Legislatura 17ª - Dossier n. 28
Azioni disponibili
La posizione dell’Italia in materia di empowerment femminile
(a cura del Ministero degli Affari esteri
e della Cooperazione Internazionale)
- La tutela e la promozione dei diritti delle donne, dell’uguaglianza di genere e dell’empowerment femminile sono temi prioritari dell’azione dell’Italia a livello internazionale.
- L’Italia è fortemente impegnata sia in ambito multilaterale che bilaterale. Il nostro Paese è parte della Convenzione ONU sull’eliminazione di ogni forma di discriminazione contro le donne (CEDAW), partecipa attivamente ai lavori della Commissione ONU sulla condizione femminile (CSW) e sostiene le numerose iniziative che ogni anno vengono promosse su tali temi in ambito ONU.
- L’Italia ha svolto un ruolo attivo per consentire l’entrata in vigore (agosto 2014) della Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne e la violenza domestica (Convenzione di Istanbul) e continua a incoraggiare in tutte le sedi la più ampia adesione a questa Convenzione.
- I diritti delle donne e la lotta alla violenza contro le donne costituiscono oggetto anche di raccomandazioni specifiche che l’Italia indirizza ai Paesi terzi nell’ambito della Revisione Periodica Universale (UPR), l’esercizio di monitoraggio della situazione dei diritti umani cui tutti gli Stati dell’ONU si sottopongono ogni quattro anni a Ginevra.
- L’Italia è attivamente impegnata, sia sul piano diplomatico-negoziale, sia su quello della cooperazione allo sviluppo, nelle campagne internazionali per l’eradicazione delle mutilazioni genitali femminili (MGF) e dei matrimoni precoci e forzati, promuovendo e partecipando attivamente ai negoziati sulle risoluzioni dell’Assemblea Generale e del Consiglio Diritti Umani dell’ONU su questi temi.
- L’Italia sostiene le iniziative internazionali per la prevenzione della violenza sessuale nelle situazioni di conflitto e di emergenza.
- L’Agenda per lo sviluppo sostenibile 2030 riflette in maniera integrata la tutela dei diritti delle donne. All’uguaglianza di genere e all’empowerment femminile è dedicato l’obiettivo 5, ma il ruolo fondamentale delle donne nello sviluppo è riconosciuto trasversalmente anche nei target di altri obiettivi di sviluppo sostenibile, in particolare: l’obiettivo 1 sulla lotta a tutte le forme di povertà ovunque, l’obiettivo 8 sulla promozione della crescita economica, l’occupazione e il lavoro dignitoso per tutti, e l’obiettivo 11 su città e insediamenti urbani sicuri e sostenibili.
- L’azione internazionale dell’Italia in materia di empowerment femminile e sviluppo è incentrata sulle seguenti considerazioni:
- L’uguaglianza di genere e l’empowerment femminile sono un obiettivo “trasformativo”: occorre affrontare le cause strutturali delle disuguaglianze tra uomini e donne, modificando le istituzioni e le norme sociali discriminatorie che vi stanno alla base e che le perpetuano. La trasformazione delle norme sociali è il risultato di azioni da promuovere su più livelli, sul piano comunitario locale, nei contesti nazionali e in ambito internazionale, attraverso l’impiego di risorse e di iniziative politiche e culturali dedicate a, da una parte, contrastare le disuguaglianze e la violenza contro le donne e, dall’altra, riconoscere la “soggettività” delle donne in tutti i campi dello sviluppo sostenibile (“twin track approach”).
- La promozione della soggettività politica, economica e sociale delle donne (“agency” in inglese, in italiano traducibile con “autonomia”) rende le donne “attori” di sviluppo: ciò implica il riconoscimento della capacità delle donne di decidere della propria vita e del proprio corpo e di prendere decisioni sulla famiglia; l’accesso alle risorse, in primo luogo naturali ed economiche; il controllo sulla proprietà e sulla terra, e il potere decisionale in ambito economico; la possibilità di avere voce e influenza politica nella società; la possibilità di svolgere un’azione collettiva in quanto donne; la libertà dal rischio di violenza e il pieno accesso alla giustizia.
- La tutela e promozione dei diritti umani rappresentano il fine ultimo dello sviluppo: in ragione di ciò, l’Agenda 2030 presuppone che lo “sviluppo sostenibile” sia un diritto fondamentale a cui tutti e tutte devono avere accesso, e quindi esso rappresenta un obbligo di chi ha responsabilità politiche e un diritto fondamentale delle persone.
- La violenza di genere è una forma di discriminazione che inibisce la capacità delle donne di godere dei propri diritti: la violenza contro le donne è un problema globale e un fenomeno che si verifica, in varia misura, in tutti i Paesi, società e culture, colpendo le donne indipendentemente dal loro reddito, classe, razza o etnia.
•Nel settembre 2015, partecipando a New York ad un evento di alto livello sull’uguaglianza di genere, insieme ai circa 80 Capi di Stato e di Governo, l’allora Presidente del Consiglio ha riaffermato l’impegno dell’Italia in favore dell’uguaglianza di genere e i diritti delle donne, annunciando impegni concreti a livello finanziario e di politiche da raggiungere nei prossimi anni a livello nazionale e internazionale. Nel 2016, in attuazione di questo impegno, il nostro Paese ha stanziato 22.88 milioni di Euro per progetti di cooperazione allo sviluppo in materia di uguaglianza di genere e di empowerment femminile e ha sostenuto numerose iniziative multilaterali sul tema, soprattutto nell’ambito del sistema ONU.
I programmi per l’empowerment delle donne sono principalmente dedicati all’empowerment economico, soprattutto nel settore dello sviluppo rurale e della sicurezza alimentare, anche a seguito della partecipazione della nostra Cooperazione a EXPO 2015, e si concentrano principalmente in Afghanistan, Albania, Etiopia, Libano, Palestina , e Senegal.
In Afghanistan, in particolare, la presenza italiana a favore delle tematiche di Genere risale al 2003. Attualmente sono in corso di realizzazione iniziative multilaterali e bilaterali di lotta alla violenza di genere contro le donne e a sostegno al Ministero degli Affari delle Donne, per la promozione di imprenditorialità femminile e l’iniziativa italiana ha dato vita a alcune imprese innovative nell’area di Kabul e Baghlan.
La Cooperazione italiana in Afghanistan ha, inoltre, avviato (tra il 2014 e il 2015) un lavoro di mainstreaming di genere in tutte le altre iniziative settoriali, al fine di assicurare che gli interessi e i bisogni delle donne vengano adeguatamente presi in considerazione nelle attività che l’Italia realizza nel Paese, dal sostegno allo sviluppo rurale, alla microfinanza, all’agricoltura.