Legislatura 19ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 452 del 11/09/2026 (Definitivo)

Interrogazioni

BASSO, MISIANI - Al Ministro delle imprese e del made in Italy. - Premesso che:

in data 11 settembre 2026, Ericsson ha comunicato l'avvio di una procedura di licenziamento collettivo che interessa complessivamente 131 lavoratrici e lavoratori della sede di Genova, di cui 56 impiegati, 64 quadri e 11 dirigenti;

secondo quanto comunicato alle organizzazioni sindacali, 110 degli esuberi riguarderebbero la business area networks (BNEW) e 21 la business area cloud software and services (BCSS);

la decisione assume una particolare gravità non soltanto per le sue rilevanti conseguenze occupazionali, ma per la prospettiva industriale e tecnologica del sito genovese: nell'ambito della riorganizzazione annunciata sarebbe infatti prevista, entro la fine del 2026, la completa dismissione dell'unità dedicata all'ottica e delle funzioni della business area networks presenti a Genova, e una riduzione di specifiche attività di ricerca e sviluppo;

il centro Ericsson di Genova rappresenta da decenni uno dei principali insediamenti italiani di ricerca e sviluppo nel settore delle telecomunicazioni, con competenze altamente specializzate nelle reti ottiche, nelle reti di trasporto e nella fotonica, settori che assumono oggi una rilevanza strategica per lo sviluppo delle infrastrutture digitali, delle reti di nuova generazione e per l'autonomia tecnologica nazionale ed europea;

la stessa Ericsson ha indicato pubblicamente la ricerca e sviluppo italiana come sede di competenze di eccellenza mondiale, attribuendole responsabilità nello sviluppo delle reti ottiche di nuova generazione, delle reti di trasporto e della fotonica integrata;

la decisione annunciata si inserisce in un processo di progressivo e prolungato ridimensionamento della presenza Ericsson a Genova: al momento dell'acquisizione delle attività Marconi il sito contava circa 1.200 addetti, successivamente ridottisi nel corso degli anni attraverso numerose procedure di riorganizzazione, esuberi, cessioni e licenziamenti;

già nel 2012, a breve distanza dall'inaugurazione del nuovo centro di ricerca agli Erzelli, Ericsson aveva annunciato 94 esuberi a Genova, che interessavano anche le attività di ricerca e sviluppo e quelle dell'area ottica;

la realizzazione e lo sviluppo del centro degli Erzelli sono stati sostenuti da un rilevante intervento pubblico. In particolare, l'accordo di programma sottoscritto nel 2012 prevedeva investimenti per oltre 73 milioni di euro e risorse pubbliche per circa 42 milioni, provenienti dal Ministero dell'università e della ricerca, dal Ministero dello sviluppo economico e dalla Regione Liguria, destinate alla realizzazione di progetti di ricerca e sviluppo;

negli anni successivi sono state più volte sollevate in sede parlamentare, anche dagli interroganti, questioni relative al progressivo ridimensionamento dell'insediamento genovese, alla necessità di conoscere il piano industriale dell'azienda e alla coerenza tra il sostegno pubblico ricevuto, gli investimenti annunciati e le scelte occupazionali e industriali successivamente adottate;

ancora nel febbraio 2026 Ericsson aveva avviato a livello nazionale una nuova procedura di riduzione del personale per 105 impiegati e quadri e 21 dirigenti, che aveva interessato anche la sede di Genova e si era successivamente conclusa attraverso strumenti concordati e il criterio della volontarietà;

a distanza di pochi mesi, l'annuncio di ulteriori 131 esuberi concentrati sulla sede genovese e, soprattutto, della completa dismissione dell'attività nell'ottica sembra configurare non una semplice riorganizzazione aziendale, ma un ulteriore e rilevante arretramento della presenza industriale e di ricerca del gruppo nel nostro Paese;

considerato che:

la perdita di competenze altamente specializzate nel settore delle reti ottiche e della fotonica non rappresenterebbe soltanto un grave problema occupazionale per Genova e per la Liguria, ma determinerebbe una perdita di patrimonio tecnologico e professionale per l'intero sistema nazionale;

la decisione appare particolarmente preoccupante in una fase nella quale l'Italia e l'Unione europea dichiarano come prioritaria la necessità di rafforzare la propria autonomia tecnologica nelle infrastrutture digitali, nelle telecomunicazioni e nelle tecnologie abilitanti;

risulta pertanto indispensabile conoscere non soltanto le modalità attraverso le quali Ericsson intende gestire gli esuberi annunciati, ma soprattutto quale sia il piano industriale del gruppo per Genova e per l'Italia, quali attività di ricerca e sviluppo rimarranno nel nostro Paese e quale sia la destinazione delle attività, delle competenze e delle responsabilità tecnologiche oggi attribuite all'unità ottica genovese,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza delle decisioni comunicate da Ericsson e quale valutazione esprima in merito alle loro conseguenze occupazionali, industriali e tecnologiche;

se intenda convocare con la massima urgenza presso il Ministero delle imprese e del made in Italy un tavolo nazionale con Ericsson, le organizzazioni sindacali, la Regione Liguria e il Comune di Genova, chiedendo all'azienda di sospendere la procedura di licenziamento e di presentare il proprio piano industriale per il sito genovese e, più complessivamente, per le attività svolte in Italia;

se intenda acquisire da Ericsson informazioni puntuali sulla destinazione delle attività oggi svolte dall'unità ottica di Genova e, in particolare, se tali attività saranno cessate oppure trasferite presso altri siti del gruppo in Europa o in Paesi extraeuropei;

quali attività di ricerca e sviluppo, funzioni, responsabilità tecnologiche e livelli occupazionali Ericsson preveda di mantenere a Genova dopo il completamento della riorganizzazione annunciata;

se abbia verificato, o intenda verificare, l'ammontare complessivo delle risorse pubbliche nazionali ed europee ricevute negli anni da Ericsson per attività di ricerca, sviluppo e innovazione realizzate nel sito genovese, gli eventuali impegni assunti dall'azienda e la compatibilità delle decisioni annunciate con tali impegni;

quali iniziative intenda infine assumere per salvaguardare a Genova e in Italia le competenze maturate nel settore delle reti ottiche, della fotonica e delle telecomunicazioni avanzate, evitando che un patrimonio di conoscenze costruito nel corso di decenni, anche grazie a significativi investimenti pubblici, venga progressivamente trasferito fuori dal nostro Paese.

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