Legislatura 19ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 449 del 31/08/2026 (Definitivo)

Allegato B

Congedi e missioni

Sono in congedo i senatori: Balboni, Barachini, Bizzotto, Bongiorno, Borgonzoni, Butti, Calenda, Castelli, Cattaneo, De Poli, Durigon, Fazzolari, Garavaglia, Gasparri, Iannone, La Pietra, Marti, Monti, Morelli, Nastri, Ostellari, Rauti, Rubbia, Segre e Sisto.

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È assente per incarico avuto dal Senato il senatore: Casini, per attività dell'Unione interparlamentare.

Disegni di legge, annunzio di presentazione

Presidente del Consiglio dei ministri

Ministro dell'economia e delle finanze

Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica

Ministro delle infrastrutture e dei trasporti

Conversione in legge del decreto-legge 26 agosto 2026, n. 153, recante disposizioni urgenti in materia di prezzi petroliferi connessi al protrarsi della nuova crisi dei mercati internazionali (2022)

(presentato in data 26/08/2026);

Presidente del Consiglio dei ministri

Ministro delle imprese e del made in Italy

Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica

Conversione in legge del decreto-legge 28 agosto 2026, n. 154, recante misure urgenti per assicurare la continuità operativa di impianti di interesse strategico nazionale (2023)

(presentato in data 28/08/2026);

senatori Romeo Massimiliano, Garavaglia Massimo

Delega al Governo in materia di semplificazione amministrativa e burocratica in favore delle micro, piccole e medie imprese (2024)

(presentato in data 31/08/2026).

Disegni di legge, assegnazione

In sede referente

3ª Commissione permanente Affari esteri e difesa

Gov. Meloni-I: Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Tajani Antonio

Ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra il Governo della Repubblica Italiana e il Consiglio dei Ministri della Repubblica di Albania in materia di cooperazione strategica nei settori dell'assistenza sanitaria, dell'energia, dell'ambiente, della sicurezza e dell'industria della difesa, della gestione delle migrazioni, dell'educazione, dell'innovazione, della diaspora, della trasformazione economica e della crescita intelligente, fatto a Roma il 13 novembre 2025 (2002)

previ pareri delle Commissioni 1ª Commissione permanente Affari costituzionali, affari della Presidenza del Consiglio e dell'Interno, ordinamento generale dello Stato e della Pubblica Amministrazione, editoria, digitalizzazione, 2ª Commissione permanente Giustizia, 4ª Commissione permanente Politiche dell'Unione europea, 5ª Commissione permanente Programmazione economica, bilancio, 7ª Commissione permanente Cultura e patrimonio culturale, istruzione pubblica, ricerca scientifica, spettacolo e sport, 8ª Commissione permanente Ambiente, transizione ecologica, energia, lavori pubblici, comunicazioni, innovazione tecnologica, 9ª Commissione permanente Industria, commercio, turismo, agricoltura e produzione agroalimentare, 10ª Commissione permanente Affari sociali, sanità, lavoro pubblico e privato, previdenza sociale

C.2788 approvato dalla Camera dei deputati

(assegnato in data 31/08/2026);

9ª Commissione permanente Industria, commercio, turismo, agricoltura e produzione agroalimentare

Gov. Meloni-I: Ministro dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste Lollobrigida Francesco, Ministro per gli affari europei, il PNRR e le politiche di coesione Foti Tommaso

Misure di consolidamento e sviluppo del settore agricolo (2015)

previ pareri delle Commissioni 1ª Commissione permanente Affari costituzionali, affari della Presidenza del Consiglio e dell'Interno, ordinamento generale dello Stato e della Pubblica Amministrazione, editoria, digitalizzazione, 2ª Commissione permanente Giustizia, 3ª Commissione permanente Affari esteri e difesa, 4ª Commissione permanente Politiche dell'Unione europea, 5ª Commissione permanente Programmazione economica, bilancio, 6ª Commissione permanente Finanze e tesoro, 7ª Commissione permanente Cultura e patrimonio culturale, istruzione pubblica, ricerca scientifica, spettacolo e sport, 8ª Commissione permanente Ambiente, transizione ecologica, energia, lavori pubblici, comunicazioni, innovazione tecnologica, 10ª Commissione permanente Affari sociali, sanità, lavoro pubblico e privato, previdenza sociale, Commissione parlamentare questioni regionali

C.2670 approvato dalla Camera dei deputati

(assegnato in data 31/08/2026);

9ª Commissione permanente Industria, commercio, turismo, agricoltura e produzione agroalimentare

Gov. Meloni-I: Presidente del Consiglio dei ministri Meloni Giorgia, Ministro delle imprese e del made in Italy Urso Adolfo ed altri

Conversione in legge del decreto-legge 28 agosto 2026, n. 154, recante misure urgenti per assicurare la continuità operativa di impianti di interesse strategico nazionale (2023)

previ pareri delle Commissioni 1ª Commissione permanente Affari costituzionali, affari della Presidenza del Consiglio e dell'Interno, ordinamento generale dello Stato e della Pubblica Amministrazione, editoria, digitalizzazione, 4ª Commissione permanente Politiche dell'Unione europea, 5ª Commissione permanente Programmazione economica, bilancio, 6ª Commissione permanente Finanze e tesoro, 8ª Commissione permanente Ambiente, transizione ecologica, energia, lavori pubblici, comunicazioni, innovazione tecnologica, Comitato per la legislazione

(assegnato in data 31/08/2026).

