Legislatura 17ª - Dossier n. 28
Azioni disponibili
Gli eventi collaterali promossi dall’Italia
(a cura del Ministero della Difesa e del Dipartimento delle Pari opportunità della Presidenza del Consiglio)
Le donne-soldato e il loro contributo allo sviluppo della condizione delle donne locali nel quadro delle operazioni internazionali(2)
A partire dal 2000 più di 12.000 sono entrate nelle fila dell’esercito e dei Carabinieri seguendo le stesse procedure di reclutamento e di addestramento riservate agli uomini. Le donne hanno le stesse opportunità di assunzione degli uomini, senza alcun tipo di esclusione o limitazione, svolgono gli stessi incarichi sia sul territorio nazionale che nei principali teatri di operazioni all’interno dei vari ruoli/corpi e delle unità speciali, senza differenziazioni specifiche. Ad esempio, sono impiegate come piloti di aerei e di elicotteri, membri degli equipaggi dei carri armati, a bordo delle unità navali, nelle attività di controllo del territorio e nelle attività di gestione dei più importanti porti nazionali.
Ecco alcuni esempi concreti di donne che hanno assunto posizioni apicali nel settore militare: Samantha CRISTOFORETTI, Capitano dell’Aereonautica e pilota, l’astronauta che ha trascorso 199 giorni a bordo della Stazione spaziale internazionale durante le spedizioni 42/43; il tenente della Marina Catia PELLEGRINO, comandante di un’unità navale nelle delicate operazioni di salvataggio in mare dei migranti; il capitano dell’Esercito e medico Letizia VALENTINO, responsabile medico di una reparto speciale, attiva in diverse missioni in Afghanistan, la prima donna a prendere parte al programma nazionale di ricerca in Antartide e il Maggiore dei Carabinieri Orivella MICELOTTA, un Comandante di compagnia che ha svolto diversi incarichi sensibili nelle Forze speciali.
Il valore aggiunto apportato dalle donne alle missioni umanitarie e a quelle condotte in vari teatri di operazioni, anche mediante la realizzazione dei progetti CIMIC di Cooperazione militare-civile (Civil-Military Cooperation) si è rivelato di cruciale importanza in quanto elemento catalizzatore per l’empowerment delle donne.
Come è noto, le donne-soldato svolgono un ruolo indispensabile quando di tratta di entrare in contatto la popolazione femminile, nel rispetto delle culture locali e delle usanze religiose. Di fatto, le attività di controllo e di ispezione ai posti di blocco nei centri urbani possono essere condotte solo dalle donne-soldato, o da personale civile femminile, e lo stesso dicasi per la gestione dei problemi medici delle donne.
Le Forze armate italiane hanno compreso l’importanza dell’impiego delle donne per la piena attuazione della Risoluzione dell’ONU 1325/2000 e delle risoluzioni attinenti relative all’adozione della prospettiva di genere, ovvero alla necessità di individuare e di migliorare, nello svolgimento delle missioni, i requisiti, le abilità e il potenziale della popolazione femminile locale.
A tal fine, sono state Female Engagement Teams istituite alcune Unità speciali, le cosiddette (FET), dotate di strumenti specifici, anche di tipo linguistico, per consentire l’interazione culturale e la cooperazione con la popolazione femminile locale.
Queste unità sono addestrate presso la Sede centrale delle unità specializzate di livello internazionale, come il Multinational CIMIC Group di Motta di Livenza che - nell’ambito di missioni alle quali partecipa l’Italia - forniscono anche attività specialistiche richieste per l’attuazione dei progetti CIMIC finalizzati all’empowerment economico delle donne locali, anche attraverso l’insegnamento di un mestiere.
Obiettivi
- Conferire potere e responsabilità alle donne mediante la loro partecipazione alle attività di difesa;
- Identificare le sfide in atto per poter realizzare il pieno empowerment delle donne impegnate nel settore della difesa.
- Utilizzare le FET nelle missioni di pace e valutarne le limitazioni comparandole con le MET (Mixed Engagement Teams);
- I progetti CIMIC e l’avvio di circoli virtuosi finalizzati all’empowerment delle donne locali (attività svolte dalle Forze armate italiane nel quadro dei progetti di formazione professionale delle donne afghane e per la formazione informatica di primo livello delle donne somale).
- Elaborare un piano di azione condiviso per affrontare le sfide identificate.
2) A cura del Ministero della Difesa
Il lavoro agile(3)
La promozione dell’empowerment economico delle donne è uno degli obiettivi principali delle società moderne e dovrebbe essere rafforzato attraverso la promozione di cambiamenti culturali profondi e una organizzazione flessibile del lavoro nuova e flessibile, più coerente con l’organizzazione della vita privata, che consenta a un numero crescente di donne di assumere posizioni di rilievo e di entrare nel mercato del lavoro senza dover scegliere tra utilizzare il proprio talento nella vita lavorativa o dedicarsi alla famiglia.
Inoltre, l’introduzione di nuove tecnologie digitali sta subendo profondi cambiamenti nel mondo degli affari, generando nuove esigenze e opportunità sia per i lavoratori dipendenti, uomini e donne, che per le imprese.
In questo contesto, la flessibilità nell’organizzazione del lavoro è diventata sempre più rilevante sia per i dipendenti - e la loro capacità di conciliare lavoro e famiglia - che per i datori di lavoro, che sono alla ricerca di nuovi modi per aumentare la produttività, adattarsi alle nuove tecnologie e rafforzare la loro capacità di trattenere i talenti. Il lavoro "agile" rappresenta una sfida, una nuova frontiera del lavoro: "piccolo", più flessibile e più efficiente in termini di costi e produttività.
