Legislatura 17ª - Dossier n. 28

La LXI Sessione della Commissione delle Nazioni Unite sulla condizione femminile
(a cura del Servizio Affari internazionali del Senato)

La LXI Sessione della Commissione delle Nazioni Unite sulla condizione femminile (CSW) si svolgerà a New York, nella sede delle Nazioni Unite, dal 13 al 24 marzo 2017(1) . Alla sessione parteciperanno rappresentanti degli Stati membri, organismi delle Nazioni Unite ed organizzazioni non governative (ONG) accreditate presso l’ECOSOC da tutte le regioni del mondo.

La CSW è una Commissione funzionale del Consiglio economico e sociale delle Nazioni Unite (ECOSOC) ed è la principale sede politica mondiale dedicata esclusivamente all’eguaglianza di genere e all’emancipazione della donna. E’ composta da 45 Stati membri delle Nazioni Unite, eletti dal Consiglio economico e sociale per quattro anni, sulla base del principio dell’equa distribuzione geografica.

La composizione attuale prevede 13 membri dall’Africa, 11 dall’Asia, 9 dall’America Latina e Caraibi, 8 dall’Europa occidentale e altri Stati, 4 dall’Europa orientale. I Paesi che non fanno parte della Commissione partecipano a tutte le fasi del dibattito e del negoziato, con diritto di parola ma non di voto. Nella preparazione delle riunioni annuali, la CSW è assistita da un Bureau, i cui membri sono in carica per due anni.

Le sessioni annuali sono un’occasione per valutare i progressi, identificare le sfide, definire gli standard e formulare politiche concrete per promuovere l’eguaglianza di genere e l’emancipazione femminile. Per tali attività la CSW si avvale del supporto di UN Women, organismo delle Nazioni unite per l’eguaglianza di genere e l’empowerment femminile.

Sessione precedente

Alla LX Sessione della CSW, (New York,14-19 marzo 2016), ha partecipato una delegazione parlamentare composta dalle senatrici Linda Lanzillotta, vicepresidente del Senato, Giuseppina Maturani e Ornella Bertorotta e dalle deputate Pia Locatelli e Tiziana Ciprini. In rappresentanza del Governo italiano hanno partecipato Emma Bonino, come inviato speciale alla CSW per il segmento dei lavori dal 14 al 17 marzo, e il sottosegretario agli esteri Benedetto Della Vedova per il segmento 17-18 marzo.

Il tema prioritario della Sessione è stato l’empowerment delle donne e i suoi legami con lo sviluppo sostenibile, il tema di revisione (59a Sessione) "l’eliminazione e la prevenzione di tutte le forme di violenza contro le donne e le ragazze" e quello del evento parlamentare UIP sul ruolo della legislazione nel empowerment delle donne in connessione allo sviluppo sostenibile.

La delegazione parlamentare ha preso parte a numerosi eventi collaterali su donne e cambiamento climatico, protezione dei diritti delle donne rifugiate, potere della parità-parità di potere, mutilazioni genitali femminili, empowerment femminile nelle aree rurali, impatto delle politiche antidroga sulle donne, su acqua e tematiche di genere, ed ha avuto diversi incontri bilaterali con parlamentari della Turchia, dell’Iran, del Paraguay e della Spagna.

Il testo delle Conclusioni concordate adottate in seno alla LX Sessione è molto più lungo rispetto alla versione inizialmente presentata da UNWOMEN, che ometteva il quadro normativo relativo ai diritti umani delle donne, nella prospettiva di avere un documento operativo focalizzato su raccomandazioni concrete sulla tematica prioritaria dell’anno (empowerment delle donne e legame con lo sviluppo sostenibile), come indicato dalla risoluzione adottata alla CSW 2015 sui nuovi metodi di lavoro.

Su impulso dei Paesi occidentali (USA, Canada, Svizzera, Norvegia e la stessa UE), è stata invece inserita una serie di riferimenti (diritto all’educazione; diritto al lavoro e protezione sociale; diritto all’acqua potabile; diritti sessuali e riproduttivi; diritti dei disabili; pratiche dannose come mutilazioni genitali femminili e matrimoni precoci e forzati) che il Gruppo Africano, CARICOM (Comunità Caraibica), Federazione Russa, India, Iran e Pakistan hanno contestato, sia alla luce dei nuovi metodi di lavoro sia perché tali contenuti erano stati da poco ribaditi dalla Terza Commissione dell’Assemblea Generale. L’UE ha cercato di limitare le proposte di modifica al testo ed ha mostrato una buona dose di flessibilità, molto apprezzata dal resto della membership.