Governo, trasmissione di atti per il parere. Deferimento

Il Ministro per i rapporti con il Parlamento, con lettera del 7 agosto 2026, ha trasmesso - per l'acquisizione del parere parlamentare, ai sensi degli articoli 1 e 12 della legge 13 giugno 2026, n. 91 - lo schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva (UE) 2024/2881 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 ottobre 2024, relativa alla qualità dell'aria ambiente e per un'aria più pulita in Europa (n. 435).

Ai sensi delle predette disposizioni e dell'articolo 139-bis del Regolamento, lo schema di decreto è stato deferito - in data 10 agosto 2026 - alla 8ª Commissione permanente, che esprimerà il parere entro 40 giorni dall'assegnazione. Le Commissioni permanenti 4ª e 5ª potranno formulare le proprie osservazioni alla 8ª Commissione permanente in tempo utile rispetto al predetto termine.

Il Ministro per i rapporti con il Parlamento, con lettera del 7 agosto 2026, ha trasmesso - per l'acquisizione del parere parlamentare, ai sensi dell'articolo 1 della legge 17 marzo 2026, n. 36 - lo schema di decreto legislativo recante attuazione dell'articolo 2 della direttiva (UE) 2025/516 del Consiglio, dell'11 marzo 2025, che modifica la direttiva 2006/112/CE per quanto riguarda le norme IVA per l'era digitale (n. 436).

Ai sensi della predetta disposizione e dell'articolo 139-bis del Regolamento, lo schema di decreto è deferito alla 6ª Commissione permanente, che esprimerà il parere entro 40 giorni dall'assegnazione. Le Commissioni permanenti 4ª e 5ª potranno formulare le proprie osservazioni alla 6ª Commissione permanente in tempo utile rispetto al predetto termine.

Governo, trasmissione di atti e documenti

La Presidenza del Consiglio dei ministri, con lettere in data 12, 20 e 28 agosto 2026, ha inviato, ai sensi dell'articolo 19 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni e integrazioni, le comunicazioni concernenti i seguenti incarichi:

- al dottor Donato Monaco, il conferimento di incarico di funzione dirigenziale di livello generale nell'ambito del Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste;

- alla dottoressa Simona Montesarchio, il conferimento ad interim di incarico di funzione dirigenziale di livello generale nell'ambito del Ministero dell'istruzione e del merito;

- alla dottoressa Paola Romana Lodolini, il conferimento di incarico di funzione dirigenziale di livello generale nell'ambito del Ministero della giustizia;

- al dottor Massimiliano Micheletti, il conferimento di incarico di funzione dirigenziale di livello generale nell'ambito del Ministero della giustizia;

- al dottor Luca Proietti, la revoca di incarico di funzione dirigenziale di livello generale nell'ambito del Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica;

- alla dottoressa Cinzia Simeone, il conferimento di incarico di funzione dirigenziale di livello generale nell'ambito del Ministero dell'economia e delle finanze;

- alla dottoressa Nunzia Vecchione, il conferimento di incarico di funzione dirigenziale di livello generale nell'ambito del Ministero dell'economia e delle finanze.

Tali comunicazioni sono depositate presso il Servizio dell'Assemblea, a disposizione degli onorevoli senatori.

Con lettere in data 6 e 25 agosto 2026, il Ministero dell'interno, in adempimento a quanto previsto dall'articolo 141, comma 6, del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, ha comunicato gli estremi dei decreti del Presidente della Repubblica concernenti lo scioglimento dei consigli comunali di Bovisio Masciago (Monza e Brianza), Castiglione del Genovesi (Salerno), Cibiana di Cadore (Belluno), Clavesana (Cuneo), Oviglio (Alessandria), Levice (Cuneo), Longano (Isernia), Maltignano (Ascoli Piceno), Marcellina (Roma), San Donaci (Brindisi).

Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, con lettera in data 7 agosto 2026, ha inviato, ai sensi dell'articolo 3, comma 68, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, la relazione sullo stato della spesa, sull'efficacia nell'allocazione delle risorse e sul grado di efficienza dell'azione amministrativa svolta dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, corredata del rapporto sull'attività di analisi e revisione delle procedure di spesa e dell'allocazione delle relative risorse in bilancio, di cui all'articolo 9, comma 1-ter, del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, riferita all'anno 2025.

Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 1ª, alla 5ª e alla 8ª Commissione permanente (Doc. CLXIV, n. 45).

Governo, trasmissione di atti concernenti procedure di infrazione

Il Ministro della giustizia, con lettera in data 6 agosto 2026, ha inviato, ai sensi dell'articolo 15, comma 2, della legge 24 dicembre 2012, n. 234, la relazione sulla procedura di infrazione n. 2026/0410, concernente il mancato recepimento della direttiva (UE) 2024/1069 dell'11 aprile 2024 sulla protezione delle persone attive nella partecipazione pubblica da domande manifestamente infondate o procedimenti giudiziari abusivi («azioni legali strategiche tese a bloccare la partecipazione pubblica»).

Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 2ª e alla 4ª Commissione permanente (Procedura di infrazione n. 81/1).

