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Legislatura 17ª - Dossier n. 9

4.2.3 Le politiche per la concorrenza e l’apertura dei mercati

Un significativo filone di interventi volti all’obiettivo dello stimolo della competitività del sistema imprenditoriale è rappresentato, nel DEF 2015, dalle politiche per la concorrenza.

L’Unione Europea ha sottolineato l’importanza (Raccomandazione n. 7) di promuovere l'apertura del mercato e rimuovere gli ostacoli rimanenti e le restrizioni alla concorrenza. Mercati aperti e concorrenziali sono infatti un importante fattore per accrescere l’efficienza e la competitività delle imprese italiane e garantiscono effetti positivi in termini di minori costi, maggiore possibilità di scelta e più tutela per i consumatori.

Già nel DEF 2014 il Governo sottolineava l’esigenza di dare nuovo impulso all’attuazione delle norme in materia di liberalizzazione delle attività economiche, indicando in particolare lo strumento della legge annuale sulla concorrenza quale strumento per porre in atto un’attività periodica di rimozione dei tanti ostacoli e freni, normativi e non, che restano nei mercati dei prodotti e dei servizi. Nel corso del 2014 la legge annuale per la concorrenza non è stata adottata. In particolare il Governo, sulla base delle segnalazioni dell’Autorità garante per la concorrenza ed il mercato, ha invece adottato, a febbraio 2015 il primo disegno di legge annuale per la concorrenza, che è attualmente all’esame della Camera (A.C. 3012).

La Commissione UE, nel Documento sugli squilibri macroeconomici di marzo 2015, riconosce che lo strumento della legge annuale sulla concorrenza costituisce un significativo punto di partenza per mettere in moto un meccanismo positivo nell’ambito del quale gli ostacoli regolamentari alla concorrenza vengono periodicamente esaminati e rimossi.

Con riguardo ai settori coinvolti il Governo intende intervenire, tramite il disegno di legge, in una serie di ambiti, che corrispondono in larga parte a quelli indicati nelle Raccomandazioni, quali le assicurazioni e fondi pensione, le comunicazioni, i servizi postali, l’energia, le banche, le professioni e la distribuzione farmaceutica. Nel cronoprogramma il Governo fissa alla fine del 2015 l’implementazione delle predette misure.

In ordine al settore assicurativo, con la Raccomandazione 7 l’Italia è invitata - tra l’altro - a promuovere l'apertura del mercato e rimuovere gli ostacoli rimanenti e le restrizioni alla concorrenza nel settore delle assicurazioni. Il “ddl concorrenza” reca disposizioni volte a ridurre i costi di sistema, attraverso una maggiore certezza del diritto e un più efficace contrasto alle frodi, nonché a promuovere la trasparenza e la mobilità dei consumatori. Il Documento sugli squilibri macroeconomici della Commissione UE di marzo 2015, segnala che dette misure sono particolarmente incisive.

Per quanto concerne il settore bancario, il Governo intende intervenire con:

Con particolare riguardo all’ambito energetico, con riferimento al mercato elettrico e del gas, l’obiettivo governativo, è quello di superare, tramite le misure contenute nel “ddl concorrenza” l’attuale disciplina transitoria della “maggior tutela”, in base alla quale i consumatori finali di gas, cioè consumatori domestici e piccole medie-imprese, e i consumatori domestici di energia elettrica, che non abbiano scelto un fornitore sul mercato libero, vengono approvvigionati a condizioni stabilite trimestralmente dall’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico. Il Governo ha scelto per tale riduzione del perimetro della tutela una decorrenza differita nel tempo (1 gennaio 2018).

Con riguardo al settore della distribuzione dei carburanti la Raccomandazione 7 dell’UE richiede esplicitamente di promuovere l'apertura del mercato e rimuovere gli ostacoli rimanenti e le restrizioni alla concorrenza. Al riguardo il disegno di legge sulla concorrenza contiene una norma che elimina del tutto l'obbligo di erogazione di più tipologie di carburanti (incluso il metano per autotrazione) per chi installa un nuovo punto di vendita.

La raccomandazione n. 7 invita poi ad approvare la normativa in itinere o altre misure equivalenti volte – tra l’altro - a promuovere l’apertura del mercato e a rimuovere gli ostacoli rimanenti e le restrizioni alla concorrenza nei settori dei servizi professionali.

Con riferimento a tale settore, il disegno di legge sulla concorrenza:

Infine è intenzione del Governo incidere nel settore della distribuzione farmaceutica, con misure volte ad eliminare il limite di titolarità di quattro licenze in capo ad un unico soggetto e a consentire la titolarità delle stesse in capo ai soci di capitale.

Nel DEF 2015, sempre con riguardo alle tematiche relative alla concorrenza, assumono inoltre specifico rilievo i servizi pubblici locali di rilevanza economica.

Al riguardo, la Raccomandazione 7 richiede di rimuovere tutti gli ostacoli e le restrizioni alla concorrenza nel settore, nonché di applicare con rigore la normativa che impone di rettificare entro il 31 dicembre 2014 i contratti che non ottemperano alle disposizioni sugli affidamenti in house.