La 61a sessione

L’agenda dei lavori della 61a sessione sarà strutturata, come avviene di consueto, su un tema prioritario ed uno emergente relativi ad aree critiche che necessitano di iniziative.

Il Segretario generale dell’ONU presenterà una Relazione sul tema prioritario "Empowerment economico delle donne in un mondo del lavoro in evoluzione", ed un’altra Relazione sul tema di revisione "le sfide e successi nella realizzazione degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio per le donne e le ragazze". (Agreed conclusion 58°). La sessione si concluderà con l’adozione di Agreed Conclusions da inviare all’ECOSOC, al fine di orientare l’azione degli Stati e degli organismi internazionali dell’ONU competenti su sostenibilità e politiche di genere.


1) Per un approfondimento sulla storia della CSW e sui risultati raggiunti negli ultimi decenni si rimanda all’Approfondimento dell’Osservatorio parlamentare curato dal Cespi nel 2012.

Tema prioritario: l’empowerment economico delle donne in un mondo del lavoro in evoluzione

Negli ultimi venti anni il mondo del lavoro ha conosciuto una consistente evoluzione: da un lato la crisi economica ha moltiplicato i casi di lavoro informale, le forme di flessibilità e di mobilità, la precarietà dei rapporti di lavoro; dall’altro l’evoluzione tecnologica ha avuto il duplice effetto di creare nuovi lavori specializzati e di ridurre il fabbisogno di manodopera nei settori tradizionali, dove i lavoratori tendono ad essere sostituiti dai robot.

Se da una parte l’aumento di forme di lavoro precario accresce le possibilità di impiego femminile, questo d’altra parte non favorisce un aumento di posti di lavoro dignitosi, con salari e forme di protezione sociale adeguati. Persistono inoltre i più risalenti squilibri che penalizzano le donne nel mondo del lavoro, quali il gender gap nei salari, nella protezione sociale, nella formazione soprattutto scientifica, la ridotta presenza femminile nelle posizioni apicali delle imprese, lo squilibrio nella distribuzione tra uomini e donne dei lavori non retribuiti di cura familiare.

Nel riaffermare i principi di Pechino e gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030, la CSW sollecita i principali stakeholders a prendere tutte le misure necessarie a favorire l’empowerment economico femminile nel mondo del lavoro. In primo luogo, a livello normativo, questo comporta la ratifica delle principali convenzioni in materia e il rafforzamento, con la previsione di sanzioni adeguate in caso di inosservanza, delle norme nazionali contro la discriminazione femminile nell’accesso e nella permanenza nel mercato del lavoro; l’adozione di riforme che consentano l’accesso delle donne alle risorse produttive; l’eliminazione della segregazione occupazionale e la promozione della diversificazione nelle scelte occupazionali anche in settori emergenti; il raggiungimento della parità retributiva uomo-donna; l’attuazione delle convenzioni ILO sul lavoro domestico; l’eliminazione di ogni forma di violenza sul posto di lavoro; la promozione delle pari opportunità per le donne che fanno esperienza di forme multiple di discriminazione.

Sul piano delle politiche macroeconomiche volte a favorire l’occupazione, andrebbero prese misure per aumentare il lavoro retribuito nella care economy pubblica e privata, che contrastino le penalizzazioni salariali per maternità e garantiscano adeguati standard di protezione sociale e congedi parentali anche paterni, che promuovano un maggior equilibrio nella distribuzione del lavoro di cura familiare non retribuito; che dispongano l’adeguata misurazione del valore del lavoro di cura non retribuito, che rendano prioritario l’accesso delle giovani donne al mercato del lavoro.

Sul tema dell’economia informale, la CSW sollecita un accresciuto livello di protezione sociale, la definizione di salari minimi e la progressiva stabilizzazione. Importante in questo campo è anche il miglioramento della raccolta e analisi dei dati che consenta di fornire risposte adeguate alle criticità del lavoro informale. Sul tema dell’evoluzione tecnologica e digitale la CSW incoraggia l’accesso delle donne alla formazione nelle discipline scientifiche (STEM) e all’impiego nella green economy. La CSW si spende inoltre per la valorizzazione delle associazioni collettive femminili, per una maggiore presenza delle donne nei posti apicali delle gerarchie di impresa, per la responsabilizzazione del settore privato nell’avanzamento dell’uguaglianza di genere e dell’empowerment economico femminile, per un accresciuto finanziamento delle politiche volte ad accelerare l’empowerment economico femminile.