Il Ministro dell'economia e delle finanze, con lettera in data 11 agosto 2026, ha inviato, ai sensi dell'articolo 15, comma 2, della legge 24 dicembre 2012, n. 234, la relazione sulla procedura di infrazione n. 2026/0413, concernente il mancato recepimento della direttiva (UE) 2024/2994 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 novembre 2024, che modifica le direttive 2009/65/CE, 2013/36/UE e (UE) 2019/2034 per quanto concerne il trattamento del rischio di concentrazione derivante dalle esposizioni nei confronti delle controparti centrali e del rischio di controparte.

Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 4ª e alla 6ª Commissione permanente (Procedura di infrazione n. 84/1).

Autorità di regolazione per energia reti e ambiente, trasmissione di atti. Deferimento

Il Presidente dell'Autorità di regolazione per energia reti e ambiente, con lettera in data 6 agosto 2026, ha inviato una segnalazione, adottata ai sensi dell'articolo 2, comma 6, della legge 14 novembre 1995, n. 481, in merito ai prezzi minimi garantiti per la produzione di energia elettrica degli impianti alimentati da biogas, biomasse e bioliquidi sostenibili.

La predetta segnalazione è deferita, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 8ª Commissione permanente (Atto n. 1211).

Corte dei conti, trasmissione di relazioni sulla gestione finanziaria di enti

Il Presidente della Sezione del controllo sugli Enti della Corte dei conti, con lettere in data 10, 11 e 25 agosto 2026, in adempimento al disposto dell'articolo 7 della legge 21 marzo 1958, n. 259, ha trasmesso la determinazione e la relativa relazione sulla gestione finanziaria:

della Giunta storica nazionale e degli Istituti della rete, per l'esercizio 2024. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 131 del Regolamento, alla 5ª e alla 7ª Commissione permanente (Doc. XV, n. 649);

dell'ICE - Agenzia per la promozione all'estero e l'internazionalizzazione delle imprese italiane, per l'esercizio 2024. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 131 del Regolamento, alla 5ª e alla 9ª Commissione permanente (Doc. XV, n. 650);

di SO.G.I.N. - Società Gestione Impianti Nucleari S.p.A., per l'esercizio 2024. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 131 del Regolamento, alla 5ª e alla 9ª Commissione permanente (Doc. XV, n. 651);

della Fondazione la Biennale di Venezia, per l'esercizio 2024. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 131 del Regolamento, alla 5ª e alla 7ª Commissione permanente (Doc. XV, n. 652);

dell'Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale, per gli esercizi 2023 e 2024. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 131 del Regolamento, alla 5ª e alla 8ª Commissione permanente (Doc. XV, n. 653).

Enti pubblici e di interesse pubblico, trasmissione di documenti. Deferimento

Il Presidente dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, con lettera in data 10 agosto 2026, ha inviato, ai sensi dell'articolo 10, comma 3, della legge 28 giugno 2016, n. 132, il rapporto sull'attività svolta dal Sistema nazionale a rete per la protezione dell'ambiente (SNPA), riferito all'anno 2025.

Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 8a Commissione permanente (Doc. CLXXXIX, n. 4).

Commissione europea, trasmissione di progetti di atti legislativi dell'Unione europea. Deferimento

La Commissione europea ha trasmesso, per l'acquisizione del parere motivato previsto dal Protocollo (n. 2) sull'applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità allegato al Trattato sull'Unione europea e al Trattato sul funzionamento dell'Unione europea:

in data 26 agosto 2026, la Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa all'ordine europeo di indagine penale e all'ordine europeo di partecipazione a distanza (rifusione) (COM(2026) 313 definitivo). Ai sensi dell'articolo 144, commi 1-bis e 6, del Regolamento, l'atto è deferito alla 4ª Commissione permanente ai fini della verifica della conformità al principio di sussidiarietà; il termine di otto settimane previsto dall'articolo 6 del predetto Protocollo decorre dal 26 agosto 2026. L'atto è altresì deferito, per i profili di merito, ai sensi dell'articolo 144, commi 1 e 6, del Regolamento, alla 2a Commissione permanente, con il parere della Commissione 4a;

in data 28 agosto 2026, la Proposta di direttiva del Consiglio che modifica le direttive 2003/49/CE, 2009/133/CE, 2011/96/UE, (UE) 2016/1164, (UE) 2017/1852, (UE) 2025/50 del Consiglio per quanto riguarda la semplificazione del quadro unionale per l'imposizione diretta e il sostegno alla crescita e alla competitività dell'UE (COM(2026) 560 definitivo). Ai sensi dell'articolo 144, commi 1-bis e 6, del Regolamento, l'atto è deferito alla 4ª Commissione permanente ai fini della verifica della conformità al principio di sussidiarietà; il termine di otto settimane previsto dall'articolo 6 del predetto Protocollo decorre dal 28 agosto 2026. L'atto è altresì deferito, per i profili di merito, ai sensi dell'articolo 144, commi 1 e 6, del Regolamento, alla 6a Commissione permanente, con il parere della Commissione 4a.

