BOBBA, FERRANTE, BARBOLINI - Al Ministro dell'economia e delle finanze - Premesso che:
l'istituzione del 5 per mille, introdotta in via sperimentale con legge finanziaria per il 2006, ha lo scopo di destinare l'uso di una parte, per quanto piccola, delle imposte al sostegno del non profit e di realizzare una responsabilizzazione del contribuente, dando forma al principio di sussidiarietà fiscale;
detto istituto ha ottenuto una forte adesione da parte dei cittadini. Nella denuncia dei redditi 2006, infatti, in 15.854.201 hanno deciso di vincolare il 5 per mille dell'Irpef , su un totale di 26.391.936 dichiarazioni;
nelle dichiarazioni dei redditi del 2007, circa 14,7 milioni di contribuenti (più del 55% del totale) hanno destinato il 5 per mille dell'Irpef alle organizzazioni di volontariato, agli enti di ricerca scientifica e sanitaria, ad associazioni ambientaliste e di promozione sociale;
il numero delle associazioni che hanno richiesto di essere accreditate, per poter usufruire del 5 per mille, è cresciuto in maniera esponenziale ed oggi sono pari a 29.532;
nonostante i dati mostrino il grande interesse e l'adesione dei cittadini al 5 per mille, non si è finora proceduto a stabilizzarlo all'interno della legislazione italiana, dovendo così di volta in volta, emanare norme ad hoc nelle varie leggi finanziarie;
non risulta sufficiente l'impegno del Governo, in sede di prima approvazione della legge finanziaria per il 2008, presso il Senato, attraverso l'accoglimento di un ordine del giorno, ad incardinare in forma stabile detto istituto;
l'Agenzia delle entrate, nel redigere e mettere a disposizione dei cittadini, anche online, il modello CUD 2008, non ha inserito il riquadro del 5 per mille, come è possibile verificare direttamente sul sito: http://www.agenziaentrate.it/ilwwcm/resources/file/ebd204458aae32e/CUD_mod.pdf;
considerato che:
il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, recante "Definizione della modalità di destinazione della quota pari al 5 per mille dell'imposta sul reddito delle persone fisiche, in base alla scelta del contribuente, per finalità di volontariato, ricerca scientifica e dell'università, ricerca sanitaria e attività sociali svolte dal comune di residenza", pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 22 del 27 gennaio 2006, al comma 2, ultimo periodo, dell'art. 6 stabilisce che il Ministero dell'economia e delle finanze ripartisce, con decreto, le quote del 5 per mille, tra gli stati di previsione dei ministeri di riferimento, sulla base dei dati comunicati dall'Agenzia delle entrate;
solo il 12 ottobre 2007, l'Agenzia delle entrate, attraverso una conferenza stampa, rendeva noto che le somme da ripartire ai soggetti aventi diritto erano state individuate e che "i dati saranno trasmessi ai dicasteri competenti ed alla Ragioneria Generale dello Stato la quale assegnerà a ciascuno di essi le somme da erogare agli interessati";
ad oggi non è stato ancora emanato il decreto del Ministero dell'economia e delle finanze, finalizzato al riparto delle quote al 5 per mille, decreto che, in seguito, dovrà essere trasmesso alla Corte dei conti, la quale procede alla registrazione e, solo in seguito a questo atto, le somme saranno rese disponibile per gli enti beneficiari, presso i Ministeri competenti;
l'ulteriore ritardo accumulato dal Ministero dell'economia, dopo la trasmissione dei dati da parte dell'Agenzia delle entrate, sarebbe da imputare alla mancanza di un'apposita voce nel capitolo di bilancio dei singoli Ministeri, per cui si rende necessario chiedere, ai referenti dei dicasteri, dove mettere la voce relativa a tale somma, ed attendere una risposta per poter predisporre il decreto di ripartizione delle quote del 5 per mille,
si chiede di sapere:
se il Ministro intenda procedere all'emanazione del decreto, di cui all'art. 6 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 20 gennaio 2006, in modo da poter finalmente erogare le quote del 5 per mille delle dichiarazioni dei redditi 2006;
se non ritenga opportuno proporre di modificare il decreto di attuazione della legge finanziaria per il 2006, visti i ritardi accumulati, ormai pari a due anni, al fine di prevedere modalità analoghe a quelle già ampiamente sperimentate nell'erogazione dell'8 per mille, realizzando un procedimento, stabile e certo nei tempi, di finanziamento delle associazioni che hanno i requisiti di cui alla legge 296/2006;
cosa si intenda fare, nel breve periodo, per eliminare questo ingiustificato ritardo ed ottemperare agli impegni sottoscritti, assicurando al cittadino contribuente tempi certi nell'assegnazione del 5 per mille, così come dallo stesso destinato;
se la trasparenza fiscale richiesta al cittadino non debba essere in primo luogo mostrata anche dalle istituzioni, onde evitare che il ritardo nell'attribuzione delle somme relative al 5 per mille alimenta una diffidenza diffusa dei contribuenti rispetto all'amministrazione fiscale dello Stato;
se lo stesso Ministro percepisca che tale ritardo comporta, di fatto, l'impossibilità dell'attuazione dei progetti degli enti aventi diritto all'erogazione del 5 per mille, vanificando la stessa finalità dell'istituto in oggetto.
(3-01092)