Nel recentissimo rapporto del Fondo Monetario Internazionale presentato il 14 aprile scorso (Word economic outlook – aprile 2015), le previsioni per l’economia dell’Area dell’euro risultano riviste lievemente al rialzo, di 0,3 punti percentuali per il 2015 e di 0,2 punti per il 2016, rispetto alle previsioni di gennaio.
Nel complesso, nell’Area euro l’FMI prevede una crescita del prodotto pari all’1,5 per cento nel 2015 e all’1,6 nel 2016.
Le revisioni rispetto alle precedenti stime hanno riguardato, nei medesimi importi indicati per l’aera euro, la Germania, stimata crescere intorno all’1,6 per cento nel 2015 (rispetto all’1,3 stimato a gennaio) e la Francia, per la quale si prevede una crescita dell’1,2 per cento nel 2015 (rispetto al precedente 0,9). Per la Spagna è indicata una revisione al rialzo ancora più consistente, di 0,5 punti percentuali per il 2105, prevedendosi una crescita intorno al 2,5 per cento nel 2015.
Le previsioni dell’FMI per l’Italia, pur riviste al rialzo rispetto al precedente Rapporto di 0,1 punti percentuali, stimano per il 2015 una crescita dello 0,5 per cento, più modesta di quanto prospettato dalla Commissione Europea nel Winter Forecast di febbraio 2015 ed anche di quanto previsto dal Governo nel DEF 2015.
Nonostante il recupero delle prospettive economiche, il tasso di crescita del PIL per l’Italia si mantiene ben al di sotto della media dell’Area euro.
Nella tabella che segue sono riportate le previsioni di crescita del PIL dei principali paesi europei formulate dalla Commissione europea a febbraio 2015, nel Winter Forecast, e dal FMI nel recente Word economic outlook del 14 aprile 2015.
Tabella 2.9
Prodotto interno lordo – Confronti internazionali
(variazioni %)
DEF 2015 | Commissione Europea | FMI | ||||
2015 | 2016 | 2015 | 2016 | 2015 | 2016 | |
Economie avanzate | ||||||
Italia | 0,7 | 1,3 | 0,6 | 1,3 | 0,5 | 1,1 |
Francia | 1,0 | 1,8 | 1,2 | 1,5 | ||
Germania | 1,5 | 2,0 | 1,6 | 1,7 | ||
Spagna | 2,3 | 2,5 | 2,5 | 2,0 | ||
area euro | 1,3 | 1,9 | 1,5 | 1,6 | ||
Regno Unito | 2,6 | 2,4 | 2,7 | 2,3 | ||
Usa | 3,5 | 3,2 | 3,1 | 3,1 | ||
Giappone | 1,3 | 1,3 | 1,0 | 1,2 | ||
Economie emergenti | ||||||
cina | 6,8 | 6,3 | ||||
india | 7,5 | 7,5 | ||||
brasile | -1,0 | 1,0 | ||||
russia | -3,8 | -1,1 | ||||
Con riferimento alla crescita economica dell’Area dell’Euro, si sottolinea come nel Winter Forecast la Commissione europea metta in evidenza che, da quest'anno - e per la prima volta da quando è iniziata la crisi economica e finanziaria - tutti gli Stati membri dell'UE dovrebbero registrare una crescita positiva del PIL.
Tuttavia, secondo la Commissione, la diversità dei risultati economici è probabile persista fino a quando le caratteristiche peculiari influenzeranno la performance di crescita. La crescita infatti è anche collegata al diverso progresso nella lotta alle debolezze strutturali e all’attuazione delle riforme. Più recentemente, il diverso sfruttamento della discesa dei prezzi del petrolio è diventato un ulteriore fattore di differenziazione. Esso si aggiunge ad altri fattori quali le differenze nella regolazione del bilancio pubblico, gli sforzi di deleveraging del settore privato e di consolidamento della settore pubblico.
Tra gli Stati membri più grandi, l'attività economica è prevista – secondo la Commissione UE – molto dinamica in Spagna e nel Regno Unito con tassi di crescita ben al di sopra della media UE. Si rileva, peraltro, che mentre la crescita nel Regno Unito si è mostrata piuttosto forte già dalla fine della recessione del 2008-09, con un moderato rallentamento nel 2012, in Spagna, la ripresa è iniziata soltanto lo scorso anno, sostenuta da un migliore mercato del lavoro e da migliori condizioni di finanziamento.
La crescita economica in Germania, in linea con la media UE nel 2015 e nel 2016, è sostenuta fortemente dalla domanda interna, che dovrebbe crescere più velocemente che nel resto della zona euro, ma con un minor ausilio dalle esportazioni nette, che sono previste in calo e potrebbero girare in negativo nel 2016. L'attività economica in Francia è prevista riprendere lentamente slancio nel 2015 e poi nel 2016, trainata principalmente dai consumi delle famiglie, mentre gli investimenti appaiono impostati a rimanere contenuti quest'anno.
In Italia, l'economia, dopo essersi contratta nuovamente nel 2014, dovrebbe recuperare gradualmente quest’anno e tornare positiva, trainata dal rafforzamento della domanda interna ed esterna. Per il 2015, il PIL reale è previsto in espansione dello 0,6% sostenuto dalle esportazioni e solo da un lieve miglioramento della domanda interna.
Il previsto aumento del reddito reale disponibile delle famiglie derivante dal calo dei prezzi dell'energia si tradurrà – secondo la Commissione UE - solo in parte in maggiori consumi. Infatti, le condizioni del mercato del lavoro restano deboli.
Il graduale declino dei tassi di interesse nominali si prevede sostenere gli investimenti nel 2015 e più significativamente nel 2016. La domanda estera è prevista in crescita grazie al deprezzamento dell’euro, alla migliorata competitività dovuta al minore costo unitario del lavoro, alla crescita e al miglioramento della domanda mondiale. Complessivamente, la crescita del PIL reale è prevista all’1,3% nel 2016. Le importazioni dovrebbero aumentare più lentamente delle esportazioni.
Un eventuale ritardo della ripresa della domanda estera è il rischio principale di ribasso per le previsioni di crescita, mentre il successo delle riforme strutturali e del piano di investimenti UE rappresentano i principali fattori di rischio al rialzo verso la fine dell’orizzonte delle previsioni.