Risposte scritte ad interrogazioni

(Pervenute dall'8 al 31 agosto 2026)

SOMMARIO DEL FASCICOLO N. 151

CALENDA: sull'autorizzazione all'uso in Italia della tecnologia Tesla FSD supervised (4-02971) (risp. SALVINI, ministro delle infrastrutture e dei trasporti)

CANTALAMESSA: sulle criticità nell'adeguamento degli spazi in acqua e circostanti a servizio dello stabilimento Fincantieri di Castellammare di Stabia (Napoli) (4-03115) (risp. SALVINI, ministro delle infrastrutture e dei trasporti)

CROATTI, NAVE: sulla realizzazione della variante della strada statale 16 nel territorio riminese (4-02913) (risp. SALVINI, ministro delle infrastrutture e dei trasporti)

CROATTI ed altri: sull'impossibilità di lasciare Gaza da parte degli studenti universitari palestinesi vincitori di borsa di studio all'estero (4-03125) (risp. TRIPODI, sottosegretario di Stato per gli affari esteri e la cooperazione internazionale)

FLORIDIA Barbara ed altri: sui collegamenti ferroviari da e per la Sicilia (4-02988) (risp. SALVINI, ministro delle infrastrutture e dei trasporti)

GERMANÀ: sul nuovo piano industriale di ENAV S.p.A. (4-03179) (risp. SALVINI, ministro delle infrastrutture e dei trasporti)

MANCINI: sulla realizzazione della stazione ferroviaria del Garda nell'ambito dell'alta velocità Brescia-Verona (4-02883) (risp. SALVINI, ministro delle infrastrutture e dei trasporti)

MATERA: sulla sostituzione di un assessore del Comune di Teggiano (Salerno) (4-02586) (risp. FERRO, sottosegretario di Stato per l'interno)

PAROLI: sulla realizzazione della stazione ferroviaria del Garda nell'ambito dell'alta velocità Brescia-Verona (4-02831) (risp. SALVINI, ministro delle infrastrutture e dei trasporti)

RASTRELLI: sulla nomina ad assessore regionale della Campania di Enzo Cuomo, ex sindaco di Portici (Napoli) (4-02714) (risp. FERRO, sottosegretario di Stato per l'interno)

SCALFAROTTO: sulle criticità del Consolato generale d'Italia a Sydney (4-03246) (risp. DELL'UTRI, sottosegretario di Stato per gli affari esteri e la cooperazione internazionale)

SPINELLI: sulle decisioni assunte dall'amministrazione comunale di Rimini negli anni tra il 2011 e il 2022 (4-02026) (risp. FERRO, sottosegretario di Stato per l'interno)

Interrogazioni

ROJC, VERDUCCI, RANDO, MIRABELLI, VERINI, GIORGIS, GIACOBBE, ZAMBITO, CAMUSSO, LA MARCA, D'ELIA, ZAMPA - Al Ministro dell'interno. - Premesso che:

l'entrata in vigore del nuovo Patto europeo sulla migrazione e l'asilo sta producendo i suoi primi effetti su diversi territori di frontiera e, in particolare, nel Friuli-Venezia Giulia;

notizie a mezzo stampa riportano che diversi Paesi europei (tra cui Germania, Austria, Svizzera e, da ultimo, Finlandia e Svezia) hanno avviato le procedure di trasferimento verso l'Italia dei richiedenti asilo cosiddetti "dublinanti", spingendoli verso il Paese di primo ingresso. A tal riguardo, l'Austria ha già provveduto ad attivare i primi rientri, limitandosi a fornire ai migranti un biglietto ferroviario o dell'autobus, mentre la Svizzera ha annunciato la ripresa graduale dei trasferimenti a partire dalla fine di agosto 2026. Diversamente, la Francia ha scelto per ora di non aderire a iniziative bilaterali di rimpatrio e la Spagna ha manifestato l'intenzione di affrontare la questione esclusivamente attraverso i meccanismi di solidarietà previsti dal nuovo Patto;

il Ministro in indirizzo ha dichiarato nei giorni scorsi che i numeri complessivi dei rientri riconducibili al nuovo Patto risultano finora "molto bassi", con appena tre persone effettivamente presentatesi in Italia a fronte di una cinquantina di richieste pervenute su scala nazionale;

nella sola città di Udine, le associazioni e gli operatori del settore registrano già l'arrivo di circa cinquanta persone, prevalentemente di nazionalità afghana, prive di adeguate misure di accoglienza e supporto strutturato;

considerato che secondo gli interroganti:

invece di superare i limiti del Regolamento di Dublino e garantire una reale ed equa redistribuzione europea dei migranti, la riforma approvata dal Governo ha finito per ripristinare i meccanismi a carico dei Paesi d'ingresso, come confermato dagli ormai consolidati orientamenti della Corte di Giustizia dell'Unione europea, la quale si è pronunciata per due volte sulla vicenda, dapprima con la sentenza del 19 dicembre 2024 (cause riunite C-185/24 e C-189/24) e, da ultimo, con la sentenza resa nel marzo 2026 sul caso Daraa, stabilendo in entrambe le occasioni che uno Stato membro non può sottrarsi unilateralmente, con un semplice atto amministrativo interno, agli obblighi di presa e ripresa in carico previsti dalla disciplina europea;

a fronte dell'illusoria promessa dei centri di rimpatrio extra-UE, rivelatisi inefficaci e impraticabili, l'Italia si trova oggi costretta ad accettare i rientri forzati dal nord Europa, dopo aver essa stessa respinto, tra il 5 dicembre 2022 (data della circolare del Ministero dell'interno che ha sospeso i trasferimenti ordinari) e il 31 dicembre 2025, circa 80.000 richieste di presa in carico avanzate da altri Stati membri;

