Minerva Web
Rivista online della Biblioteca "Giovanni Spadolini"
A cura del Settore orientamento e informazioni bibliografiche
n. 84 (Nuova Serie), maggio 2026

Biblioteca in uso

Biblioteca a porte aperte. Tour guidati della biblioteca in occasione della mostra “Ecce Homo”

L'occasione

Fila mostra

La Sala Capitolare che costituisce il trait d'union architettonico tra Palazzo Minerva, sede della Biblioteca del Senato "Giovanni Spadolini", e il chiostro di Santa Maria sopra Minerva, dove risiede l'Ordine dei frati predicatori domenicani, è da tempo utilizzata dal Senato della Repubblica per ospitare congressi ed eventi; sempre più di frequente, è anche sede di esposizioni temporanee, spesso frutto di collaborazioni interistituzionali (in particolare, con il Ministero della cultura e alcuni importanti istituti museali a esso afferenti) volte a illustrare il patrimonio artistico e culturale italiano in percorsi tematici aperti gratuitamente al pubblico.

Per citare solo l'ultimo anno, nel corso del 2025 è stato possibile ai cittadini ammirare prima alcune importanti opere d'arte e reliquie legate alla figura di San Francesco, in occasione del Giubileo della Speranza; poi la Bibbia di Borso d'Este, uno dei manoscritti miniati più celebri al mondo, corredato da un percorso documentale alla scoperta dei suoi legami storici col Senato, che tanta parte ebbe nel ritorno in Italia del prezioso manufatto; e si è da poco chiusa l'esposizione di un diverso capolavoro (anch'esso ritrovato e riportato in Italia, ma in tempi recentissimi), la tavola di Antonello da Messina raffigurante l'immagine dolente di Cristo nella iconografia classica dell'Ecce Homo. Per tutte queste iniziative sono state realizzate pagine web speciali sul sito del Senato, spesso con la collaborazione della biblioteca, di cui "MinervaWeb" ha di volta in volta dato notizia.

La visita

Sala Atti

La Biblioteca del Senato ha quindi deciso di offrire, in due giornate 'a porte aperte', alcune visite guidate alla propria sede, connotate da un percorso storico-artistico. La novità non sta nell'organizzazione di visite alla biblioteca, che anzi sono un'attività ormai consolidata offerta a studenti e cittadini, bensì nel taglio dell'iniziativa, non più mirata a presentare collezioni e servizi bibliotecari a potenziali utenti (in particolare rivolgendosi a studenti universitari e degli ultimi anni delle scuole superiori) quanto ad accogliere chi arriva nel palazzo per vedere una mostra e si accorge che nelle sale adiacenti, escluse dal percorso espositivo, si apre uno scrigno di bellezza e curiosità.

Sebbene molto rimaneggiato e oggetto di diversi interventi di ristrutturazione e restauro nel corso dei secoli, Palazzo della Minerva rimane infatti un tassello significativo del tessuto urbano, conservando vestigia archeologiche e mostrando ancora il saldo impianto rinascimentale delle sue forme. Su questa base si sono innestate le modifiche strutturali che, mentre adeguavano le strutture alle esigenze di una grande biblioteca, ne recuperavano e valorizzavano alcuni dettagli obliterati nel tempo: ne sono emblema la 'riscoperta' degli affreschi emersi dalla rimozione di vecchie controsoffittature, o dell'antico loggiato oggi visibile all'interno della Sala Atti parlamentari – il principale spazio conferenze della biblioteca – ma che era stato nascosto dalle pareti nel corso di uno degli interventi edilizi che hanno interessato il palazzo. A completare l'esperienza, per i visitatori è possibile soffermarsi su alcune opere d'arte, concesse in comodato d'uso o facenti parte delle collezioni artistiche del Senato, a cui spesso gli utenti della biblioteca passano accanto senza conoscerne storia e significato.

Non è questa la sede per ricostruire la pur interessante storia del palazzo e la sua connessione a quelli adiacenti, che ospitano oggi il Polo bibliotecario parlamentare e la Biblioteca Casanatense, ma che costituivano un tempo la cosiddetta Insula Sapientiae: un intero isolato fatto edificare dai padri domenicani come propria sede, a partire dal XIII secolo, e oggetto dagli anni Duemila di un rinnovato interesse, tale da indurre, dopo la nascita del Polo bibliotecario, a organizzare diversi cicli di visite guidate in un percorso interno attraverso gli edifici – oggi appartenenti ad amministrazioni diverse – che dell'Insula facevano parte. Piuttosto, si sottolinea che il recupero di una impostazione storico-descrittiva e di una modalità itinerante delle visite negli spazi della biblioteca ha dato una risposta di pubblico immediata e superiore alle aspettative.

I visitatori

sala mappamondo

Il 31 marzo e il 17 aprile scorso (la ripetizione dell'iniziativa è stata resa possibile dall'imprevista proroga della mostra, derivante dal grande riscontro ottenuto) ai visitatori di Ecce Homo è stata data la possibilità di iscriversi a piccoli gruppi, con partenza in diverse ore della giornata, per un totale di cinque visite a cui hanno aderito complessivamente una settantina di persone. Non poco, se si pensa agli stretti tempi di programmazione, alla necessità di organizzazione infrasettimanale, alle modalità della comunicazione (avvenuta esclusivamente a mezzo di avviso sul sito internet della biblioteca e su pannelli in prossimità della mostra), infine all'esigenza di contenere il numero dei partecipanti, per non dare disturbo agli studiosi comunque presenti nelle sale della biblioteca e per consentire ai visitatori un più agevole passaggio al loro interno.

I piccoli gruppi così costituitisi (su prenotazione via email o in presenza) sono stati condotti attraverso le sale dal personale addetto ai servizi al pubblico della biblioteca, partendo dalla piazza della Minerva – imprescindibile contesto per la storia del palazzo – e proseguendo poi all'interno dell'edificio, nei tre livelli accessibili al pubblico; il tutto con la scorta di illustrazioni tratte per lo più da libri antichi, attestanti le varie fasi di vita del complesso architettonico e della zona in cui insiste.

Il riscontro positivo, non solo in termini numerici ma per l'apprezzamento e in qualche caso l'entusiasmo manifestato dai partecipanti, fa sperare che anche in prossime occasioni analoghe si possa riproporre e collaudare una formula capace di rispondere ai bisogni culturali e informativi di chi si avvicina alla Biblioteca del Senato anche per motivi diversi dallo studio e dalla ricerca.

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