Legislatura 17ª - Dossier n. 28

Bozza di conclusioni comuni presentata dall’Ufficio di Presidenza della LXI Sessione
(traduzione italiana)

L’autonomia (empowerment) economica delle donne

nel mondo del lavoro che cambia

  1. La Commissione sullo status delle donne riafferma la Dichiarazione e la Piattaforma d’azione di Pechino, i documenti conclusivi della XXIIIª sessione speciale dell’Assemblea generale e le dichiarazioni adottate dalla Commissione in occasione del decimo, quindicesimo e ventesimo anniversario della IVª Conferenza mondiale sulle donne. (cfr. CSW 60 AC, par. 1)

  1. La Commissione ribadisce che la Convenzione sull’eliminazione di ogni forma di discriminazione nei confronti delle donne e il Protocollo opzionale alla Convenzione, così come le altre convenzioni e trattati pertinenti, forniscono un quadro giuridico internazionale e un insieme completo di misure per realizzare la parità di genere e l’autonomia (empowerment) delle donne e delle ragazze e il pieno e paritario godimento di tutti i diritti umani e libertà fondamentali da parte di tutte le donne e ragazze lungo tutto l’arco della loro vita. (cfr. CSW60 AC, par. 2) La Commissione conferma l’importanza delle pertinenti Convenzioni dell’Organizzazione internazionale del lavoro (ILO) per la realizzazione del diritto al lavoro e dei diritti sul lavoro delle donne. (cfr. E/CN.6/2017/3, par. 1)

  1. La Commissione ribadisce gli impegni a favore della parità di genere e dell’autonomia di tutte le donne e ragazze, assunti in occasione dei pertinenti vertici e conferenze delle Nazioni Unite. (cfr. CSW60 AC, par. 4) La Commissione plaude al contributo del Gruppo ad alto livello del Segretario generale sull’autonomia economica delle donne. (cfr. E/CN.6/2017/3, par. 4)

  1. La Commissione sottolinea che l’autonomia economica delle donne è essenziale per la piena, efficace e rapida attuazione della Dichiarazione e della Piattaforma d’azione di Pechino e per l’attuazione attenta alla dimensione di genere dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile. (cfr. E/CN.6/2017/3, par. 2, 46)

  1. La Commissione sottolinea che l’autonomia economica delle donne, ivi compreso il diritto delle donne a un lavoro dignitoso e a un’occupazione piena e produttiva, è un mezzo decisivo per attuare l’Obiettivo di sviluppo sostenibile (SDG) n. 5 relativo al raggiungimento della parità di genere e dell’autonomia di tutte le donne e ragazze. (cfr. E/CN.6/2017/3, par. 2)

  1. La Commissione afferma che il raggiungimento di tutti i traguardi dell’Obiettivo n. 5 - ossia: porre fine a tutte le forme di discriminazione nei confronti di tutte le donne e ragazze ovunque nel mondo; eliminare tutte le forme di violenza nei confronti di tutte le donne e ragazze nella sfera pubblica e privata, compresi la tratta e lo sfruttamento sessuale e di altro tipo; eliminare tutte le pratiche lesive, quali il matrimonio infantile, precoce e forzato e le mutilazioni genitali femminili; riconoscere e valorizzare il lavoro di cura e domestico non retribuito attraverso la fornitura di servizi pubblici, infrastrutture e politiche di protezione sociale e la promozione della responsabilità condivisa all’interno della casa e della famiglia in modo adeguato ai singoli Paesi; garantire alle donne la piena ed effettiva partecipazione e pari opportunità di accesso alla leadership a tutti i livelli decisionali della vita politica, economica e pubblica; garantire l’accesso universale alla salute sessuale e riproduttiva e ai diritti riproduttivi come convenuto in conformità al Programma d’azione della Conferenza internazionale su popolazione e sviluppo, alla Piattaforma d’azione di Pechino e ai documenti conclusivi delle loro conferenze di revisione - costituisce il presupposto determinante dell’autonomia economica delle donne nel mondo del lavoro che cambia. (cfr. E/CN.6/2017/3, par. 2, e SDG 5)

  1. La Commissione riconosce che le diseguaglianze di genere sui mercati del lavoro e nel mondo lavorativo persistono in tutto il mondo. Essa riconosce inoltre che il ritmo e la portata della trasformazione verso il conseguimento dell’autonomia economica delle donne nel mondo del lavoro che cambia è stato inaccettabilmente lento e ha impedito la realizzazione del pieno potenziale delle donne e dei loro diritti umani. (cfr. E/CN.6/2017/3, par. 9, 46 e 47)