secondo i dati EUROSTAT, nel solo 2025 l'Italia è stata il Paese dell'Unione europea a ricevere il maggior numero di richieste di trasferimento (24.152), di cui appena 85 sono state effettivamente accolte, pari allo 0,35 per cento. Tale approccio ha fatto venire meno il principio guida della solidarietà, scaricando l'intero peso della gestione sulle comunità locali;

a questo quadro si aggiunge la recente estensione delle "zone di frontiera", disposta con decreto del Ministero dell'interno del 21 luglio 2026, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 10 agosto 2026, a 25 province italiane, incluse Udine e Pordenone, che si affiancano così a Trieste e Gorizia, già individuate come tali dal 2019, finalizzata ad applicare procedure accelerate e rimpatri. Misure che, come evidenziato dalle prime pronunce dei giudici del Tribunale di Trieste, i quali hanno accolto quattro ricorsi presentati da richiedenti protezione di origine asiatica, tra cui un cittadino afghano, giunti attraverso la rotta balcanica e destinatari di un diniego con procedura accelerata, rischiano di generare continui cortocircuiti legali per chi proviene da quella rotta e si trova già all'interno del territorio dell'Unione;

mentre si promette una piena operatività dei nuovi meccanismi solo con le scadenze previste per il 2027 (termine entro il quale dovranno essere pienamente operative anche le diciannove nuove sezioni territoriali istituite per le procedure di frontiera, tra cui quelle di Udine e Trieste) nella realtà quotidiana di città come Udine si prospettano nuove esigenze immediate, carenza di strutture e incertezza gestionale,

si chiede di sapere:

quali siano le stime e le previsioni ufficiali del Ministero dell'interno circa l'entità numerica dei richiedenti asilo "dublinanti" destinati a rientrare in Italia e, nello specifico, quanti di essi si prevede impatteranno sul territorio di Udine e del Friuli-Venezia Giulia, e come si spieghi lo scarto tra il dato nazionale sui rientri riconducibili al nuovo Patto, definito "molto basso" dallo stesso Ministro, e quanto viceversa segnalato dagli operatori del territorio udinese;

con quali strumenti, risorse straordinarie e strutture logistiche il Ministro in indirizzo intenda garantire la gestione e l'accoglienza di questi flussi, con particolare riguardo per il Comune di Udine, evitando che il peso dei trasferimenti gravi interamente sull'amministrazione comunale e sugli operatori del terzo settore;

se il Ministro abbia attivato o intenda attivare interlocuzioni con la Regione autonoma Friuli-Venezia Giulia per ottimizzare gli interventi a fronte di un possibile aumento della pressione migratoria sul territorio;

quale sia la tempistica relativa all'attivazione delle commissioni e sezioni territoriali e di tutti gli strumenti previsti dalla nuova disciplina, chiarendo se la scadenza per la piena attuazione del sistema rimanga confermata al 2027 e come si intenda gestire la fase transitoria nei territori d'ambito regionale;

se il Governo intenda, infine, conformarsi ai due orientamenti già espressi dalla Corte di Giustizia dell'Unione europea in materia di trasferimenti "Dublino", sinora rimasti privi di seguito, ovvero se persista nell'intenzione di considerare archiviate le richieste relative a persone giunte in Italia prima del 12 giugno 2026, e con quali conseguenze sul piano del contenzioso europeo.

(3-02766)

Interrogazioni con richiesta di risposta scritta

CRAXI - Al Ministro dell'interno. - Premesso che:

le autorità spagnole avrebbero innalzato il livello di attenzione in relazione al rischio di un nuovo tentativo di ingresso irregolare di massa attraverso la frontiera tra il Marocco e l'enclave spagnola di Ceuta;

in particolare, secondo le notizie riportate, l'intelligence spagnola aveva segnalato come «credibile» la possibilità di un nuovo assalto alla frontiera intorno al 15 agosto, anche a seguito della diffusione attraverso i social network di appelli rivolti a migranti presenti in Marocco, affinché tentassero l'ingresso nel territorio spagnolo;

le notizie riportate assumono particolare rilievo anche alla luce della natura transnazionale dei fenomeni migratori irregolari e dell'attività delle organizzazioni criminali dedite al traffico di esseri umani, e alla possibilità che nelle masse di migranti si possano infiltrare anche soggetti vicini ad organizzazioni terroristiche, come sembrerebbero dimostrare la presenza di una decina di persone già espulse per jihadismo tra i migranti giunti a Ceuta;

eventuali situazioni di forte pressione migratoria lungo una delle frontiere esterne dell'Unione europea possono infatti determinare conseguenze sui movimenti secondari all'interno dello spazio europeo e interessare, direttamente o indirettamente, anche l'Italia, con particolare riferimento a circa 5.000 migranti sub-sahariani che secondo notizie delle autorità e dei media spagnoli non possono essere rimpatriati o rimandati in Marocco e presumibilmente cercheranno di raggiungere destinazioni in Europa;

appare pertanto necessario mantenere elevato il livello di attenzione sulle rotte migratorie che interessano il Mediterraneo e sulle eventuali evoluzioni dei flussi, anche attraverso il rafforzamento dello scambio informativo e della cooperazione operativa con gli altri Stati membri e con le agenzie europee competenti;

risulta altresì essenziale intensificare ogni iniziativa volta a prevenire e contrastare l'immigrazione irregolare, le reti criminali che organizzano e favoriscono gli ingressi clandestini e l'utilizzo dei social network quale strumento per promuovere e coordinare tentativi di attraversamento illegale delle frontiere,

si chiede di sapere se siano state acquisite informazioni circa possibili ripercussioni sulla sicurezza delle frontiere italiane e sui flussi migratori diretti verso il nostro Paese e quali iniziative, nell'ambito delle proprie competenze, intenda assumere il Ministro in indirizzo per innalzare il livello di prevenzione e vigilanza e tutelare la sicurezza delle frontiere nazionali, anche rispetto al rischio di eventuali movimenti secondari conseguenti a un aumento della pressione migratoria sulle frontiere esterne dell'Unione europea.

