Legislatura 17ª - Dossier n. 28
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Il Consiglio dell’UE (EPSCO) del 3 marzo 2017
Da ultimo si ricorda che il 3 marzo 2017 il Consiglio dell’UE Occupazione, politica sociale, salute e consumatori ha approvato conclusioni sul miglioramento delle competenze delle donne e degli uomini nel mercato del lavoro dell’UE, recanti una serie di indicazioni anche in materia di divario di genere.
In particolare, il Consiglio ha, tra l’altro, invitato gli Stati membri:
- a dare la priorità, nell’attuazione della strategia Europa 2020, all’eliminazione degli ostacoli alla partecipazione di donne e uomini al mercato del lavoro, prestando particolare attenzione all’importanza delle competenze, al fine di raggiungere l’obiettivo principale di innalzare al 75% il tasso di occupazione delle donne e degli uomini di età compresa tra 20 e 64 anni;
- a intensificare gli sforzi tesi a integrare la prospettiva di genere nelle rispettive politiche nazionali in materia di competenze e mercato del lavoro e a tal fine, ove pertinente, includere tali misure nei piani d’azione nazionali e/o nell’ambito del semestre europeo, conformemente agli orientamenti in materia di occupazione, prestando particolare attenzione agli svantaggi specifici che le donne devono affrontare nel mercato del lavoro e nel corso della vita. Secondo il Consiglio misure che tengano conto della dimensione di genere dovrebbero essere concepite in modo da conseguire, tra l’altro i seguenti obiettivi:
- combattere la segregazione occupazionale orizzontale basata sul genere e promuovere misure volte a migliorare il riconoscimento e lo status di settori che occupano principalmente donne, quali i lavori domestici, il settore sanitario, i servizi sociali e il settore dell’assistenza, nonché prendere in considerazione misure per migliorare la retribuzione in tali settori rispettando nel contempo le circostanze nazionali e il ruolo delle parti sociali;
- promuovere la parità di accesso delle donne e degli uomini alla professione docente, anche per offrire ai discenti modelli di riferimento sia maschili che femminili;
- combattere la discriminazione di genere, la segregazione e gli stereotipi basati sul genere nell’istruzione, nella formazione, anche professionale, e nell’orientamento professionale; promuovere la parità di genere nelle scuole, negli istituti superiori e nelle università; incoraggiare ragazze, ragazzi, donne e uomini provenienti da tutti i contesti a scegliere percorsi di studio e di lavoro conformi alle loro capacità e competenze, non sulla base di stereotipi di genere, in particolare promuovendo l’accesso di donne e ragazze a settori di studio e lavoro come la scienza, la tecnologia, l’ingegneria e la matematica ("STEM") e, per contro, incoraggiando uomini e ragazzi a studiare e lavorare in settori quali i servizi sociali, l’assistenza all’infanzia e l’assistenza a lungo termine;
- continuare ad analizzare il fenomeno dell’abbandono scolastico da una prospettiva di genere prendendo in considerazione le varie difficoltà che ostacolano il successo scolastico,
- affrontare il divario di genere in materia di occupazione tra i lavoratori vicini alla pensione mediante un approccio intersettoriale, prestando particolare attenzione alla necessità di fornire sostegno alle donne e agli uomini in situazioni di disoccupazione di lungo periodo, salvaguardando le pari opportunità nell’occupazione, ad esempio nell’avanzamento e progressione di carriera nonché nelle retribuzioni o nelle promozioni, e fornendo servizi di sostegno per le donne e gli uomini con responsabilità di assistenza.
