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Legislatura 15ยช - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 261 del 05/12/2007

ANGIUS (Misto-CS). Domando di parlare.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

ANGIUS (Misto-CS). Signor Presidente, onorevoli colleghi, utilizzo uno strumento regolamentare e chiedo di intervenire per porre un quesito al Governo ed ai colleghi, approfittando della presenza in Aula del Ministro dell'interno e del Ministro della giustizia.

Come molti colleghi hanno giustamente evidenziato nei loro interventi, stiamo discutendo un provvedimento di enorme rilievo, perché riguarda la presenza di cittadini comunitari nel nostro Paese nei confronti dei quali ci accingiamo a varare norme che possono prevedere misure restrittive della loro libertà personale. Naturalmente, ci sono motivazioni che nel provvedimento vengono addotte e che stanno alla base di questa importante iniziativa legislativa, che - per carità - non voglio in alcun modo richiamare: poiché sono state ampiamente discusse, evito ai colleghi ulteriori considerazioni sul tema.

Vorrei però porre un quesito. È evidente che queste norme valgono per i cittadini comunitari, cioè appartenenti a qualsiasi Paese dell'Unione Europea. Valgono quindi nei confronti dei cittadini francesi, spagnoli, tedeschi, britannici e di altri Paesi europei. Conoscendo solo grossolanamente il diritto pubblico comparato e il diritto comunitario, non essendo cioè un esperto in materia, vorrei un chiarimento dal Ministro dell'interno e dal Ministro della giustizia: esistono nell'ordinamento civile e penale francese, tedesco, britannico o spagnolo (prendo in considerazione questi tre grandi Paesi europei, che per storia, affinità politiche, culturali e democratiche possono essere considerati più vicini alla cultura, alla civiltà, al senso del diritto del nostro Paese) norme non analoghe, ma identiche, che possono riguardare cittadini italiani che vanno a vivere o a frequentare Paesi come la Francia, la Gran Bretagna, l'Inghilterra o la Spagna?

 

ALBERTI CASELLATI (FI). Il tempo, Presidente!

 

ANGIUS (Misto-CS). Esistono norme analoghe o identiche? Lo dico perché può accadere che un vostro figlio vada a Londra, magari al seguito del suo ragazzo o della sua ragazza, e si trovi a vivere in quel Paese in una situazione di incertezza e di precarietà. (Proteste dal Gruppo FI).

 

PRESIDENTE. Senatore Angius, siamo in fase di votazione, la prego di concludere.

 

ANGIUS (Misto-CS). È una domanda molto importante, Presidente. Voglio sapere se un nostro figlio o una nostra figlia che vivono a Londra o a Parigi di lavori saltuari siano in grado di dimostrare, se fermati dalle autorità di polizia britanniche o francesi, le fonti certe del loro reddito, della loro sussistenza, e se sia giusto che un cittadino italiano che si trovi in territorio francese, britannico, spagnolo o tedesco possa essere sottoposto alle stesse misure di restrizione delle libertà personali a cui noi sottoponiamo un cittadino comunitario nel nostro Paese.

Io penso (lo dico sulla base della mia grossolana conoscenza del diritto civile e penale di quei Paesi) che ciò non avvenga, però vorrei avere una risposta compiuta da parte del Governo. (Applausi dai Gruppi Misto-CS, SDSE, PD-Ulivo, RC-SE e IU-Verdi-Com).