(4-03313)

MAZZELLA - Ai Ministri dell'ambiente e della sicurezza energetica, dell'interno, delle infrastrutture e dei trasporti e della salute. - Premesso che:

il bacino idrografico del fiume Sarno, che si sviluppa su una superficie di circa 500 chilometri quadrati, che interessa le province di Napoli, Salerno e Avellino, è da decenni indicato tra i corsi d'acqua più inquinati d'Europa. Le pressioni sui corpi idrici presentano triplice matrice: quella industriale, con il polo conciario concentrato nel comune di Solofra, nell'Alto Sarno, e il polo conserviero dell'Agro Nocerino-Sarnese, cui si affianca un fitto tessuto di piccole e medie attività disseminate sull'intero bacino e responsabili di illeciti in larga parte diffusi e capillari; quella civile, legata all'incompleto collettamento delle utenze ai sistemi di depurazione, risultando ad oggi collegato alla depurazione circa l'80 per cento dei 421.000 abitanti coinvolti dal programma regionale di risanamento e residuando una quota ancora da allacciare; quella agricola, legata all'impiego di fertilizzanti chimici, fitofarmaci e pesticidi;

a seguito del sopralluogo effettuato il 15 dicembre 2018 dall'allora Ministro dell'ambiente sul bacino del Sarno, l'Autorità di bacino distrettuale dell'Appennino meridionale ricevette mandato di coordinare la predisposizione di un Master Plan per il bacino e costituì, con decreto segretariale n. 762 del 31 dicembre 2018, un gruppo di lavoro dedicato. In data 17 luglio 2019 fu sottoscritta un'apposita Convenzione tra il Ministero dell'ambiente e la medesima Autorità di bacino, in virtù della quale furono trasferiti all'Autorità euro 97.564,43 per la rimozione di materiale di natura antropica dall'Alveo Comune Nocerino nel comune di San Marzano sul Sarno. In data 16 ottobre 2019 fu sottoscritto tra l'Autorità di bacino distrettuale dell'Appennino meridionale e il Comando Carabinieri per la tutela dell'ambiente un Accordo di collaborazione operativa finalizzato alla verifica, alla mappatura e schedatura degli scarichi e alla predisposizione di misure di controllo dei flussi di contaminazione nel bacino del Sarno, le cui attività dovevano essere declinate in un apposito "Programma Tecnico Economico Operativo e Temporale" (TEOT), prevedendo tra l'altro sopralluoghi congiunti con i nuclei operativi ecologici di Napoli e Salerno;

il Master Plan Bacino Fiume Sarno fu dotato di risorse pari a euro 1.000.000 con decreto segretariale n. 648 del 27 novembre 2020, successivamente riprogrammate con decreto segretariale n. 1374 del 30 dicembre 2021, risorse destinate alla predisposizione ed elaborazione dello strumento, ossia studi, indagini, rilievi, attività di monitoraggio e coordinamento, e non alla realizzazione delle opere pubbliche programmate, che trovano distinta copertura; nell'ambito di tali risorse risultano impegnati euro 180.000 per le attività di cui all'Accordo con il Comando Carabinieri per la tutela dell'ambiente ed euro 106.800 a favore del Dipartimento di Biologia dell'Università degli Studi di Napoli "Federico II";

il Master Plan ha assunto carattere prevalentemente di riqualificazione e sicurezza idraulica, con interventi di sistemazione dell'alveo, vasche di laminazione e dragaggi, più che di risanamento ambientale in senso stretto; la dimensione delle opere è oggi ricompresa nel "Programma Strategico di Riqualificazione Ambientale e Contrasto al Rischio Idraulico del Bacino del Fiume Sarno", a titolarità della Regione Campania e cofinanziato dall'Unione europea nell'ambito del programma Coesione Italia 21-27 Campania, per un investimento complessivo pari a euro 406.990.761,29 e con orizzonte di completamento al 2032; i predetti euro 97.564,43 trasferiti con la Convenzione del 17 luglio 2019 non risultano essere stati utilizzati, essendo la Regione Campania intervenuta autonomamente in somma urgenza;

in data 2 gennaio 2023 è stato sottoscritto un nuovo Accordo di collaborazione con il Comando unità forestali, ambientali e agroalimentari dei Carabinieri, di seguito CUFA, esteso però all'intero distretto idrografico e non più circoscritto al Sarno; sono stati inoltre sottoscritti un Protocollo d'intesa con la Procura della Repubblica di Torre Annunziata del 6 novembre 2023 e un Protocollo d'intesa, con relativo TEOT di durata triennale, con la Procura della Repubblica di Avellino, sottoscritto il 15 dicembre 2023 e con TEOT approvato con decreto segretariale n. 286 del 16 aprile 2024; l'Accordo operativo del 16 ottobre 2019 con il Comando Carabinieri per la tutela dell'ambiente non risulta essere stato rinnovato in quanto tale, ma appare di fatto assorbito nel più ampio Accordo distrettuale del 2023;