Tema di revisione: sfide e successi nella realizzazione degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio per le donne e le ragazze

Il rapporto del Segretario generale delle Nazioni Unite sul tema di revisione valuta la misura in cui gli Stati membri hanno dato seguito alle "Conclusioni concordate" della 58a sessione della Commissione sulla condizione della donna sulle sfide e i risultati conseguiti nell’attuazione degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio per le donne e le ragazze. L’adozione dell’Agenda 2030 e gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile sono nelle prime fasi di attuazione, di conseguenza, il focus del riesame è sulle azioni già intraprese per la transizione ai nuovi obiettivi.

Il rapporto del Segretario generale riferisce che le Conclusioni concordate adottate dalla LVIII Sessione hanno avuto un notevole impatto sul quadro normativo internazionale successivo, e in particolare sull’Agenda 2030 e gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, anche se il contesto d’ attuazione si è complicato a causa di nuovi fattori critici quali la crisi economica, il cambiamento climatico e i disastri naturali, che rischiano di pesare in misura maggiore sul raggiungimento degli Obiettivi di sviluppo da parte femminile. I progressi realizzati sono ancora troppo lenti.

Sui diritti umani delle donne e delle ragazze le "Conclusioni concordate" affermavano la necessità di adottare un approccio globale che tenga conto delle interconnessioni tra i vari diritti e fra questi e le politiche di genere, (non è sufficiente accrescere il numero delle ostetriche per ridurre la mortalità materna, ma occorre anche affrontarne i fattori strutturali quali i matrimoni precoci, le mutilazioni genitali femminili, i servizi di salute riproduttiva e di informazione).

All’Italia sono stati riconosciuti l’impegno ad adottare gli obiettivi di sviluppo insieme ad altri strumenti internazionali e regionali quali la CERDP, la Risoluzione ONU 1325 e la Convenzione del Consiglio d’Europa contro la violenza domestica ed interventi a favore delle donne Rom.

Sul gender mainstreaming, l’Italia è citata per le sue iniziative in materia di partecipazione femminile nel settore imprenditoriale.

Sul tema degli investimenti richiesti per le politiche di genere e l’empowerment femminile le Conclusioni concordate sollecitavano incremento degli investimenti domestici e per gli aiuti allo sviluppo. Alcuni paesi hanno risposto a questa esigenza adottando modelli di bilancio gender-responsive, o introducendo le analisi di genere nei bilanci su base regolare; in altri casi sono stati istituiti fondi specifici per l’eguaglianza di genere o quote riservate di procurement pubblico da imprese femminili.

Le Conclusioni concordate sottolineavano l’esigenza di migliorare la raccolta, analisi, disseminazione e l’uso di statistiche di genere e dati disaggregati, strumenti indispensabili per predisporre le politiche di genere e valutarne i risultati. A questo proposito, il rapporto sottolinea come, sebbene la raccolta di dati sia generalmente indicata dagli Stati come elemento chiave dei piani d’azione per l’uguaglianza di genere, solo alcuni dichiarano l’intenzione di sviluppare piani di sviluppo nazionale. All’Italia è stato riconosciuto di aver compiuto passi avanti per sviluppare standard e metodologie nuove, anche elettroniche, per misurare le ineguaglianze di genere con un focus particolare sulla violenza contro le donne.

Sulla partecipazione e la leadership femminile le Conclusioni concordate raccomandavano agli stati di adottare misure anche temporanee, come le quote di genere, il rapporto lamenta gli scarsi risultati ottenuti finora e, sottolineando l’efficacia delle quote di genere, cita anche le misure adottate con successo da alcuni paesi, tra cui l’Italia.

Il rapporto si conclude con una serie di raccomandazioni volte ad accelerare il processo di attuazione delle azioni proposte dalle Conclusioni concordate e sottolinea come sia necessario un approccio globale all’attuazione, che riconosca le sinergie e l’interdipendenza tra le diverse dimensioni dell’uguaglianza di genere e che affronti i legami tra l’Obiettivo n. 5 e tutti gli altri Obiettivi di Sviluppo Sostenibile.