  1. La Commissione esprime la sua preoccupazione specialmente per il perpetuarsi di considerevoli divari di genere in materia di partecipazione alla forza lavoro e alla leadership, salario, reddito, pensione, segregazione occupazionale, norme sociali e cultura lavorativa, disparità delle condizioni di lavoro e quota di lavoro domestico e di cura gravante sulle donne, disparità nella protezione sociale e crescente informalità e precarietà dell’occupazione femminile (cfr. E/CN.6/2017/3, par. 6, 9, 15)

  1. La Commissione riconosce altresì che le barriere strutturali all’autonomia economica delle donne possono essere accentuate da forme multiple e interconnesse di diseguaglianza e discriminazione in ambito privato e pubblico, e che tali barriere sono esacerbate nelle situazioni di conflitto e post-conflitto, di crisi dei profughi e umanitarie, come pure dalla disabilità. (cfr. E/CN.6/2017/3, par. 9 e 10)

  1. La Commissione afferma inoltre che l’accelerazione della trasformazione del mondo del lavoro e un significativo rafforzamento dell’ambiente propizio all’autonomia economica delle donne contribuiranno al conseguimento di una crescita economica esponenziale, alla fine della povertà in tutte le sue forme ovunque e a garantire il benessere di tutti, senza lasciare indietro nessuna donna nel mondo del lavoro che cambia. (cfr. E/CN.6/2017/3, par. 46 e 47)

  1. La Commissione ricorda di aver prescelto “l’autonomia delle donne indigene” quale tema speciale per la sua LXIª sessione. Richiama inoltre il suo programma di lavoro pluriennale per il 2016-2019, in base al quale esaminerà “Sfide e opportunità nel conseguimento della parità di genere e dell’autonomia delle donne e delle ragazze rurali” quale tema prioritario della sua LXIIª sessione. (cfr. E/RES/2016/3)

  1. La Commissione ritiene che, per trasformare il mondo del lavoro a beneficio delle donne, sia essenziale: rafforzare i quadri normativi e giuridici miranti alla piena occupazione e a un lavoro dignitoso per tutte le donne; attuare politiche economiche e sociali per l’autonomia economica delle donne; affrontare la crescita del lavoro informale e della mobilità delle donne lavoratrici; gestire il cambiamento tecnologico e digitale a beneficio dell’autonomia economica delle donne; rafforzare la voce collettiva, la leadership e il peso decisionale delle donne; rafforzare il ruolo del settore privato nell’autonomia economica delle donne. (cfr. E/CN.6/2017/3, par. 47 e intestazioni al par. 49)

  1. La Commissione sprona i Governi, le pertinenti entità del sistema delle Nazioni Unite, le organizzazioni internazionali e regionali, le organizzazioni delle donne e altre organizzazioni della società civile e il settore privato a intraprendere le seguenti azioni a livello nazionale, regionale e globale:

Rafforzare i quadri normativi e giuridici a favore della piena occupazione e di un lavoro dignitoso per tutte le donne

(a)conseguire la ratifica universale senza riserve e la piena attuazione della Convenzione sull’eliminazione di tutte le forme di discriminazione nei confronti delle donne e delle pertinenti convenzioni e raccomandazioni dell’ILO; (E/CN.6/2017/3, par. 49 (a))

(b)rafforzare le leggi e i quadri normativi che vietano la discriminazione nei confronti delle donne riguardo all’ingresso nel mercato del lavoro e alle condizioni contrattuali dell’impiego, e rendere disponibili vie di ricorso in caso d’inosservanza; (cfr. E/CN.6/2017/3, par. 49 (c))

(c)rafforzare e applicare leggi e politiche sulle condizioni di lavoro che vietino la discriminazione nell’assunzione, mantenimento e promozione delle donne nel settore pubblico e nel privato, e rendere disponibili vie di ricorso in caso d’inosservanza; (E/CN.6/2017/3, par. 49 (d))

(d)intraprendere riforme legislative e amministrative che garantiscano la parità di accesso delle donne alle risorse e fattori produttivi e alla proprietà e controllo degli stessi, quali la terra e altri tipi di patrimonio, risorse finanziarie, eredità, risorse naturali e tecnologie dell’informazione e della comunicazione; (E/CN.6/2017/3, par. 49 (f))