la gestione dell'intera architettura di prevenzione, vigilanza e repressione sul bacino, che si regge su una pluralità di accordi bilaterali a termine, fa capo, sul piano amministrativo, al segretario generale dell'Autorità di Bacino, mentre l'operatività materiale poggia sul gruppo di funzionari interni costituito sui nuclei operativi ecologici di Napoli e Salerno, sul supporto tecnico-scientifico dell'Università "Federico II" e sul coordinamento delle Procure competenti. Tale modello, fondato su rinnovi discrezionali e su una frammentazione di competenze tra enti diversi, appare strutturalmente inadeguato a garantire quel presidio continuativo;

sul bacino del Sarno operano già strumenti pubblici di trasparenza a titolarità regionale: il portale "Energie per il Sarno", nato dalla sinergia tra Regione Campania, Ente Idrico Campano e Gori, che rendiconta lo stato di avanzamento degli interventi di completamento delle reti fognarie e depurative, e i dati e le relazioni tecniche sulla qualità delle acque pubblicati periodicamente, anche in formato aperto, dall'ARPAC; tali strumenti documentano, rispettivamente, le opere infrastrutturali e lo stato qualitativo dei corpi idrici, ma non restituiscono al cittadino il quadro delle attività di controllo, vigilanza e repressione, ossia scarichi abusivi individuati, impianti sequestrati e loro eventuale ripresa di attività, che costituisce l'anello mancante della trasparenza sul bacino e che fa capo alla filiera coordinata dall'Autorità di bacino distrettuale dell'Appennino meridionale,

si chiede di sapere:

se e in quali termini l'Accordo di collaborazione operativa del 16 ottobre 2019 con il Comando Carabinieri per la tutela dell'ambiente e il relativo TEOT del 17 marzo 2020 siano stati rinnovati, ovvero se debbano intendersi assorbiti nell'Accordo distrettuale del 2 gennaio 2023 con il CUFA, e quale sia, dal 2019 ad oggi, il rendiconto operativo complessivo dell'intera filiera di accordi e programmi attivati sul bacino, in termini di controlli effettuati, scarichi mappati, messi in sicurezza o resi conformi, provvedimenti adottati ed esiti conseguiti;

se i Ministri in indirizzo intendano intervenire per garantire al bacino del Sarno una governance stabile, unitaria e continuativa delle attività di prevenzione, vigilanza e contrasto dei reati ambientali, superando l'attuale sistema di accordi bilaterali a rinnovo discrezionale, e se, a tale fine, non ritengano di valutare l'istituzione, presso l'Autorità di bacino distrettuale dell'Appennino meridionale quale ente che ha coordinato i programmi di controllo sul bacino, di un ufficio dedicato, con un responsabile unico di progetto e risorse finanziarie e umane proprie, cui affidare la programmazione, il coordinamento e il monitoraggio pluriennale di tali attività;

quali risultati concreti, in termini di risanamento ambientale, siano ascrivibili al Master Plan Bacino Fiume Sarno, tenuto conto del suo carattere prevalentemente idraulico, se il relativo programma di misure sia stato completato e formalmente adottato, quale sia il rendiconto dell'utilizzo delle risorse pari a euro 1.000.000 ad esso destinate, anche in rapporto ai risultati del parallelo programma regionale "Energie per il Sarno", e quale sia lo stato delle risorse pari a euro 97.564,43 trasferite con la Convenzione del 17 luglio 2019 e mai utilizzate, di cui l'Autorità di bacino chiede la riprogrammazione sin dal 2021 senza riscontro;

se i Ministri non ritengano opportuno promuovere, presso l'Autorità di bacino distrettuale dell'Appennino meridionale quale amministrazione che ha coordinato i programmi di controllo sul bacino, l'istituzione di uno spazio digitale pubblico e di una mappa georeferenziata delle azioni di tutela realizzate, ossia scarichi abusivi individuati, messi in sicurezza o resi conformi, impianti sequestrati e relativo stato di eventuale ripresa dell'attività, in interoperabilità con gli strumenti di trasparenza già esistenti, quali il portale "Energie per il Sarno" e i dati aperti dell'ARPAC, così da chiudere il cerchio della trasparenza e offrire ai cittadini uno strumento di verifica diretta e di vigilanza attiva;

quali iniziative il Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica intenda assumere, alla luce dei risultati sin qui raggiunti e del perdurare di una situazione ambientale critica nonostante gli sforzi più recenti anche della Regione Campania, per garantire il risanamento del fiume Sarno e assicurare continuità, unitarietà e adeguatezza di risorse all'azione di tutela ambientale nel bacino.

