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Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-06344

Atto n. 4-06344

Pubblicato il 15 settembre 2016, nella seduta n. 680

LO GIUDICE , AMATI , BENCINI , BIGNAMI , CAPACCHIONE , CASSON , CIRINNA' , D'ADDA , DALLA ZUANNA , DIRINDIN , GATTI , GOTOR , LAI , LO MORO , MANASSERO , MANCONI , MASTRANGELI , ORELLANA , PAGLIARI , PALERMO , PEGORER , RICCHIUTI , SILVESTRO , VACCARI , FERRARA Elena , GUERRA - Al Ministro dell'interno. -

Premesso che:

si apprende da un'inchiesta de "L'Espresso" dell'11 settembre 2016, a firma di Fabrizio Gatti, nonché da un articolo uscito su "La Repubblica", a firma di Eugenio Scalfari, in data 13 settembre 2016, delle condizioni di profondo degrado in cui versa il Cara di Borgo Mezzanone, vicino Foggia;

l'inchiesta prima, e l'articolo dopo, fanno luce su una situazione che, stando a quanto riportato dalla stampa, appare di grave lesione dei diritti umani. Il centro d'accoglienza per richiedenti asilo, il terzo per dimensioni in Italia, è gestito dalla cooperativa "Sisifo" e da una sua consorziata "Senis Hospes", che, stando a quanto si legge su "L'Espresso": "incassano dal Governo 22€ al giorno per persona, per un totale di quattordicimila euro al giorno, oltre quindici milioni di appalto in tre anni";

la lunga inchiesta di Gatti fa luce su una gestione del Cara niente affatto rigorosa e finanche su un giro di prostituzione, che coinvolgerebbe giovani ragazze ospiti del centro, permeabile così alla malavita organizzata, che non tutela gli ospiti e che li espone, anzi, a pericoli di varia natura;

nonostante quello che lo Stato versa alla cooperativa di gestione, nessuno ha insegnato loro nulla dell'Italia. Peraltro, l'inchiesta denuncia la mancata attivazione di corsi di lingua italiana per richiedenti asilo e condizioni igienico-sanitarie molto precarie,

si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti riportati e se non ritenga urgente procedere ad una approfondita verifica delle condizioni del Cara di Borgo Mezzanone, al fine di intervenire, rapidamente, per garantire la sicurezza della struttura, nonché per fornire agli ospiti del Cara una sistemazione adeguata e rispettosa della dignità umana.