La Commissione europea, nel documento sugli squilibri macroeconomici ha constatato che non è stato fatto alcun progresso nella riforma.

Il Governo indica, tra gli interventi finora compiuti, la costituzione dell’Osservatorio per i servizi pubblici locali presso il Ministero dello sviluppo economico, che in particolare dovrebbe assistere e vigilare sugli enti affidanti dei servizi nella redazione delle relazioni tecniche di affidamento, garantendone l’uniformità rispetto alla disciplina europea. In proposito, si segnala che i compiti e l’organizzazione dell’Osservatorio sono stati definiti con un decreto ministeriale di agosto 2014. Devono tuttavia essere ancora pubblicate le relazioni degli enti affidanti. Proprio al fine di sbloccare i ritardi nella costituzione degli ambiti territoriali ottimali, nell’istituzione dei relativi enti di governo e dei nuovi affidamenti su scala d’ambito, con la legge di stabilità 2015 è stato introdotto l’obbligo generalizzato per gli enti locali di aderire agli enti di governo degli ambiti prevedendo, in caso di mancata adesione al 1° marzo 2015 o entro sessanta giorni dall’istituzione o designazione dell’ente d’ambito, l’esercizio di poteri sostitutivi da parte del Presidente della Regione. Inoltre sono state adottate specifiche misure di incentivazione, anche economica, per superare la frammentazione organizzativa e gestionale dei SPL.

Nel 2015, il Governo intende dare una sistematizzazione alle numerose e complesse norme sui SPL che si sono succedute nel tempo con l’obiettivo di renderle più agevolmente applicabili. A tal fine, il disegno di legge delega di riforma della p.a. in corso di esame al Senato (AS 1577) contiene una delega per il riordino della disciplina dei servizi pubblici locali. Il Governo ritiene di concludere l’esame del provvedimento entro luglio 2015 e di approvare i decreti attuativi entro dicembre 2015.

In attesa di una compiuta riforma del settore dei servizi pubblici locali alcuni interventi di natura regolatoria hanno interessato il comparto idrico dove, oltre all’istituzione del nuovo Metodo Tariffario Idrico (MTI) - usato per la prima volta per calcolare le tariffe del periodo 2014-2015, sono stati fatti alcuni pasi avanti per razionalizzare le gestioni, mentre altre misure hanno riguardato il trasporto e i rifiuti.

In particolare, il D.L. 133/2014 “Sblocca Italia” è intervenuto sulle infrastrutture del settore idrico e per l’individuazione degli Enti di governo dell’ambito, introducendo la possibilità dell’affidamento diretto del servizio nell’ambito dell’Ato, purché a favore di società in possesso dei requisiti richiesti dall’ordinamento europeo per la gestione cosiddetta in house, partecipate esclusivamente e direttamente da enti locali compresi nell’ambito territoriale ottimale. Nel comparto dei rifiuti sempre il decreto Sblocca Italia ha previsto misure per la realizzazione su scala nazionale di un sistema adeguato e integrato di gestione dei rifiuti urbani e per conseguire gli obiettivi di raccolta differenziata e di riciclaggio.

Nell’ambito degli interventi in risposta alla Raccomandazione 8, si segnalano inoltre le misure in materia di concessioni autostradali di cui all’articolo 5 del D.L. 133/2014 finalizzate a consentire modifiche del rapporto concessorio attraverso l’aggiornamento o la revisione anche mediante l'unificazione di tratte interconnesse, contigue ovvero tra loro complementari, ai fini della loro gestione unitaria; relativamente a tali misure, la Commissione, nel documento sugli squilibri macroeconomici, sottolinea che la possibilità di proporre modifiche alle concessioni, e in tal modo beneficiare di proroghe, potrebbe precludere il mercato configurando possibili profili di incompatibilità con il diritto dell’UE.

Nell’ambito dei trasporti, il programma nazionale di riforma contempla interventi volti a promuovere la concorrenza con specifico riferimento al trasporto pubblico locale e all’ordinamento portuale.

Per quanto concerne il trasporto pubblico locale, si segnala che è in corso di predisposizione un disegno di legge volto a razionalizzare l’erogazione dei sussidi nel settore ed a garantire che gli affidamenti avvengano con procedure competitive (mentre gli affidamenti in house dovrebbero rappresentare una categoria residuale). Si annuncia inoltre l’intenzione di affrontare “con spirito di apertura al mercato” il tema del trasporto pubblico non di linea e dei servizi legati alla mobilità innovativa e alla sharing economy.

Per quanto concerne l’ordinamento portuale, si ribadisce l’intenzione di una riforma del settore (i cui contenuti dovrebbero emergere dal piano generale della portualità e logistica previsto dal decreto-legge n. 133/2014, sul punto si rinvia alla scheda relativa a infrastrutture e trasporti) che conduca ad una razionalizzazione del ruolo delle autorità portuali e a una riduzione del loro numero.

Per ulteriori elementi si rinvia alla scheda relativa alle infrastrutture e trasporti.