Ciò comporta un nuovo approccio, basato sull’utilizzo delle nuove tecnologie per ridefinire l’organizzazione del lavoro, eliminando i vincoli tradizionali legati allo spazio fisico, all’orario e agli strumenti di lavoro. L’obiettivo è quello di stabilire un nuovo equilibrio basato su una maggiore libertà e responsabilità dei lavoratori, sul rispetto e la considerazione degli obiettivi e dei risultati attesi.
Il governo italiano ha già proposto di adottare nuove azioni per ridisegnare l’organizzazione del lavoro e di sperimentare forme di lavoro flessibile (smart working), senza penalizzare lo sviluppo professionale delle donne e sostenendo l’ equilibrio tra lavoro e vita familiare.
In particolare, con l’adozione di misure organizzative per l’attuazione del telelavoro e per la sperimentazione di modalità innovative di organizzazione del lavoro e del tempo all’interno delle amministrazioni pubbliche (art.14 della legge n 124/2015), e anche con una approvazione preliminare di un progetto di legge che introduca nuove modalità di lavoro flessibile per i dipendenti del settore pubblico e privato (legge attualmente all’esame della Camera dei deputati).
È importante sottolineare che le formule di lavoro flessibile sono rivolte non solo ai dipendenti di sesso femminile. In realtà, incoraggiare gli uomini ad una maggiore condivisione delle responsabilità familiari facendo un maggior uso di misure di conciliazione tra vita lavorativa e vita privata alleggerisce le donne di una parte delle loro responsabilità di cura, aiutandole ad avere successo e a raggiungere pari opportunità di lavoro rispetto ai loro colleghi maschi.
Secondo dati recenti, in Italia circa 250.000 lavoratori dipendenti utilizzano modalità di lavoro flessibile all’interno di aziende con più di 10 dipendenti. Inoltre, la percentuale di grandi aziende che adottano progetti di Smart Working strutturati è cresciuta dall’8% nel 2014 al 30%. (Osservatorio dello Smart Working della School of Management del Politecnico di Milano).
All’interno della 61ª sessione della CSW, l’Italia sta organizzando un evento collaterale sulla "modalità di lavoro flessibile" al fine di sviluppare un dibattito internazionale sul tema, che preveda la partecipazione e il coinvolgimento dei soggetti interessati e di partner internazionali, come Stati Uniti e Giappone (da confermare).
Promuovere le discipline STEM come ambito fondamentale per l’inclusione delle donne nel mondo del lavoro(4) )
Uno degli stereotipi di genere esistenti nel sistema scolastico italiano è una supposta scarsa capacità degli studenti nelle discipline STEM (scienza, tecnologia, ingegneria, matematica) che causa un divario di genere in questi ambiti sia interno al percorso di studi che nelle scelte di orientamento prima e professionali poi. Tale divario provoca una perdita delle opportunità imprenditoriali offerte da questo genere di aree produttive legate alle nuove tecnologie.
Dati recenti mostrano una scarsa presenza di donne e ragazze nelle scuole e nelle università a indirizzo tecnico e scientifico. Questo dato evidenzia le difficoltà di accesso delle donne a questo tipo di carriera che rappresenta le maggiori opportunità di lavoro per il futuro.
Nel 2016, il Dipartimento per le Pari Opportunità ha avviato iniziative specifiche dedicate agli studenti delle scuole primarie e secondarie, con l’obiettivo di:
- aumentare il loro interesse nelle STEM e combattere gli stereotipi di genere nell’istruzione;
- agevolare l’accesso delle donne alle carriere e alle professioni scientifiche e tecniche con livelli più elevati di pagamento;
- sfruttare il potenziale delle capacità specifiche delle donne in questi ambiti.
Con l’iniziativa “Il mese delle STEM. Le studentesse vogliono contare! ", lanciata in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, il Dipartimento per le Pari Opportunità ha coinvolto scuole italiane nel promuovere un mese di eventi e iniziative di dibattito sul tema, per incoraggiare gli studenti a partecipare ed elaborare i contenuti delle discipline STEM, anche attraverso il supporto delle ONG e di altre parti interessate.
Dopo il successo dell’iniziativa nel mondo delle imprese, il Dipartimento ha istituito un elenco delle parti interessate (che comprende le università e gli istituti di ricerca, associazioni, aziende, fondazioni e altri soggetti pubblici e privati con competenze nelle discipline della matematica, della scienza e della tecnologia, dell’ informatica e della programmazione) disposte a lavorare in collaborazione con il Dipartimento sulle iniziative promosse dal Dipartimento nelle aree relative alle STEM, come ad esempio l’imminente realizzazione di campi estivi centrati su materie come le scienze, la matematica, l’informatica e la programmazione.
Considerando che la riduzione delle disuguaglianze nell’accesso alle professioni del settore della tecnologia e della ricerca è in linea con gli obiettivi di sviluppo sostenibile e che "l’Empowerment economico delle donne nel mondo del lavoro che cambia" sarà il tema prioritario della LXI sessione della CSW alle Nazioni Unite, il Dipartimento per le pari Opportunità sta organizzando un evento collaterale ad hoc durante la quale le "buone pratiche" del Dipartimento saranno condivise con altri paesi, anche con la partecipazione e il coinvolgimento di importanti partner internazionali, come la Cina, l’India e Russia (da confermare) e di rappresentanti dell’EIGE (European Institute for gender Equality).
3) A cura del Dipartimento delle Pari opportunità della Presidenza del Consiglio
4) A cura del Dipartimento Pari opportunità della Presidenza del Consiglio dei ministri.