(e)eliminare la segregazione occupazionale ponendo mano alle norme sociali discriminatorie e favorendo la partecipazione paritaria delle donne ai mercati del lavoro, all’istruzione e alla formazione, e spronare le donne a diversificare le loro scelte occupazionali optando per posti di lavoro nei settori emergenti e nei comparti economici in crescita; (cfr. E/CN.6/2017/3, par. 49 (e))

(f)emanare e applicare leggi e regolamenti che sostengano il principio del salario uguale per un lavoro di uguale valore, in conformità con le norme internazionali del lavoro come la Convenzione ILO sull’uguaglianza di retribuzione, 1951, (n. 100), e rendere disponibili vie di ricorso; (cfr. E/CN.6/2017/3, par. 49 (m))

(g)ratificare e attuare la Convenzione ILO sulle lavoratrici e i lavoratori domestici, 2011 (n. 189), ed emanare e applicare leggi e regolamenti che diano effetto alla Convenzione ILO sulla protezione della maternità, 2000 (n. 183) e alla Convenzione ILO sui lavoratori con responsabilità familiari, 1981 (n. 156), e alle altre Convenzioni dell’ILO attinenti alla realizzazione del diritto delle donne al lavoro e dei diritti delle donne sul lavoro; (cfr. E/CN.6/2017/3, par. 1, 49 (p) e par. 49 (t))

(h) rafforzare e applicare leggi e politiche volte a eliminare la violenza e le molestie nei confronti delle donne nei luoghi di lavoro e sostenere l’elaborazione di uno strumento ILO che fornisca una norma internazionale per affrontare la violenza e le molestie nei confronti delle donne nel mondo del lavoro; (cfr. E/CN.6/2017/3, par. 49 (g))

(i)prendere misure specifiche per far sì che le donne che subiscono forme molteplici e interconnesse di diseguaglianza, discriminazione ed emarginazione abbiano pari opportunità di lavoro dignitoso e di buona qualità nel settore pubblico e nel privato; (cfr. E/CN.6/2017/3, par. 49 (h))

Attuare politiche economiche e sociali per l’autonomia economica delle donne

(j)attuare politiche e riforme macroeconomiche per la creazione di posti di lavoro e la promozione dell’occupazione piena, paritaria e produttiva e del lavoro dignitoso delle donne e verificare il loro impatto; (E/CN.6/2017/3, par. 49 (i))

(k)creare posti di lavoro dignitosi e di buona qualità per le donne nell’economia della cura, sia nel settore pubblico che nel privato; (cfr. E/CN.6/2017/3, par. 49 (k))

(l)ampliare, modificandone l’ordine di priorità, la spesa fiscale destinata alla protezione sociale e alle infrastrutture di cura, quali l’educazione della prima infanzia e l’assistenza sanitaria come mezzi per porre rimedio al divario retributivo dovuto alla maternità; (E/CN.6/2017/3, par. 49 (l))

(m)stabilire livelli universali di protezione sociale di base, in linea con la Raccomandazione ILO sui sistemi di protezione sociale di base, 2012 (No. 202), nell’ambito dei sistemi di protezione sociale nazionali, così da garantire l’accesso alla protezione sociale per tutti, compresi i lavoratori che sono fuori dall’economia formale, e raggiungere gradualmente livelli di protezione più elevati in linea con le norme di sicurezza sociale dell’ILO; (cfr. E/CN.6/2017/3, par. 49 (o))

(n)fare in modo che tanto le donne quanto gli uomini abbiano accesso alle indennità di congedo di maternità o parentale e non siano oggetto di discriminazione qualora fruiscano di tali prestazioni; (cfr. E/CN.6/2017/3, par. 49 (p))

(o) prendere misure mirate per riconoscere, ridurre e ridistribuire l’onere sproporzionato di cura e lavoro domestico non retribuiti gravante sulle donne mediante la flessibilità dei regimi di lavoro, senza ridurre le tutele lavorative e sociali, e la fornitura di infrastrutture, tecnologie e servizi pubblici, quali strutture per l’infanzia e l’assistenza in generale accessibili e di qualità per i figli e le altre persone dipendenti; (E/CN.6/2017/3, par. 49 (q))

