Minerva Web
Rivista online della Biblioteca "Giovanni Spadolini"
A cura del Settore orientamento e informazioni bibliografiche
n. 84 (Nuova Serie), maggio 2026

Eventi

Renzo De Felice storico e maestro. Intervento di Francesco Perfetti al convegno sullo studioso

Renzo De Felice. La storia senza pregiudizi

convegno relatori

Nei giorni 16 e 17 aprile si è svolto, presso la Sala Atti parlamentari al secondo piano della Biblioteca del Senato, il convegno dal titolo "Renzo De Felice. La storia senza pregiudizi", in collaborazione con la Giunta storica nazionale e su iniziativa del sen. Marcello Pera, Presidente della Commissione per la biblioteca e l'archivio storico del Senato, che ha portato un saluto in apertura dei lavori; alla giornata del 16 aprile ha attivamente partecipato anche il Presidente del Senato, sen. Ignazio La Russa (un estratto del suo intervento è disponibile sul profilo Instagram del Senato della Repubblica).

L'iniziativa si colloca nell'ambito delle celebrazioni del trentennale dalla scomparsa di De Felice (1929-1996), allievo di Federico Chabod e considerato il maggiore studioso italiano del fascismo.

Nella sessione mattutina di giovedì 16, presieduta da Stefano De Luca, sono intervenuti il prof. Francesco Perfetti (Renzo De Felice storico e maestro), il prof. Gianni Belardelli (La cultura italiana e il fascismo negli scritti di Renzo De Felice), il sen. Gaetano Quagliariello (Renzo De Felice e i partiti politici), Mauro Canali (Renzo De Felice e il revisionismo storico), il prof. Didier Musiedlak (Renzo De Felice e il mestiere dello storico); nel pomeriggio, con la presidenza del prof. Gaetano Sabatini, hanno parlato il prof. Guido Pescosolido (Renzo De Felice e Rosario Romeo), il prof. Giuseppe Bedeschi (Rosario Romeo in difesa di Renzo De Felice), la prof.ssa Ester Capuzzo (Renzo De Felice e il mondo ebraico), il prof. Giorgio Petracchi (Renzo De Felice e la politica estera), Elisa D'Annibale (Renzo De Felice e la storiografia tedesca), il prof. Giuseppe Pardini (Renzo De Felice e la Repubblica sociale italiana). Venerdì 17, invece, il prof. Francesco Perfetti ha presieduto l'ultima sessione coi contributi del dott. Stefano Folli (Renzo De Felice e il giornalismo), del prof. Dino Cofrancesco (Renzo De Felice e l'antifascismo), della prof.ssa Cristina Baldassini (Lo storico e l'ex gerarca: Renzo De Felice e le memorie di Dino Grandi), del prof. Sandro Rogari (Renzo De Felice e Giovanni Spadolini), dei dott. Aureliano Benedetti (La biblioteca di Renzo De Felice) e Alberto Corteggiani (Gli archivi di Renzo De Felice).

Sono online il programma e la registrazione dei lavori del 16 e del 17 aprile.

Si pubblica qui di seguito, ringraziando l'autore, la parte conclusiva dell'intervento Renzo De Felice storico e maestro svolto il 16 aprile da Francesco Perfetti, storico allievo di De Felice, già professore ordinario di storia contemporanea alla Libera università internazionale degli studi sociali "Guido Carli" (LUISS) e dal 2023 presidente della Giunta storica nazionale. Il testo integrale del contributo è scaricabile a chiusura dell'estratto ed è riprodotto come ricevuto dall'autore, senza interventi redazionali.

Estratto dell’intervento di Francesco Perfetti

De Felice ha legato il suo nome, certo, al rinnovamento degli studi sul fascismo, ma anche a importanti opere di storia moderna e contemporanea – sulla Rivoluzione Francese, sul giacobinismo, sul periodo napoleonico, sull’emigrazione, sulla cultura letteraria e filosofica del XIX e XX secolo – e ha portato avanti una intensa attività pubblicista e di operatore culturale sia come collaboratore di quotidiani e periodici sia come fondatore e direttore della rivista Storia Contemporanea e di tante collane editoriali che hanno contribuito a far conoscere in Italia la grande storiografia estera e hanno offerto una possibilità di affermarsi a tanti giovani studiosi. Inoltre – e mi sembra doveroso ricordarlo in questa sede e in questa occasione – egli è stato, negli ultimi anni della sua vita, succedendo a Giovanni Spadolini, presidente della Giunta Centrale per gli Studi Storici, oggi ridenominata Giunta Storica Nazionale, che, oggi, ha voluto ricordarlo con questo convegno a trent’anni dalla sua prematura scomparsa. Il suo lascito, consegnato ai suoi lavori, è importante e ancora attuale. La sua lezione è, prima di tutto, metodologica ma anche etico-politica nel proporre una storia senza pregiudizi e nella sua fedeltà agli ideali della democrazia concorrenziale, di quella che Popper avrebbe chiamato la "società aperta". È stato uno degli ultimi, se non proprio l'ultimo, esponente della grande tradizione storiografica italiana che coniuga lo "storicismo" di stampo idealistico con il "realismo storiografico" con la finalità di comprendere e spiegare i suoi temi di indagine – si trattasse del giacobinismo o del fascismo poco importa – ricostruendone le fasi in dettaglio e la storia complessiva. La sua sensibilità storiografica lo portò a fare tesoro dei contatti personali e degli stimoli provenienti dalla grande letteratura internazionale, sia storica che sociologica e filosofica: dagli studi di Gino Germani sulla mobilitazione sociale a quelli di Juan J. Linz sull'autoritarismo e sul totalitarismo, dalle osservazioni di Augusto Del Noce sul carattere filosofico della storia contemporanea ai lavori di George L. Mosse sulla "nazionalizzazione delle masse" e sull'importanza della storia culturale fino alle grandi opere di François Furet sulle metamorfosi dell'illusione rivoluzionaria e via dicendo. Il tutto, naturalmente, nella convinzione che il compito dello storico sia quello, non di servire una qualunque ideologia politica, ma raccontare, rankianamente parlando, come i fatti si sono realmente svolti.

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Scarica l'intervento completo di Francesco Perfetti

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