ALBERTI CASELLATI (FI). Il provvedimento in esame giunge tardivamente ed è stato adottato sulla scorta di un fatto criminale, anziché scaturire da un'analisi organica dei flussi migratori. La sinistra antagonista ha poi svuotato i contenuti del decreto-legge, che assume perciò un significato meramente simbolico. La reale emergenza criminale del Paese, infatti, non può essere fronteggiata con tagli alla spesa per le forze dell'ordine e con pregiudizi ideologici che portano a contraddire lo stesso concetto di solidarietà, negando la possibilità di una vita dignitosa che è ancorata alla disponibilità di un lavoro e di un'abitazione. L'opposizione ha offerto la sua collaborazione per definire gli imperativi di pubblica sicurezza e per evitare che, a causa dell'impunità, l'Italia divenga meta appetibile per i criminali europei. Il rigore della legge è stato tuttavia sacrificato sull'altare degli equilibri di maggioranza e la mancata tutela delle esigenze di legalità e di sicurezza dei cittadini rischia di alimentare l'antipolitica. Rivolge infine un appello per modificare il provvedimento e rendere efficaci i provvedimenti di espulsione.