(p)misurare e incorporare sistematicamente il valore della cura e del lavoro domestico non retribuiti nel calcolo del PIL e nella formulazione delle politiche economiche e sociali; (E/CN.6/2017/3, par. 49 (r))

(q)  rendere prioritari l’ingresso e la progressione professionale delle donne giovani nei mercati del lavoro garantendo l’accesso all’istruzione e alla formazione tecnico-professionale ed eliminando la barriera che le ragazze e donne si trovano ad affrontare nel passaggio dalla scuola al lavoro; (E/CN.6/2017/3, par. 49 (s))

Affrontare l’informalità del lavoro e la mobilità crescenti delle donne lavoratrici

(r)  rendere l’occupazione informale delle donne nel lavoro domestico, nel lavoro a domicilio e nelle piccole e medie imprese, nonché in altre forme di lavoro autonomo e a tempo parziale, più sostenibile economicamente estendendo la protezione sociale e il salario minimo vitale, e favorendo il passaggio all’occupazione formale in linea con la Raccomandazione ILO sulla transizione dall’economia informale verso l’economia formale, 2015 (No. 204); (cfr. E/CN.6/2017/3, par. 49 (t))

(s) adottare politiche migratorie nazionali che siano attente alla dimensione di genere, proteggano i diritti del lavoro e favoriscano ambienti di lavoro sani e sicuri per le lavoratrici migranti, regolamentare il ruolo degli intermediari e dei procacciatori di personale privati nell’ambito della migrazione e applicare le leggi contro la tratta; (E/CN.6/2017/3, par. 49 (u))

(t) rafforzare le sinergie fra migrazione e sviluppo a livello internazionale garantendo politiche migratorie sicure, ordinate e costanti nel tempo che tutelino i diritti umani delle donne nel quadro dell’attuazione della Dichiarazione di New York per i rifugiati e i migranti (risoluzione 71/1dell’Assemblea generale); (E/CN.6/2017/3, par. 49 (v))

(u) migliorare la raccolta e l’analisi dei dati sull’economia informale, disaggregati per sesso, reddito, età, razza, etnia, status migratorio, disabilità, collocazione geografica e altri fattori pertinenti, facendo uso della definizione ILO di informalità; (E/CN.6/2017/3, par. 49 (w))

Gestire il cambiamento tecnologico e digitale a beneficio dell’autonomia economica delle donne

(v) sostenere l’accesso delle donne, in particolare delle giovani, alle capacità e alla formazione nei settori nuovi ed emergenti, specie la scienza, la tecnologia, l’istruzione ingegneristica e matematica e la padronanza digitale ampliando la gamma delle opportunità d’istruzione e formazione; (E/CN.6/2017/3, par. 49 (x))

(w) garantire l’accesso universale alle capacità, alla conoscenza, alle tecnologie dell’informazione e della comunicazione facendo sì che siano economicamente, geograficamente, linguisticamente e virtualmente accessibili alle donne lavoratrici, come pure un maggiore accesso delle donne alla banda larga e alla telefonia mobile; (E/CN.6/2017/3, par. 49 (y))

(x)favorire il cambiamento delle tecnologie produttive a sostegno di posti di lavoro dignitosi e di buona qualità nel settore pubblico e privato per le donne nell’economia verde, specie nel comparto della mitigazione del cambiamento climatico e dell’adattamento al medesimo; (E/CN.6/2017/3, par. 49 (z))

Rafforzare la voce collettiva, la leadership e il peso decisionale delle donne

(y)porre in atto politiche e misure specifiche per garantire la parità nella rappresentanza e nella leadership per le donne all’interno delle strutture e istituzioni preposte alle decisioni economiche, nonché delle imprese e dei consigli d’amministrazione; (Cfr. E/CN.6/2017/3, par. 49 (n))

(z)tutelare i diritti alla libertà di associazione e alla contrattazione collettiva per porre le donne lavoratrici, comprese le lavoratrici informali e migranti, in condizione di organizzarsi, aderire al sindacato e partecipare all’assunzione delle decisioni economiche e all’elaborazione delle politiche per il mondo del lavoro; (E/CN.6/2017/3, par. 49 (aa))

(aa)sostenere la collaborazione tripartita fra i Governi, i datori di lavoro e le lavoratrici e le loro organizzazioni per prevenire e correggere le diseguaglianze di genere nel mondo del lavoro; (E/CN.6/2017/3, par. 49 (bb))

