disastri naturali, che rischiano di pesare in misura maggiore sul raggiungimento degli Obiettivi di sviluppo da parte femminile. I progressi realizzati sono ancora troppo lenti.

Sui diritti umani delle donne e delle ragazze le "Conclusioni concordate" affermavano la necessità di adottare un approccio globale che tenga conto delle interconnessioni tra i vari diritti e fra questi e le politiche di genere, (non è sufficiente accrescere il numero delle ostetriche per ridurre la mortalità materna, ma occorre anche affrontarne i fattori strutturali quali i matrimoni precoci, le mutilazioni genitali femminili, i servizi di salute riproduttiva e di informazione).

All’Italia sono stati riconosciuti l’impegno ad adottare gli obiettivi di sviluppo insieme ad altri strumenti internazionali e regionali quali la CERDP, la Risoluzione ONU 1325 e la Convenzione del Consiglio d’Europa contro la violenza domestica ed interventi a favore delle donne Rom.

Sul gender mainstreaming, l’Italia è citata per le sue iniziative in materia di partecipazione femminile nel settore imprenditoriale.

Sul tema degli investimenti richiesti per le politiche di genere e l’empowerment femminile le Conclusioni concordate sollecitavano incremento degli investimenti domestici e per gli aiuti allo sviluppo. Alcuni paesi hanno risposto a questa esigenza adottando modelli di bilancio gender-responsive, o introducendo le analisi di genere nei bilanci su base regolare; in altri casi sono stati istituiti fondi specifici per l’eguaglianza di genere o quote riservate di procurement pubblico da imprese femminili.

Le Conclusioni concordate sottolineavano l’esigenza di migliorare la raccolta, analisi, disseminazione e l’uso di statistiche di genere e dati disaggregati, strumenti indispensabili per predisporre le politiche di genere e valutarne i risultati. A questo proposito, il rapporto sottolinea come, sebbene la raccolta di dati sia generalmente indicata dagli Stati come elemento chiave dei piani d’azione per l’uguaglianza di genere, solo alcuni dichiarano l’intenzione di sviluppare piani di sviluppo nazionale. All’Italia è stato riconosciuto di aver compiuto passi avanti per sviluppare standard e metodologie nuove, anche elettroniche, per misurare le ineguaglianze di genere con un focus particolare sulla violenza contro le donne.

Sulla partecipazione e la leadership femminile le Conclusioni concordate raccomandavano agli stati di adottare misure anche temporanee, come le quote di genere, il rapporto lamenta gli scarsi risultati ottenuti finora e, sottolineando l’efficacia delle quote di genere, cita anche le misure adottate con successo da alcuni paesi, tra cui l’Italia.

Il rapporto si conclude con una serie di raccomandazioni volte ad accelerare il processo di attuazione delle azioni proposte dalle Conclusioni concordate e sottolinea come sia necessario un approccio globale all’attuazione, che riconosca le sinergie e l’interdipendenza tra le diverse dimensioni dell’uguaglianza di genere e che affronti i legami tra l’Obiettivo n. 5 e tutti gli altri Obiettivi di Sviluppo Sostenibile.