Il Consiglio dell’UE ha infine invitato la Commissione europea a:
- sostenere gli Stati membri nei loro sforzi volti ad integrare la prospettiva di genere nelle politiche relative al mercato del lavoro, anche nell’ambito dell’attuazione della strategia Europa 2020 (in particolare attraverso il semestre europeo) e della nuova agenda per le competenze per l’Europa, nonché nell’ambito dei Fondi strutturali e di investimento europei e nel pilastro europeo dei diritti sociali annunciato nel programma di lavoro della Commissione per il 2017;
- garantire che la prospettiva di genere sia integrata nelle politiche e nelle misure finalizzate al miglioramento delle competenze, in particolare nelle occupazioni connesse alla digitalizzazione, alla scienza, alla ricerca e allo sviluppo, nonché nei settori dell’apprendimento permanente e nel mercato del lavoro;
- promuovere programmi e politiche che riconoscano e tengano conto delle diverse circostanze ed esigenze di donne e uomini - in particolare di genitori e prestatori di assistenza in situazioni di lavoro precario - in modo da migliorare l’accesso a iniziative favorevoli alla famiglia, a modalità di lavoro flessibile e "agile" per donne e uomini e a servizi di assistenza formale accessibili, di qualità e a costi sostenibili per i figli e le altre persone a carico (compresa l’educazione e cura della prima infanzia); incoraggiare i padri a utilizzare il congedo di paternità e parentale e i datori di lavoro ad agevolarne l’esercizio, in modo da consentire alle donne di aumentare la loro partecipazione al mercato del lavoro. La Commissione dovrebbe tenere conto di tali aspetti al momento di porre in essere l’iniziativa intesa ad affrontare le sfide incontrate dalle famiglie che lavorano per equilibrare vita professionale e vita privata, annunciata nel programma di lavoro della Commissione per il 2017;
- fornire finanziamenti e sostegno per iniziative di sensibilizzazione sulla parità e i diritti in materia di lavoro delle lavoratrici e dei lavoratori, nonché sui vantaggi dell’apprendimento permanente e i servizi disponibili per orientare e assistere le persone scarsamente qualificate che desiderano migliorare la loro capacità di trovare occupazione, anche nell’ambito dell’attuazione della nuova agenda per le competenze per l’Europa.
Iniziative attese nel corso del 2017(5)
Nel Programma di lavoro per l’anno 2017 (COM(2016) 710), la Commissione europea ha preannunciato l’intenzione di presentare una serie di iniziative correlate al pilastro dei diritti sociali. Tra queste, l’Allegato I fa specifico riferimento ad un’iniziativa che dovrebbe affrontare le problematiche legate alla conciliazione tra vita professionale e vita privata per le famiglie che lavorano (iniziativa 11). Dovrebbe avere carattere sia legislativo che non legislativo ed essere corredata da una valutazione d’impatto. Le Conclusioni del Consiglio "Occupazione" dell’8 dicembre 2016 preannunciano la presentazione di tali iniziative per il mese di marzo 2017. In occasione del dibattito che ha avuto luogo in Consiglio sono state inoltre tratteggiate, in generale, le caratteristiche del "modello sociale europeo", che dovrebbe realizzare al tempo stesso convergenza sociale e un migliore equilibrio tra la crescita economica ed un’Europa sociale. Ciò dovrebbe implicare, tra l’altro, "la riduzione delle ineguaglianze e la promozione della parità (...) di genere". Del resto, quello delle pari opportunità è uno dei tre principi basilari attorno ai quali ruota il Pilastro europeo.
Anche il Governo italiano, nella propria Relazione programmatica sulla partecipazione dell’Italia all’Unione europea, manifesta l’intenzione di mantenere un’attenzione costante sulla politica sociale, indicata anche tra le priorità generali della Presidenza maltese. Si individuano i seguenti elementi principali:
- l’attuazione delle direttive europee sulla parità di trattamento. Si ricorda che nei confronti dell’Italia è pendente una procedura di infrazione (2013_4199) per non conformità della legge 22 dicembre 2011, n. 214 (riforma delle pensioni) con la direttiva 79/7/CEE, relativa alla graduale attuazione del principio di parità di trattamento tra gli uomini e le donne in materia di sicurezza sociale;
- la realizzazione di standard e buone prassi;
- la non discriminazione e integrazione della parità nella strategia Europa 2020;
- la realizzazione di piani di azione su LGBTI. Una Conferenza al livello ministeriale sulle questioni LGBTIQ(6) è prevista anche tra gli eventi organizzati dalla Presidenza maltese;
- la realizzazione di piani di azione contro le discriminazioni per motivi di età, etnico-razziali e religiosi.
5) Per maggiori dettagli sulle iniziative l'anno 2017, si rinvia al Dossier n. 50/DE ("Il programma dell'Unione europea per il 2017"), realizzato dal Servizio studi del Senato della Repubblica assieme all'Ufficio rapporti con l'Unione europea della Camera dei deputati.
6) "LGBTIQ" è acronimo di "Lesbians, gay, Bisexual, Transgender, Intersex, Questioning". La Conferenza della Presidenza maltese sarà finalizzata ad approfondire il piano d'azione della Commissione europea (si vedano, in proposito, la lista di azioni per fare avanzare l'eguaglianza della comunità LGBTI e lanciato la campagna "We all share the same dreams".