(bb)favorire e sostenere la leadership delle donne nel sindacato e nelle organizzazioni dei lavoratori e sollecitare tutti i dirigenti sindacali a rappresentare efficacemente gli interessi delle lavoratrici; (E/CN.6/2017/3, par. 49 (cc))

Rafforzare il ruolo del settore privato nell’autonomia economica delle donne

(cc) istituire e rafforzare meccanismi di conformità che rendano il settore privato responsabile dell’avanzamento della parità di genere e dell’autonomia economica delle donne, secondo quanto definito nei Principi per l’autonomia delle donne stabiliti dall’Entità delle Nazioni Unite per la parità di genere e l’autonomia femminile (UN-Women) e dal Global Compact; (cfr. E/CN.6/2017/3, par. 49 (dd), CSW60 AC, par. (h))

(dd)aumentare la quota di transazioni commerciali e forniture operate da imprese, cooperative e gruppi di auto-aiuto femminili nel settore pubblico e nel privato; (cfr. E/CN.6/2017/3, par. 49 (ee))

(ee)procedere a un’analisi sistematica e attenta alla dimensione di genere della catena del valore, così da informare la progettazione e l’attuazione di politiche che promuovano e proteggano i diritti e la dignità del lavoro delle donne nelle catene globali del valore. (E/CN.6/2017/3, par. 49 (ff))

  1. La Commissione esorta i Governi a integrare queste azioni a favore dell’autonomia economica delle donne nel mondo del lavoro che cambia in strategie, politiche e piani d’azione nazionali per lo sviluppo sostenibile, l’eliminazione della povertà e settoriali a tutti i livelli. (cfr. E/CN.6/2017/3, par. 49 (b), CSW 60 AC, par. 25)

  1. La Commissione esorta i Governi a potenziare le capacità, le risorse e l’autorevolezza dei meccanismi nazionali per la parità di genere affinché possano sostenere e verificare l’attuazione di tali iniziative e collaborare efficacemente, nell’attuazione delle stesse, con tutte le istituzioni nazionali e locali pertinenti, compresi gli enti preposti alle relazioni di lavoro. (cfr. E/CN.6/2017/3, par. 49 (b), CSW 60 AC, par. 24 e 25)

  1. La Commissione esorta i Governi e tutti gli altri soggetti interessati a incrementare e massimizzare in misura significativa i finanziamenti mirati, così da accelerare il conseguimento dell’autonomia economica delle donne nel mondo del lavoro che cambia a tutti i livelli, attraverso ogni fonte di sostegno economico pubblica e privata, risorse interne e assistenza ufficiale allo sviluppo. (cfr. E/CN.6/2017/3, par. 49 (j)) 

  1. La Commissione incita uomini e ragazzi a prendere parte attiva e impegnarsi a fondo quali agenti e beneficiari del cambiamento nella realizzazione dell’autonomia economica femminile nel mondo del lavoro che cambia. (cfr. CSW(AC) par. 22)

  1. La Commissione esorta il sistema delle Nazioni Unite, e specialmente UN-Women e l’Organizzazione internazionale del lavoro a sostenere, nell’ambito dei rispettivi mandati, l’attuazione delle presenti Conclusioni comuni e l’attuazione attenta alla dimensione di genere dell’Agenda 2030.  Invita UN-Women a continuare a svolgere un ruolo centrale nella promozione della parità di genere e dell’autonomia di donne e ragazze, nell’appoggio agli Stati membri su loro richiesta, nel coordinamento del sistema delle Nazioni Unite e nella mobilitazione della società civile, del settore privato e degli altri soggetti interessati, a tutti i livelli, a sostegno della piena, effettiva e rapida attuazione della Dichiarazione e della Piattaforma d’azione di Pechino e dell’Agenda 2030. (cfr. E/CN.6/2017/3, par. 48, e CSW60 AC, par. 28) 

  1. La Commissione invita tutti i soggetti interessati a mettere in campo sforzi e investimenti straordinari, energici e costanti e a prendere misure specifiche per accelerare l’attuazione e compiere progressi misurabili in materia di autonomia economica, diritto al lavoro, diritti sul lavoro e diritto a un’occupazione piena e produttiva delle donne entro il 2020, quale traguardo sul percorso verso la realizzazione attenta alla dimensione di genere dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, oltre che per celebrare il venticinquesimo anniversario della IVª Conferenza mondiale sulle donne.