(4-03314)

FINA - Ai Ministri dell'ambiente e della sicurezza energetica, dell'interno e dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste. - Premesso che:

nel periodo compreso tra il 15 giugno e il 15 agosto 2026 sono andati bruciati in Abruzzo 2.532 ettari di territorio, interessati da 13 grandi eventi di incendio boschivo;

il dato evidenzia un'escalation rispetto al recente passato (764 ettari nel 2025 e 263 ettari nel 2024);

l'impatto ecologico appare particolarmente severo, in quanto la gran parte delle superfici colpite ricade in aree protette di rilievo nazionale e comunitario, quali il Parco nazionale della Majella (in particolare il settore del Monte Morrone, dove le fiamme sono rimaste attive per oltre quindici giorni), il Parco regionale Sirente-Velino, il Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise e territori montani ad alto rischio idrogeologico;

per fronteggiare l'emergenza, oltre all'intervento dei volontari e delle squadre a terra, è stato necessario un imponente ricorso alla flotta aerea dello Stato (compresi Canadair ed elicotteri Erickson S-64) coordinata dal Centro operativo aereo unificato (COAU);

considerato che:

l'Abruzzo rappresenta un patrimonio forestale di rilevanza strategica nazionale con oltre 475.000 ettari di bosco (il 44 per cento della superficie regionale);

dal Piano di previsione, prevenzione e lotta attiva contro gli incendi boschivi (AIB) 2026-2028 e dalla documentazione istituzionale emergono rilevanti criticità strutturali nell'architettura complessiva della prevenzione e dell'intervento:

rapporti e convenzioni con il Corpo nazionale dei Vigili del fuoco (CNVF): si registrano disallineamenti o ritardi nella definizione e stipula degli accordi di programma e dei Programmi operativi annuali (POA) tra le strutture regionali di protezione civile e le direzioni regionali del CNVF, indispensabili per garantire una catena di comando fluida e un dimensionamento preventivo e stabile del personale Vigili del fuoco dedicato all'AIB;

interoperabilità delle comunicazioni: è stata riscontrata la mancata operatività della preesistente rete di radiocomunicazione in banda VHF (a causa del danneggiamento dell'infrastruttura di trasmissione della Majelletta) e una copertura limitata del nuovo impianto digitale, situazione che crea gravissimi rischi per la sicurezza dei soccorritori e del personale dello Stato operante a terra;

integrazione delle figure di coordinamento (DOS e COS): risulta una carenza o sottoutilizzo delle figure chiave di coordinamento (Direttori delle operazioni di spegnimento - DOS e Coordinatori delle squadre - COS), con particolare riferimento ai quadri formati o in forza presso gli Enti Parco nazionali;

attivazione delle tutele per il volontariato di Protezione civile: l'attivazione delle garanzie di legge ex art. 39 del decreto legislativo n. 1 del 2018 (Codice della protezione civile) per il mantenimento del posto di lavoro e i rimborsi datoriali dei volontari a terra è spesso avvenuta in via emergenziale a roghi già estesi, evidenziando la necessità di linee guida nazionali per un'attivazione più tempestiva a tutela della prontezza operativa delle squadre;

sbilanciamento tra emergenza e prevenzione: le risorse finanziarie statali e comunitarie (Programmi di sviluppo rurale) destinate alla prevenzione strutturale (selvicoltura preventiva, fasce di interfaccia, manutenzione dei punti di presa d'acqua) soffrono di una frammentazione dei bandi che spesso non consente di orientare i fondi verso le aree a maggior rischio e nei parchi nazionali;

considerato altresì che:

costi legati al dispiegamento della flotta aerea d'emergenza e al soccorso antincendio risultano enormemente superiori rispetto agli investimenti ordinari necessari per la gestione forestale attiva e la difesa del suolo;

la fase successiva all'estinzione degli incendi nelle aree parco esige interventi tecnici immediati e pluriennali contro il dissesto idrogeologico, la perdita di biodiversità e l'erosione del suolo per evitare che le precipitazioni autunnali provochino frane o colate di fango,

si chiede di sapere:

quali iniziative di competenza s'intendano adottare per garantire una maggiore omogeneità, tempestività e stabilità temporale nei quadri convenzionali e nei programmi operativi tra il Ministero dell'interno e le Regioni, evitando che le campagne AIB prendano il via in presenza di accordi parziali o non definitivi;

quali azioni, per il tramite del Dipartimento della protezione civile e dei Ministeri competenti, si intendano mettere in campo per verificare la piena interoperabilità e resilienza delle reti di radiocomunicazione per il soccorso AIB nelle aree montane e nei parchi nazionali, al fine di garantire la sicurezza degli operatori di terra del CNVF, dell'Esercito e del volontariato;

quali risorse straordinarie e strumenti di pianificazione tecnica intenda attivare il Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica per la valutazione scientifica del danno negli ecosistemi protetti statali colpiti (in primis il Parco nazionale della Majella e il Parco d'Abruzzo, Lazio e Molise) e per il finanziamento immediato di opere idraulico-forestali atte a prevenire l'erosione del suolo e il dissesto idrogeologico sui versanti percorsi dal fuoco;

se non si ritenga necessario adottare direttive nazionali volte ad agevolare l'impiego tempestivo degli strumenti del Codice della protezione civile (art. 39 del decreto legislativo n. 1 del 2018) a favore dei volontari a terra fin dalle prime fasi di innesco, unitamente a una revisione delle modalità di allocazione delle risorse per la prevenzione forestale, vincolando quote crescenti dei fondi nazionali al ripristino delle fasce tagliafuoco e alla pulizia del sottobosco nelle aree di interfaccia ad alto rischio.

(4-03315)